Addizionale Regionale e Comunale Irpef: cosa sono e perchè aumentano

importo addizionale regionale e comunaleLe addizionali regionali e comunali Irpef che vedete in busta paga nel cedolino del mese sono imposte applicate a tutti i contribuenti sul reddito imponibile in Italia e che stanno aumentando sempre di più negli ultimi tempi… per questo può essere utile capire cosa sono, quale è la loro base imponibile e perchè aumentano in modo diversificato da comune a comune e da regione a regione. A marzo generalmente subiscono piccoli rincari derivanti dalle manovra economiche e che dovrebbero pesare tra una cifra compresa tra i 50 e di 250 euro a seconda del reddito annuo prodotto dal contribuente sia esso lavoratore dipendente o lavoro autonomo o altra persona fisica che percepisce altre tipologie di redditi tassabili. Il peso del prelievo fiscale potrà essere differente anche a seconda del comune di residenza e che alla luce della nuova Legge di Stabilità 2013 potranno essere aumentate del 6 per mille nelle regioni in Deficit Sanitario (invece di aumentare le addizionali non sarebbe più semplice spazzare via le inefficienze?).




Chi deve versare le Addizionali Regionali e Comunali

L’addizionale regionale IRPEF deve essere pagata da tutti i contribuenti residenti in Italia al 31 dicembre dell’anno di riferimento, per i quali risulta effettivamente dovuta l’IRPEF. Sono quindi esclusi i contribuenti che hanno un’IRPEF dovuta, al netto di detrazioni e deduzioni fiscali e al netto anche dei crediti di imposta, non supera il limite di 12 euro, ai sensi dell’articolo 1, comma 137 della legge 23 dicembre 2005, n. 266.Sono esonerati invece i soggetti che hanno solo redditi esenti dall’IRPEF o soggetti ad imposta sostitutiva dell’IRPEF come i contribuenti che aderiscono al regime forfettario dei minimi. Sono esclusi anche coloro che per esempio hanno redditi soggetti solo a tassazione separata.

Addizionali IRPEF: come funzionano

Le addizionali regionali e comunali sono applicate per i lavoratori dipendenti e per tutti coloro che ne sono assoggettati nella buste paga di fine mese o direttamente nella dichiarazione dei redditi 730 , modello redditi PF o anche nel modello Unico a seconda di quale utilizzate. Se ci fate caso sono autonomamente individuate verso la fine del riepilogo delle voci e ultimamente sono anche aumentate se ci fate caso in quasi tutti i comuni e le regioni. L’addizionale regionale prevede una aliquota minima detta aliquota di compartecipazione.

L’aliquota dell’addizionale regionale di riferimento

Per capire quale aliquota è stata applicata al vostro reddito complessivo al netto delle deduzioni dovrete andare sul sito della vostra regione e vedere quale aliquota hanno definito per l’anno in corso. Per regolarvi o per andare a cercare nel momento giusto tra le notizie su eventuali aumenti di quelle regionali per esempio sappiate che ciascuna regione può aumentarle nel limite dell’ 1,40% (o anche di più se sono regioni che non hanno raggiunto gli obiettivi di bilancio) e devono farlo comunicandolo con un provvedimento che dovrà essere recepito e pubblicato in gazzetta ufficiale entro il 31 dicembre dell’anno precedente a quello di applicazione dell’addizionale regionale o comunale.

Le addizionali regionali in busta paga

Solitamente le addizionali comunali e regionali per i titolari di altri redditi IRPEF che non siano da lavoro dipendente liquidano entrambe in un’unica soluzione in sede di dichiarazione dei redditi 730 o modello unico Entrambe le troverete rateizzate, eccetto alcuni casi particolari, in 9, 10 o 11 rate, in busta paga a partire dal mese successivo al mese in cui si effettua il conguaglio Irpef e saranno applicate dal datore di lavoro.
Se il conguaglio è effettuato a fine dicembre allora le rate saranno 11 e quindi anche leggermente più basse mentre se sarà effettuato a gennaio saranno 0 o se a febbraio saranno 9.


