HOMEPAGE / Dichiarazione 730 e modello UNICO / Detrazione Fiscale Abbonamento Trasporto Pubblico Tessera Autobus Metro 2020 Irpef Ires: come funziona

Detrazione Fiscale Abbonamento Trasporto Pubblico Tessera Autobus Metro 2020 Irpef Ires: come funziona

Il costo sostenuto a partire dal 2018 per l’abbonamento al trasporto pubblico pubblico , autobus, metro, treno etc può essere portato in detrazione fiscale dall’IRPEF nel rispetto di alcune condizioni ed entro certi limiti di importo nella dichiarazione dei redditi 730, modello Redditi PF o modello Unico. Nel seguito forniamo i chiarimenti per fuire di questa nuova agevolazione fiscale Irpef da parte dei lavoratori subordinati per la spesa effettivamente rimasta a loro carico e anche della possibilità per le imprese di detrarsifiscalmente il costo ai fini IRES.

Parliamo di detrazione Fiscale e non di deduzione per il beneficio si applica direttamente all’imposta e non al reddito imponibile Irpef.

Quali tipi di trasporto sono ammesse all’agevolazione fiscale

Nella pratica l’incentivo fiscale vale per abbonamenti aventi ad oggetto il bus, la metro ma anche i treni ed indipendentemente dalla tratta utilizzata se regionale, locale, nazionale etc. Parliamo però di abbonamento per cui non ritengo possano essere detratti fiscalmente anche i singoli biglietti. Se fosse possibile infatti andrebbero quantomeno indicati il codice fiscale del beneficiario in modo da poter risalire al soggetto avente diritto alla detrazione fiscale del costo sostenuto o del familiare che ha pagato il prezzo del biglietto per suo contro. Son dell’idea che non sia possibile la detrazione fiscale Irpef del singolo titolo ma che lo sia tuttavia anche un abbonamento di una singola settimana o un mese. Questo perché nel testo della norma si fa espresso riferimento solo all’abbonamento non individuando una durata minima.

Vale sia per i trasporti regionali che interregionali. Sono detraibili non solo gli abbonamenti alla metro o all’autobus ma anche quelli relativi all’acqsuito di servizi di trasporto aventi a oggetto trasporto di persone, ad accesso generalizzato, resi da enti pubblici ovvero da soggetti privati affidatari del servizio pubblico sulla base di specifiche concessioni o autorizzazioni da parte di soggetti pubblici

A chi spetta il bonus?

La detrazione spetta per le persone che se ne servono “per la propria mobilità quotidiana, quali studenti, lavoratori, pensionati“.

I casi possibili

L’agevolazione si estende anche ai familiari a carico del contribuente lavoratore subordinato per cui varrà:

  • sia nel caso il genitore paghi l’abbonamento al figlio lavoratore subordinato o ad altro familiare a carico fiscalmente che sia un lavoratore subordinato
  • sia nel caso in cui il genitore lavoratore subordinato paghi la tessera dell’autobus al figlio studente (quest’ultima è da chiarire)

Se ve ne vengono in mente altri scrivetemi e cerchiamo di dargli una risposta.

Esclusioni

Il bonus fiscale per il trasporto non si applica per i biglietti con durata oraria ossia il classico biglietto che acquistiamo a presso fisso alle macchinette che danno diritto a viaggiare sui mezzi per un’ora. Questa esclusione vale anche nel caso in cui sia di durata superiore a quella giornaliera o anche maggiore tipo 48, 72 ore.

Quanto vale la detrazione fiscale e quanto risparmio nella realtà

La detrazione fiscale vale per il 19% del costo sostenuto ed il limite annuo di spesa è di 250 euro. Il risparmio massimo fruibile pertanto nel caso di acquisto di un abbonamento di 250 euro sarà pari massimo a 47,5 euro. Possiamo quindi dire che il beneficio pur non valendo moltissimo al livello di singolo contribuente va ad interessare una moltitudine importante di persone. Basti pensare alle centinaia di migliaia che utilizzano i mezzi pubblici nelle grandi città come Roma, Milano, Firenze, Bologna, Torino, Napoli, etc

Deduzione per le società ai fini IRES

Il costo di competenza dell’esercizio 2018 e successivi, sostenuto dall’azienda per le prestazioni di servizi di trasporto collettivo alla generalità o a categorie di dipendenti, anche se affidate a terzi ivi compresi gli esercenti servizi pubblici, rientrano nell’ambito di esenzione fiscale così come disposto dall’articolo 51, comma 2, lett. d) del TUIR.

La Legge di bilancio 2018 introduce anche la possibilità di portare in deduzione fiscale dal reddito imponibile da lavoro dipendente (non detrazione dalle imposte attenzione) il costo sostenuto per il rimborso delle spese di viaggio dei propri dipendenti. Si parla specificamente di rimborso di titoli di viaggio.

