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Iniziare la propria attività: i passi da seguire per la libera professione

partita ivaLe domande che ci si pone quando si intende intraprendere una nuova attività libero professionale definita anche di lavoro autonomo o professionale (se siete iscritti ad albi professionalei) sono tante e non si hanno le idee chiare sulla compliance relativa alla fase di start up, sugli adempimenti da porre in essere per l’apertura della partita Iva, sul regime fiscale da applicare, se iscriversi all’INPS, all’Enasarco, a qualche ordine professionale come si fanno a pagare le imposte o irpef, Iva, Iva, le tasse, ma soprattutto quali sono le imposte a cui siamo sono soggetti i liberi professionisti. Per questo ho deciso di creare una piccola guida fiscale per il lavoratore autonomo per capire cosa fare quando si inizia l’attività da libero professionista? Quali sono i passi da compiere per diventare soggetti attivi, cioè fornitori di beni e servizi alla collettività, per cui dovrete emettere fattura?

Da fare subito

La prima cosa da fare dopo aveè l’apertura della partita Iva per la quale si pongono una prima serie di interrogativi:

  • scelta del codice attività (codice ateco ISTAT) scelta che non è di poco conto se si pensa al fatto che da questo discende non solo l’applicazione dei singoli studi di settore o parametri con cui dovrete confrontare i vostri ricavi a fine anno e la vostra composizione dei costi ma anche il vostro regime contributivo INPS che, in base al codice ateco, potrebbe rientrare nella gestione INPS dei redditi di impresa e non in quella dei lavoratori autonomi. Per questo vi consiglio sempre un passaggio preliinare all’INPS per informarvi anche sulla percentuale di contribuzione prevista ai fini previdenziali che spesso ho visto che dimenticate nelle vostre valutazione e, considerando che vale, per comodità facciamo il 25% annuo, non è da sottovalutare assolutamente.
  • scelta del regime fiscale da applicare in quanto lo dovrete indicare nel modello di apertura della partita Iva AA/7 o AA/9 disponibile sul sito dell’agenzia delle entrate o anche nella pagina moduli e modelli del presente blog.

Dal punto di vista fiscale, il primo atto formale per chi intraprende un’attività economica, sia di tipo autonomo che imprenditoriale, è quello di segnalarlo all’Agenzia delle Entrate mediante la presentazione di apposita Dichiarazione di inizio attività entro 30 giorni dall’inizio dell’attività. Questo primo step porta all’attribuzione del numero di partita Iva. L’altra azione essenziale è la scelta del regime contabile che potra essere quello agevolato delle nuove iniziative imprenditoriali, il regime dei contribuenti minimi o quello ordinario (articolo sulla scelta e la convenienza tra regime fiscale delle nuove iniziative imprenditoriali e regime dei minimi).

Come si fa ad aprire la partita Iva

Richiedere la partita Iva è abbastanza semplice e non ha alcun costo, i modelli che si utilizzano sono di due tipi, secondo la vostra veste giuridica come richiedente, per le persone fisiche (imprenditori o professionisti) mod. AA9/7, per i soggetti diversi dalle persone fisiche (società, enti, associazioni) mod. AA7/7 (che trovate sul sito dell’agenzia delle entrate o nella nostra pagina moduli e modelli. Se volete potrete anche cimentarvi da soli, non è difficile e provare a farlo da soli con il software di compilazione gratuito per l’apertura della partita Iva.

Quindi entro 30 giorni dall’inizio dell’attività il professionista deve presentare la dichiarazione alla sede dell’Agenzia delle Entrate della provincia della propria residenza, o alla sede dell’Agenzia di riferimento rispetto a dove si trova la sede legale, nel caso di un ente, associazione o di una società. Come abbiamo detto, in base alla consegna del modulo viene assegnato il numero di partita iva. Nello stesso contesto viene attribuito in modo automatico il conto fiscale che verrà utilizzato per i versamenti  delle imposte. L’attività del professionista si intenderà avviata dal momento in cui sarà effettuata la prima operazione sul conto, attiva o passiva che sia, finalizzata comunque all’esercizio dell’attività lavorativa.