Addizionale Regionale: quando si paga

La tempistica di pagamento può però variare a seconda delle tipologia di redditi che la fa emergere. Nel caso di redditi soggetti a tassazione separata per esempio come potrebbe essere il caso di cessazione del rapporto di lavoro, l’addizionale regionale è trattenuta in unica soluzione nel periodo di paga in cui è effettuato il conguaglio Irpef così come previsto dalla Circolare Ministeriale 29.12.1999 n. 247/E. Il datore di lavoro in questo caso la versa alla Regione relativa al domicilio fiscale del lavoratore.

Novità 730 2019

In calce a questo articolo trovate le novità relative all’addizionale da inserire nella dichiarazione dei redditi 2019, 730 o redditi PF.

NOVITA’ da Decreto Semplificazioni 2015

Le regioni e i comuni dovranno prendere in considerazione solo il domicilio fiscale posseduto all’1 gennaio dell’anno cui si riferisce l’addizionale in luogo del domicilio al 31 dicembre dell’anno di tassazione e le cui aliquote dovranno pubblicate sul sito delle Finanze entro il 31 gennaio dell’anno di riferimento, mentre l’acconto dell’addizionale comunale andrà calcolato e versato applicando la stessa aliquota in vigore l’anno precedente.

L’aliquota dell’addizionale comunale di riferimento

Per regolarvi vi posso dire che l’addizionale comunale viene fissata entro il 15 dicembre di ciascun anno in misura fissa ma ovviamente ciascun comune può decidere a suo modo del suo destino e che nel caso della addizionale comunale può essere dello 0,8% a cui può essere sommato un ulteriore 0,30% nel caso di mancato rispetto del patto di stabilità sul bilancio degli enti locali.  Rispetto al pagamento dell’addizionale comunale questa si differenzia leggermente rispetto a quanto avviene per le regionali in quanto da una parte abbiamo una modalità di pagamento in busta paga, ma possiamo anche avere la liquidazione nel 730 o nel modello unico. Ogni anno entro il 31 dicembre come detto precedentemente troverete sul sito del ministero delle finanze le aliquote vigenti per l’anno di imposta.

Le addizionali comunali in busta paga

A complicare ulteriormente le cose quasi lo facessero apposta subentrano per le due addizionali due modalità differenti di pagamento che non trovano riscontro nel caso dei soggetti che percepiscono una busta paga da un datore di lavoro e che applicherà l’addizionale comunale al pari di quella regionale modificando solo il codice tributo al momento del versamento con F24 ma per quello che concerne le regole per rateizzazione vale quanto detto sopra. Nel caso dell’addizionale comunale tuttavia è necessario versare anche un acconto pari al 30% o in misura inferiore o anche pari a zero se le previsioni del contribuente sono di non versare imposte nell’anno successivo.

A quale regione/comune si versano le addizionali regionali o comunali IRPEF

Per l’identificazione della regione o del comune a cui fare riferimento per il pagamento delle addizionali si farà riferimento alla regione relativa al domicilio al 31 dicembre dell’anno per cui si versa l’addizionale. Inutile dire che non sarete voi a doverla versare ma il vostro datore di lavoro se siete lavoratori dipendenti o il vostro sostituto se ne avete a chi fatturare (in genere un cliente titolare di partita Iva) tramite modello F24 e relativo codice tributi 3801, 3802 o 3803 mentre per le comunali avrete il codice 3848 per l’acconto e 3847 per il saldo del sostituto di imposta mentre per le trattenute che avvengono nel 730 si utilizzeranno il 3845 ed il 3846. Tuttavia non sarete voi a doverle applicare ma il vostro sostituto di imposta pertanto ciò vi può essere di aiuto più che altro per sapere a cosa si riferiscono quei codici tributo o eventuali quietanze.

Chi non deve versare le addizionali regionali e comunali Irpef: esenzioni ed esclusioni

Come dicevo all’inizio la tassazione sotto forma di addizionale comunale Irpef e regionale irpef si applica a tutti semprechè abbiano un reddito imponibile che al netto delle detrazioni e delle ritenute subite su eventuali redditi prodotti all’estero sia maggiore di 12 euro (dodici euro) e che l’irpef non sia inferiore a 10,33 euro. Non dovranno altresì versare l’imposta i contribuenti titolari di reddito Ires (pertanto le società commerciali) o coloro che hanno solo redditi esenti. Non subiscono l’addizionale nemmeno coloro che hanno reddito soggetti esclusivamente ad imposizione sostitutiva come il regime dei minimi, o i redditi per esempio derivanti da incrementi della produttività se previsti come redditi esenti dalle normative vigenti.

