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Istanza On line Autotutela, Moduli e Modelli per Ricorso all’Agenzia delle Entrate

Se avete ricevuto la notifica di un atto ovvero un accertamento fiscale, un avviso bonario o altra comunicazione da parte dell’agenzia delle Entrate del Comune o dell’INPS o se avete commesso un errore il ricorso all’istanza di autotutela potrebbe essere la migliore soluzione per evitare l’incardinarsi del ricorso tributario in commissione tributaria togliendovi non pochi problemi, riducendo tempi e costi. Nel seguito troverete anche dei format e dei modelli per richiedere la cancellazione a seconda dei diversi casi di istanza che volete inviare all’amministrazione finanziaria.

A cosa serve l’autotutela: pregi e difetti

Il ricorso con istanza in autotutela è un cosiddetto strumento deflattivo del contenzioso ossia tenta di scongiurare l’imminente instaurarsi di un contenzioso dinnanzi al Giudice tributario con l’agenzia delle entrate o con l’agenzia della riscossione che potrebbe allungare di molto i tempi della controversia con aggravio di costi per entrambe le parti. In questo modo si cerca di intervenire fin da subito attraverso l’autotutela anche solo per sanare errori banali che potrebbero comunque attivare un accertamento fiscale più complesso e che potrebbe sfociare in un contenzioso dinnanzi alla commissione tributaria.

Onde evitare di incorrere nella riscossione coattiva dei tributi, pignoramenti presso terzi, solleciti di pagamento, etc, si presenta un’istanza di autotutela in cui si ripercorrono i motivi per esempio che hanno portato ad un errore come anche ad una rappresentazione diversa da quella che potrebbe emergere dalla vista asettica della dichiarazione dei redditi.

Vi sono diversi strumenti deflattivi del contenzioso che hanno in comune la stessa finalità che trovate nel seguito tuttavia anche l’autotutela resta sempre quello migliore per via del fatto che interviene fin da subito per evitare di instaurare il contenzioso fin dal principio.

Si tratta in particolare di:

  1. Autotutela
  2. Acquiescenza
  3. Accertamento con adesione
  4. Reclamo
  5. Mediazione
  6. Ricorso tributario
  7. Conciliazione giudiziale

L’autotutela si differenzia dagli altri perchè rappresenta un  negozio giuridico unilaterale ovvero una comunicazione che avviene su iniziativa del contribuente e che tende a mettere a conoscenza l’agenzia delle entrate di informazioni non prese in considerazioni all’interno di una accertamento, avviso bonario o comunicazione o cartella di pagamento. Un esempio tipico è un F24 non incrociato con le imposte dovute che porta alla notifica al contribuente di un accertamento fiscale per imposte omesse. In questo caso basta anche solo parlare con il call center. Tuttavia presentare un’istanza per lasciare traccia scritta del tentativo di “conciliazione” può portare ad avere prima ragione nell’ipotesi in cui s dovesse incardinare un contenzioso anche solo per un banale F24 versato ma non visto dal’amministrazione.

Nell’istanza di autotutela potrà essere richiesto sia l’annullamento totale sia l’annullamento parziale di quanto richiesto dall’amministrazione.

Il pregio quindi resta quello di modificare o portare all’annullamento di un atto emanato da una pubblica amministrazione correggendone un errore. Se lavorata può essere la strada più veloce e meno costosa. L’istanza non è soggetta a costi per la presentazione. Il difetto sta nel fatto che, almeno nella mia esperienza, vi è una certa difficoltà a farsi rispondere dall’agenzia delle entrate in tempi utili per evitare il contenzioso. Spesso infatti la presentazione dell’Istanza al protocollo non trova seguito in una risposta entro i termini di impugnazione della cartella o dell’accertamento fiscale vanificandone così gli effetti quasi del tutto.

Il consiglio pratico che posso dare quindi in questo caso è quello di presentare l’istanza ma prepararsi per la presentazione del ricorso e nel frattempo stargli dietro nel senso vero del termine ossia informarsi per esempio direttamente con l’ufficio che ha emesso l’atto se hanno analizzato l’istanza mettendosi a disposizione.