Diamo uno sguardo a com’è fatto il modello per la dichiarazione di inizio attività

I principali dati da indicare sul modello di inizio attività da presentare all’Agenzia delle Entrate sono:  i dati di inizio attività, che hanno grande importanza, dato che solo per gli acquisti effettuati dopo tale data è ammessa la detrazione dell’iva; il volume d’affari presunto, per cui se viene indicato un importo superiore a € 309.874,14 non è ammessa l’opzione per la liquidazione trimestrale che spiegheremo tra qualche riga; il codice di attività, che va indicato seguendo l’apposita tabelle ministeriale e il domicilio fiscale,che coincide con la residenza anagrafica, salvo diversa comunicazione. Inoltre si dovrà indicare: la sede, cioè l’ubicazione dello studio; le scritture contabili, che vanno indicate barrando la casella corrispondente al luogo in cui vengono conservate le scritture, cioè la sede dell’ente o società, o il domicilio fiscale, cioè l’abitazione del professionista. In alternativa possono essere anche tenute presso terzi, ad esempio il commercialista, in questo caso però è necessario indicarne i dati.

L’Ivapuò essere versata mensilmente o trimestralmente, purché non si sia superato il volume d’affari di € 309.874,14. In questo caso il versamento sarà sempre mensile. Tuttavia nel corso del 2012 i limiti sono cambiati pertanto sempre meglio controllare con l’articolo di approfondimento dedicato alla liquidazione iva mensile o trimestrale.

Quanto costa aprire la partita Iva

Nel frattempo vi ricordo che potete leggere anche gli articoli dedicato a scoprire quanto costa aprire e gestire la partita IVA oltrechè gli articolo correlati che trovat nel testo evidenziati con i colori.

In estrema sintesi i passi successivi

Vi scrivo che nella vostra attività dovrete pagare le seguenti imposte e tasse e documentazione:

  • Irpef, ossia imposta sul reddito delle persone fisiche
  • Iva
  • Irap (se siete soggetti)
  • Addizionali regionali o comunali
  • INPS
  • Tenere la contabilità (Libri e registri richiesti in base alla vostra specifica attività e dimensione e regime fiscale prescelto)
  • Presentare i dichiartivi fiscali (modello Unico, IVA e Irap)

La tenuta della contabilità: Ordinaria o semplificata

L’opzione per la contabilità ordinaria deve essere anche questa comunicata, in caso si voglia appunto optare per la contabilità ordinaria, anziché quella semplificata, ai fini delle imposte dirette.
Nel modulo vanno inseriti anche dei dati aggiuntivi che diventano necessari per l’attribuzione della partita IVA. Questo per permettere dei riscontri automatizzati e per l’individuazione di elementi di rischio o di eventuali accessi nel luogo di esercizio delle attività. I dati aggiuntivi sono il numero di telefono, di fax, l’indirizzo e-mail e il sito web, gli estremi catastali degli immobili destinati all’esercizio dell’attività, gli estremi della registrazione del contratto in caso di locazione o comodato, l’ammontare annuo degli acquisti e delle cessioni che si prevede di effettuare con operatori UE, i codici fiscali dei soci e relative quote di partecipazione nel caso di società di persone o di Srl con un numero di soci inferiore a 10. Per approfondimenti sul tema potete leggere l’articolo dedicato alla contabilità semplificata.

Riepilogo degli adempimenti per l’inizio dell’attività lavorativa nel caso di un libero professionista individuale o di una società, ente o associazione:
Sia nel caso di un professionista individuale, che nel caso di una società, ente o associazione, entro 30 giorni dall’inizio dell’attività bisogna provvedere alla dichiarazione di inizio attività Iva (con rilascio, da parte dell’Agenzia delle Entrate, di numero di partita Iva e attribuzione del Conto Fiscale). Riassumiamo qui di seguito che:
Contestualmente alla dichiarazione di inizio attività, è opportuno che il professionista predisponga i registri contabili in base al regime contabile prescelto: contabilità ordinaria o semplificata. In caso di costituzione di una società, di un ente o di uno studio associato, è necessario registrare l’atto costitutivo e lo statuto entro 20 giorni dalla stipula presso l’Ufficio Registro.

Iscrizione alla gestione separata INPS

Dovrete anche iscrivervi alla gestione separata INPS per il versamento dei contributi previdenziali o alla vostra cassa di appartenza se siete iscritti ad un albo professionale (non è obbligatoria l’iscrizione alla cassa previdenziale per cui potete scegliere quale delle due). Se state pensando per esempio che già versate dei contributi ricordate di leggere l’articolo dedicato proprio al versamento alla gestione separata INPS in cui potrete constatare che esistono dei massimali al di sotto dei quali haimè il contributo resta dovuto. Leggi l’articolo dedicato Guida gestione separata INPS.