Come avete letto precedentemente nel caso di passaggio di domicilio da un comune o una regione all’altra la tassazione non va ragguagliata ma va preso il domicilio fiscale al primo gennaio dell’anno dell’anno al quale l’addizionale stessa si riferisce nel caso della regionale mentre al primo gennaio nel caso della comunale J.
Da rilevare che mentre nel caso della addizionale regionale va preso il domicilio fiscale al primo gennaio dell’anno cui si riferisce il pagamento. Inoltre hanno introdotto dal 2007 come avete visto solo per la comunale il pagamento dell’acconto.

Le addizionali regionali e comunali Irpef solitamente si fanno sentire nella busta paga di marzo di ciascun anno.

Versamento dell’acconto di Giugno e Novembre

L’acconto sulle addizionali comunali va effettuato solo a giugno per cui il 30 novembre non ci sarà il versamento del secondo acconto. Per le regionali invece proprio non è dovuto il versamento di alcun acconto.

Dove trovo la liquidazione delle addizionali regionali e comunali nel 730  o nel modello Unico.

Se volete avere evidenza delle addizionali comunali (e regionali) pagate nell’esercizio il saldo e l’acconto, fare riferimento o alle somme di quelle che vi trovate nella busta paga se afferenti alla sola sommatoria di quelle da lavoro dipendente o anche nella sezione III e IV del quadro C del 730 o nel quadro F per la parte relativa agli acconti delle addizionali.

Nel CUD dove trovo le addizionali e regionali che mi hanno trattenuto

Nel CUD ma sono anche contraddistinte ed indicate nella busta paga sono da rintracciare nelle voci rispettivamente 162 e 164.

Addizionali e federalismo fiscale durante la crisi economica nel 2012: con le norme sul federalismo fiscale e municipale e la crisi economica e le novità introdotte con Dl 138 del 2011 vi saranno molto probabilmente novità sul versante anche delle addizionali regionali e comunali che già sono state oggetto di aumenti dal mese scorso per quello che concerne la componente variabile in “uso” ai comuni o alle regioni.

L’acconto di giugno delle addizionali regionali e comunali

Per l’anno d’imposta 2013 è dovuto l’acconto per l’addizionale comunale all’IRPEF. Si rinvia alle istruzioni per la  compilazione della dichiarazione modello Unico o rigo corrispondente del modello 730 fornite al rigo RV17 per la determinazione dell’acconto dovuto.

Aggiornamento con Decreto Salva Italia: anticipazione del termine entro cui i comuni devono pubblicare le aliquote dell’addizionale comunale Irpef che passa dall’originario 31 dicembre al 20 dicembre di ciascun anno salvo mantenere le medesime aliquote e soglie di esenzione dell’anno precedente.
Aggiornamento Versamento Acconti 2012: prevista la proroga nel versamento degli acconti Irpef, Ires, Iva e altri (leggete l’articolo andando sulle parole evidenziate in celeste)
Aggiornamento Legge di Stabilità 2013: viene concessa alle regioni la possibilità di incrementare del sei per mille le aliquote qualora si trovino in deficit sanitario
Aggiornamnto derivate dal Decreto Semplificazioni 2015 Decreto legislativo n. 175 del 21 novembre 2014.

Aliquote Addizionale Regionale

Un esempio potrebbero essere le aliquote regionali previste dalla regione Lazio per il 2019 che trovate nel seguito:

  • Fino a 15.000 Euro 1,73%
  • Oltre 15.000 Euro e fino a 28.000 Euro 2,73%
  • Oltre 28.000 Euro e fino a 55.000 Euro 2,93 %
  • Oltre 55.000 Euro e fino a 75.000 Euro 3,23 %
  • Oltre 75.000 Euro 3,33
TABeLLA ALiQUOTe deLL’AddiZiOnALe ReGiOnALe ALL’iRpeF peR L’AnnO di iMpOSTA 2019

reGIone o

proVIncIa autonoma

coD. reG.

aLIQuota

unIca

scaGLIonI DI reDDIto aLIQuota Imposta DoVuta reDDItI IntermeDI compresI neGLI scaGLIonI casI partIcoLarI
aBruzzo 01 1,73% per qualunque reddito      
BasILIcata 02   inferiore a 55.000 euro 1,23% 1,23% sull’intero importo

È prevista un’aliquota agevolata del 1.23% a favore dei contribuenti con un reddito imponibile compreso tra 55.000 e 75.000 euro, che abbiano due o più figli a carico.