Qui è da capire cosa debe intendersi per titoli di viaggio ossia se parliamo dei rimborsi spese per le trasferte o solo per esempio dei rimborsi spese per il tragitto casa-lavoro o lavoro-casa. Ritengo che non parliamo di spese per trasferte al momento anche se per come è scritta potrebbe prestare il fianco ad interpretazioni estensive o strumentalizzazioni del disposto normativo. In poche parole chi ha l’audacia di farlo, seppur parte perdente in partenza, potrebbe spuntarla in contenzioso a mio avviso anche se sconsiglio vivamente di farlo e di attendere i soliti chiarimenti da parte dell’agenzia che probabilmente ribadirà l’interpretazione riduttiva già avuta in passato con la risoluzione del 2007.
Nella pratica queste non saranno più considerate un fringe benefit in capo al dipendente e non saranno addebitate più in busta paga come reddito da lavoro dipendente.

Dal primo gennaio pertanto i datori di lavoro potranno dedursi ai fini Ires le somme eventualmente rimborsate ai propri dipendenti per l’acquisto di abbonamenti per il trasporto pubblico indipendentemente dalla durata e nel limite di 250 euro in quanto non saranno più riaddebitati in busta paga al dipendente. in una frase ho condensato l’incentivo per l’impresa es pero di essere stato chiaro.
Anche laddove il datore di lavori rimborso solamente una parte dell’abbonamento come spesso accade questa quota parte sarà deducibile ai fini IRES dal reddito di impresa. In altre parole anche il solo contributo parziale potrà essere portato in deduzione dal reddito di impresa e non più addebitato in busta paga al dipendente.
Dalla relazione illustrativa si fa più che altro riferimento alla finalità della norma che deve essere quella di ridurre l’impatto ambientale incentivando l’utilizzo di mezzi pubblici.
In ultimo ma non meno importante parliamo di trasporto pubblico per cui al momento parliamo di ATAC… ma non sarà sempre così…

Testo Legge detrazione Trasporto Pubblico

Il riferimento normativo introdotto dalla Legge d Bilancio 201828. Al testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all’articolo 15:
1) al comma 1, dopo la lettera i-novies) è aggiunta la seguente: « i-decies) le spese sostenute per l’acquisto degli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale per un importo non superiore a 250 euro »; 2) al comma 2, primo periodo, le parole: « e i-sexies) » sono sostituite dalle seguenti: « , i-sexies) e i-decies) » e le parole: « per gli oneri di cui alla lettera f), il limite complessivo ivi stabilito » sono sostituite dalle seguenti: « per gli oneri di cui alle lettere f) e i-decies), i limiti complessivi ivi stabiliti »; b) all’articolo 51, comma 2, dopo la lettera d) è inserita la seguente: « d-bis) le somme erogate o rimborsate alla generalità o a categorie di dipendenti dal datore di lavoro o le spese da quest’ultimo direttamente sostenute, volontariamente o in conformità a disposizioni di contratto, di accordo o di regolamento aziendale, per l’acquisto degli abbonamenti per il trasporto pubblico locale, regionale e interregionale del dipendente e dei familiari indicati nell’articolo 12 che si trovano nelle condizioni previste nel comma 2 del medesimo articolo 12; ».

Casi particolari

Se avete dei casi particolari di trasporto pubblico da approfondire scrivete un commento e vediamo insieme di trovare la risposta o di fornirvi il chiarimento.

Compilazione 730 Precompilato

Anche questo è un dato che ha a disposizione l’agenzia delle entrate nella propria anagrafe tributaria per cui, a parte ritardi nelle implementazioni sistemistiche, dovrete ritrovarvelo come valore proposto nel prossimo 730 precompilato. Nel 730 pre compilato dovranno essere riportati eventuali punti riportati nella Certificazione UNICA CU ai punti da 341 a 352, codice onere 40. Nnn dovranno invece essere indicate le eventuali spese o contributi dati dal datore di lavoro in sostituzione delle retribuzioni premiali e indicate ai punti da 701 a 706 Cu, codice 40.

Nella legge di Bilancio 2018 approvata a fine dicembre 2017 trova spazio anche questa interessante disposizione che consente di portare in detrazione fiscale il costo dell’abbonamento annuo pagato ad ATAC o ad altra compagnia di trasporto pubblico a favore di lavoratori subordinati.

Controlli dell’agenzia delle entrate

Fermo restando che dovreste trovarvi limporto nel 73 pre compilato tuttavia dovrete avere cura di conservare la documentazione di acqsuito per verificare limport proposto o indicarlo se non è riportato. Se gli abbonamenti non sono nominativi si dovrà dichiarare che ne era l’utilizzatore per vedere se poteva beneficiare della detrazione fiscale.

Elenco detrazioni nel 730 2020 e dichiarazione dei redditi: guida fiscale ai costi e le spese per le tasse

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Tasse-Fisco
Dottore Commercialista Iscritto all'Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e Revisore Legale con la passione per il diritto Tributario e Societario e Esperto nella Consulenza Aziendale.

