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Definizione abitazione principale: chiariamo cosa si intende per la detrazione sul mutuo

mutuo e abitazione principale

Abbiamo spesso parlato di detrazione degli interessi sui mutui o di rate del mutuo contratti con banche o istituti di credito per l’acquisto della prima casa o dell’abitazione principale e trattamento economico e fiscale dei prestiti. Tuttavia c’è un pò di confusione tra i concetti di residenza, dimora abituale, abitazione principale e può portare a porsi molte domande e talvolta a sbagliare nel calcolo della detrazione degli interessi passivi sul mutuo.

L’agevolazione fiscale si riferisce al concetto di abitazione principale ma dobbiamo chiarire cosa si intende con tale definizione perchè rappresenta un parametro determinante per fruire della detrazione.

Per abitazione principale si intende quella nella quale il contribuente e o i suoi familiari dimorano abitualmente. Vi riporto la definizione dell’abitazione principale descritta nelle istruzioni del 730 che recita come segue: per abitazione principale si intende quella nella quale il contribuente o i suoi familiari dimorano abitualmente. Pertanto, la detrazione  spetta al contribuente acquirente e intestatario del contratto di mutuo, anche se l’immobile è adibito ad abitazione principale di un suo familiare (coniuge, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado). In caso di separazione legale, anche il coniuge separato, finché non interviene l’annotazione della sentenza di divorzio, rientra tra i familiari. In caso di divorzio, al coniuge che ha trasferito la propria dimora abituale spetta comunque la detrazione per la quota di competenza, se nell’immobile hanno la propria dimora abituale i suoi familiari.”

Abitazione principale: definizione e differenze con Dimora, Residenza e Domicilio

Vi segnalo l’articolo dedicato alla definizione di abitazione principale e all’analisi delle principali differenze con gli altri concetti similari di dimora, residenza e domicilio fiscale

Ai fini della detrazione degli interessi passivi sul mutuo contratto per l’abitazione principale la detrazione spetta al contribuente acquirente ed intestatario del contratto di mutuo, anche se l’immobile è adibito ad abitazione principale di un suo familiare (coniuge, parenti entro il terzo grado ed affini entro il secondo grado).

Le fattispecie soggettive dell’intestatario o intestatari del mutuo: coniugi, separati conviventi

In caso di contitolarità del mutuo o di più mutui il limite si calcola su tutti i costi del mutuo per esempio i coniugi non fiscalmente a carico l’uno dell’altro cointestatari in parti uguali del mutuo che grava sulla abitazione principale acquistata in comproprietà possono indicare al massimo un importo di 2.000,00 euro ciascuno).  Se invece il mutuo è cointestato con il coniuge fiscalmente a carico, il coniuge che sostiene interamente la spesa può fruire della detrazione per entrambe le quote di interessi passivi. La detrazione spetta anche se il mutuo è stato stipulato per acquistare un’ulteriore quota di proprietà dell’unità immobiliare ed è ammessa anche per i contratti di mutuo stipulati con soggetti residenti nel territorio di uno Stato membro dell’Unione europea. La detrazione spetta a condizione che l’immobile sia adibito ad abitazione principale entro un anno dall’acquisto, e che l’acquisto sia avvenuto nell’anno antecedente o successivo al mutuo. Non si tiene conto delle variazioni dell’abitazione principale derivanti da ricoveri permanenti in istituti di ricovero o sanitari, a condizione che l’immobile non sia locato.

Nel caso di separazione legale, anche il coniuge separato, finché non intervenga l’annotazione della sentenza di divorzio, rientra tra i familiari. Il divorzio, invece, determina la cessazione di ogni rapporto di parentela; tuttavia, al coniuge che ha trasferito la propria dimora abituale potrebbe continuare a spettare il beneficio della detrazione (per la quota di competenza) se, ad esempio, presso l’immobile continuino a dimorare i propri figli.

