Nuovo Acconto IRPEF 2020: Chi NON deve versare entro il 30 giugno o entro il 30 Novembre

Entro la scadenza del 30 Giugno e del prossimo 30 novembre dovranno essere versati gli acconti Irpef, Ires ed Irap, rispettivamente primo e secondo, ma non da tutti e nel seguito vediamo chi non deve versarli perché esonerato. Considerate anche le proroghe che sono state previste per i contribuenti soggetti agli studi di settore che, nel caso del versamento previsto per il 30 giugno  e stesso discorso per la scadenza originariamente prevista per il 30 luglio (salvo proroghe) che slitta dello stesso intervallo temporale.




Non tutti infatti sono obbligati al versamento dell’acconto ed è necessario fare una distinzione tra soggetti esenti e soggetti obbligati.

Soggetti esclusi dal versamento del primo e del secondo Irpef

Non devono versare l’acconto delle imposte Irpef mediante versamento con modello F24 i soggetti che hanno indicato nel modello 730 o nel modello Unico riferito all’anno precedente e che hanno inviato entro il 30 settembre scorso un valore inferiore ai 52 euro. Per verificare questo dato sarà necessario consultare il quadro RN del modello unico PF che avete presentato telematicamente entro la scadenza del 30 settembre e precisamene per quello che concerne l’acconto si dovrà andare a consultare il rigo RN34. Controllate sempre con il vostro modello a portata di mano in quanto ogni anno il rigo potrebbe leggermente cambiare anche se è difficile. Nei prossimi anni il rigo potrà subire delle variazioni in termini numerici e potrà cambiare ma l’importante è che prendiate come riferimento la descrizione del campo in modo da ricordarlo anche per il pagamento degli anni successivi.

Non dovranno versare l’acconto Irpef anche i soggetti che nella dichiarazione precedente presentavano un credito di imposta e in virtù di questo non saranno obbligati a versare un acconto a meno che non presumano che per l’anno successivo escano a debito in dichiarazione.


Allo stesso tempo i soggetti che presumono con ragionevole attendibilità che il prossimo anno non saranno dovute imposte o perché il reddito imponibile sarà pari a zero, o perché si dispone di crediti di imposta da utilizzare in compensazione o altre fattispecie non saranno obbligati al versamento dell’acconto. Ricordiamoci però che laddove poi questa presunzione non si dovesse presentare potremmo incorrere in sanzioni.
La presenza del credito deve comunque essere in grado di coprire l’intero acconto Irpef da versare.

Soggetti esenti dal versamento dell’acconto Irpef

Saranno esenti dal versamento dell’acconto anche i soggetti che hanno iniziato l’attività, o hanno iniziato a percepire reddito nell’anno di imposta e come tali ancora non hanno presentato una dichiarazione dei redditi da cui può emergere l’acconto da pagare per il prossimo anno.

Non saranno obbligati anche i soggetti lavoratori autonomi che hanno optato per il regime fiscale agevolato delle nuove iniziative imprenditoriali di cui all’articolo 13 della Legge 388 del 2000 che non prevede il versamento dell’acconto (detto anche regime forfettino) e che nel futuro ha acquistato il nome di regime dei contribuenti minimi oppure della fiscalità di vantaggio. Stesso discorso per i successivi regimi agevolati di determinazione delle imposte come forfettario o regime dei minimi.

Non dovranno versare l’acconto anche i soggetti che hanno terminato nell’anno la propria attività nel oppure gli eredi di contribuenti che sono deceduti nel corso dell’anno.

Non saranno soggetti al versamento neanche coloro che sono stati dichiarati falliti con sentenza da parte del tribunale.

In sintesi per il versamento dell’acconto Irpef dovremmo tenere a mente la scadenza del 30 giugno per il versamento del primo acconto Irpef (così come modificato da apposito decreto annuale del Presidente del consiglio dei Ministri) in una misura percentuale che si aggira ormai sempre sul 100% dell’importo indicato nel rigo RN 34 nel modello Unico persone fisiche. Di questo il 40 va versato entro il 30 giugno o il 30 luglio con la maggiorazione solita dello 0,40%, ed il 60% il pagamento del secondo acconto Irpef entro il prossimo 30 novembre. Potete anche optare, laddove siate in carenza di liquidità e non potete pagare il primo acconto, il versamento in un’unica soluzione il 30 novembre.

