Detrazione figli a carico e familiari nel 730 2020: guida alla compilazione

Detrazione figli a caricoLe detrazioni per i figli a carico nella compilazione 730 2020 o nel modello Unico per il pagamento delle tasse con la dichiarazione dei redditi, pone una serie di domande ai contribuenti in base alle condizioni soggettive della famiglia, se in pendenza di matrimonio, separazione o convivenza, anche nel caso di erogazione di assegni di mantenimento da parte del coniuge e del godimento delle detrazioni fiscali. Cerchiamo di dare qualche risposta o chiarimenti alle domande che arrivano dai lettori e sempre per vedere come risparmiare e come indicarle nelle dichiarazioni.




Quanto vale la detrazione fiscale per i familiare a carico

Per familiare a carico deve intendersi ciascun componente della famiglia che nell’anno di imposta oggetto di dichiarazione ha maturato un reddito complessivo uguale o inferiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili.

Nella dichiarazione dei redditi 730 2020 si dovranno recepire anche le novità introdotte dal dalla Legge di Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020.

Per effetto di tale normativa il limite di reddito per essere considerati fiscalmente a carico dei genitori è aumentato a 4.000 euro. Naturalmente noi tutti speriamo che a 24 anni di età i nostri figli non siano più a carico, ma questo è un altro tema…

Il nuovo limite è a valere dalle dichiarazioni presentata dopo l’entrata in vigore della norma del comma 252 dell’art.1, Legge 205/2017 che è il primo gennaio 2019.

Da tale data i figli di età non superiore a 24 anni potranno essere inseriti come soggetti fiscalmente a carico se il loro reddito annuo è inferiore a 4.000 euro annui.

Per i figli di età superiore ai 24 anni di età invece resta fisso il limite del reddito imponibile IRPEF a 2.840,51 euro.

Le detrazioni previste per i figli a carico sono teoriche in quanto la detrazione effettivamente spettante diminuisce all’aumentare del reddito secondo il rapporto che vedrete nel seguito.
Se l’altro coniuge manca o non ha riconosciuto i figli naturali e il contribuente non è coniugato o, se coniugato, si è successivamente legalmente ed effettivamente separato, per il primo figlio si ha diritto, se più conveniente, alla detrazione prevista per il coniuge a carico; pertanto, il soggetto che presta l’assistenza fiscale riconoscerà la detrazione più favorevole. Tali detrazioni sono alternative tra loro.

So che per molti sarà banale ma meglio specificarlo: il limite del reddito non è riferito al reddito del genitore o dei genitori ma ma al reddito imponibile del figlio.

Nuovo limite Reddito Imponibile IRPEF per figli a carico

Attuale disciplina sulla detrazione fiscale per familiari a carico

Dall’imposta lorda e non dalla lorda si possono portare in detrazione fiscale ai fini IRPEF

Detrazione coniuge a carico non legalmente ed effettivamente separato:

  • 800 euro, diminuiti del prodotto tra 110 euro e l’importo corrispondente al rapporto fra reddito complessivo e 15.000 euro, se il reddito complessivo non supera 15.000 euro;
  • 690 euro, se il reddito complessivo e’ superiore a 15.000 euro ma non a 40.000 euro;
  • 690 euro, se il reddito complessivo e’ superiore a 40.000 euro ma non a 80.000 euro. La detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 80.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 40.000 euro;

Aumento detrazione fiscale in base al reddito pari a:

  • 10 euro, se il reddito complessivo e’ superiore a 29.000 euro ma non a 29.200 euro;
  • 20 euro, se il reddito complessivo e’ superiore a 29.200 euro ma non a 34.700 euro;
  • 30 euro, se il reddito complessivo e’ superiore a 34.700 euro ma non a 35.000 euro;
  • 20 euro, se il reddito complessivo e’ superiore a 35.000 euro ma non a 35.100 euro;
  • 10 euro, se il reddito complessivo e’ superiore a 35.100 euro ma non a 35.200 euro;

Detrazioni Fiscali per i figli a carico

Per ciascun figlio, compresi i figli naturali riconosciuti, i figli adottivi o affidati viene riconosciuta una detrazione fiscale pari a 950 euro, aumentata a 1.220 euro per ciascun figlio di eta’ inferiore a tre anni.

La detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 95.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 95.000 euro.

Nel seguito l’operazione che dovete fare

(95.000-vostro reddito complessivo) : 95.000 = % X detrazione fiscale (esempio 950 euro) = Detrazione Spettante

Ai fini del comma 1 il reddito complessivo e’ assunto al netto del reddito dell’unita’ immobiliare adibita ad abitazione principale e di quello delle relative pertinenze di cui all’articolo 10, comma 3-bis.

In presenza di più figli, l’importo di 95.000 euro e’ aumentato per tutti di 15.000 euro per ogni figlio successivo al primo. La detrazione e’ ripartita nella misura del 50 per cento tra i genitori non legalmente ed effettivamente separati ovvero, previo accordo tra gli stessi, spetta al genitore che possiede un reddito complessivo di ammontare più elevato.

Detrazione Fiscale in caso di separazione legale per i figli

In caso di separazione legale ed effettiva o di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, la detrazione spetta, in mancanza di accordo, al genitore affidatario. Nel caso di affidamento congiunto o condiviso la detrazione e’ ripartita, in mancanza di accordo, nella misura del 50 per cento tra i genitori. Ove il genitore affidatario ovvero, in caso di affidamento congiunto, uno dei genitori affidatari non possa usufruire in tutto o in parte della detrazione, per limiti di reddito, la detrazione è assegnata per intero al secondo genitore. Quest’ultimo, salvo diverso accordo tra le parti, è tenuto a riversare all’altro genitore affidatario un importo pari all’intera detrazione ovvero, in caso di affidamento congiunto, pari al 50 per cento della detrazione stessa.

In caso di coniuge fiscalmente a carico dell’altro, la detrazione compete a quest’ultimo per l’intero importo. Se l’altro genitore manca o non ha riconosciuto i figli naturali e il contribuente non è coniugato o, se coniugato, si è successivamente legalmente ed effettivamente separato, ovvero se vi sono figli adottivi, affidati o affiliati del solo contribuente e questi non è coniugato o, se coniugato, si è successivamente legalmente ed effettivamente separato, per il primo figlio si applicano, se più’ convenienti, le detrazioni previste alla lettera a);

Detrazione Fiscale per altri conviventi more uxorio a carico fiscalmente

Vi sarà inoltre una detrazione fiscale pari a 750 euro, da ripartire pro quota tra coloro che hanno diritto alla detrazione, per ogni altra persona indicata nell’articolo 433 del codice civile che conviva con il contribuente o percepisca assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’autorità giudiziaria La detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 80.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 80.000 euro.

Detrazione Fiscale in presenza di 4 o più figli

In presenza di almeno quattro figli a carico, ai genitori è riconosciuta un’ulteriore detrazione di importo pari a 1.200 euro. La detrazione è ripartita nella misura del 50 per cento tra i genitori non legalmente ed effettivamente separati. In caso di separazione legale ed effettiva o di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, la detrazione spetta ai genitori in proporzione agli affidamenti stabiliti dal giudice. Nel caso di coniuge fiscalmente a carico dell’altro, la detrazione compete a quest’ultimo per l’intero importo.

Le detrazioni di cui ai commi 1 e 1-bis spettano a condizione che le persone alle quali si riferiscono possiedano un reddito complessivo, computando anche le retribuzioni corrisposte da enti e organismi internazionali, rappresentanze diplomatiche e consolari e missioni, nonché quelle corrisposte dalla Santa Sede, dagli enti gestiti direttamente da essa e dagli enti centrali della Chiesa cattolica, non superiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili. Per i figli di età non superiore a ventiquattro anni il limite di reddito complessivo di cui al primo periodo e’ elevato a 4.000 euro.

