Prescrizione cartella esattoriale di pagamento: entro quando l’Agenzia Entrate ha potere di notifica

Premesso che prescrizione e decadenza delle cartelle esattoriali (o di pagamento) dell’accertamento dell’Agenzia delle Entrate e della Riscossione sono due concetti differenti con due termini di prescrizione diversi in questa sede potete avere qualche risposta alle domande sulla prescrizione e sulla possibilità o meno di presentare ricorso in commissione tributaria per non pagare alcunché all’erario se non quanto effettivamente dovuto. Spesso infatti gli atti sono nulli e se pensate che in un articolo che scrissi emergeva che oltre la metà delle pretese della riscossione non vanno a buon fine fare una riflessione in più sulla cartella di pagamento che avete in mano può essere utile.

Novità 2020-2021 per disposizioni COVID

Il termine di decadenza degli atti di accertamento che scadrebbero nel periodo che va dal’8 marzo 2020 al 31.12.2020 si intendono positicipati al 31.12.2021. Questa modifica interviene di fatto sui periodi di imposta in scadenza nel 2020 ossia quelli relativi al 2014 il cui anno di presentazione della dichiarazione era il 2015 ed il termine di decadenza dell’azione di accertamento sarebbe stato il 31 dicembre 2020. Ora il termine slitta al 31 dicembre 2021. Il termine ordinario della prescrizione è di 10 anni così come disciplinato dall’articolo n.2946 del Codice civile, inizia a decorrere, a norma dell’articolo 2935, dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere. Si parla così di prescrizione decennale. Tuttavia nel diritto tributario qualcosa cambia.

Sarà che la prima cosa che ci si chiedeva, quando ci si vedeva recapitare una multa a casa dopo anni e anni dall’infrazione, era se potevano inviare una multa con così tanto ritardo, ora vediamo cosa accade nel diritto tributario con la prescrizione di imposte e tasse. I termini di prescrizione cambiano al variare della tipologia di tributo o fattispecie e ora vediamo in concreto alcuni casi tipici.

L’Agenzia delle Entrate o altro ente impositore, se trattasi di altre tasse o imposte, ha a disposizione dei termini fissi per la notifica per l’iscrizione a ruolo delle somme, per la notifica di un accertamento o della cartella di pagamento al pari di quanti ne ha l’agenzia della riscossione per esercitare la propria azione entro determinate scadenze. Nel seguito come funziona la decadenza e la prescrizione, le loro differenze e come intervengono sulle specifiche tipologie di atti che vi possono notificare:
  1. Avvisi bonari o comunicazioni
  2. Cartelle di pagamento
  3. Intimazioni di pagamento
  4. Fermi amministrativi
  5. Ipoteche
Possiamo fare prima di tutto una distinzione tra la decadenza entro cui l’atto deve essere notificato e la prescrizione entro cui i procedimento di riscossione deve essere intrapreso. Cronologicamente assistiamo quindi all’avviso di accertamento o liquidazione dell’imposta ovvero al controllo formale della dichiarazione. Successivamente avviene l’iscrizione a ruolo delle somme oggetto di accertamento. Dopo avviene la notifica della cartella di pagamento da parte dell’agenzia della riscossione. Laddove non venga pagata si procede con altre azioni quali il pignoramento, l’intimazione ad adempiere oppure il fermo amministrativo o l’ipoteca sui valori immobiliari del contribuente. La prescrizione possiamo dire che mira a punire il fatto che l’erario non esercita il proprio potere mentre la decadenza introduce un termine entro cui tale diritto deve essere esercitato. La differenza è sostanziale gli atti che devono essere esercitati a pena di decadenza non sono soggetti alle norme relative all’interruzione della prescrizione così come non si applicano quelle sulla sospensione salvo casi particolari. La prescrizione può essere interrotta e fatta riprendere dopo ogni atto che serve a costituire in mora il debitore. La prescrizione riprende non da dove si era fermata ma inizia a decorrere nuovamente ex novo. La prescrizione si di che che estingue un diritto se il titolare non lo esercita entro un determinato periodo di tempo. La prescrizione è soggetta a sospensione e interruzione mentre la decadenza no. Gli avvisi di accertamento e le cartelle di pagamento non sono soggetti a termini di decadenza così come previsto rispettivamente dall’art. 43 del DPR 600/73 e dall’articolo art. 25 del DPR 602/73. Per comprendere meglio il funzionamento della decadenza e della prescrizione in relazione alle diverse tipologie di atti possiamo sinteticamente affermare che nel caso in cui l’agenzia delle entrate effettui un accertamento fiscale come nel caso di accessi, ispezioni, verifiche o questionari questo si concretizza fin da subito in un ruolo che viene affidato all’agenzia della riscossione (ex Equitalia) a cui segue la notifica della cartella di pagamento. Nel caso invece di accertamenti automatici o anche nel caso del classico controlla formale o automatizzato delle dichiarazioni IRPEF, IRES, IVA o IRAP interviene prima della potenziale formazione del ruolo il contraddittorio con il contribuente. È il caso tipico del redditometro.

