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La prestazione occasionale: come dichiararla, limiti e tasse da pagare

lavoro occasionale: la prestazione saltuaria o prestazione occasionaleLa prestazione occasionale risulta essere un sistema di lavoro particolarmente apprezzato dai giovani o da coloro che, pur avendo già un lavoro, riescono a procurarsi dei guadagni extra con dei piccoli lavori. E’ particolarmente indicata per coloro che stanno avviando una libera professione ma non hanno ancora intenzione di aprire una partita IVA che, si sa, comporta elevati costi di gestione annuali a cui è necessario poter far fronte e, nei primi momenti dell’attività, non sempre è possibile.
Quando si ha la possibilità di sfruttare le proprie doti e competenze al di fuori di un già esistente ambito lavorativo, la partita IVA sarebbe inutile, un balzello superfluo non necessario se si tratta di lavori occasionali che garantiscono esclusivamente un guadagno extra; purtroppo non tutti conoscono questa possibilità e, infrangendo la legge ed evadendo le tasse, preferiscono fare tutto in nero. E’ necessario sapere che chi sceglie il sistema della prestazione occasionale, se vengono rispettati alcuni paletti imposti dalla legge, è esentato dal pagamento delle tasse ma lavora nel pieno rispetto delle regole e non incorre in nessun tipo di sanzione pecuniaria che, in caso di evasione fiscale, risulta essere piuttosto elevata.
Questa tipologia di lavoro non ha una lunga tradizione nel nostro ordinamento ma è stata introdotta recentemente con la riforma del lavoro del 2003, attraverso la cosiddetta Legge Biagi e, affinché possa essere riconosciuta come tale, deve appunto rispettare i famosi paletti dettati per legge:

  1. non dev’essere un’attività abituale;
  2. dev’essere un’attività non professionale;
  3. non deve svolgersi con continuità;
  4. non dev’esserci una coordinazione.

Detto ciò e stando a quanto dice l’articolo specifico che regola questa attività, possono essere considerati lavoratori occasionali coloro che si impegnano a svolgere un’opera o un lavoro in proprio dietro corrispettivo, senza che vi sia nessuna forma di coordinazione o di subordinazione col committente.
Data la natura del tipo di lavoro e la sua definizione, è normale che questo genere di collaborazione non debba necessariamente essere regolamentata da un contratto di prestazione occasionale scritto perché, fra le due parti, non ci deve essere nessun vincolo continuato e nessuna subordinazione o coordinazione. Il collaboratore occasionale ha piena libertà di svolgimento del lavoro occasionale che gli viene commissionato. Ovviamente, dal momento che questo genere di collaborazione occasionale sottostà a un particolare regime fiscale che spiegheremo in seguito, affinché possa essere considerato tale deve rispondere anche ad altri importanti e determinati requisiti che fanno sì che, per legge, possa essere considerata una collaborazione occasionale e non professionale:
– la collaborazione con uno stesso committente non può essere più lunga di trenta giorni in uno stesso anno solare, altrimenti diventa abituale e continuativa;
– la somma di tutti i compensi percepiti non può essere superiore ai 5000 euro (5 mila) netti in uno stesso anno solare.
Se si dovessero verificare fattispecie contrarie a quanto detto finora, la collaborazione da occasionale diventerebbe a progetto o professionale e dovrebbe essere regolata dalle specifiche norme in merito.

Uno degli aspetti più particolari e delicati di questo genere di prestazione lavorativa è, senza dubbio, quello contributivo…
Va subito detto che chi si attiene ai limiti fissati per legge è esentato dal pagamento contributivo INPS, perché? Perché il professionista occasionale non può essere considerato né un lavoratore dipendente (nessun legame di subordinazione col committente e nessuna busta paga a fine mese) né un lavoratore autonomo (non raggiungendo i 5000 euro lordi all’anno non può essere considerato tale). Per questo motivo non deve nulla all’ente di previdenza sociale e non ha quindi nessun diritto all’assegno di previdenza previsto per le altre categorie. Superando il limite di 5mila euro annuali, invece, il lavoratore occasionale perde il suo status ed è costretto a iscriversi alla Gestione Separata INPS, versando quindi quanto dovuto dal regime contributivo. L’iscrizione alla gestione separata INPS vi anticipo che non è difficile.