Iscrizione all’INAIL

Aggiungiamo che non è necessario che il professionista sia iscritto all’ INAIL, e che non è necessario fare una dichiarazione di inizio attività presso la Camera di Commercio. Riguardo l’apertura della posizione previdenziale, il professionista è obbligato ad iscriversi alla Cassa di Previdenza, se questa esiste e se il professionista non è esonerato in base alle norme vigenti, o alla gestione separata INPS o se previsto un ordine di appartenenza al proprio ordine (Ordine dei dottori commercialisti, ordine degli avvocati, dei geometri, ecc)

Dove svolgere la propria attività: Se avete uno studio proprio andrà comunicato

Per le denunce ai fini delle imposte comunali, l’inizio dell’attività lavorativa va comunicato presso l’ufficio tributi del comune ove ha sede la società, l’ente o lo studio professionale. Questo perché sarà necessario versare tributi come la tassa sullo smaltimento dei rifiuti solidi urbani e l’imposta pubblicità, per eventuali insegne con determinate caratteristiche. Sarà poi obbligatorio svolgere tutti gli adempimenti  in caso di presenza di personale dipendente, e svolgere gli adempimenti relativi alla privacy, e quelli relativi alle norme sull’antiriciclaggio come ad esempio predisporre l’Archivio unico.

Scelta del regime fiscale a cui aderire

Valutate inoltre la possibilità di aderire al nuovo regime dei minimi (ultima versione) che prevede una tassazione ridotta al 15% sempre nel rispetto dei requisiti che trovate nell’articolo di aprofondimento per potervi accedere.

Apertura attività con il regime dei minimi

Vi segnalo anche quello intitolato

Aprire la partita Iva con il regime fiscale agevolato dei Minimi

Articoli correlati

Potete consultare gli articoli di approfondimento dedicati a:

Sintesi detrazioni per libero professionisti con partita Iva

Ma cosa è l’Iva: l’IVA è un’imposta che si applica ai consumi, nell’esercizio di imprese e professioni. Nel momento in cui decidete di aprire la partita Iva dovrete considerare una serie di fattori oggettivi, tra cui il vostro reddito lordo annuo, la presenza o meno di altri redditi, il numero di committenti che pensate di avere ed i costi di gestione dell’attività, come l’affitto di un ufficio, computer, telefono, cancelleria. Ma dovrete considerare anche una serie di fattori soggettivi, come la vostra capacità di autogestirvi dal punto di vista lavorativo ed amministrativo, la vostra capacità di autopromozione e il fatto che avrete maggiori responsabilità ed adempimenti, ad esempio dovrete avere un commercialista per la contabilità e dovrete emettere delle fatture.

19 commenti

  1. Ottimo articolo. Complimenti per la chiarezza e la completezza del testo!

  2. Si anche questi sono detraibili!

  3. Ciao! Io ad inizio 2016 inizierò seriamente la mia attività online.
    Sai per caso se le spese di connessione (ho bisogno di internet, telefono fisso e smartphone, per ora niente tablet) sono detraibili. E sopratutto, essendo tariffe non private, quanto posso scaricarle?
    Io ho chiesto dove ho fatto i contratti ma non mi hanno saputo dire riguardo questa cosa.

    Grazie

  4. Dovebbe fare domanda alla sua cassa artigiani oppure alla gestione separata INPS

  5. Buon pomeriggio, sto chiudendo l’attività di artigiana svolta da 14 anni, purtroppo non vorrei perdere i contributi acquisiti.
    E’ possibile versare contributi volontari e totalizzarli a quelli già versati?
    Grazie

  6. Buongiorno, io sono illustratrice e devo aprire la PIVA. La mia commercialista mi ha consigliato di aprirla come artigiana, ma si hanno, da subito, una serie di spese fisse da capogiro per una che inizia. Quindi volevo sapere come fare per essere libera professionista e quali spese avrò. Ho 42 anni e non penso io possa più aderire al regime dei minimi. Come devo fare? Chiedo anche a voi per avere un confronto, non capendocene una mazza in materia
    Grazie

  7. A meno che non ci siano altre autorizzazioni tipo se vendete salami avrebbe bisogno anche credo delle autorizzazioni della ASL

  8. Da subito

  9. Salve,

    io srei intenzionata ad aprire una partita iva, ma dal momento della consegna del modulo quanto devo aspettare per poter vendere i miei prodotti?