Proroga Versamento 2020

Chi gode dello slittamento del saldo e degli acconti

Il saldo 2019 e il primo acconto IRPEF 2020 potranno essere posticipati al prossimo 20 luglio senza pagamento di maggiorazioni aggiuntive. Per effetto della proroga della scadenza naturale del pagamento la rata con la maggiorazione sarà posticipata al 20 agosto pagando il solito 0,40% in più.

Chi gode della proroga:

La proroga si applica solo ai contribuenti per i quali risultano gli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA), compresi quelli aderenti al regime forfetario” e con un volume di ricavi o compensi inferiore al limite stabilito dalla tabella che definisce i limiti di accesso.
Nell’ambito soggettivo di applicazione pertanto potranno rientrare potenzialmente anche i contribuente che sono ancora nel regime fiscale di vantaggio o che determinano il reddito imponibile con metodi forfettari o che pur avendo un proprio un codice ISA approvato ne sono esclusi per altre ragioni.
Sono esclusi invece i contribuenti che dichiarano ricavi o compensi superiori a 5.164.569 euro annui.

Per quali Tasse, Imposte o Tributi è possibile fruire della proroga?

Sia l’IRPEF sia l’IRAP sia l’imposta sostitutiva dei contribuenti che hanno aderito al regime fiscale agevolato dei contribuenti minimi non solo le imposte sui redditi ma anche l’IVA, mentre non si dice nulla a proposito delle imposte sostitutive e dell’IRAP.
Si presume, comunque, che si verifichi il classico “effetto trascinamento”, per cui dovrebbero rientrare nella proroga anche le imposte sostitutive e l’IRAP, tenendo conto che, per quest’ultima imposta, è previsto l’abbuono del versamento del saldo 2019 e del primo acconto 2020, per i soggetti con ricavi/compensi non superiori a 250 milioni di euro.

Nuova rateizzazione dopo la proroga

Per effetto della modifica le nuove scadenze sono nel seguito riportate in sintesi per agevolarvi nella definizione del piano scadenze.

Piano rate senza maggiorazione

  1. rata: 20 luglio;
  2. rata: 20 agosto
  3. rata: 16 settembre;
  4. rata: 16 ottobre;
  5. rata: 16 novembre.

Piano rate con maggiorazione dello 0,4%:

  1. rata: 21 agosto;
  2. rata: 16 settembre;
  3. rata: 16 ottobre;
  4. rata: 16 novembre.

Novità 2020

Per effetto delle modifiche introdotte dal Decreto-legge del 08/04/2020 n. 23 – Misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali nei settori strategici, nonché interventi in materia di salute e lavoro, di proroga di termini amministrativi e processuali, Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 94 del 8 aprile 2020, l’articolo 20 recita che nel caso di omesso o di insufficiente versamento degli acconti dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, dell’imposta sul reddito delle società e dell’imposta regionale sulle attività produttive non si applicano in caso di insufficiente versamento delle somme dovute se l’importo versato non e’ inferiore all’ottanta per cento della somma che risulterebbe dovuta a titolo di acconto sulla base della dichiarazione relativa al periodo di imposta in corso.

Questa disposizione si applica esclusivamente agli acconti dovuti per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019.

Proroga versamento 2019

Proroga versamenti Giugno 2019 a settembre 2019: quando e chi beneficia della proroga

Entro il 30 settembre 2019 potranno essere effettuati i versamenti in scadenza “tra il 30 giugno e il 30 settembre 2019″ tutti i contribuenti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale cosiddetti “ISA”. nel seguito vi riporto il testo dell’articolo 12-quinquies, comma 3, del DL Crescita: “Per i soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale di cui all’articolo 9-bis del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, e che dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito, per ciascun indice, dal relativo decreto di approvazione del Ministro dell’economia e delle finanze, i termini dei versamenti risultanti dalle dichiarazioni dei redditi, da quelle in materia di imposta regionale sulle attività produttive, di cui all’articolo 17 del decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 2001, n. 435, nonché dell’imposta sul valore aggiunto, che scadono dal 30 giugno al 30 settembre 2019 sono prorogati al 30 settembre 2019.
4. Le disposizioni di cui al comma 3 si applicano anche ai soggetti che partecipano a società, associazioni e imprese ai sensi degli articoli 5, 115 e 116 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, aventi i requisiti indicati nel medesimo comma 3. “

