Come leggere la busta paga: dallo stipendio lordo al netto

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esempio di busta paga di un impiegato

Se sei come la maggior parte delle persone, ricevi la tua busta paga ogni mese senza prestarle molta attenzione. È solo un foglio di carta con numeri e informazioni, giusto? In realtà, la tua busta paga è una fonte preziosa di informazioni sul tuo stipendio e le tue finanze. Questo documento, apparentemente complesso, racchiude al suo interno tutti i dati fondamentali per calcolare la retribuzione effettiva del dipendente, nonché le relative detrazioni fiscali e contributi previdenziali, per i quali il datore di lavoro agisce da sostituto d’imposta.

Tuttavia, la sua complessità può renderne la lettura e la comprensione un’impresa ardua, specialmente se non si è familiari con gli elementi che la compongono: per questo motivo in questa guida completa su come leggere la busta paga, ti sveleremo tutti i segreti nascosti dietro quei numeri e tabelle.

Cos’è la busta paga?

La busta paga (prospetto paga o cedolino dello stipendio) è un documento che il datore di lavoro deve fornire al proprio lavoratore contenente l’indicazione dettagliata dell’importo della retribuzione che il lavoratore ha percepito, per un determinato periodo di lavoro (solitamente un mese di calendario).

Come si compone una busta paga?

Nonostante le voci busta paga siano molte, possiamo semplificare dividendo la busta paga in 3 sezioni principali, ognuna dedicata ad una specifica componente della retribuzione:

  • Intestazione: contiene l’indicazione del mese, i coefficienti di retribuzione, i dati anagrafici e la posizione INAIL di azienda e lavoratore
  • Corpo: contiene i dati relativi alla retribuzione effettiva del dipendente, il calcolo delle ore, delle ferie e permessi
  • Parte finale: contiene i dati previdenziali, fiscali, di eventuale fine rapporto nonché la retribuzione netta

Andiamo a vedere più nel dettaglio ogni singola sezione e scopriamo insieme il significato delle varie voci busta paga, per capire come leggerle. Vedremo anche la tabella codici busta paga, così da semplificare la comprensione di tutti gli elementi che la compongono.

Come si legge una busta paga per capire come si passa dallo stipendio lordo mensile al netto inserito nell’ultima voce del cedolino mensile (spesso il 27 di ogni mese)? Come si parlano le buste paga con il nostro CUD di fine anno, consegnato dal datore di lavoro entro la fine di marzo, perché ci serve per presentare la dichiarazione dei redditi con il modello 730 o il modello unico.

Di questo tratteremo nel seguente articolo, infatti quante volte vi sarete fermati a guardare la prima voce della vostra busta paga ed avete pensato “se solo fossero netti cosa ci potrei fare!” e quante volte poi avete visto l’ultima voce del cedolino di fine mese e vi siete domandati se l’aumento delle tasse è in continuo movimento e come si fa a passare dallo stipendio lordo al netto mensile lasciando sul piatto così tanti soldi per l’Irpef!

Cerchiamo di ricostruire il cammino del nostro stipendio dal lordo al netto, come fare  a capire quale è la nostra RAL (reddito annuo lordo), quante sono le ritenute che ci hanno applicato, che natura hanno, quali sono quelle trattenute nel mese e quali invece quelle dall’inizio anno.

Come leggere la busta paga

Come appena visto la busta paga può essere divisa idealmente in tre parti da leggere sempre a cascata ossia dall’alto verso il basso.

Intestazione busta paga

intestazione busta paga

Per iniziare il nostro viaggio nella lettura della busta paga, dobbiamo dirigerci verso la sezione dell’intestazione, ovvero la parte iniziale del documento che si trova nella parte superiore della busta paga. Qui, troverai tutti i dati fondamentali che identificano sia l’azienda che il lavoratore (nome, cognome, codice fiscale), nonché le basi di calcolo utilizzate per determinare lo stipendio del dipendente.

