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Conguaglio Irpef Dicembre 2019 da modello 730: come funziona e cos’è, istruzioni per l’uso

Il conguaglio IRPEF nel 730 andrà nella busta paga di luglio o di Dicembre per cui il datore di lavoro presso cui siete dipendenti effettuerà il calcolo per vedere se siete a credito o a debito di imposta in base alle risultanze delle trattenute effettuate sugli stipendi dei mesi precedenti e alle detrazioni fiscali che gli avete comunicato nonché anche in relazione alle ultime novità fiscali di cui è necessario prendere atto anche in sede di calcolo.

Conguaglio busta paga con unico datore di lavoro

In questo caso non dovreste avere problemi in quanto nei primi mesi dell’anno avrete sicuramente comunicato al datore di lavoro tutte le eventuali detrazioni e deduzioni di imposta di cui avete diritto a fruire (a titolo di esempio, interessi su mutuo, spese relative alla ristrutturazione edilizia, detrazioni delle spese mediche, figli a carico, ecc). Vi segnalo a proposito un elenco delle detrazioni e deduzioni sule tasse.

E’ molto ma molto importante chiedere al secondo datore di lavoro di fare il conguaglio facendovi dare i conteggi dal precedente datore credetemi; tanti amici mi hanno chiamato in questi anno tutti contenti dopo aver cambiato lavoro perché dicevano che guadagnavano più di prima per poi scoprire a luglio una botta di tasse incredibile per via del conguaglio Irpef.

Sarà necessario poi introdurre una distinzione in merito alla quantificazione del credito e alle eventuali  modalità di controllo che l’agenzia delle entrate potrebbe effettuare per valutare la bontà del credito. Queste sono infatti strettamente correlate all’importo del credito inserito nella dichiarazione dei redditi. Qualora il credito indicato si discosti da quello proposto nella dichiarazione dei redditi pre-compilata l’agenzia delle entrate potrebbe effettuare dei controlli preventivi sulla dichiarazione attraverso delle lettere con richieste di informazioni.

Perché ho il conguaglio Irpef o INPS in busta paga

Il conguaglio va ad effettuare un ultimo prelievo per allineare quanto trattenuto nel corso dell’anno in busta paga e quanto effettivamente dovuto dal dipendente ai fini Irpef, addizionali comunali e regionali e conguagli INPS o INAIL anche perché nel corso dell’anno si possono verificare circostanze o intervenire elementi che possono variare quanto effettivamente dovuto rispetto a quanto stimato dall’ufficio risorse umane ad inizio anno.

Le voci di costo o di risparmio sulle tasse possono scaturire per esempio dal recepimento delle detrazioni fiscali spettanti ma ricordo che non avete solo il conguaglio ai fini dell’Irpef ma anche dell’INPS e INAIL in quanto potrebbero esserci anche delle indennità spettanti a vario titolo al dipendente come trasferte o missioni o maternità, per ferie non godute etc.

In teoria il datore di lavoro non è tenuto ad applicare le informazioni comunicate dal dipendente ma la prassi è che riscontro è che l’ufficio del personale o delle risorse umane richiede tali informazioni ai propri dipendenti per poi recepirli nel calcolo del netto a pagare in busta paga e nel cedolino di fine mese.

Più datori di lavoro nel corso dell’anno

Non mi stancherò mai di dirlo: se cambiate datori di lavoro nel corso dell’anno chiedete a quello nuovo di farvi il conguaglio fiscale Irpef a fine anno o se possibile anche già dalla prima busta paga di successiva a quando prendete servizio.
Nel conguaglio andranno ricomprese a titolo di esempio tutte le somme corrisposte entro il 12 gennaio 2016 purchè riferite alle competenze 2015 e cosi vi per gli anni successivi.

Il conguaglio andrà poi effettuato comunque entro il 28 febbraio dell’anno successivo, data entro al quale andrà consegnata la certificazione unica al dipendente.

Qualora nel corso dell’anno il vostro rapporto di lavoro è cessato e a fine anno il vostro ex datore di lavoro vi manifesta l’obbligo di versare delle somme dovrete pensarci voi mediante versamento con modello F24 entro il mese di gennaio.

Cambio di datore di lavoro nel corso del periodo precedente

In questo caso occhio a chiedere il conguaglio in busta paga al nuovo datore di lavoro in quanto il solito errore che fa l’ufficio del personale del nuovo datore di lavoro è quello di applicare da zero la tassazione per cui sulle prime vostre buste aga vi applicherà una a aliquota ridotta facendovi pensare che state guadagnando di più. Probabilmente invece vi troverete a dover pagare nella busta paga di fine luglio o di agosto un conguaglio irpef negativo proprio per questo fenomeno.

Per ovviare a questo problema basta chiedere il conguaglio Irpef in busta paga al nuovo datore di lavoro. Ma vi dico non solo di farlo ma anche di verificare che il vostro ultimo datore di lavoro lo stia facendo in qaunto spesso si sbagliano e voi vi ritrovate la sorpresina in busta paga.