Con l’Istanza possiamo arrivare allo sgravio di cartelle esattoriali, avvisi di pagamento, avvisi bonari, comunicazioni dell’agenzia delle entrate nei quali vi può essere un omesso versamento o anche il disconoscimento di un credito indicato nella dichiarazione dei redditi, o anche minori ritenute subite rispetto a quelle indicate nella dichiarazione. Questo sono solo alcuni esempi che possono far emergere l’iscrizione al ruolo e una successiva cartella di pagamento.

Quello di sicuro che mi è capitato più spesso è che l‘agenzia delle entrate non aveva riconciliato un pagamento già effettuato con F24. Spesso capita di essere oggetto di richieste di pagamento per pagamenti già effettuati. Il problema è che tocca anche fare delle file assurde per avere le proprie ragioni. Per questo è sempre meglio scaricare la quietanza per il pagamento dall’estratto conto on line proprio o della propria società e mantenere un archivio aggiornato in modo da avere tutto a disposizione qualora dovesse essere oggetto di specifica richiesta d aparte dell’agenzia delle entrate.

Per questo l’istanza di autotutela on line è un modo giusto per poter gestire queste situazioni riducendo gli sforzi.

Vi possono anche esserci altri problemi da dover gestire attraverso l’autotutela come per esempio una comunicazione inviata ad un soggetto con lo stesso nome e cognome. I casi di omonimia in Italia sono diverse decine di migliaia per cui la probabilità di non essere i veri destinatari potrebbe essere più alta di quello che sembra.

Vi possono essere anche dei casi più tecnici come per esempio l’applicazione di un’imposta di registro in misura fissa invece che in misura proporzionale al valore dell’atto. Oppure potrebbe essere stato applicato un coefficiente di moltiplicazione ai fini delle imposte di registro sbagliato diverso da quello effettivamente applicabile.

Potrebbero anche verificarsi casi di doppia imposizione sugli utili ovvero dividendi distribuiti ai soci in un paese che non devono scontare ulteriori tassazioni in ITA in base alle convenzioni contro le doppie imposizioni.

Capita anche il disconoscimento o meglio il mancato riconoscimento di agevolazioni fiscali da parte dell’agenzia delle entrate che sfocia nella richiesta delle imposte non versate o versate in misura inferiore per effetto delle agevolazioni presenza di agevolazioni particolari non prese in considerazione dal Fisco.

Istanza Autotutela: per quali tributi

L’istanza di autotutela può essere presentata per qualsiasi tributo per cui:

  • irpef
  • ires
  • irap
  • iri
  • IVA
  • INVIM
  • imposta di registro
  • imposta di bollo
  • tassa concessione
  • addizionali regionali o comunali
  • imposta di successione
  • imposta sulla donazione
  • imposta  su contratti di borsa
  • contributi unificato su ricorsi o sentenze
  • tasse auotomobilistiche
  • bollo auto
  • contributi

A chi inviare l’Istanza di autotutela 2020: quale Destinatario

Il destinatario dell’istanza di autotutela è l’Ufficio competente dell’Agenzia delle Entrate che ha emesso l’atto. Se vi arriva una cartella dall’Agenzia della Riscossione o ex  Equitalia dovete sapere che non sono loro gli enti impositori ma loro sono solo gli organi deputati alla riscossione delle imposte, tasse o tributi richieste da un ente impositore. L’ente impositore è il soggetto giuridico di diritto pubblico che emette “il ruolo” e lo consegna all’agenzia della riscossione per riscuoterlo.

