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Borsa di studio nel 730 e nell’Unico 2018, assegni di ricerca, dottorati erasmus

capitale Nella dichiarazione dei redditi (modello  730 o  modello Unico) possono essere inserite le somme percepite a fronte di borse di studio o dottorati di ricerca (o simili)?
Questa è una tipica domanda a cui cerco di darvi una risposta per orientarei non solo nella possibile esenzione della somma dal pagamento delle imposte ma anche nell’indicazione fisica delle somme nel modello 730.

Tassazione Borse di Studio IRPEF ed Esenzioni

Il criterio generale prevede l’imponibilità IRPEF sulle somme percepite per ciascun anno di imposta a titolo di borsa di studio indipendentemente dalla somma e dalle modalità di pagamento. Tuttavia esistono delle norme particolari che introducono delle particolari esenzioni a seconda della tipologia o di altre caratteristiche delle somme percepite.

Novità dalla Legge di Stabilità 2016

La Legge di stabilità 2016 ha previsto l’esenzione dall’Irpef sulle borse di studio ricevute per la frequenza a corsi di perfezionamento e/o scuole di specializzazione, dottorati di ricerca e per i ricercatori e dottorati svolti all’estero all’estero e erogate dalla provincia Autonoma di Bolzano in luogo della tassazione come reddito di lavoro dipendente.

Su queste borse di studio spetteranno le stesse detrazioni previste per i redditi da lavoro dipendente. Anche per quello che concerne il programma Erasmus Plus sono state introdotte delle novità che leggerete nel seguito.

Mi arrivano infatti domande dei lettori di Tasse e Fisco, relativamente alle borse di studio, così come agli assegni universitari, in merito al dubbio se devono essere inserite nella compilazione del 730 per la dichiarazione dei redditi ai fini del pagamento dell’imposta IRPEF, in quanto alcune sono considerate non imponibili o esenti dal pagamento delle tasse, e altre no.
In realtà infatti alcune borse di studio scontano la tassazione alla fonte, altre invece sono totalmente esenti dalle tasse.

Il riferimento normativo che ci viene in soccorso è l’articolo 3 del Tuir insieme alla risoluzione 356 dell’agenzia delle entrate che detta dei principi per identificare le borse di studio non imponibili ossia quelle corrisposte dal Governo italiano a cittadini stranieri in forza di norme di accordi e intese internazionali.

Nel seguito le borse di studio che generano redditi esenti dall’Irpef

Per quanto riguarda le borse di studio, sono esenti: le borse di studio corrisposte dalle regioni a statuto ordinario, in base al decreto legislativo n. 68 del 29 marzo 2012, agli studenti universitari e quelle corrisposte dalle regioni a statuto speciale e dalle province autonome di Trento e Bolzano allo stesso titolo; le borse di studio corrisposte dalle università e dagli istituti di istruzione universitaria, in base alla L. 30 novembre 1989, n. 398, per la frequenza dei corsi di perfezionamento e delle scuole di specializzazione, per i corsi di dottorato di ricerca, per attività di ricerca post-dottorato e per i corsi di perfezionamento all’estero; le borse di studio bandite dal 1° gennaio 2000 nell’ambito del programma “Socrates” istituito con decisione n. 819/95/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 14 marzo 1995, come modificata dalla decisione n. 576/98/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, nonché le somme aggiuntive corrisposte dall’Università, a condizione che l’importo complessivo annuo non sia superiore a euro 7.746,85; le borse di studio corrisposte ai sensi del D.Lgs. 8 agosto 1991, n. 257 per la frequenza delle scuole universitarie di specializzazione delle facoltà di medicina e chirurgia; borse di studio a vittime del terrorismo e della criminalità organizzata nonché agli orfani ed ai figli di quest’ultimi (legge 23 novembre 1998 n.407).

Così come previsto anche dalle istruzioni allegate al modello 730 devono essere dichiarate le borse di studio percepite da contribuenti residenti in Italia, a meno che non sia prevista una esenzione specifica, quale ad esempio quella stabilita per le borse di studio corrisposte dalle Università ed Istituti di istruzione universitaria (L. 30 novembre 1989, n. 398).