Stando alla legge, però, chi supera i 5000 euro, è tenuto a versare i contributi solamente per la quota che eccede tale limite: se, per esempio, un lavoratore autonomo occasionale a fine anno ha percepito un reddito netto pari a 6700 euro (con una o con la somma di più prestazioni occasionali), la quota contributiva dovrà essere pagata esclusivamente sui 1.700 euro eccedenti e non sull’intero guadagno. Nel momento in cui il lavoratore si accorge di aver oltrepassato la soglia fissata per legge, deve dare comunicazione al suo committente e, quindi, procedere con l’iscrizione alla Gestione Separata dell’INPS, a meno che non sia già un iscritto.
E’ necessario sapere che anche chi svolge un lavoro occasionale è tenuto a rilasciare la ricevuta di pagamento: quindi va fatta la ricevuta per la prestazione occasionale, qualunque status abbia il committente del lavoro. Va specificato che, nel caso in cui ci si trovi a svolgere un servizio per un soggetto che può essere definito sostituito d’imposta (amministratore di condominio, libero professionista, società o enti vari, imprese individuali ecc.) i compensi percepiti sono soggetti al regime di ritenuta d’acconto.

Per una prestazione occasionale devo fare la ricevuta?
La risposta quindi è SI!

Nella fattura che dev’essere rilasciata per legge, devono essere necessariamente indicati:
– dati personali del committente;
– dati personali del prestatore d’opera;
– dati di identificazione della ricevuta (numero e data)
– compenso lordo
– importo della ritenuta d’acconto (20% sul compenso lordo)
– totale netto da corrispondere

Nella compilazione della ritenuta d’acconto per la prestazione occasionale, va prestata particolare attenzione alla data che viene scritta sulla fattura, che non deve corrispondere alla data in cui è stato ultimato il lavoro per il committente ma a quella in cui si è ricevuto il compenso pattuito.

Se poi la ricevuta ha un valore superiore ai 77,47 euro, dev’essere necessariamente rilasciata con marca da bollo del valore di 1,81 euro (oggi 2 euro) che, solitamente, viene fatta a carico del committente.
Nel caso in cui il lavoratore e il committente abbiano previsto che, oltre al compenso, il prestatore abbia diritto a un rimborso per le spese effettuate, anche queste ultime sono soggette alla ritenuta d’acconto ma, se gli accordi di collaborazione prevedono che al prestatore non spetti nessun compenso ma solo un rimborso per le spese sostenute, queste non sono assoggettate al regime di ritenuta d’acconto: quindi, le spese di viaggio e di alloggio, per esempio, non devono essere calcolate a prescindere dal fatto che il lavoratore sia un soggetto residente o meno nel luogo di svolgimento del lavoro occasionale.
Sempre riguardo al regime fiscale, il reddito percepito dalle prestazioni occasionali viene recepito tra i “redditi diversi” (ad esempio anche i canoni di affitto e subaffito generano redditi diversi), che sono disciplinati dall’articolo 67, comma 1, lettera l del Testo Unico delle Imposte sui Redditi. Sono calcolati effettuando la differenza tra l’ammontare che è stato percepito complessivamente nel periodo di imposta preso in considerazione e le spese che il lavoratore ha dovuto sopportare per la sua produzione.
Ovviamente, questi redditi devono essere dichiarati attraverso lo specifico modello di dichiarazione dei redditi, ossia nel cosiddetto quadro RL del modello Unico PF.

A fini dichiarativi, il lavoratore autonomo occasionale (colui che svolge una o più prestazioni occasionali) deve indicare qual è stato l’ammontare lordo percepito nel periodo di imposta e quali sono state le relative ritenute d’acconto complessive.
Come in tutti i casi, anche in questo c’è l’eccezione, perché i lavoratori occasionali che, nel corso di un anno solare, non hanno superato il limite di retribuzione di 4800 euro lordi, non sono tenuti a nessuna dichiarazione dei redditi, a patto che questo sia stato l’unico reddito percepito; non possono, quindi, agevolarsi con questa regola, coloro che al lavoro occasionale hanno affiancato un lavoro professionale continuativo o dipendente che ha loro prodotto un reddito, di qualunque ammontare o entità.
In ogni caso, anche se per legge il lavoratore non è obbligato a procedere con la dichiarazione, è sempre meglio che anche questi redditi vengano denunciati, per u n semplice motivo: se il committente ha effettuato delle trattenute, il lavoratore può procedere col recupero solo se effettua la dichiarazione di tali redditi: facendo così, le eventuali trattenute superflue possono essere commutate in crediti di imposta a favore del lavoratore che, così, potrà usarle in suo favore per eventuali compensazioni future.