Errore nel destinatario dell’Istanza di autotutela

Fortunatamente nell’ipotesi in cui sbagliate il destinatario ma indirizzate l’istanza ad altro ufficio dell’agenzia delle entrate l’amministrazione non può non prendere in considerazione l’atto da voi notificatogli. Aggiungo che la notifica sempre meglio che sia fatta presso lo stesso ufficio dietro rilascio di un numero o ricevuta di protocollo. In alternativa mediante raccomandata o plico raccomandato dal quale emerga data certa della spedizione. Qualora questo fosse sbagliato l’ufficio che ha ricevuto l’atto dovrà trasmetterlo all’ufficio competente mettendo in Cc anche il contribuente avvertendolo dell’errore.

Quanto costa l’istanza di autotutela per il ricorso contro l’atto 2019 2020

L’istanza di autotutela sia cartacea sia on line sia cartacea non è soggetta ad alcun costo ovvero a tassazione o a prelievo. Non vi dovranno chiedere nemmeno marche di bollo al momento della consegna cartacea all’agenzia delle Entrate. Discorso diverso invece nel caso di ricorso avverso l’accertamento che sarebbe invece soggetto a bel altra tassazione con il pagamento del contributo fisso o proporzionale e l’imposta di bollo.

Come presentare l’istanza di autotutela

Una volta redatta l’istanza in autotutela si può consegnarla brevi manu all’ufficio dell’agenzia delle entrate, possibilmente quello competente che ha emesso l’atto sarebbe meglio anche se può essere consegnata in qualsiasi altro ufficio.

Altra modalità è la raccomandata A/R con ricevuta di ritorno che potrebbe servire un domani a provare al Giudice tributario che si è tentato di risolvere bonariamente la faccenda a che l’agenzia delle entrate non ha risposto.

La si può presentare in carta libera o su un foglio a uso bollo dove saranno indicate prima di tutte le informazioni anagrafiche del soggetto preponente ed i riferimenti all’atto di accertamento o comunicazione (numero cartella…, ruolo n….emesso il ____ e notificato in data_____) presentata dal’agenzia delle entrate. Se siete una società andrà benissimo la carta intestata. In questa andranno eventualmente allegati i documenti a supporto delle tesi del contribuente o quelli che possano aiutare l’agenzia delle entrate a prendere in considerazione le pretese o le osservazioni avanzate e procedere rapidamente allo sgravio. Basti pensare ad un F24 non trovato ma versato il cui abbinamento con il debito del contribuente impiega 5 minuti di tempo.

Cosa succede dopo la presentazione dell’Istanza di autotutela

Dopo la presentazione potremmo avere le seguenti casisitiche:

  • L’istanza viene accolta totalmente e l’atto viene annullato in toto o revocato. Eventuali somme già versate da parte del contribuente saranno oggetto di rimborso con la compilazione di un apposito modulo dove indicare i dati del conto dove effettuare il versamento.
  • L’Istanza viene accolta ma solo dopo molto tempo per cui potrebbe verificarsi che si è instaurato nel frattempo il contenzioso dinnanzi al giudice. L’ufficio che ha emesso l’atto può abbandonare il ricorso dando comunicazione al tribunale. Il Giudice dichiarerebbe la famosa “cessata materia del contendere” molto probabilmente con compensazioni delle spese di lite per cui a voi resterebbero le spese del dottore commercialista o avvocato da pagare.
  • L’Istanza viene accolta solo parzialmente per cui la restante parte resta dovuta dal contribuente. L’Agenzia delle entrate molto probabilmente riemetterà un ruolo con le somme restanti da pagare. Il contribuente potrà allora optare nuovamente per uno degli strumenti deflattivi visti sopra o la per la  definizione definizione agevolata delle controversie magari con accertamento con adesione .

Mancata risposta dell’agenzia all’autotutela, diniego espresso o tacito

L’ente impositore che riceve l’istanza di autotutela in teoria sarebbe obbligato a rispondere peccato che non vi siano dei tempi entro cui dare una risposta al contribuente, superati i quali le pretese avanzate dal contribuente si possano considerare accettate e la cartella annullata con relativo sgravio delle sanzioni e interessi.

Questo fa nascere l’esigenza di predisporre cautelativamente anche copia del ricorso in modo da consegnarlo prima del decorso dei tempi per l’impugnazione.