Siamo in pieno periodo per la compilazione del modello 730 relativo alla dichiarazione dei redditi dell’anno precedente e molto spesso ci troviamo a dovere fare i conti con il conguaglio Irpef di fine anno che può essere positivo o negativo a seconda di quello che abbiamo comunicato al datore di lavoro, il nostro reddito da lavoro dipendente, le ritenute di imposta fiscali che ci hanno tolto in busta paga mensilmente e le detrazioni di cui abbiamo diritto (interessi su mutuo per l’abitazione principale, deduzioni per figli a carico, assegni di mantenimento, agevolazioni fiscali per i lavori di ristrutturazione, ecc ecc).

Le risultanze del 730 sono quelle che emergeranno precisamente dal mod. 730-3 o 730-4 che dall’anno 2015 saranno gestite in via sperimentale per il tramite del 730 precompilato a seconda che siano compilati dal vostro datore di lavoro e rispettivamente inviati direttamente o inviati ad un prfessionista commercialista abilitato o ad un CAF (centro di assistenza fiscale).

A tal fine chiariamo che con il mod 730 nasce l’eventuale conguaglio a debito o a credito sulla base di quanto stabilito dal DM n.164 del 1999 e che vi sarà decurtato (se da pagare) o accreditato (se da ricevere perchè siete a credito) nella busta paga relativa al mese di luglio.

La rateizzazione del conguaglio tasse Irpef a debito

Sicuramente vi starete più preoccupando per i conguagli a debito che si verificano allorquando le ritenute effettuate dal datore di lavoro non sono sufficienti a coprire l’effettivo debito di imposta che emerge dalla dichiarazione dei redditi. Sappiate che potete optare almeno per la rateizzazione delle somme dovute anche se con una maggiorazione dello 0,33% sempre a partire dalla busta paga del mese di luglio e se non sufficiente nei mesi successivi con una maggiorazione aggiuntiva dello 0,40%.
La richiesta della rateizzazione è a vostra scelta per cui dipende da voi decidere se voler pagare tutto e subito e togliervi il pensiero (se ne avete la possibilità naturalmente) o se sarà necessario ricorrere alla rateizzazione.

Il conguaglio Irpef a Credito

Nel caso di conguaglio a  credito il meccanismo è lo stesso pertanto il datore di lavoro si troverà a corrispondere maggiori importi in busta paga perchè dovrà effettuare minori trattenute. In caso di cessazione del rapporto di lavoro, cosa che abbiamo visto capita spesso e fa sorgere alcuni problemi in sede di calcolo del conguaglio irpef ed indicazione nel 730 il versamento dell’eventuale conguaglio andrà effettuato personalmente.

Da ciò scaturisce il relativo articolo di approfondimento dedicato alle modalità di richiesta o utilizzo del rimborso spettante al contribuente nel caso in cui abbia diritto ad un conguaglio positivo per effetto di minor imposte da versare (per esempio per la maggiori detrazioni o maggiori acconti versati o ritenute subite nel corso dell’ano rispetto a quanto pi effettivamente calcolato nella dichiarazione dei redditi).

Vi indico un nuovo articolo dove potete scaricare gratuitamente un foglio di calcolo che vi potrebbe aiutare a ricalcolare da soli il conguaglio Irpef in busta paga. E’ un file molto utile sopratutto nei casi in cui avete cambiato il datore di lavoro in corso d’anno. Questo infatti un tipico esempio in cui l’ufficio del personale si sbaglia ed applica delle ritenute in misura ridotta, il dipendente tace, convinto di guadagnare di più ma è solo un illusione che svanisce a luglio o a dicembre quando si vede una extra trattenuta in busta paga a fine mese.

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Bonus 80 euro di Renzi

Per i titolari di redditi di lavoro dipendente che hanno un RAL annua inferiore a 26 mila euro il datore di lavoro avrà diritto al bonus di 80 euro. Lo stesso Bonus varrà anche per il 2016 ed il 2017 e con il medesimo perimetro di applicazione dell’agevolazione ossia per tutti i titolari di reddito di lavoro dipendente ed assimilato e a condizione che il reddito lordo annuo complessivo, con esclusione di quelli soggetti a tassazione separata non sia maggiore di 26 mila euro.

Il datore di lavoro nelle operazioni di conguaglio di fine anno alla fine della determinazione del reddito complessivo, ritenute subite e detrazioni spettanti calcolerà a valle del processo anche l’effettiva bonus spettante che sarà pari a 640 euro se il reddito imponibile loro annuo sarà stato pari a inferiore a 24 mila euro o, se superiore a 26 mila euro in misura corrispondente proporzionalmente applicando la seguente formula: (26.000-reddito complessivo)/2.000.

Contributo di solidarietà

Anche se so che non riguarderà molti di voi nelle operazioni di fine anno troverà spazio anche l’eventuale applicazione del contributo di solidarietà introdotta dalla Legge n. 148 del 2011 da calcolare sul reddito eccedente i 300 mila euro annui applicando un tasso del 3% da trattenere nella busta paga successiva in un’unica soluzione.