Imposte dirette Ires, derivanti dalla dichiarazione dei redditi 730 o Modello Unico

Può capitare che il contribuente si dimentichi di pagare con i moduli F24 le imposte a fine anno, oppure capita di scordarsi il secondo acconto Irpef e Ires di novembre o altri tributi che sono liquidati (intendo dichiarati) all’interno della dichiarazione dei redditi e a fronte dei quali scaturisce un debito che con molta facilità sarà intercettato dall’agenzia delle entrate. Tuttavia qualora l’agenzia delle entrate non notifichi entro il 31 dicembre del terzo anno successivo alla presentazione della dichiarazione dei redditi modello unico o modello 730, la cartella di pagamento sarà nulla e il contribuente la farà franca non pagando le imposte, in quanto la cartella esattoriale sarà considerata nulla per difetto dei termini di notifica.

Esempio

Per fare un esempio le imposte che scaturiscono dal periodo di imposta 2016 se non pagate dovranno essere richieste entro il 31 dicembre 2020 (ossia il terzo anno successivo al 30 settembre 2017, anno 2017 in cui si presenta la dichiarazione per il periodo di imposta 2016). Questi termini tuttavia nel corso degli ani sono cambiati e possono essere più lunghi come vedremo nelle tabelle sotto riportate che aiutano nella comprensione.

Prescrizione dell’accertamento fiscale

Per quello che concerne invece il controllo o le verifiche fiscali che possono essere effettuate dall’agenzia delle entrate, il termine ordinario di prescrizione coincide con il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione dei redditi 730 o Modello Unico. Per fare un esempio nel caso dell’anno di imposta 2011 il termine per attivare un accertamento nei confronti del contribuente o della società sulle imposte IRPEF, Ires o Iva sarà il 31 dicembre 2016 in quanto l’anno di presentazione è l’anno 2012 ed il quarto anno successivo è appunto il 2016. Avete capito quindi il meccanismo per il calcolo della prescrizione. A tal proposito occhio alle novità che trovate in calce e che entrano in vigore con la nuova legge di stabilità 2016.

Esempio

Ma cerco di essere ancora più semplice e vediamo che il prossimo 31 dicembre 2019 scade il termine da parte dell’agenzia di accertare i contribuenti che hanno presentato la dichiarazione Unico 2015 – redditi 2014. Qualora non l’avessero presentata in quell’anno l’agenzia delle entrate avrebbe un ulteriore anno di tempo e quindi fino al 31 dicembre 2020. E così via di anno in anno. Se nella dichiarazione si fosse attuato un disegno fraudolento allora l’agenzia delle entrate potrebbe andare indietro fino al 2003 in quanto i termini si raddoppiano e quindi al 2001 se il disegno fraudolento era all’interno di un anno di imposta in cui la dichiarazione non è stata presentata.

Nel caso poi in cui presentiate nel frattempo una dichiarazione integrativa avente ad oggetto uno dei tributi presenti nella dichiarazione il termine per la notifica periodica della cartella di pagamento riferita alla dichiarazione integrativa decorre dalla data di presentazione della stessa ma solo per il tributo che è stato oggetto di integrativa.

Termini prescrizionali ridotti

Alcuni termini prescrizionali tuttavia possono essere più brevi come nel caso delle imposte di registro o in altre fattispecie. In alcuni casi infatti l’attività di accertamento si prescrive entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo. Essendo tante, qualora aveste dubbi potete sempre mandare un’email (o molto meglio un commento qui in basso) e probabilmente otterrete una risposta, o almeno uno spunto per arrivare all’informazione autonomamente.

Prescrizione della cartella esattoriale

Se vi arriva una cartella di pagamento (quelle blu per intenderci) oppure altri avvisi di accertamento in cui dentro trovate scritto controllo automatizzato ex articolo 36 bis il 31 dicembre 2012 scadrà la possibilità di accertare gli anni di imposta fino al 2008 compreso come anche nel caso troviate scritto controllo automatizzato da articolo 54-bis; se invece trovate scritto sull’accertamento formale da 36-ter entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione per cui il 31 dicembre 2012 scade il termine di accertamento del modello Unico 2008 o 730 2008 relativo all’anno di imposta 2007.