Nello specifico, l’intestazione della busta paga comprende le seguenti informazioni:

  1. Indicazione del Mese: Questa è la data del mese a cui si riferisce la busta paga. Anche se può sembrare un dettaglio banale, è di fondamentale importanza per il calcolo di premi, retribuzioni aggiuntive, imposte o detrazioni durante l’anno.
  2. Dati del Datore di Lavoro: Questi dati identificano l’azienda e sono essenziali per scopi legali, fiscali e contributivi. Includono la denominazione sociale, il codice dell’azienda e i numeri di posizione INAIL e INPS.
  3. Dati del Lavoratore Dipendente: Questi dati riguardano il lavoratore e consentono di associare la busta paga a un dipendente specifico. Questi dati comprendono le informazioni anagrafiche, i numeri di posizione INAIL e INPS, la matricola aziendale, la data di inizio e, se applicabile, la data di fine del rapporto lavorativo, l’indicazione del CCNL di riferimento, la qualifica lavorativa, la mansione e il livello di inquadramento in base a CCNL, qualifiche e mansioni.

Inoltre, nell’intestazione, troverai le voci relative al calcolo della retribuzione spettante al dipendente:

  • Minimo Tabellare: Comunemente noto come “paga base,” questo valore chiamasi in gergo il lordo mensile ossia la prima voce di stipendio o retribuzione tabellare importo base stipendio lordo che è data dal valore della tariffa oraria applicata dal contratto nazionale per quella tipologia di lavoro per il numero delle ore lavorate nel mese. La somma delle buste paga dei 12 mesi originerà la certificazione unica del dipendente o anche detto CUD.
  • Contingenza: Questa è un’indennità fissa che compensa l’inflazione ed è stata introdotta nel 2001.
  • E.D.R. (Elemento Distinto della Retribuzione): Questa è una somma fissa di 10,33 € che viene corrisposta per 13 mensilità a tutti i lavoratori del settore privato.

Questi dati costituiscono l’intestazione della busta paga e rappresentano il punto di partenza cruciale per comprendere il proprio stipendio e le sue componenti.

La prima verifica che nel 99% dei casi non porta a scovare nulla è proprio quella afferente le prime voci ossia se la retribuzione applicata che dovrebbe essere quella relativa alla vostra tipologia di contratti determinata secondo la contrattazione collettiva nazionale fosse diversa. Se così fosse il vostro datore di lavoro avrebbe un grosso problema per cui dubito che avvenga. accanto alla prima voce comunque ve ne possono essere altre come alcune indennità di carica, assegni sociali, assegni determinati dalla contrattazione sindacale validi solo per la singola azienda e così via.

Corpo della busta paga

corpo della busta paga

La seconda sezione della busta paga, comunemente denominata “corpo,” contiene tutti i dati relativi alla retribuzione effettiva e alle indennità che spettano ai lavoratori dipendenti. Questa sezione contiene le voci retributive fondamentali che è essenziale conoscere per interpretare il proprio cedolino.

Le voci busta paga che troverai in questa sezione includono:

  1. Numero di Ore Ordinarie: Questo valore rappresenta il conteggio delle ore “normali” effettivamente lavorate dal dipendente.
  2. Eventuali Premi: Queste voci includono bonus, premi di produzione o altre componenti straordinarie di reddito.
  3. Numero di Ore Straordinarie: Questo valore rappresenta il conteggio delle ore lavorate oltre l’orario di lavoro normale.
  4. Indennità: Questa categoria include i giorni di ferie, i permessi accumulati, l’indennità di malattia, il congedo di maternità o l’indennità per infortunio sul lavoro.
  5. Altre Indennità: In questa categoria potresti trovare la tredicesima o la quattordicesima mensilità (se previste dal CCNL) e un anticipo sul TFR.