La tassazione in Italia e all’Estero

La regola della tassazione in Italia si applica generalmente anche sulla base delle Convenzioni per evitare le doppie imposizioni sui redditi. Ad esempio, con la Francia, la Germania, il Regno Unito e gli Stati Uniti, è previsto che se un contribuente residente in Italia soggiorna per motivi di studio in uno degli Stati esteri considerati ed è pagato da un soggetto residente nel nostro Paese, è tassabile soltanto in Italia; se invece la borsa di studio è pagata da un soggetto residente nello Stato estero di soggiorno, quest’ultimo può tassare il reddito ma il contribuente deve dichiararlo anche in Italia e chiedere il credito per l’imposta pagata all’estero. Per esempio le borse di studio corrisposte dalle regioni a statuto ordinario, in base, alla L. 2 dicembre 1991, n. 390, agli studenti universitari e quelle corrisposte dalle regioni a statuto speciale e dalle province autonome di Trento e Bolzano allo stesso titolo non dovranno essere comprese ed indicate nella dichiarazione dei redditi mentre quelle corrisposte dalle università e dagli istituti di istruzione universitaria, in base alla L. 30 novembre 1989, n. 398, per la frequenza dei corsi di perfezionamento e delle scuole di specializzazione, per i corsi di dottorato di ricerca, per attività di ricerca post-dottorato e per i corsi di perfezionamento all’estero;

Le borse di studio bandite dal 1° gennaio 2000 nell’ambito del programma “Socrates” istituito con decisione n. 819/95/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 14 marzo 1995, come modificata dalla decisione n. 576/98/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, nonché le somme aggiuntive corrisposte dall’Università, a condizione che l’importo complessivo annuo non sia superiore a euro 7.746,85; le borse di studio corrisposte ai sensi del D.Lgs. 8 agosto 1991, n. 257 per la frequenza delle scuole universitarie di specializzazione delle facoltà di medicina e chirurgia; borse di studio a vittime del terrorismo e della criminalità organizzata nonché agli orfani ed ai figli di quest’ultimi (legge 23 novembre 1998 n. 407).

Per quello che concerne il programma Erasmus plus la legge di stabilità 2016 ha introdotto altre importanti novità in quanto sono state previste delle agevolazioni fiscali per gli istituti che le erogheranno in quanto in capo all’università è stata prevista l’esclusione dal valore della produzione ai fini Irap mentre in capo agli studenti che li percepiranno è stata prevista l’esenzione Irpef in luogo dell’attuale tassazione come reddito da lavoro dipendente. Tuttavia dal punto di vista Inps invece saranno obbligati verso clienti all’iscrizione alla gestione separata Inps con contestuale versamento delle contributo Inps da calcolarsi nella misura delle 23,50% per i percipienti enti che hanno un’altra forma pensionistica obbligatoria o sono titolari di redditi da pensione, delle 27% per professionisti che non sono iscritti ad altra forma previdenziale obbligatoria e del 30% per i collaboratori che non hanno altra forma previdenziale obbligatoria.

Le rendite Inail, esclusa l’indennità giornaliera per inabilità temporanea assoluta, non costituiscono reddito e quindi non hanno alcuna rilevanza ai fini fiscali. Parimenti non costituiscono reddito le rendite aventi analoga natura corrisposte da organismi non residenti.

Nelle ipotesi in cui i contribuenti ricevano una rendita dall’Ente previdenziale estero a titolo risarcitorio per un danno subito a seguito di incidente sul lavoro o malattia professionale contratta durante la vita lavorativa dovranno produrre all’Agenzia delle Entrate – Direzione Centrale Accertamento – una autocertificazione nella quale viene dichiarata la natura risarcitoria della somma percepita. Tale autocertificazione deve essere presentata una sola volta, e quindi se presentata per anni precedenti non deve essere riprodotta.

Dichiarazione nel 730 delle borse di studio

Vi riporto anche il testo delle istruzioni per comodità: Devono essere dichiarate le borse di studio  percepite da contribuenti residenti in Italia, a meno che non sia prevista una esenzione specifica, quale ad esempio quella stabilita per le borse di studio corrisposte dalle Università ed Istituti di istruzione universitaria (L. 30 novembre 1989, n. 398). La regola della tassazione in Italia si applica generalmente anche sulla base delle Convenzioni per evitare le doppie imposizioni sui redditi. Ad esempio, con la Francia, la Germania, il Regno Unito e gli Stati Uniti, è previsto che se un contribuente residente in Italia
soggiorna per motivi di studio in uno degli Stati esteri considerati ed è pagato da un soggetto residente nel nostro Paese, è tassabile soltanto in Italia; se invece la borsa di studio è pagata da un soggetto residente nello Stato estero di soggiorno, quest’ultimo può tassare il reddito ma il contribuente deve dichiararlo anche in Italia e chiedere il credito per l’imposta pagata all’estero.