Per questi soggetti sarà possibile beneficiare anche della scadenza del 31 ottobre con la maggiorazione del 31 ottobre 2019.

VERSAMENTO 1° RATA ENTRO IL 30/09/2019 VERSAMENTO 1° RATA ENTRO IL 31/10/2019 
rata scadenza interessi % rata scadenza interessi %
I Rata 30/09/2019 I Rata 31/10/2019
II Rata 16/11/2019 0,33
II Rata 16/10/2019 0,33% (*) Maggiorazione 0,40% dell’importo da versare
II Rata 18/11/2019 0,66%

Secondo acconto (scadenza originaria 30 novembre)

Nuova Scadenza 02/12/2019

Secondo acconto (scadenza originaria 30 novembre)

Nuova scadenza 02/12/2019

http://www.tasse-fisco.com/liberi-professionisti/dichiarazione-redditi-regime-forfettario-minimi-lm/44046/

Come versare un minore acconto Irpef a novembre

Versare meno imposte si può ma dovete stare attenti perché il fisco non si fa fregare. Avete però diritto all’applicazione del metodo previsionale ed ad un ulteriore caso di esenzione degli acconti di imposta.

Se arrivati infatti giugno o a novembre e pensate o meglio, avete la ragionevole certezza che l’anno si chiuderà in perdita fiscale e non dovrete versare imposte allora potrete valutare di non versare nemmeno acconti. certamente fare questa previsione  a giugno è rischioso, ma farla in sede di versamento del secondo acconto lascia meno spazi di errori. In tal modo potrete calcolare se fare o meno il versamento del secondo acconto.

Attenzione però…

Occhio però perchè in caso di errore e di successiva verifica del saldo  a debito scatterebbero le sanzioni (oppure si potrebbe anticipare effettuando un ravvedimento operoso).

Versamento del primo e del secondo acconto Irpef: i codici tributo da utilizzare

Il versamento nell’acconto Irpef potrà essere fatto utilizzando il modello F24 ed indicando il codice tributo 4033 e 4034 rispettivamente per il pagamento dell’acconto da effettuarsi a Giugno e per il pagamento dell’acconto da effettuarsi a Novembre.

Passaggio dal Regime Ordinario al regime Forfettario: Acconti

http://www.tasse-fisco.com/liberi-professionisti/passaggio-regime-forfettario-minimi-acconto-giugno-irpef-irap-sostitutiva/44176/

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22 Commenti

  1. MI fiderei del mio commercialista e comunque ci sta, non dico che sia sbagliato il ragionamento in quanto si comporta applicando un metodo storico a cui non corrisponde alcune in quanto parliamo del primo anno di applicazione.

  2. Ho fatto presente la cosa al commercialista e mi ha detto che almeno in questo caso si può evitare di versare l’acconto proprio perché è il primo anno di contribuzione legato anche alla variazione effettuata, e quindi si può evitare…Che fare allora?

  3. Mmmm…diciamo che il dato storico per effettuare il calcolo del dovuto ce l’ha per cui lo pagherei.

  4. Salve, dall’anno scorso ho un reddito da locazione intorno i 2000€ annui.Devo pagare l’Irpef di quasi 180€ in due rate(mi è stato detto il 7 e il 18 luglio). Poiché a maggio di quest’anno ho fatto una variazione nel contratto(passaggio a cedolare secca e canone concordato), posso evitare di pagare l’acconto di fine anno x il 2017?