Le detrazioni per carichi di famiglia sono rapportate a mese e competono dal mese in cui si sono verificate a quello in cui sono cessate le condizioni richieste. Qualora la detrazione di cui al comma 1-bis sia di ammontare superiore all’imposta lorda, diminuita delle detrazioni di cui al comma 1 del presente articolo nonché agli articoli 13, 15, 16 e 16-bis, nonché delle detrazioni previste da altre disposizioni normative, e’ riconosciuto un credito di ammontare pari alla quota di detrazione che non ha trovato capienza nella predetta imposta. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro delle politiche per la famiglia, sono definite le modalità di erogazione del predetto ammontare.

Novità dal 2019

Come sopra anticipato per effetto della Legge di Bilancio 2019 a partire dal primo gennaio 2019, data di entrata in vigore della norma – per i figli di età inferiore ai 24 anni di età il limite di redditi imponibili del figlio o dei figli da cui non sarà più possibile portarsi in detrazione fiscale i propri figli sarà aumentato a 4.000 euro in luogo dei 2.840 di adesso. Per i figli maggiori di 24 anni di età il limite resta fissato a quello precedente.

Novità dal 2018

La Legge di Bilancio 2018 introduce l’età quale elemento differenziante per l’ottenimento di un limite di reddito maggiore. Dal 2018 infatti i figli a carico si dividono in due categorie:

  • Figli minori di 24 anni a carico fiscalmente con reddito complessivo inferiore a 4 mila euro annue
  • Figli maggiori di 24 anni di età ma con reddito inferiore alla soglia dei 2.840,51 euro annue

Il requisito anagrafico dei 24 anni, elemento di novità e rottura rispetto al passato deve ritenersi sussistere per l’intero anno in cui il figlio compie gli anni a prescindere dal giorno o dal mese in cui li compie. Questo per il principio di indipendenza e separazione dei periodi di imposta. La novità interviene come conseguenza della modifica dell’articolo 12 del Tuir comma 2 del TUIR per effetto della Legge n. 205/2017

Chiarisco subito che la detrazione fiscale Irpef per i figli a carico spetta nella misura del 50% a ciascun genitore anche sei i genitori possono decidere se destinare la detrazione per il 100% al genitore con il reddito complessivo più elevato in modo da sfruttare a pieno la possibilità di detrazione previo accordo tra le parti che consiglierei di formulare mediante scrittura privata (bastano semplici frasi inserendo data certa all’accordo, non c’è bisogno di un avvocato).

La detrazione del costo sostenuto nell’anno di imposta spetterebbe al genitore al quale è intestato il documento del costo detraibile o deducibile e se si volesse dividere si dovrebbe in teoria annotare la percentuale di ripartizione del costo sulla ricevuta, scontrino o fattura che sia.


Naturalmente se uno dei coniugi è a carico dell’altro il genitore che ha a carico l’altro ha diritto a detrarsi o dedursi l’intera spesa.

In caso di separazione legale ed effettiva o di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio la detrazione spetta, in mancanza di accordo tra le parti, la detrazione per i figli a carico spetta al genitore affidatario salvo sempre il discorso dell’accordo preventivo dei genitori che può modificare tale percentuale.

Limite di reddito per considerare un familiare a carico

Per il regime di detrazione dei costi sui familiari a carico nella compilazione del 730 si fa prima di tutto riferimento al reddito prodotto dal soggetto a carico, familiare, figlio o altri e che non devono aver percepito nel corso dell’anno precedente proventi, redditi, oneri, compensi per un importo superiore a 2.840,51 euro al lordo degli oneri e dei costi considerati deducibili (leggi elenco spese deducibili dal 730). La Legge di Bilancio 2018 ha incrementato questo limite storico portandolo a 4.000 euro ma solo per i figli a carico fino a 24 anni mentre dai 25 anni torna a 2.840,51 euro.

Nel computo del reddito si considerano anche le retribuzioni corrisposte da enti e organismi internazionali, rappresentanze diplomatiche e consolari e missioni, nonché quelle corrisposte dalla Santa Sede, dagli enti gestiti direttamente da essa e dagli enti centrali della Chiesa cattolica. Per quanto riguarda la comunicazione alla forma pensionistica complementare dei contributi non dedotti, deve essere resa al fondo con riferimento al titolare della posizione previdenziale, precisando che l’ammontare complessivo delle somme non dedotte dall’iscritto non è stato dedotto neanche dal soggetto di cui questi è a carico.