Bonus Fiscale 2016-2017

Per il biennio 2016-2017 è stata introdotto anche uno speciale bonus che consente la detrazione del 90% degli assegni ai ricercatori esteri che rientrano in Italia al verificarsi delle seguente condizioni:

  1. Laureato
  2. residenza fiscale all’estero
  3. ha fatto il ricercatore presso l’università per almeno due anni consecutivi

Il rispetto da queste condizioni consentirà di sottoporre a tassazione solo il 10% del valore il reddito complessivo derivante da questa tipologia di introito. Questo significa che molto probabilmente le stesse detrazioni fiscali per lavoro dipendente, a cui le borse di studio sono equiparate, azzererà il reddito imponibile. Ragionevolmente se gli importi della borsa di studio sono contenuti (10-20 mila euro), le ritenute subite all’estero genereranno un credito di imposta da indicare nella dichiarazione dei redditi. Questo perchè anche tassando al 23% un redito pari a solo il 10% e confrontandolo questo con le ritenute subite (probabilmente sempre introno al 20%) si avrà un credito di imposta.

Dove indicare le borse di studio nel modello 730

Nel 730 nella SEZIONE I – Redditi di lavoro dipendente e assimilati andranno inserite nei righi da C1 a C3 anche le somme  percepite come borsa di studio o assegno, premio o sussidio per fini di studio e di addestramento professionale (tra le quali rientrano le somme corrisposte ai soggetti impegnati in piani di inserimento professionale), se erogate al di fuori di un rapporto di lavoro dipendente e sempre che non sia prevista una specifica esenzione. Vedere, al riguardo, in Appendice la voce “Redditi esenti e rendite che non costituiscono reddito”.

Nel 730 2018 dovete indicare nel rigo C14 il punto 391 del CU 2018 che vi sarà inviato da vostro datore di lavoro nonchè le ritenute del punto 392. Per l’identificazione della agevolazione dei ricercatori rientrati dall’estero dovrete indicare nella colonna 3 il codice “1” ed in colonna 4 l’importo da sottrarre al reddito complessivamente percepito. Questa volta tuttavia èfacie perchè nello stesso rigo sono riportati i  punti della certificazione Unica da inserire.

Direttamente dal 730

Devono essere dichiarate le borse di studio percepite da contribuenti residenti in Italia, a meno che non sia prevista una esenzione specifica, quale ad esempio quella stabilita per le borse di studio corrisposte dalle Università ed Istituti di istruzione universitaria e dalla provincia autonoma di Bolzano (L. 30 novembre 1989, n. 398).
La regola della tassazione in Italia si applica generalmente anche sulla base delle Convenzioni per evitare le doppie imposizioni sui redditi. Ad esempio, con la Francia, la Germania, il Regno Unito e gli Stati Uniti, è previsto che se un contribuente residente in Italia soggiorna per motivi di studio in uno degli Stati esteri considerati ed è pagato da un soggetto residente nel nostro Paese, è tassabile soltanto in Italia; se invece la borsa di studio è pa- gata da un soggetto residente nello Stato estero di soggiorno, quest’ultimo può tassare il reddito ma il contribuente deve dichiararlo anche in Italia e chiedere il credito per l’imposta pagata all’estero.

Detrazione fiscale nella dichiarazione dei redditi delle altre spese universitarie

Vi segnalo altresì l’articolo correlato all’argomento e relativo alla detrazione delle spese scolastiche in cui trovate anche i riferimenti del nuovo decreto del MIUR con l’indicazione dei tetti massimi di detrazione previsto per i corsi di formazione non stavate.

Borse di studio e Contributi INPS

Potete leggere il nuovo articolo dedicato ai contributi previdenziali INPS obbligatori per le borse di studio, assegni e dottorati di ricerca, Programmi Erasmus, Socrates o similari. Borse di studio e Gestione separata

Altri articoli Utili per farvi risparmiare

Se può esservi utile vi segnalo anche la Tabella Deduzioni e detrazioni 730 e mod.Unico sperando di darvi qualche spunto o chiarimento in più.

Elenco spese da dedurre in dichiarazione

 Detrazione Interessi Passivi Mutuo

Elenco Convenzioni Contro Doppie Imposizioni Fiscali Vigenti

Certificato contro doppie imposizioni: Format, Domanda e Costi per richiederlo

Detrazione fiscale Test ingresso Università nel 730: quando, dove, come è possibile

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Tasse-Fisco
Dottore Commercialista Iscritto all'Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e Revisore Legale con la passione per il diritto Tributario e Societario e Esperto nella Consulenza Aziendale.