  5. Nel 2015 sono passato da un’agenzia all’altra, nessuna di queste ha preso considerazione dei compensi già percepiti, quindi oltre a dover pagare l’irpef non trattenuta mi trovo un acconto irpef molto alto. Quanto andrò a versare di acconto, mi verrà poi detratto come già versato nella dichiarazione dell’anno prossimo?? grazie

  6. Nel 2015 sono passato da un’agenzia all’altra, nessuna di queste ha preso considerazione dei compensi già percepiti, quindi oltre a dover pagare l’irpef non trattenuta mi trovo un acconto irpef molto alto. Quanto andrò a versare di acconto, mi verrà poi detratto come già versato nella dichiarazione dell’anno prossimo

  7. Buongiorno, un mio parente professionista ha aperto partita iva nel 2016 con regime forfettario.
    Fa prestazioni professionali ad alcuni studi con emissione fatture mensilii: quest’anno deve già presentare una qualche dichiarazione dei redditi o pagare qualche anticipo per le tasse future o si sposta tutto al 2016?
    Grazie della risposta.

  8. se un contribuente è deceduto a giugno 2014 è tenuto all’acconto? io so di no ma il programma me lo mette in automatico.

  9. SONO DISOCCUPATO E NON PERCEPISCO ALCUN REDDITO – Dall’unico 2014 ho un rigo RN33 DIFFERENZA DI CIRCA 2000 EURO – POSSO NON PAGARE GLI ACCONTI VISTO CHE SONO DISOCCUPATO E SENZA ALTRI REDDITI?

  10. salve, sono una dipendente part-time a 18 ore dal 2010, nel 2011 ho avuto anche un cocopro per tutto l’anno, nel 2012 però, oltre al mio lavoro “fisso” da 18 ore non ho avuto altri cocopro ma ho aperto la P.IVA a regime fiscale semplificato (NON dei minimi). La mia domanda è sulla seconda rata dell’acconto IRPEF da pagare a fine mese: posso ricalcolarla usando il previsionale, visto che l’attività con P.IVA è iniziata quest’anno e l’ammontare dei due lavori comunque mi darà (putroppo) un reddito + basso?
    grazie

  11. Buongiorno.
    Volevo capire se il mio caso ricade nella possibilità di evitare l’acconto.
    Durante l’anno scorso ho cambiato due lavori ed il secondo datore non ha tenuto conto del reddito avuto dal primo per determinare l’irpef. Di conseguenza ora devo pagare un conguaglio notevole. Il problema è che nell’F24 compare quasi lo stesso importo in termini di acconto. In effetti ora sto lavorando di nuovo presso un’altra azienda che mi sta trattenendo l’irpef ed ho già raggiunto un valore superiore a quello dell’acconto. Volevo sapere se secondo Voi posso evitare di pagare questo acconto o se vi sono comunque obbligato. Tra l’altro nella dichiarazione unico 2011 ho chiesto un rimborso.
    Mi potete dare un aiuto?
    Grazie e saluti.
    Luca

  12. Potrebbe essere un ritardo nell’aggiornamento del software però constati anche con l’agenzia delle entrate almeno fa un doppio riscontro.

  13. Trovo ovunque che è stata ridotta dal 99% al 96% ma scaricando il programma dal sito agenzia delle entrate UNICOONLINE, lo calcola ancora al 99%, è un errore?

  14. Sfortunatamente per il pagamento dei secondi acconti irpef, irap e Iva non sono previste forme di rateizzazione come nel caso del primo acconto.
    Prova anche a leggere il post sul calcolo degli acconti Irpef, Ires, ed Iva (per i titolari di partita Iva).

  15. Per Andy,buon giorno,nel tuo articolo non ho rilevato alcun riferimento riguardante il versamento IRPEF per ex lavoratori attualmente in Mobilità o in cassa integrazione;questi, debbono pagare lo stesso l’acconto anche se percepiscono un importo mensile di circa 700 Euro.
    Hai qualche notizia in merito? secondo me sarebbe adeguato spalmare l’importo su più mesi che in una sola volta visto i gravami di spese esistenti ed anche perchè il lavoratore in mobilità o in cassa integrazione non prevede di poter incrementare le sue entrate ma forse le sole uscite!!!!!!
    Cosa ne sai???
    Grazie e saluti
    Luciano

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