Come abbiamo appena visto dunque trovano posto in questa sezione eventuali straordinari, rimborsi a piè di lista, diarie per missioni all’esterno. Inoltre troverete anche il valore dei buoni pasto se previsti perché se da una parte è vero che vi sono riconosciuti contrattualmente dall’altra parte è pur sempre vero che il principio fondamentale del reddito da lavoro dipendente è che ogni e ripeto ogni voce, benefit, in natura, monetario e non deve essere tassato in busta paga ossia deve passare per una delle voci riepilogate in questa voce. Per questo nella busta paga trovate anche i buoni pasti con il numero dei buoni pasto che avete maturato nel mese precedente sulla base del numero dei gironi di presenza al lavoro e a cui è stato dato un valore facciale che viene tassato anche questo. La somma di queste voce meno le addizionali regionali e comunali che implacabili troverete nel riepilogo vi da la misura dell’imponibile del vostro TFR o trattamento di fine rapporto e che costituirà la vostra liquidazione.

Nella grande maggioranza delle attuali buste paga su una colonna trovate la retribuzione e queste voci e su quella accanto trovate le voci che alimentano le trattenute Irpef ossia quelle che subiscono le trattenute IRPEF in busta paga.

Ricapitolando quindi nella parte centrale della busta paga sono presenti le cosiddette “voci variabili”, ovvero tutte quelle voci che influiscono sulla retribuzione finale. Tra queste:

  • Straordinario;
  • Giorni festivi o notturni lavorati;
  • Permessi;
  • Malattie;
  • Maternità;
  • Premi;
  • Infortunio;
  • Anticipo TFR;
  • Quattordicesima.

Parte Bassa Busta Paga

parte bassa della busta paga contenente dati previdenziali, dati fiscali e netto

L’ultima sezione della busta paga è quella più complessa ed riservata alle voci che trasformano la retribuzione lorda in quella netta. Qui si trovano:

  • dati previdenziali
  • dati fiscali

I dati previdenziali sono tutti quei dati che comprendono contribuiti INPS e INAIL versati dal datore di lavoro, l’imponibile previdenziale, gli assegni familiari, disoccupazione NASpl. Sono inoltre presenti i contributi che sono direttamente a carico del lavoratore. Questi dati vanno a formare l’insieme delle ritenute (nell’apposita colonna) in busta paga vengono calcolati con percentuali che possono variare a seconda dell’istituto, come ad esempio INPS, Enpals e cosi via.

I dati fiscali invece sono tutti quei dati necessari per il calcolo delle ritenute IRPEF applicate in base alla retribuzione del dipendente come:

  • Imponibile fiscale: la retribuzione lorda da tassare
  • Imposta lorda: la tassazione lorda calcolata applicando l’aliquota all’imponibile fiscale
  • Detrazioni IRPEF: una riduzione dell’imposta che deriva da alcuni tipi di spesa sostenuti dal dipendente o da familiari a carico
  • Addizionali IRPEF: una quota tributaria aggiuntiva che viene applicata a livello comunale e regionale

In questa sezione trovate anche eventuali somme per i contributi IVS, contributi che sono anche a carico del dipendente perché, come sapete, parte è a carico del dipendente e parte a carico del lavoratore. (Contributi IVS: cosa sono e come si calcolano)

Si precisa che le ritenute INPS e INAIL sono calcolate prima di quelle Irpef che potete trovare in fondo alla busta paga.

Nel mese di luglio comunque potrete essere oggetto di conguaglio Irpef in busta paga, laddove il vostro datore di lavoro non abbia calcolato esattamente il vostro prelievo fiscale in busta paga (spesso accade per diverse motivi) e che potrebbe essere sia a credito sia a debito. Stesso per il conguaglio di fine anno nella busta paga di dicembre su cui il datore di lavoro potrebbe effettuare alcune modifiche proprio per correggere il tiro, intendendosi come maggiori o minori ritenute effettuate nel corso dell’anno e farvi trovare una sorpresa nella busta paga di dicembre.

In fondo ho riscontrato che ormai molte buste paga che leggiamo, o per lo meno le più comuni, inseriscono anche il dato aggregato delle ritenute effettuate da fine anno in modo da controllare agevolmente se il vostro datore di lavoro vi sta applicando correttamente le ritenute oppure sarete vittime di qualche conguaglio IRPEF salato da versare il prossimo mese. Se trovate una voce che si chiama imponibile Irpef alla data del… potete calcolarvi da soli quale è la vostra tassazione teorica applicando a questo valore gli scaglioni di reddito Irpef.