9 commenti

  1. Tasse-Fisco

    Non è detraibile. L’agevolazione si sostanzia nella detassazione del reddito che sarebbe stato tassato nell’ipotesi in cui il datore di lavoro le avesse corrisposto il beneficio in busta paga. Le riporto il testo dell’articolo di legge per una più agevole comprensione: 1. Il reddito di lavoro dipendente e’ costituito da tutte le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d’imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione al rapporto di lavoro. Si considerano percepiti nel periodo d’imposta anche le somme e i valori in genere, corrisposti dai datori di lavoro entro il giorno 12 del mese di gennaio del periodo d’imposta successivo a quello cui si riferiscono.

    2. Non concorrono a formare il reddito (1):

    a) i contributi previdenziali e assistenziali versati dal datore di lavoro o dal lavoratore in ottemperanza a disposizioni di legge; i contributi di assistenza sanitaria versati dal datore di lavoro o dal lavoratore ad enti o casse aventi esclusivamente fine assistenziale in conformita’ a disposizioni di contratto o di accordo o di regolamento aziendale, che operino negli ambiti di intervento stabiliti con il decreto del Ministro della salute di cui all’articolo 10, comma 1, lettera e-ter), per un importo non superiore complessivamente ad euro 3.615,20. Ai fini del calcolo del predetto limite si tiene conto anche dei contributi di assistenza sanitaria versati ai sensi dell’articolo 10, comma 1, lettera e-ter);

    b) (lettera abrogata dall’art. 2, comma 6, decreto-legge 27 maggio 2008 n. 93);

    c) le somministrazioni di vitto da parte del datore di lavoro, nonche’ quelle in mense organizzate direttamente dal datore di lavoro o gestite da terzi, o, fino all’importo complessivo giornaliero di lire 10.240, le prestazioni e le indennita’ sostitutive corrisposte agli addetti ai cantieri edili, ad altre strutture lavorative a carattere temporaneo o ad unita’ produttive ubicate in zone dove manchino strutture o servizi di ristorazione;

    d) le prestazioni di servizi di trasporto collettivo alla generalita’ o a categorie di dipendenti; anche se affidate a terzi ivi compresi gli esercenti servizi pubblici;

  2. Avatar

    Buongiorno. Nelle Istruzioni del 730 è scritto che nell’importo da indicare in dichiarazione deve essere compreso quanto riportato dal datore di lavoro nella CU (punti da 341 a 352). Ma io non ho mai comunicato al datore di lavoro le spese di trasporto pubblico da me sostenute (perché avrei dovuto? Non hanno nulla a che fare con il rapporto di lavoro… da questo punto di vista sono come le spese mediche). Di conseguenza non c’è traccia di queste spese né nella CU né nella precompilata. Eppure per legge avrei diritto alla detrazione (ho conservato tutti i titoli di viaggio). Secondo voi posso modificare la precompilata inserendo l’onere detraibile pur in assenza dell’indicazione nella CU?
    Grazie mille.

  3. Avatar

    salve , io per lavoro e due mie figlie per studio abbiamo circa € 1500.00 di spese annue …. volevo sapere se i 250,00 euro sono per componente il nucleo( quindi nel mio caso 250×3) o solamente 250,00 euro in toto?

  4. Avatar

    Ciao,noi abitiamo fuori Milano in provincia, e mio figlio per andare a scuola fa l’abbonamento mensile di 41,50 come faccio a scaricarne le spese con il 730?Grazie

  5. Tasse-Fisco

    sostenuto nel 2017 NO, quello del 2018 invece si. Per ottenere la detrazione basterà presentare ricevuta fiscale del pagamento effettuato con l’indicazione del proprio codice fiscale pr cui quanto o andrà a rinnovare se lo faccia dare. Questo ce lo dice la lettera i-decies) dell’articolo 15 Tuir modificato a partire dal primo gennaio 2018 (entrata in vigore della legge di bilancio) le spese sostenute per l’acquisto degli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale per un importo non superiore a 250 euro. Spero di essere stato utile

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    Gaspare Bisceglia

    ma il costo abbonamento trasporti pubblici 2017 puo’essere portato in detrazione del 730 2018?Grazie vorrei un chiarimento ed inoltre cosa bisogna presentare per ottenere l’eventuale detrazione?

  7. Avatar

    Il costo dell’abbonamento dove e come va indicato nel modello 730 ? Grazie.

  8. Tasse-Fisco

    Si limitatamente alla somma rimasta a suo carico

  9. Avatar

    Ciao, nel caso in cui il servizio di trasporto locale venga pagato sia dal datore di lavoro che dal dipendente, il lavoratore può beneficiare della detrazione per la quota parte da lui economicamente sostenuta? Grazie

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