I lavoratori dipendenti che effettuano dei lavori assimilabili a prestazioni occasionali, devono tener sempre presente che tale reddito va a sommarsi a quelli delle aliquote IRPEF: questa informazione è di fondamentale importanza perché il reddito da prestazione occasionale contribuisce alla determinazione delle soglie e, quindi, all’eventuale superamento degli scaglioni, determinati in base al reddito complessivo.

Presenza di più committenti

Se avete svolto prestazioni ed avete superato la soglia dei 5 mila euro lordi ricevuti nello stesso mese, ciascun committente concorrerà in misura proporzionale, in base al rapporto fra il suo compenso ed il totale di quelli erogati nel mese, secondo la regola già esposta nella circ. 56/04 INPS per l’aliquota aggiuntiva dell’1%, in vigore dal 2004 al 2006 Detto ciò, è importante sapere che non tutte le categorie di lavoratori dipendenti possono svolgere una seconda attività, seppure assimilata come prestazione occasionale.

A tali categorie appartengono:

  • tutti i dipendenti pubblici (Pubblica Amministrazione, Corpi di Difesa ecc.);
  • tutti i lavoratori professionisti correntemente iscritti all’albo e che svolgono la loro professione in un ambito considerato intellettuale;
  • tutti i lavoratori che, per il loro lavoro, appartengono a commissioni o a qualunque organo amministrativo, pubblico o privato;
  • tutti i lavoratori assunti in enti sportivi che hanno ottenuto un riconoscimento legale.

E come mi devo comportare con i contributi INPS? Quali contributi devo versare per una o più prestazioni occasionali?

Vi segnalo quindi l’articolo dedicato alla gestione separata INPS in cui potrete farvi un’idea di quanto andrete a pagare e quali sono le modalità di iscrizione.

Novità: come usare i nuovi Voucher per il lavoro accessorio

Potete leggere anche il nuovo articolo dedicato all’acquisto e la guida ai nuovi Voucher per le prestazioni occasionali.

I commenti a questo articolo cono CHIUSI, per eventuali segnalazioni di correzioni, aggiornamenti e simili scrivere a info @ tasse-fisco.com

177 commenti

  1. Il committente non è sostituto di imposta per l’INPS ma il prestatore occasionale rischia accertamento e sanzioni

  2. Si ma anche se non è prevista non significa che non la può esercitare

  3. Dovrebbe leggere articolo dedicato alla compilazione del 730 dove sono annoverati i casi di esenzione

  4. A fronte di quella prestazione le dovrebbero aver trattenute delle somme a titolo di ritenuta d’acconto, una sorta du anticipazione sulle donne che dovrà corrispondere all’erario. Io credito non vedo da dove nasca se non perché ha delle detrazioni fiscali.

  5. Salve io ho svolto un periodo di lavoro con prestazione occasionale senza superare l’importo che obbliga a fare il 730… successivamente ma nello stesso anno ho svolto un tirocinio che dura ancora oggi… al caf mi hanno detto che dovrei recuperare una certa cifra entro luglio derivante dal contratto di prestazione occasionale ma non mi è chiaro a chi devo chiedere questi soldi. Più potreste dare in chiarimento sull’argomento? Grazie

  6. Elisa Di Blasi

    Buongiorno, sono una casalinga di 54 anni. Ho l’hobby della tessitura e vorrei poter vendere gli articoli che produco in piccole quantità anche online senza aprire partita IVA. Secondo voi è corretto emettere ricevuta fiscale con ritenuta d’acconto se il fatturato non supererà i limiti di legge? Grazie per la risposta.

  7. Buonasera, ho una collaborazione occasionale che va avanti da alcuni anni con lo stesso committente. Nel 2013 non mi è stato corrisposto il compenso che ho ricevuto solo nel 2014. Il compenso per il 2014 mi è stato corrisposto di nuovo con ritardo nel 2015. Alla fine di luglio scadrà il contratto attuale e ,se tutto va bene, dovrebbero pagarmi subito. Il dubbio che mi pongo è che nel 2015 risulterebbero due ricevute la cui somma supera il limite di Euro 5.000,00. Questo mi creerà problemi anche se ho svolto il lavoro in due anni diversi? Grazie.