Nel limite di reddito di 2.840,51 euro che il familiare deve possedere per essere considerato fiscalmente a carico, vanno computate anche le seguenti somme, che non sono comprese nel reddito complessivo:

  • il reddito dei fabbricati assoggettato alla cedolare secca sulle locazioni;
  • le retribuzioni corrisposte da Enti e Organismi Internazionali, Rappresentanze diplomatiche e consolari, Missioni, Santa Sede, Enti gestiti direttamente da essa ed Enti Centrali della Chiesa Cattolica;
  • la quota esente dei redditi di lavoro dipendente prestato nelle zone di frontiera ed in altri Paesi limitrofi in via continuativa e come oggetto esclusivo del rapporto lavorativo da soggetti residenti nel territorio dello Stato;
  • il reddito d’impresa o di lavoro autonomo assoggettato ad imposta sostitutiva in applicazione del regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità (art. 27, commi 1 e 2, del D.L. 6 luglio 2011, n. 98);
  • il reddito d’impresa o di lavoro autonomo assoggettato ad imposta sostitutiva in applicazione del regime per le nuove attività produttive (art. 13 della legge n. 388/2000 – Finanziaria 2001).

Possono essere considerati a carico anche se non conviventi con il contribuente o residenti all’estero:

  • il coniuge non legalmente ed effettivamente separato;
  • i figli (compresi i figli adottivi, affidati o affiliati) indipendentemente dal superamento di determinati limiti di età e dal fatto che siano o meno dediti agli studi o al tirocinio gratuito; gli stessi, pertanto, ai fini dell’attribuzione della detrazione non rientrano mai nella categoria “altri familiari”.

Possono essere considerati a carico anche i seguenti altri familiari, a condizione che convivano con il contribuente o che ricevano dallo stesso assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’Autorità giudiziaria:

  • il coniuge legalmente ed effettivamente separato;
  • i discendenti dei figli;
  • i genitori (compresi quelli adottivi);
  • i generi e le nuore;
  • il suocero e la suocera;
  • i fratelli e le sorelle (anche unilaterali); n i nonni e le nonne.

Se nel corso del 2015 è cambiata la situazione di un familiare, bisogna compilare un rigo per ogni situazione. Le detrazioni per carichi di famiglia variano in base al reddito, quindi chi presta l’assistenza fiscale dovrà calcolare l’ammontare delle detrazioni effettivamente spettanti tenendo conto di quanto previsto dall’art. 12 del TUIR.

A seconda della situazione reddituale del contribuente le detrazioni per carichi di famiglia possono spettare per intero, solo in parte o non spettare (vedere in Appendice la “tabella 3” – detrazioni per coniuge a carico, la “tabella 4” – detrazione ordinaria per figli a carico, la “tabella 5” – detrazioni per altri familiari a carico).

Quali sono i Familiari a carico

Per familiari si intendono tutti coloro che sono a carico anche se non residenti in Italia e quindi anche la moglie, marito convivente separato legalmente e non, nonché ovviamente figli naturali, riconosciuti, adottivi, affidati o affiliati. Sono ricomprese a titolo esemplificativo, coniugi separati e divorziati, suocere, suoceri, fratelli, sorelle, generi, nuore, ecc.

Non si tiene conto pertanto dell’età adulta o no ma della condizione di dipendenza soggettiva della persona fiscalmente a carico.  Sua nipote no in quanto per familiari a carico si intendono i suoi genitori naturali o adottivi, il coniuge non legalmente ed effettivamente separato, i figli riconosciuti (anche in adozione o affidati o affiliati), il coniuge legalmente separato, i suoi nipoti ma solo se figli dei suoi figli, i generi e le nuore, i suoceri, i nonni, i fratelli e sorelle. I nipoti sembrerebbero fuori dall’elenco a meno che la nipote non è figlia dei suoi figli.