La dimora abituale

La dimora abituale generalmente coincide con la residenza anagrafica, tuttavia il contribuente può attestare – mediante autocertificazione – che la sua dimora abituale è in luogo diverso da quello risultante dai registri anagrafici. Non si possono avere più abitazioni principali nello stesso momento. 

La definizione di abitazione principale

Ricordiamoci sempre cosa significa abitazione principale e per farlo dobbiamo fare anche riferimento al singolo tributo che stiamo analizzando in quanto la definizione purtroppo può variare da tributo a tributi come è avvenuto per l’IMU.
La nozione di abitazione principale deve essere sempre riferita a colui che chiede la detrazione degli interessi. Ad esempio, nel caso in cui un genitore cede l’uso della propria abitazione principale al figlio, andando ad abitare in un’altra casa di sua proprietà, è quest’ultimo immobile che diventa abitazione principale, mentre quella ceduta in uso al figlio perde questa qualifica.

Se il genitore, invece, va ad abitare in una casa che prende in affitto, l’immobile occupato dal figlio non perde la qualifica di abitazione principale ed il genitore conserva il diritto alla detrazione degli interessi passivi.

Essendo un argomento soggetto spesso a domande ho scritto un articolo di approfondimento proprio dedicato alla differenza tra dimora abituale ed abitazione principale, domicilio e residenza.

Definizione da 730 o Modello Unico

Vi riporto anche la definizione che potete trovare nel modello 730 o nel modello Unico se smettete filari di partita Iva o avete altre attività

Si considera abitazione principale quella in cui il contribuente o i suoi familiari (coniuge, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado) dimorano abitualmente e fin qui niente di nuovo.

Deduzione abitazione principale

Per l’abitazione principale spetta la deduzione dal reddito complessivo fino all’ammontare della rendita catastale della casa e delle sue pertinenze, calcolata tenendo conto della quota di possesso e del periodo dell’anno in cui la casa è stata adibita ad abitazione principale. La deduzione spetta anche quando la casa è la dimora principale soltanto dei familiari del contribuente, che lì risiedono. La deduzione viene calcolata da chi presta l’assistenza fiscale ed è valida per una sola abitazione o unità locale.

Se il contribuente possiede due immobili, uno adibito a propria abitazione principale e l’altro utilizzato da un proprio familiare, la deduzione spetta esclusivamente per il reddito dell’immobile che il contribuente utilizza come abitazione principale. La deduzione per l’abitazione principale spetta anche nel caso in cui si trasferisce la propria dimora abituale per il ricovero permanente in istituti di ricovero o sanitari, purché la casa non sia locata.
Se l’unità immobiliare in parte è utilizzata come abitazione principale e in parte è concessa in locazione va indicato in questa colonna il codice 11 o 12.
Il codice ‘1’, relativo all’abitazione principale, può essere indicato anche nelle seguenti ipotesi:

  • quando la casa è la dimora principale soltanto dei familiari del contribuente, che lì risiedono;
  • nel caso in cui si trasferisce la propria dimora abituale per il ricovero permanente in istituti di ricovero o sanitari, purché la casa non sia locata.

Se il contribuente possiede due immobili, uno adibito a propria abitazione principale e l’altro utilizzato da un proprio familiare, il codice 1 può essere indicato solo per l’immobile che il contribuente utilizza come abitazione principale.
Per le abitazioni principali e le pertinenze assoggettate a Imu (come ad esempio le abitazioni principali classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9) non sono dovute Irpef e addizionali. In questo caso nella colonna 12 “Casi particolari Imu” va indicato il codice 2 e poiché il reddito dell’abitazione principale non concorre al reddito complessivo, non spetta la relativa deduzione;

Si risparmia con la detrazione fiscale degli interessi o la surroga o rinegoziazione del mutuo

Consultate anche gli altri articoli di approfondimento relativi alla detrazione degli interessi passivi sul mutuo o nel caso di surroga del mutuo.

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