Tuttavia dovete sapere che l’istanza di autotutela può essere consegnata anche dopo il ricorso o decorsi i termini per presentarlo.

L’accettazione da parte dell’agenzia delle entrate o altro ente impositore può essere totale o anche parziale.  In caso di accettazione l’agenzia procederà alla rinuncia all’imposizione.

Può anche revocare l’atto o avviso di accertamento qualora si accorga che abbia commesso un errore nello stesso o siano modificate nel frattempo le norme con efficacia retroattiva per cui siano modificati i presupposti di fatto o di diritto.

Modelli Istanza Autotutela editabile

Nel seguito trovate alcuni format o modelli editabili per la compilazione dell’istanza in autotutela a seconda delle casistiche e degli esempi sopra riportati, sperando che vi siano utili per prendere spunto:

Autotutela On Line Dottori Commercialisti: CIVIS

Per i dottori commercialisti viene pressoché impedito di presentare istanze di autotutele cartacee qualora non abbiano prima provato a risolvere la controversia utilizzando il servizio on line CIVIS. Nell’area riservata sul sito dell’agenzia delle entrate è possibile infatti compilare un form dove si chiedere per esempio di recepire un modello F24 o di correggere una dichiarazione.

CIVIS per Istanze On line: come funziona

Basterà entrare nell’area riservata dell’agenzia delle entrate o fisco on line e andare nella sezione al seguente percorso

Con CIVIS potremmo avere assistenza rispetto a

  • Assistenza per:
    • Comunicazioni di irregolarità
      La funzione consente di ricevere assistenza su comunicazioni/avvisi telematici di irregolarità che derivano dal controllo delle dichiarazioni fiscali previsto dagli artt. 36 bis del DPR n. 600/73 e 54 bis del DPR n. 633/72.
    • Cartelle di pagamento
      La funzione consente di ricevere assistenza sulle cartelle di pagamento che derivano dal controllo delle dichiarazioni fiscali previsto dagli artt. 36 bis del DPR n. 600/73 e 54 bis del DPR n. 633/72.
    • Richiesta modifica delega F24
      La funzione consente di richiedere la modifica della delega di pagamento F24 e di conoscere l’esito della lavorazione della richiesta.
    • Istanze di autotutela locazioni
      La funzione consente di richiedere assistenza sugli avvisi di liquidazione relativi ai contratti di locazione e conoscere l’esito della lavorazione della propria istanza.
    • Consultazione delle richieste
      La funzione consente di conoscere l’esito della lavorazione della richiesta.
  • Assistenza per controllo formale
    La funzione consente di trasmettere la documentazione chiesta dall’ufficio per verificare la correttezza e la conformità dei dati riportati in dichiarazione o per integrare la documentazione già trasmessa che deriva dal controllo formale delle dichiarazioni previsto dall’art. 36 ter del DPR n. 600/73 e di conoscerne lo stato di lavorazione.
  • Assistenza sulle comunicazioni per la promozione dell’adempimento spontaneo
    La funzione consente di inviare la documentazione in risposta ad una comunicazione dell’Agenzia delle entrate, finalizzata a promuovere l’adempimento spontaneo degli obblighi tributari, ai sensi dell’art. 1 comma 634 e seguenti della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di stabilità 2015).

Informazioni per CIVIS

Funzione di validazione e conversione file: per effettuare la validazione e la conversione dei documenti da inviare.


Invio documentazione: per effettuare l’invio della documentazione richiesta nella comunicazione dell’agenzia.


Ricevute: per visualizzare la lista delle ricevute attestanti la ricezione della documentazione.


Integrazione documentazione: per integrare la documentazione con l’invio di ulteriori allegati a fronte di una pratica già aperta.


Interrogazione stato di lavorazione: per conoscere lo stato di avanzamento delle attività relative al controllo formale della dichiarazione.

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Dottore Commercialista Iscritto all'Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e Revisore Legale con la passione per il diritto Tributario e Societario e Esperto nella Consulenza Aziendale.

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