Possono essere considerati a carico anche se non conviventi con il contribuente o residenti all’estero pertanto non solo la moglie o il marito non legalmente ed effettivamente separato e i figli (compresi i figli naturali riconosciuti, adottivi, affidati o affiliati) indipendentemente dal superamento di determinati limiti di età e dal fatto che siano o meno dediti agli studi o al tirocinio gratuito; gli stessi, pertanto, ai fini dell’attribuzione della detrazione non rientrano mai nella categoria “altri familiari”, ma anche altri familiari, a condizione che convivano con il contribuente o che ricevano dallo stesso assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’Autorità giudiziaria. Pertanto saranno ricompresi anche il coniuge legalmente ed effettivamente separato, i discendenti dei figli, genitori (compresi i genitori naturali e quelli adottivi), i generi e le nuore, il suocero e la suocera, i fratelli e le sorelle (anche unilaterali) i nonni e le nonne (compresi quelli naturali).

Detrazione portatori handicap a carico

Nel caso di figli portatori di handicap le detrazioni per i genitori passano da 950 euro a 1.350 per i soggetti portatori di handicap di età inferiore ai 3 anni mentre passa da 1.220 a 1.620 per quelli superiori a tre anni di età. Per portatori di handicap si deve intendere sempre il soggetto considerato tale ai sensi della Legge 104 del 1992.

Esiste poi una seconda deduzione per i familiari a carico: questa tipologia di deduzione dobbiamo applicarne un’altra che si aggancia ai costi che le persone fiscalmente a carico sostengono e di cui acquistiamo il diritto alla detrazione: caso semplice sono le spese scolastiche o spese mediche, ma possiamo allargare gli esempi a quei costi che sarebbero stati deducibili in capo ai soggetti che ora sono a carico. La misura di queste detrazioni viene rimodulata in base al valore del reddito assunto dai contribuenti per cui i valori che vedete sono relativi alle fasce di reddito che da una parte hanno un imposta capienta a cui poterle applicare. Ulteriori precisazioni contenute nella circolare 19 del 2012 dell’Ade prevede che la detrazione per figli a carico spetta a prescindere dall’età e dalla convivenza con i genitori e che il figlio sia portatore di handicap che andranno rilette alla luce della nuova Legge di Stabilità 2013.

Qualora inoltre sia specificato che per la detrazione sia condizionata alla presenza dell’affidamento disgiunto o congiunto per l’assegnazione della detrazione, rispettivamente, nella misura intera ovvero nella misura del 50 per cento, i genitori possono continuare, salvo diverso accordo, a fruire per il figlio maggiorenne e non portatore di handicap, della detrazione ripartita nella medesima misura in cui era ripartita nel periodo della minore età del figlio. Inoltre viene ricordato che già precedentemente l’agenzia delle entrate si era espressa in merito al caso in cui in caso di sentenza di separazione senza pronunce sull’affidamento dei figli all’uno o all’altro genitore la detrazione va ripartita al 50% salvo sempre diverso accordo.

PURTROPPO non sono questi gli importi effettivamente spettanti dal contribuente in quanto queste deduzioni teorica vanno confrontate e moltiplicate con i coefficiente di deduzione che si ottiene con la seguente formula. Le detrazioni inoltre spettano a prescindere che il figlio abiti o meno nell’abitazione con i genitori e prescinde anche dal fatto che sia sposato purchè in questo ultimo caso non sia a carico del coniuge logicamente.

Le predette detrazioni sono aumentate di un importo pari a 400 euro per ogni figlio portatore di handicap ai sensi dell’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104. Per i contribuenti con più di tre figli a carico la detrazione è aumentata di 200 euro per ciascun figlio a partire dal primo.

Tabella sintesi detrazione familiari a carico

REDDITO COMPLESSIVO IMPORTO DETRAZIONE (EURO)
non superiore a euro 15.000 800 (110 X reddito complessivo) 15.000
da euro 15.001 a euro 29.000 690
da euro 29.001 a euro 29.200 700
da euro 29.201 a euro 34.700 710
da euro 34.701 a euro 35.000 720
da euro 35.001 a euro 35.100 710
da euro 35.101 a euro 35.200 700
da euro 35.201 a euro 40.000 690
da euro 40.001 a euro 80.000 690 X (80.000 reddito complessivo) 40.000
oltre euro 80.000 0

Compilazione quadri 730 per familiari e figli a carico

La compilazione del 730 per i familiari a carico si effettua indicando nel frontespizio il codice fiscale, i mesi considerati a carico e la tipologia del soggetto a carico.

