DURF Fiscale 2020 Non Regolare: come comportarsi e cosa fare

Nel caso in cui abbiate richiesto alla propria Direzione provinciale o regionale competente in relazione al domicilio fiscale il vostro DURF o DURC fiscale o certificato di regolarità fiscale e non ve l’abbiano rilasciate dovreste approfondire le motivazioni sottostanti partendo dai controlli che vengono svolti al momento del rilascio del certificato.

Il DURF fiscale infatti viene rilasciato pulito solamente nel caso in cui dalle risultante presenti dagli archivi dell’anagrafe tributaria si passino questi i controlli che trovate nel seguito.

Per il rilascio abbiamo prima un requisito oggettivo anagrafico che consiste nella possibilità di rilasciare DURF solo alle imprese in vita da almeno tre anni. Questo come detto anche in un precedente articolo a mio modesto avviso è  un elemento che potrebbe limitare le nuove imprese o newco ad accedere a determinati appalti in quanto l’altra modalità di soddisfacimento della normativa di cui all’articolo. 17-bis, D.Lgs. 241/97 in assenza di DURF diviene molto complessa sia per l’appaltatore che si trova a dover produrre una copiosa mole di documentazione sia per il committente che potrebbe non avere degli strumenti sufficienti a svolgere le verifiche richieste dalla legge.

Una volta effettuata la verifica anagrafica sull’esistenza e età della società richiedente il certificato si passa alla verifica della presenza delle dichiarazioni dei redditi presentate (modello Unico, IRAP, IVA).

I tributi oggetto di controllo sono imposte, ritenute e contributi previdenziali. Sono esclusi invece eventuali debiti derivanti da sanzioni o interessi . La sussistenza del requisito deve essere verificata con riferimento all’ultimo giorno del mese oggetto della richiesta

Successivamente di vanno a verificare i versamenti delle imposte a debito indicati nelle dichiarazioni. Per i versamenti in conto fiscale si va a verificare che questi non siano inferiori al 10 per cento dei ricavi e compensi.

Inoltre si rileva la presenza di eventuali iscrizioni a ruolo o accertamenti esecutivi o avvisi di addebito affidati agli agenti della riscossione relativi alle imposte sui redditi, all’imposta regionale sulle attività produttive, alle ritenute e ai contributi previdenziali per importi superiori ad euro 50.000, per i quali i termini di pagamento siano scaduti e siano ancora dovuti pagamenti o non siano in essere provvedimenti di sospensione. Le disposizioni di cui al periodo precedente non si applicano per le somme oggetto di piani di rateazione per i quali non sia intervenuta decadenza”.

Non abbiamo una valutazione qualitativa delle risultanze ma il certificato viene rilasciato solo se, nonostante vi siano delle inesattezze o delle mancate rilevazioni di dati da parte dei sistemi informativi dell’agenzia delle entrate.

L’emissione del certificato viene effettuata dalla Direzione Provinciale dell’agenzia delle entrate competente in base al domicilio fiscale del contribuente. Per i grandi contribuenti l’emissione del certificato compete alla Direzione regionale.

Esempi di DURF non regolare

Omessi o Carenti Versamenti

Nel caso più classico di omesso versamento se non volete vedervi sospendere il pagamento della forniture di beni e servizi per queste tipologie di contratti di appalto. In questo caso si dovrà procedere al versamento con ravvedimento operoso che salva dall’applicazione dell’articolo. 17-bis, D.Lgs. 241/97 che limita il versamento dei corrispettivi maturati a non oltre una percentuale minima rispetto al dovuto al fine di evitare. Il ravvedimento operoso salva e sana il certificato di regolarità fiscale. Dovrete tuttavia attendere qualche giorno per vedere il modello presso i sistemi.

Mancato aggancio del modello F24 di versamento al suo legittimo proprietario

Un esempio potrebbe essere un F24 agganciato ad un altro contribuente che necessità di un intervento dello sportellista p della presentazione delle quietanza da parte del contribuente che si trova a dover consegnare la quietanza del versamento per consentire la correzione a sistema del modello F24 mediante la corretta associazione al suo titolare.

Correzione F24 con codice tributo sbagliato

Altro esempio potrebbe essere un modello F24 con un codice tributo non corretto che fa emergere un debito per imposte che nella realtà non esiste. In questo caso sarà sufficiente un’istanza di correzione del modello F24 anche on line con il sistema CIVIS. Solitamente in poche ore l’istanza di correzione viene accolta.

Riferimenti normativi

Articolo 17, D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 e chiarimenti nella circolare 12 del 2013 dell’agenzia delle entrate.




Articolo. 17-bis, D.Lgs. 241/97

Articolo 13 Decreto legislativo del 18121997 n. 471

Articolo 10 – bis Decreto legislativo del 10032000 n. 74

https://www.tasse-fisco.com/societa/durf-fiscale-dove-come-non-regolare-cosa-fare-come/48434/

https://www.tasse-fisco.com/varietassefisco/ritenute-appalti-dubbi-chiarimenti-sanzioni-sanzioni/48429/

CERTIFICATO DI SUSSISTENZA DEI REQUISITI PREVISTI

Approvazione dello schema di certificato di sussistenza dei requisiti previsti

Tabella A – Requisiti previsti

ALLEGATO+B.

Circolare 1 del 12 febbraio 2020


Valuta l'articolo
[Totale: 1 Media: 5]

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

articoli correlati

Valuta l'articolo
[Totale: 1 Media: 5]
error: Questo contenuto è protetto