Nel caso in cui i figli siano a carico di più soggetti, tale aliquota agevolata si applica solo se la somma dei loro redditi imponibili risulta compresa nello scaglione di reddito sopra indicato.

da 55.000 a 75.000 euro 1,73% 676,50 + 1,73% sulla parte eccedente 54.999
oltre 75.000 euro 2,33%

1022,50 + 2.33% sulla parte eccedente

75.000

BoLzano 03 1,23%

per qualunque reddito,

salvo quanto descritto nella colonna casi particolari

   

A tutti i contribuenti spetta una deduzione di 28.000 euro.

Ai contribuenti con un reddito imponibile ai fini dell’addizionale regionale Irpef non superiore a 70.000 euro e con figli a carico, spetta una detrazione d’imposta di 252 euro per ogni figlio in proporzione alla percentuale e ai mesi di carico. Nella verifica della soglia per ottenere la detrazione figli (70.000) si deve tener conto anche del reddito assoggettato a cedolare secca sugli affitti mentre non si tiene conto della citata deduzione di 28.000 euro. Se l’imposta dovuta è minore della detrazione non sorge alcun credito d’imposta.

caLaBrIa 04 2,03% per qualunque reddito      
campanIa 05 2,03% per qualunque reddito      
emILIa romaGna 06   fino a 15.000 euro 1,33% 1,33% sull’intero importo  
da 15.001 a 28.000 euro 1,93% 199,50 + 1,93% sulla parte eccedente 15.000
da 28.001 a 55.000 euro 2,03% 450,40 + 2,03% sulla parte eccedente 28.000
da 55.001 a 75.000 euro 2,23% 998,50 + 2,23% sulla parte eccedente 55.000
oltre 75.000 euro 2,33% 1.444,50 + 2,33 sulla parte eccedente 75.000
FrIuLI VenezIa GIuLIa 07   fino a 15.000 euro 0,70% 0,70%  sull’intero importo  
oltre 15.000 euro 1,23% 1,23%  sull’intero importo
LazIo 08  

per i soggetti con reddito imponibile ai fini

dell’addizionale IrpeF fino ad euro 35.000

È prevista un’aliquota agevolata del 1.73% a favore dei contribuenti con un reddito imponibile ai fini dell’addizionale regionale Irpef non superiore a 35.000 euro.

È prevista la stessa aliquota del1.73% a favore dei contribuenti con un reddito imponibile ai fini dell’addizionale regionale Irpef non superiore a 50.000 euro  aventi 3 figli a carico. Nel caso in cui i figli siano a carico di più soggetti, tale aliquota agevolata si applica solo se la somma dei loro redditi imponibili sia inferiore a 50.000 euro. La predetta soglia di reddito è innalzata di 5.000 euro per ogni figlio a carico oltre il terzo.

È prevista la stessa aliquota del 1.73% a favore dei contribuenti con un reddito imponibile ai fini dell’addizionale regionale Irpef non superiore a 50.000 euro aventi fiscalmente a carico uno o più figli portatori di handicap.  Nel caso in cui i figli siano a carico di più soggetti, tale aliquota agevolata si applica solo se la somma dei loro redditi imponibili sia inferiore a 50.000 euro.