Nel frontespizio: Nel rigo 2 codice fiscale e dati relativi al primo figlio F1 se a carico e F per gli  altri figli figli. In Colonna 2 casella A se altro familiare, mentre in Colonna 3 inserire D se disabile. In colonna 4 il codice fiscale ed indipendentemente dal fatto che ci spettano le detrazioni. In colonna 5 indicate il numero di mesi a carico che non sempre sono 12 mentre in colonna 6 se ha meno di 3 anni in quanto si prevede come abbiamo detto una maggiore detrazione

In colonna 7 dovrete indicare la percentuale di detrazione sempre sulla base di quello che ho inserito scritto sopra nella parte relativa  ai criteri di definizione della percentuale di deduzione. Vi ricordo che annualmente i modelli possono variare per cui vi invito a rileggere l’articolo alla luce delle eventuali piccole variazioni che si possono presentare. A mio avviso tuttavia è importante che vi sappiate orientare nella compilazione.

Limite reddituale per considerare il soggetto a carico

Il familiare si considera inoltre a carico anche considerando il reddito che percepisce durante il periodo di importa che deve essere inferiore a 2.840,51 euro al lordo degli oneri deducibili indicati nell’articolo 10 del Tuir. Vi ricordo sempre la guida alla compilazione del 730.

Tabella sintesi detrazione familiari a carico

REDDITO COMPLESSIVO IMPORTO DETRAZIONE (EURO)
non superiore a euro 15.000 800 (110 X reddito complessivo) 15.000
da euro 15.001 a euro 29.000 690
da euro 29.001 a euro 29.200 700
da euro 29.201 a euro 34.700 710
da euro 34.701 a euro 35.000 720
da euro 35.001 a euro 35.100 710
da euro 35.101 a euro 35.200 700
da euro 35.201 a euro 40.000 690
da euro 40.001 a euro 80.000 690 X (80.000 reddito complessivo) 40.000
oltre euro 80.000 0

Esempio calcolo detrazione figli a carico

Esempio Calcolo detrazioni figli a carico

Reddito complessivo ai fini Irpef
€ 50.000 
Deduzione abitazione principale e sue pertinenze
€ 1.500
Figli con reddito minore o uguale a 2.840,51 €
n.
1° figlio detrazione spettante: a carico per mesi: meno di 3 anni per mesi: il figlio è disabile?
2° figlio detrazione spettante: a carico per mesi: meno di 3 anni per mesi: il figlio è disabile?
Detrazione per figli a carico (arrotondata) = € 537
Reddito netto con arrotondamento = € 48.500
Detrazione teorica per figli a carico = € 961,25
Quoziente di riduzione calcolato = 0,559

 

http://www.tasse-fisco.com/famiglia-e-matrimonio/figlio-a-carico-fiscalmente-convivenza-residenza-dichiarazione-730-redditi-estero/39113/

http://www.tasse-fisco.com/dichiarazione-dei-redditi-730-o-unico/detrazione-fiscale-abbonamento-trasporto-pubblico-2018-irpef-ires-come-prenderlo/36375/

Nuovo articolo: dedicato ai casi di esclusione Box e cantine dall’assegno di mantenimento all’ex coniuge

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141 Commenti

  1. Salve, sono nubile ed ho un figlio di 22 anni che il padre ha riconosciuto legalmente. Mio figlio ha sempre vissuto con me, mai con il papà. 10 anni fa ho dovuto fare causa al padre in quanto non aveva mai versato alimenti per il figlio. Mi è arrivata la lettera dell’Agenzia delle Entrate che il padre fa la detrazione per nostro figlio al 100%. (2009 e 2011). Mio figlio non lavora ed è residente con me. il mio reddito annuo è circa 16.000€ L’avvocato mi dice che è a carico mio al 100%. Cosa dice la legge??? Grazie.

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