58 commenti

  1. Avatar

    Buongiorno,
    ho letto con attenzione l’articolo ma, pur essendo essendo molto chiaro, mi resta un dubbio circa la mia situazione.
    Nel 2018 ho percepito una borsa post-dottorato da un’Università canadese, che ha trattenuto le relative tasse. La borsa ha avuto la durata di 6 mesi, ma la mia permanenza in Canada è stata di soli 5 mesi (ho lavorato 1 mese da remoto) e la residenza fiscale è rimasta in Italia.
    Come devo comportarmi rispetto alla dichiarazione in Italia? Si tratta di un caso di esenzione o no? Devo inserire la borsa in dichiarazione e pagare la differenza di imposta (ovvero scalando l’imposta già pagata in Canada)?
    Molte grazie
    Cordiali saluti,
    Simona

  2. Avatar
    Fortunato Castagna

    buon giorno mia figlia ha percepito una prima trance della borsa di studio nel 2017, la seconda del 2017 gli è stata erogata nell’anno 2018, con il cumolo delle due annualità supera la soglia dei 2800,00 euri cosa bisogna fare in un caso del genere

  3. Avatar
    Gennaro Pacilio

    Nel 730/2019 di mio figlio, studente universitario, è comparso al rigo C1 Reddito, la somma di € 2.000,00 per un contributo INPS, a seguito concorso, per un master post universitario dopo la laurea triennale; nello stesso anno 2018 ha percepito un compenso di € 1935,00 per attività occasione – D5 -. I due redditi risultano cumulati generando reddito e ciò ha permesso il superamento della soglia di € 2841,00 causando la perdita delle detrazioni da parte dei genitori dipendenti. Chiedo se ciò è esatto.Se si è davvero una fregatura perché in tal caso era meglio che mio figlio non avesse lavorato o non avesse percepito la borsa di studio.

  4. Tasse-Fisco

    dipende se in due mesi ha guadagnato oltre la soglia per essere considerata tale

  5. Avatar

    Buon giorno , mia figlia ha fatto richiesta iscrizione Aire a gennaio 2019 . E’ in Svizzera come studente ricercatrice x anni quattro . Si è trasferita nell’ottobre 2018 . Percepisce remunerazione tassata alla fonte su conto svizzero . Secondo lei per il 2018 può essere considerata a carico ? Deve mia figlia dichiarare qualcosa in Italia ?

  6. Avatar

    Salve, la contatto perchè nell’ articolo (pur molto esauriente negli aspetti generali) non sono riuscita a trovare una risposta al mio caso specifico.
    Siamo una famiglia di 4 persone, monoreddito medio-basso, che qui in Italia normalmente potrebbe aspirare alle prestazioni delle aziende per il diritto allo studio.
    Il maggiore dei miei figli frequenta un college americano grazie a una borsa di studio “full” riservata agli studenti/atleti, borsa ottenuta grazie al suo buon passato agonistico. Mio figlio è ancora nel mio stato di famiglia, la borsa di studio ammonta a circa 36.000 dollari l’ anno e ogni anno lui è tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi con relativa tassazione in Usa. Questa cifra serve a coprire i costi dell’ istruzione nel suo college, la didattica, i libri, vitto e alloggio.
    Poichè nei prossimi mesi dovrò richiedere l’ Isee Universitario per conto del figlio minore, al fine di ottenere i benefici dell’ azienda per il diritto allo studio dell’ università italiana che vorrà frequentare, mi chiedo se e come indicare nella dichiarazione dei redditi la borsa di studio del maggiore e se ci possono essere conseguenze sui valori dell’ isee universitario.
    Ringrazio anticipatamente della sua attenzione.

  7. Avatar
    patrizio vanzetto

    Non si capisce come procedere con la comunicazione del fatto che un figlio termina di essere a carico avendo superato i 4000 tra borse e contributi universitari: vi sono sanzioni per la mancata comunicazione, ma uno lo sa spesso solo verso fine anno! Come PA potrei farlo subito dal portale col self-service: mi chiedo, nell’incertezza, se non sia meglio farlo comunque, per poi rivedere il tutto l’anno successivo in sede di dichiarazione dei redditi.

  8. Tasse-Fisco

    lei ha superato la soglia sia considerando uno sia entrambi i redditi percepiti nel periodo di imposta. Con il motore di ricerca interna cerchi detrazioni figli a carico e vedrà come funziona in modo che suo padre non prenda intanto una sanzione per una detrazione non dovuta. Lei invece dovrà fare il 730.

