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DIA, SCIA e Autorizzazioni per i lavori di ristrutturazione di casa e le agevolazioni fiscali

imposta di registro affittiSe state sostenendo dei lavori di ristrutturazione dell’immobile o manutenzione ordinaria, o straordinaria, di casa, vi segnalo la documentazione che dovete produrre e conservare per godere delle nuove agevolazioni fiscali o detrazioni dall’IRPEF, oltre a darvi qualche chiarimento nella speranza di non farvi commettere errori che possano compromettere la fruizione del beneficio.

L’evidenza del pagamento delle spese per i lavori di manutenzione

La prima cosa che non dovete tralasciare è la prova del pagamento dei lavori di ristrutturazione che dovrà avvenire non solo esclusivamente mediante bonifico bancario ma aggiungo che nel bonifico dovranno essere indicati una serie di informazioni pena la decadenza dal beneficio per cui state veramente attenti. Un amico ha dovuto rinunciare a detrazioni fiscali di oltre 8 mila euro per aver commesso questo semplice errore, per cui al momento di effettuare il bonifico controllae bene dove inserire queste informazioni. Nel sito internet della mia banca per esempio basta mettere una “crocetta” e si apre una schermata con i dati richiesti da inserire.

I dati da inserire nel bonifico

Nel bonifico dovrete indicare, pena la decadenza dal beneficio della detrazione fiscale, la  causale  del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione ed il numero di partita Iva ovvero il codice fiscale del soggetto a favore del  quale  il bonifico è effettuato

L’attestato di qualificazione e prestazione energetica

Il primo relativo alla qualificazione energetica è un attestato che in pratica da la classificazione energetica dell’immobile, il suo fabbisogno e alte informazioni specifiche che dovranno essere date da un professionista indipendente mediante questa dichiarazione, mentre il secondo e nuovo attestato di prestazione energetica fornisce le prestazioni in merito ad una serie di parametri di consumo di energia come la temperaturo, il consumo di anididride carbonica, l’illuminazione, ecc. Leggete comunque l’articolo dedicato proprio al nuovo attestato energetico per i dovuti approfondimenti.

Il contratto di appalto con la ditta di ristrutturazione

Altro punto da smarcare è il contrattino che firmerete conla ditta per laristrutturazione che non solo vi fornisce un’ottima guida anche in fase di lavori per guidare voi ed evitare che la ditta faccia lievitare i suoi costi oltre misura come quasi sempre accade rispetto al preventivo iniziale, ma sarà anche necessario per rintracciare quelle fattispcie che consentono anche l’applicazione dell’Iva agevolata del 10% o del 4% nel settore edile. Oltre a queste importanti funzioni servirà anche per dimostrare che il bonifico effettuato ha alla base proprio quei lavori i cui importi all’interno quadrano con il versato.

Conservate anche eventualmente le delibere condominali che consentono le spese di ristrutturazione e anche ricevuta di pagamento dell’IMU (anche se questo non osta poi al beneficio fiscale in esame).

Presentazione della Dia o della nuova SCIA

Per costruire talvolta è necessario anche presentare la dichiarazione di inizio lavori (appunto la DIA o super DIA, la SCIA o la CILA) o la SCIA o anche permesso di costruire anche se in questa sede ci limiteremo a dirvi quali sono per l’identificazione della tipologia di comunicazione da presentare in relazione ai lavori eseguiti  anche se vi consiglio sempre di condividerlo prima con l’architetto che vi seguirà nei lavori sicuramente più esperto del sottoscritto. Per i lavori che ho eseguito a casa vi posso dire che la DIA mi è costato 300 euro per darvi una cifra ma so che può venire meno o anche di più percui non prendetela come cifra fissa e sappiate che non vi sono delle tariffe stabilite da qualche ordine professionale.

Documentazione da produrre

Inoltre, la documentazione che sicuramente vi servirà è una visura catastale dell’immobile e il rogito notarile per l’acquisto della casa. MI raccomando di tenere questa documentazione per almeno 5 anni ai fini di eventuali accertamenti fiscali che possono portare, in mancanza della documentazione sopra descritta, al disconoscimento delle detrazioni e quindi alla richiesta non solo delle minori imposte versate scaturenti dalle detrazioni ma anche l’applicazione delle sanzioni (30% presumibilmente) e degli interessi.

Per le ristrutturazione che consentono la detrazione fiscale del 36% (al momento innalzata al 50%)  si dovranno quindi indicare nella dichiarazione dei redditi modello Unico o modello 730 i dati catastali identificativi dell’immobile oggetto di ristrutturazione al pari di quele per il risparmio energetico. Inoltre se i lavori sono effettuati per esempio dall’inquilino allora indicherete gli estremi dell’atto registrato di locazione. Per le opere che fanno fruire della agevolazione fiscale del 55% (al momento innalzata al 65%) invece servirà l’attestato di qualificazione energetica dell’edificio, oltrechè l’asseverazione rilasciata dal tecnico abilitato.

Inoltre dovete compilare la scheda informativa (consultate a proposito gli allegati E ed F contenuti nel decreto attuativo) dove inserire i dati relativi alla tramsittanza per le finestre o gli infissi o pannelli solari).

Vi consiglio poi di leggere gli articoli correlati come quello dedicato proprio alle detrazioni fiscali dei lavori di ristrutturazione di casa, oppure la differenza tra interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria sugli immobili oppure interventi di risanamento conservativo o di restauro o tesi ad eliminare barriere architettoniche.

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