  8. Salve la prestazione occasionale si può sommare anche alla disoccupazione dopo aver fatto un altro lavoro ?

  9. Salve, un pensionato Inps,che ha svolto una prestazione occasionale per 16.000 euro, è tenuto all’iscrizione alla gestione separata Inps ed il pagamento dei relativi contributi sulla parte eccedente i primi 5.000 €?
    grazie Mille
    Nicola

  10. Buonasera, sono un dipendente part-time (lordo annuo superiore agli 8000€) e vorrei fare alcuni lavoretti extra con la forma della collaborazione occasionale. Ho compreso che devo rimanere nei limiti dei 30 giorni per committente e 5000€ lordi totali annui ma per quanto riguarda i contributi, il reddito da lavoro dipendente va a concorrere al superamento del limite dei 5000€ lordi/annui sotto al quale non ci si deve iscrivere alla gestione separata INPS?
    Ultima domanda, in sede di dichiarazione 730 al caaf dovrò portare oltre al CUD dell’attuale datore anche le ricevute che ho emesso o è necessario anche altro?
    Grazie mille,
    Daniele

  11. angelo mortini

    Buongiorno, sono un operatore shiatsu e vorrei sapere come regolarmi dal punto di vista fiscale nei seguenti casi: a)prestazioni sporadiche a privati, presso il mio domicilio o quello del paziente. E’ sufficiente una ricevuta (con bollo se supero un certo importo)da presentare con il 730?
    b) prestazioni effettuate per un paio di ore alla settimana
    per sei/otto mesi all’anno presso un’associazione culturale he svolge varie attività ginniche e ludiche. Posso utilizzare i voucher o devo rilasciare ricevuta con ritenuta d’acconto?Preciso che il reddito è di 500/ euro l’anno. Grazie

  12. Buongiorno, presto collaborazioni occasionali durante l’anno, emetto ricevute con ritenuta d’acconto. Non supero i 2000 € annui. Non ho alcun altro lavoro.
    Devo fare dichiarazione dei redditi?
    Visto i presupposti, posso inserire al 730 di mio marito (lavoratore dipendente) le mie fatture?
    Grazie.

  13. salve vorrei sapere se un cu derivante da lavoro autonomo con causale “Z” va dichiarato. grazie

  14. salve.. Mi chiamo Silvia e ho la qualifica per estetista.. Un salone di parrucchiere mi ha proposto di lavorare all’interno del loro salone come estetista (mi hanno messo a. Disposizione una stanza).. Siccome ho dato poca disponibilità per problemi familiari.. Posso lavorare solo tre mattine(e considerando che non mi conviene aprirmi un partita iva ) posso considerare il discorso del lavoro occasionale? Se si graverei molto su di loro? (Il parrucchiere) a livello di tasse intendo nei miei confronti! In attesa di una vostra risposta! Vi ringrazio!

  15. Buongiorno, sono un lavoratore dipendente a tempo indeterminato vorrei sapere come faccio a sapere qual’è la tassazione se abbino un contratto occasionale di 5000,00 .

    Calcolando un ipotetica cifra di 29000,00 totali come faccio a capire che tassazione netta avrò sui quei 5000,00 se il datore di lavoro occasionale ne pagherà già lui 1000,00 di tasse?

    Cordiali saluti.

  16. Buongiorno,
    sono un’insegnante a tempo determinato, in part time.
    Ho ricevuto incarico da un’associazione (riconosciuta un ente di formazione professionale) di svolgere alcune ore di preparazione linguistica ad alcuni allievi per un progetto europeo.
    Mi è stato fatto regolare incarico di 240 euro omnicomprensive e devo rilasciare idoneo documento fiscale.
    Poiché supero i 5000 euro lordi e sono dipendente statale, come devo comportarmi per la ricevuta?
    Grazie

  17. Sicuramente la mia domanda è stata risolta e ha trovato soluzione più volte. Spero comunque possiate rispondere ugualmente al mio quesito.

    – Io non possiedo P.IVA;
    – Io non sono iscritto come professionista;
    – Io sono carico nel nucleo familiare di mio padre.

    “Tizio” mi chiede di costruire un WebSite/ecommerce.
    Si pattuisce il prezzo di Euro 652,00. Ma chiede di emettere una fattura. Ovviamente non posso emettere nessun tipo di fattura, tanto meno una ritenuta d’acconto (credo). Allora penso di fare una ricevuta di prestazione occasionale e non continuativa.

    Compenso: Euro 815,00
    IRPEF: 20%: Euro 163,00
    Netto: 652,00

    “Tizio” entro il 15 dal giorno della ricevuta, deve versare l’iva.
    Fino a qui tutto ok.

    —-
    Adesso vorrei sapere, cosa succede?
    Posso realmente emettere questa ricevuta?
    Io, questa ricevuta la devo caricare poi sull’ISEE o 730 o 770 di mio padre?
    In quanto devo calcolare ISEEU universitario..

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