  9. Avatar

    Buonasera, sono una studentessa che frequenta una scuola di specializzazione post laurea. Ho percepito nel 2017 una borsa di studio di euro 7.000,00 erogata dalla Provincia di Bolzano che in base alla legge di stabilità art. 6 è esente. Nello stesso anno ho percepito altri redditi da lavoro dipendente pari a 3.000,00. Mi chiedo se devo compilare il modello 730 e devo dichiarare anche la borsa di studio oppure no. Da come ho capito tale borsa di studio è sì esente ma è assimilata a reddito da lavoro dipendente e non capisco come muovermi anche perchè mio padre mi ha mantenuta a carico fino a ottobre 2017. Chi deve dichiararla? Mio padre oppure io? Grazie

  10. Tasse-Fisco

    Potete leggere il nuovo articolo dedicato ai contributi previdenziali INPS per le Borse di studio, dottorati di ricerca, Erasmus, Socrates e assegni periodici.
    Borse di studio e gestione separata

  11. Avatar

    Salve, avrei bisogno di un chiarimento: mia figlia percepisce una borsa di studio dall’università per il corso di specializzazione post laurea in medicina. Tale borsa è esente da irpef e, quindi, non va dichiarata. Sulla stessa, però, viene trattenuta e versata la quota a carico del percipiente dei contributi Inps (1/3). Dal momento che mia figlia deve dichiarare anche un piccolo reddito soggetto a irpef, può dedurre da questo, la quota dei contributi inps trattenuti con la borsa di studio e versati alla gestione separata inps?vi ringrazio

  12. Avatar

    Salve, mio figlio quest’anno ha percepito una borsa di studio di circa € 2.300,00 più un premio di laurea di € 1.400,00. la mia domanda è : devo dichiarare queste somme nel 730 e poi, posso tenerlo ancora a carico mio?
    Grazie e buona giornata

  13. Tasse-Fisco

    Si se risulta ancora fiscalmente a suo carico. Ha verificato il limite di reddito per essere considerata ancora a carico?

  14. Tasse-Fisco

    corretto

  15. Avatar

    Buonasera, ho letto il vostro articolo ma mi peramane ancora qualche dubbio.

    Sono una studentessa universitaria che ha acceso un tirocinio professionale come dottore commercialista presso uno studio professionale. Percepisco dallo stesso studio una borsa di studio mensile pari a 500 euro.
    Queste somme ho appreso essere come assimilabili a lavoro dipendente, essendo l’unico reddito percepito, devo predisporre il modello 730 e quindi assoggettare le stesse a tassazione? e inoltre, se così fosse, il mio datore di lavoro dovrebbe trattenere le relative ritenute alla fonte? dovrei ricevere una busta paga?

    Vi ringrazio.

  16. Avatar

    Buongiorno, ho un dubbio su quanto da lei riportato nel suo bell’articolo. Non è contemplato il caso di una borsa di studio fornita da un’università estera – nel mio casi americana – per svolgere una ricerca di post-dottorato in Italia. O, meglio: io risiedo in Italia e l’università americana mi fornisce uno studio nella sua sede in Italia, ma chiaramente viaggerò. In tal caso, come comportarsi? È pur sempre una borsa di post-dottorato e come tale rientra nelle esenzioni della legge del 1989? All’origine non è tassata. Cordiali saluti e complimenti per il vostro lavoro

  17. Avatar

    Buomgiorno
    Ho un dubbio, mia figlia ha ricevuto una borsa di studio ERASMUS del valore di 3190 euro.
    Ha ricevuto il CUD è c’e scritto: reddditi esenti
    quindi non l’ho dichiarata, ma in questo caso, superando i 2800 euro non è più a mio carico?
    premetto che sul 730 precompilato lei risulta anora a mio carico.HAnno elimintao solo la sorella ceh ha percepito, per lavoro più 2800 euro.

    Grazie

  18. Avatar

    Buonasera.
    Sono una studentessa italiana con residenza in Italia e dal settembre 2012 vivo in Germania dove studio (Master/laurea specialistica). Da ottobre 2014 a dicembre 2015 ho percepito una borsa di studio del DAAD (servizio tedesco per lo scambio accademico), un ente pubblico tedesco finanziato dal ministero degli esteri, ministero dell’Istruzione e Unione Europea. La borsa ammontava a 750,-€ mensili ed era destinata a cittadini italiani che intendevano conseguire una laurea specialistica in Germania. In Germania le borse di studio sono esentasse e lo stesso vale per la mia borsa di studio del DAAD (ho ricevuto conferma dall’ente in questione).
    Per quanto riguarda invece la tassazione in Italia, nè al DAAD di Roma nè il mio commercialista hanno saputo dire se la borsa debba essere dichiarata e tassata in Italia o meno. Mi rivolgo quindi a Voi sperando di ottenere un chiarimento.
    Grazie mille, buona serata e buon lavoro.

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