Come leggere la busta paga

Poi se sapere leggere la busta paga  avrete visto che durante i mesi matura viene riportato il totale delle imposte trattenute dal datore di lavoro  “al mese” ossia fino a quel periodo in modo che potete già iniziarvi a rendere conto con un semplice calcolo se il vostro datore di lavoro ha sbagliato qualcosa e vi sta trattenendo poco oppure non avrete sorprese amare.

Casi particolari: Conguaglio Pensionati

Conguaglio Irpef senza datore di lavoro: nuovo articolo dedicato a come comportarsi nel caso in cui tra la fine del periodo di imposta e la data di presentazione del modello di dichiarazione 730 sia ordinario sia precompilato non si abbia più a disposizione per volontà o per casi di licenziamento, del datore di lavoro.

Trattenute e Rimborsi Irpef sulla Pensione: quando si applicano, come si calcola e come funziona

Conguaglio  senza datore di lavoro

Valgono le stesse considerazioni viste nel caso delle trattenute e dei rimborsi per cui vi rimando al relativo articolo di approfondimento

Conguaglio Irpef 730 Senza Datore di Lavoro o Sostituto di imposta

Elenco detrazioni nel 730 2019 e dichiarazione dei redditi: guida fiscale ai costi e le spese per le tasse

Acconto INPS

Vi ricordo inoltre che le considerazioni descritte per il conguaglio valevole ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche vale ancheggi fini delle addizionali comunali e regionali e dei contributi previdenziali INPS. Si trovate quindi a dover versare anche l’acconto Irpef e l’acconto Inps e se volete farvi un’idea delle modalità di calcolo e versamento potete consultare i precedenti articoli scritti sull’argomento.

Modulo per Richiesta Accredito Rimborso

Modulo Richiesta rimborso Accredito Dichiarazione dei redditi

Modulo Richiesta rimborso Accredito Dichiarazione dei redditi MODELLO PER LA RICHIESTA DI ACCREDITO SU CONTO CORRENTE

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Vi ricordo sempre di verificare se avete fruito delle deduzioni e detrazioni irpef per ridurre il carico fiscale ed il peso delle tasse di fine anno nella propria dichiarazione dei redditi, sia nel caso utilizziate il 730 pre compilato sia no e sia nel caso utilizziate il modello Unico.

Modello 730 Editabile: finalmente disponibile la versione modificabile della dichiarazione dei redditi.

730 editabile gratis: il modello da compilare ed il software

Guida alla compilazione del 730

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Elenco spese da dedurre in dichiarazione

Deduzione spese mediche 730

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46 commenti

  1. Avatar

    Buongiorno,

    a dicembre ho ricevuto busta paga con un conguaglio irpef a credito ed addizionale regionale e comunale a debito. Il 5 gennaio sono stata licenziata. Il debito relativo alle addizionali dovrebbe essere decurtata dalla busta paga di gennaio (no l’ho ancora ricevuta)? Sarà il datore di lavoro a provvedere al versamento delle addizionali tramite F24, oppure dovrò versarle personalmente?

    Grazie per l’aiuto.

  2. Avatar

    mi scuso per gli errori di battitura ma ho un problema con la tastiera

    Michele

  3. Avatar

    Buonasera,

    le spiego mia situazione inviato 730 online e chiesto mi venisse trattenuto da datore di lavoro tutto ok , nel mentre però cambio datore di lavoro ed a desso mi arriva una comunicazione ufficiale da parte di ex azienda con il residuo da versare

    Come lo devo pagare ? comunicando nuovo datore di lavoro ?

    Se si ci devo pensare io o inviare questa comunicazione all’azienda

    La ringrazio per la risposta

    Michele

  4. Avatar

    Mi ritrovo nel caso specifico dei due CUD; il secondo datore di lavoro non ha tenuto conto della mia segnalazione dell’altro reddito e adesso ovviamente mi ritrovo con un conguaglio davvero molto elevato. Ovviamente andrò a pagarlo; ma si può evitare invece di pagare l’acconto per l’anno successivo? Con un conguaglio elevato anche l’acconto è di importo molto alto, ma per l’anno successivo prevedo di non trovarmi nella stessa situazione (ovvero, la tassazione verrà correttamente calcolata sul reddito totale).
    E’ quindi possibile barrare la casella “nessun versamento in acconto”? E’ vero che andrei a credito, ma si tratta di un importo non sostenibile tutto in una volta.

  5. Tasse-Fisco

    Suppongo le stia proponendo il versamento dell’acconto per il prossimo anno. Pagherà oggi ma il prossimo anno avrà un conguaglio a credito molto probabilmente.

  6. Avatar

    Buongiorno, una domanda veloce.
    Avendo avuto due datori di lavoro nel corso del 2016, mi trovo a dover versare il conguaglio IRPEF contestualmente alla dichiarazione dei redditi 2017 (non ho chiesto al secondo datore di lavoro di effettuare il conguaglio).
    Il 730 precompilato mi specifica che dovrò versare anche l’acconto IRPEF per il 2017 (in due rate), pari all’ammontare del conguaglio stesso, raddoppiando quindi la cifra complessiva da pagare.
    E’ corretto ?

    Grazie

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