Le trattenute Irpef in busta paga

Se poi confrontate il risultato ottenuto, ossia le tasse che in teoria dovrete versare con la voce delle trattenute effettuate alla data del … avrete una misura della presenza o meno di conguagli irpef, anche se non è detto che vi siano, in quanto dipende dai software di compilazione delle buste paga.

Infine vi segnalo ma questo lo sapete che la somma delle buste paga dell’anno si dovrà rispecchiare nella certificazione Unica del Dipendente o anche detta CUD che ogni anno viene rilasciata al dipendente per permettere la compilazione del 730 o anche del modello ISEE. Vi ricordo inoltre che nella busta paga vedrete transitare a credito o a debito anche l’eventuale conguaglio Irpef che spesso sconvolge il dipendente verso Luglio quando si trova a verificare amare sorprese in quanto il datore di lavoro non ha calcolato bene le imposte nel corso dell’anno.

TFR in busta paga

Il Tfr in busta paga viene calcolato in maniera cumulativa e dipende da una serie di fattori tra cui l’anzianità di servizio. il TFR ha una tassazione separata del 20% all’erogazione e una tassazione finale da parte dell’Agenzia delle Entrate in base all’aliquota media degli ultimi due anni di servizio. In busta paga lo trovate solitamente nella parte finale, poco sopra lo stipendio netto.

Come leggere le ferie in busta paga

Una menzione particolare merita la lettura dei giorni di ferie e dei permessi nella busta paga. È molto importante comprendere come vengono indicati nel cedolino paga per distinguere tra permessi e ferie non godute, maturate e spettanti. Nel cedolino è possibile vedere la maturazione e il godimento di ferie e permessi. Con maturazione si intende il numero di giorni di ferie che il lavoratore ha disponibili. Invece con godimento i giorni già utilizzati dal dipendente durante l’anno in corso.

Come si passa dallo stipendio lordo a quello netto?

In sintesi la formula da risolvere è questa

Reddito netto annuo = Reddito imponibile lordo  – Imposta netta

Per calcolare questo abbiamo bisogno di calcolare quindi:

  1. Reddito imponibile lordo annuo che sarà dato dalla seguente formula: Reddito annuo lordo – Contributi obbligatori INPS INAIL
  2. Imposta lorda che sarà data dalla seguente formula: Imposta lorda = Irpef (secondo gli scaglioni che vedrete dopo) + Addizionale Irpef regionale + Addizionale Irpef comunale
  3. Dall’imposta lorda per arrivare a quella netta dovremmo togliere le eventuali detrazioni spettanti per lavoro dipendente e per carichi di famiglia Detrazioni Fiscali = Detrazione da lavoro dipendente + Detrazione per carichi di famiglia. Imposta netta = Imposta lorda – Detrazioni Fiscali
  4. Stipendio netto mensile = (Reddito imponibile annuo – Imposta netta annua )/numero di mensilità

65 Commenti

  1. Salve, devo comunicare il reddito da lavoro dipendente dell’anno in corso all’INPS (per l’indennità di disoccupazione), ho le buste paga di quest’anno, ma non so che numeri devo sommare o come altro devo fare?
    Inoltre, avete un modello di autocertificazione col quale posso comunicare tale reddito all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale ?
    Grazie moltissime

  2. Buongiorno,
    avendo pattuito una RAL di xx €, vorrei capire se per verificare se la cifra è quella pattuita devo considerare la voce dalla busta paga “Totale” o “Totale Competenze”
    Grazie in anticipo

  3. Il cud contiene diverse voci che rappresentano la sommatoria delle voci delle buste paga sottostanti

  4. io vorrei capire una cosa, il cud che rilascia il datore di lavoro è l’insieme di quale somma della busta paga ? cioè quale importo devo sommare per arrivare al cud che mi verrò rilasciato ?

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