Prescrizione della riscossione del tributo

La cartella esattoriale dovrà essere notificata dall’Agente della riscossione entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di definizione dell’accertamento termine entro cui sarà possibile avviare anche il relativo pignoramento. Questo perchè il ruolo su un accertamento divenuto definitivo o sentenza passata in giudicato deve essere notificato a pena di nullità entro il secondo anno successivo. Il 31 dicembre 2012 per esempio scadrà  quello relativo al 2010. Anche la fase della riscossione infatti è soggetta a termini decadenziali per essere espletata al fine di non compromettere la disponibilità finanziaria del soggetto.

Le Cartelle di pagamento invece seguono una tempistica diversa in quanto il termine o scadenza per la notifica della cartella di pagamento deve avvenire entro il 31 dicembre del terzo anno successivo limitatamente agli avvisi di accertamento contenenti le liquidazioni automatiche dell’imposta: un esempio di questo tipo di liquidazione è il redditometro. Nel caso di controlli formali della liquidazione il termine per notifica della cartella di pagamento da parte dell’agenzia della riscossione è il quarto anno successivo a quello della presentazione della dichiarazione, per i controlli formali; I termini che trovate nella tabella subiscono il raddoppio ai sensi del co. 2-bis in caso di constatazione di elementi penalmente rilevanti. Inoltre, in caso di mancata adesione ai condoni di cui alla L. 289/2002, essi sono prorogati di due anni, relativamente ai periodi di imposta condonabili (art. 10 della L. 289/2002).

Nullità degli atti prescritti

 Qualora l’atto sia stata notificato successivamente alla scadenza dei termini sopra elencati l’atto diviene nullo. Peccato nonostante l’amministrazione pubblica abbia tutti gli elementi per sapere se è sia andata lunga o meno con i termini il contribuente deve anche accollarsi l’onere di dover, comprendere la cartella di pagamento cosa abbia al suo interno e capire se siano spirati i termini ed infine impugnarla per far valere le sue ragioni dinnanzi alla commissione tributaria. Per il primo punto infatti l’agenzia delle entrate o l’ente impositore conosce la data di notifica per via della ricevuta di ritorno per cui almeno nei casi in cui gli ritorna la ricevuta della data certa di notifica potrebbe scomodarsi per interrompere l’azione di riscossione palesemente tardiva. Per quello che concerne il secondo punto non vedo perché qualcuno che non studi diritto tributaria debba flagellarsi per leggersi 20 pagine di cartella di pagamento in caratteri criptici (perché sono cartelle nella maggior parte die casi confezionate automaticamente che poche informazioni danno ai non addetti ai lavori). Pertanto, ove questi fossero notificati oltre i termini, verrebbero annullati dalla Commissione tributaria, in quanto tardivi, con conseguente venir meno di ogni questione concernente la prescrizione. Una volta notificata la cartella di pagamento la prescrizione inizia ad agire per cui eventuali atti successivi quali per esempio l’intimazione ad adempiere ma questa, come altri azioni per esempio perde efficacia se viene notificata dopo 180 giorni dalla notifica. Se entro 180 giorni non sono posti in essere altri eventi interruttivi il credito si considera prescritto. Tuttavia sarà necessario comunque farlo valere in commissione tributaria impugnando l’atto con l’ausilio di un intermediario abilitato . Uno degli errori più comuni è proprio questo: lasciar correre e non impugnare l’atto perdendo così la facoltà di far proclamare la sua nullità.

Quando iniziano i termini di prescrizione: decorrenza dei termini

La prescrizione dell’atto decorre dopo 60 giorni dalla data di notifica della cartella di pagamento o a seguito di impugnazione dopo che la sentenza è passata in giudicato ai sensi dell’articolo 2395.

Accertamento su Imposta di registro ipotecaria e catastale

Nel caso accertamenti che abbiano ad oggetto imposte di registro invece il termine cambia, tanto per complicare un pò la situazione e confondere un pò le idee direi io, ed il termine diventa di 5 anni dall’omessa registrazione dell’atto calcolati dal giorno in cui si sarebbe dovuto procedere alla registrazione per cui non vale il solito termine ordinario del 31 dicembre. Qualora l’atto soggetto ad obbligo di registrazione aveva ad oggetto la casa, fabbricati o immobili il termine per la notifica dell’avviso di accertamento è di due anni dalla stipula o tre anni in alcuni casi.