    Grazie.

  10. Vorrei terminare l’attività di medico convenzionato con la mutua, il domicilio fiscale IVA è già presso l’abitazione, posso indicare l’abitazione come sede lavorativa?

  11. Salve, ho necessità di un chiarimento,sto effettuando dei lavori per aprirmi un piccolo laboratorio di produzione di prodotti da forno,volevo aprire la partita iva qualche mese prima dell’effettivo inizio dell’attività per poter acquistare i macchinari, magari delle offerte di usati, fare il contratto con l’enel (che richiede 2 mesi di tempo per l’allaccio),ma nel frattempo logicamente io non ho redditto perchè non produco, come faccio con le altre imposte???Inail, Inps la dichiarazione dei redditi e altro. E’ una cosa fattibile???Come mi devo muovere??
    Grazie mille.

  12. salve, vorrei aprire partita iva per avviare libera professione di consulenza alla persona. Quali passaggi devo fare? Grazie

  13. Dovrei aprire una attività di consulenza e vorrei sapere se,:
    ai fini formali:
    1)quale differenza passa tra contabilità ordinaria e quella semplificata

    ai fini fiscale:
    2) il reddito proveniente dall’attività di consulenza va dichiarato con l’UNICO che presento come pensionato;
    3) Il reddito va cumulato con quello di pensione

    Vi sarei grato se voleste darmi chiarimenti e Vi ringrazio anticipatamente.
    Tonino

  14. Buongiorno, se apro partita iva come PASSIVA a inizio luglio posso appoggiare i costi vari es. di acquisto materiale, o altre e poi renderla ATTIVA a Settembre quando effettivamente aprirò la sede? (e avrò le prime entrate oltre ai costi)
    I contributi inizierò a pagarli da settembre in questo modo?
    grazie

  15. Scusate, un’altra domanda: ma in quanto libera professionista, sono tenuta all’iscrizione alla CCIAA?
    Grazie! Laura

  16. Ma certo ha fatto bene. MI ca è obbligatorio il commercialista, seppur io per molti adempimenti lo consiglio

  17. nicola romantiluna facebook

    la scorsa settimana mi sono recato presso l’agenzia delle entrate per la richiesta della partita iva con opportuno modello da compilare ed inviare tramite p.e.c l’impiegato addetto ha risposto che bisogna rivolgersi dal commercialista , gli ho risposto come impiegato comunale che avevo la capacita autonoma per poterlo fare perche attualmente ho problemi economici nonostante tutto niente di fatto .

    vorrei ricordare ha questo ufficio che lo stato mette ha disposizione tutto il materiale possibile per l’istruzione autonoma cioe fai da te per quanto concerne la costituzione .

  18. Non ti preoccupare. Ciò che rileva ai fini previdenziali è in questo momento il tuo codice atecofin inserito nella comuniciozne di inizio attività a cui loro fanno corrispondere il trattamento iniziale. Successivamente anche da altri parametri

  19. Buongiorno, stamattina mi sono recata alla Agenzia delle Entrate della mia città per avere l’assegnazione della P.IVA per inizio di nuova attività.
    Ho specificato di volerla avviare come libera professionista, in quanto organizzatrice di eventi e cerimonie.
    Sul modulo però la dicitura che l’impiegato ha inserito è “Ditta Individuale” e alla mia richiesta di chiaramenti ha specificato che qualsiasi nuova attività con una sola persona è da loro considerata ditta individuale, anche nel caso di libero professionista, ad esempio anche per medici, avvocati ecc…
    Io però avevo capito che la scelta tra libero professionista o ditta individuale comportasse differenze soprattutto in fatto di tassazione e previdenza.
    E’ corretta la spiegazione che mi ha dato l’impiegato dell’Agenzia delle Entrate? Posso ritenermi libera professionista o sono stata classificata come ditta individuale con tutte le conseguenze che ciò comporta?
    Nel caso ci fosse stato un errore o leggerezza dell’impiegato, come mi consigliate di procedere?

    Grazie mille dell’attenzione e buon lavoro!
    Laura A.

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