È prevista la stessa aliquota dell’1,73% a favore dei contribuenti ultrasettantenni portatori di handicap appartenenti ad un nucleo familiare con un reddito imponibile non superiore a 50.000 euro

fino a 35.000 euro 1,73% 1,73%  sull’intero importo

per i soggetti con reddito imponibile ai fini

dell’addizionale IrpeF superiori a 35.000 euro

fino a 15.000 euro 1,73% 1,73%  sull’intero importo
da 15.001 a 28.000 euro 2,73% 259,5 + 2,73% sulla parte eccedente 15.000
da 28.001 a 55.000 euro 2,93% 614,4 + 2,93% sulla parte eccedente 28.000
da 55.001 a 75.000 euro 3,23% 1405,5 + 3,23% sulla parte eccedente 55.000
oltre 75.000 euro 3,33% 2051,5 + 3,33% sulla parte eccedente 75.000
LIGurIa 09   fino a 15.000 euro 1,23% 1,23% sull’intero importo Per il 2019 e per il 2020 è prevista un’aliquota agevolata del 1,23% delle persone fisiche di età inferiore a 45 anni provenienti da altre zone italiane o estere che trasferiscono la propria residenza in un comune ligure purché il trasferimento sia avvenuto nel corso del 2018 e sia mantenuto per tutto il periodo di vigenza dell’agevolazione.
da 15.001 a 28.000 euro 1,81% 184,50 + 1,81% sulla parte eccedente 15.000
da 28.001 a 55.000 euro 2,31% 419,80 + 2,31% sulla parte eccedente 28.000
da 55.001 a 75.000 euro 2,32%

1.043,5 + 2,32% sulla parte eccedente

55.000

oltre 75.000 euro 2,33%

1.507,5 + 2,33% sulla parte eccedente

75.000

LomBarDIa 10   fino a 15.000 euro 1,23% 1,23% sull’intero importo  
da 15.001 a 28.000 euro 1,58% 184,5+1,58% sulla parte eccedente 15.000
da 28.001 a 55.000 euro 1,72% 389,9+1,72% sulla parte eccedente 28.000
da 55.001 a 75.000 euro 1,73% 854,30 + 1,73% sulla parte eccedente 55.000
oltre 75.000 euro 1,74%

1.200,30 + 1,74% sulla parte eccedente 75.000

 

reGIone o

proVIncIa autonoma

coD. reG.

aLIQuota

unIca

scaGLIonI DI reDDIto aLIQuota Imposta DoVuta reDDItI IntermeDI compresI neGLI scaGLIonI casI partIcoLarI
marcHe 11   fino a 15.000 euro 1,23% 1,23%  sull’intero importo  
da 15.001 a 28.000 euro 1,53% 184,5+1,53% sulla parte eccedente 15.000
da 28.001 a 55.000 euro 1,70% 383,4+1,70% sulla parte eccedente 28.000
da 55.001 a 75.000 euro 1,72% 842,4+1,72% sulla parte eccedente 55.000
oltre 75.000 euro 1,73% 1.186,4+1,73% sulla parte eccedente 75.000
moLIse 12   fino a 15.000 euro 2,03% 2,03%  sull’intero importo  
da 15.001 a 28.000 euro 2,23% 304,5+2,23% sulla parte eccedente 15.000
da 28.001 a 55.000 euro 2,43% 594,4+2,43% sulla parte eccedente 28.000
da 55.001 a 75.000 euro 2,53% 1.250,5+2,53% sulla parte eccedente 55.000
oltre 75.000 euro 2,63% 1.756,5+2,63% sulla parte eccedente 75.000
pIemonte 13   fino a 15.000 euro 1,62% 1,62% sull’intero importo

Ai contribuenti spetta una detrazione d’imposta di 250 euro per ogni figlio a carico con disabilità, in proporzione alla percentuale e ai mesi di carico.

Ai contribuenti con più di 3 figli a carico spetta una detrazione d’imposta di 100  euro per ciascun figlio, in proporzione alla percentuale e ai mesi di carico, a partire dal primo compresi i figli naturali riconosciuti, adottivi o affidati.

da 15.001 a 28.000 euro 2,13% 243+2,13% sulla parte eccedente 15.000
da 28.001 a 55.000 euro 2,75% 519,9+2,75% sulla parte eccedente 28.000
da 55.001 a 75.000 euro 3,32% 1.262,40 + 3,32% sulla parte eccedente 55.000
     
      oltre 75.000 euro 3,33% 1.926,40 + 3,33 sulla parte eccedente 75.000  
puGLIa 14   fino a 15.000 euro 1,33% 1,33% sull’intero importo

Ai contribuenti con più di 3 figli a carico spetta una detrazione d’imposta di 20 euro per ciascun figlio, in proporzione alla percentuale e ai mesi di carico, a partire dal primo compresi i figli naturali riconosciuti, adottivi o affidati.

La detrazione sopra descritta è aumentata di 375 euro per ogni figlio con diversa abilità.

da 15.001 a 28.000 euro 1,43% 199,5+1,43 sulla parte eccedente 15.000
da 28.001 a 55.000 euro 1,71% 385,4+1,71% sulla parte eccedente 28.000
da 55.001 a 75.000 euro 1,72% 847,1+1,72% sulla parte eccedente 55.000
oltre 75.000 euro 1,73% 1.191,1+1,73% sulla parte eccedente 75.000
sarDeGna 15 1,23% per qualunque reddito     A decorrere dal 2019, ai soggetti aventi un reddito imponibile non superiore a 55.000 euro e con figli minorenni fiscalmente a carico spetta una detrazione d’imposta pari a 200 euro per ogni figlio, in proporzione alla percentuale ed ai mesi a carico. La detrazione sopra descritta è aumentata di 100 euro per ogni figlio con diversa abilità.
sIcILIa 16 1,23% per qualunque reddito      
toscana 17   fino a 15.000 euro 1,42% 1,42% sull’intero importo  
da 15.001 a 28.000 euro 1,43% 213+1,43% sulla parte eccedente 15.000
da 28.001 a 55.000 euro 1,68% 398,9+1,68% sulla parte eccedente 28.000
da 55.001 a 75.000 euro 1,72% 852,5+1,72% sulla parte eccedente 55.000
oltre 75.000 euro 1,73% 1.196,5+1,73% sulla parte eccedente 75.000
trento 18  

per qualunque reddito,

salvo quanto descritto nella colonna casi particolari

1,23% 1,23% sull’intero importo

Ai contribuenti con reddito imponibile non superiore a 20.000 euro spetta una deduzione di 20.000 euro.

I contribuenti con un reddito imponibile superiore a 20.000 euro applicano l’aliquota dell’1,23% sull’intero reddito imponibile.

umBrIa 19   fino a 15.000 euro 1,23% 1,23% sull’intero importo  
da 15.001 a 28.000 euro 1,63% 184,5+1,63% sulla parte eccedente 15.000
da 28.001 a 55.000 euro 1,68% 396,4+1,68% sulla parte eccedente 28.000
da 55.001 a 75.000 euro 1,73% 850+1,73% sulla parte eccedente 55.000
oltre 75.000 euro 1,83% 1.196+1,83% sulla parte eccedente 75.000
VaLLe D’aosta 20 1,23% per qualunque reddito      
Veneto 21 1,23%

per qualunque reddito,

salvo quanto descritto nella colonna casi particolari

    È prevista l’aliquota agevolata dello 0.9%per persone con disabilità con reddito imponibile non superiore a 45.000 euro e i contribuenti con un familiare con disabilità fiscalmente a carico e con un reddito imponibile non superiore a 45.000 euro. Se la persona con disabilità è fiscalmente a carico di più soggetti l’aliquota dello 0,9% si applica a condizione che la somma dei redditi delle persone di cui è a carico, non sia superiore a 45.000 euro.

Tabella aliquote addizionali comunali

Nel seguito altro esempio con le aliquote comunali in vigore per il 2018

Tabella_Addizionali_Comunali 2018

Compensazione addizionale Regionale

Ai sensi dell’art. 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 l’addizionale regionale può essere portata in compensazione dei tributi, contributi e premi da versare con il modello F24.

Addizionale Regionale Regione Veneto, Lazio, Lombardia, liguria, …


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61 Commenti

  1. Buongiorno,
    mi sono accorto che in busta paga le addizionali vengono riferite alla Regione Puglia e comune Bari (dove avevo la residenza sino a 10 anni fa) anziche alla regione Lazio e comune Roma dove risiedo da oltre 10 anni.
    é necessario comunicare all’azienda tale errore e cosa comporta il mancato aggiornamento?

    Grazie mille

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