Da una parte quindi abbiamo i termini per la notificazione degli atti amministrativi e dall’altra parte abbiamo un altro sistema di scadenze entro cui deve effettuarsi la riscossione del tributo. Infatti non solo l’agenzia delle entrate è soggetta a termini prescrizionali per l’azione di accertamento a seconda delle tipologie di imposta, dichiarazione ma anche l’ente riscossore ossia il concessionario (per intenderci la tanto amata Equitalia) non potrà riscuotere i tributi quando vuole ma dovrà farlo entro determinati termini di decadenza della cartella di pagamento che dipendono da una serie di parametri e qui vediamo quali. La cartella  di  pagamento deve essere notificata entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello  in  cui  l’accertamento  è  divenuto definitivo (per  decorrenza  dei  termini   per l’impugnazione dell’atto per esempio), entro il terzo anno successivo a quello di presentazione  della  dichiarazione se trattasi di liquidazione automatica (art. 36-bis  del DPR. n. 600 del 1973 opure 54-bis del DPR n. 633 del 1972, quarto anno  successivo a quello di presentazione della  dichiarazione in caso di controllo formale ex articolo 36-ter del DPR n. 600 del 1973.

Per questi due tributi i termini di decadenza sono gli stessi. Abbiamo infatti un rimando esplicito proprio nel D.Lgs. n. 446/97 per quello che concerne l’IRAP e nell’art. 57 del DPR n. 633/72 per gli accertamenti IVA. Per quello che concerne invece il caso di imposte di successione che sarebbero le imposte di registro si deve fare riferimento all’art. 27 del D.Lgs. n. 346/90.

Diritti doganali

Il termine di prescrizione per i diritti doganali è di cinque anni  come previsto dall’art. 84 del DPR n.43/73.

Altri Tributi Locali

Nel caso di altri tributi locali che devono pagarsi annualmente prevale il termine quinquennale di cui all’art. 2948 n. 4 Codice Civile c., il quale dispone che “per tutto ciò che deve pagarsi ad anno o in termini più brevi” opera la prescrizione quinquennale.

Non sempre si deve pagare la cartella esattoriale: si paga solo se è dovuta

Inoltre può non essere realmente un illecito in quanto non sono pochi i casi che mi sono capitati in cui il tributo richiesto dall’agenzia delle entrate non era dovuto e questo accade nella maggior parte dei casi o per errata compilazione nelle dichiarazioni o difficoltà da parte dei sistemi informativi di far quadrare i dati della dichiarazione ed in tal modo sono generate in automatico le cartelle di pagamento. Vi ricordo sempre che le cartelle esattoriali dovrebbero sempre essere precedute da una avviso bonario ossia la comunicazione da parte dell’agenzia con cui si invita il contribuente a sanare la situazione con una sanzione minima pari al 10% del tributo considerato omesso o carente. Potete leggere a tal fine l’articolo scritto sulla differenza tra avviso bonario e cartella di pagamento.

Spesso ho sentito che la cartella esattoriale o cartella di pagamento non era dovuta oppure che il tributo era già stato pagato e questo può dipendere sia da un errore di compilazione del contribuente che non permette ai sistemi di incrociare il dichiarato con il versato ma talvolta credetemi mi è successo di far aprire l’anagrafica di un cliente e vedere che erano stati associati ai tributi di una società i versamenti di una persona fisica. In questo ovviamente il danno era duplice perchè in capo ad entrambi si verificava una situazione da sanare; può capitare e sono situazioni spiacevoli in quanto il tempo perso per chiarire il malinteso con il fisco costa e anche in questo caso, ossia qualora la cartella di pagamento sia nulla perchè prescritta si dovrà far valere le proprie ragioni presentando ricorso. Quello che non è giusto però è che talvolta i termini sono scaduti da talmente tanto tempo che non si capisce perchè le inviino.

Fattispecie particolari

Tuttavia esistono alcuni casi in cui i termini decadenziali sono maggiorati per via del maggiore profilo sanzionatorio connesso come nel caso di attività detenute in paradisi fiscali, oppure per crediti tributari che non esistono e altri casi per cui se volete inviare una domanda potete farlo utilizzando l’indirizzo di posta elettronica.

Vi ricordo anche l’articolo dedicato alle sanzioni penali in caso di evasione fiscale o altri reati di natura tributaria.

So che potrà sembrare inutile dirlo ma lo dico ugualmente perchè il fatto che la cartella di pagamento o l’accertamento sia nullo non significa che potete riporlo nel cassetto e non pagare ma dovrete far valere le vostre ragioni dinnanzi alla commissione tributaria mediante ricorso tributario.

Accertamento sul redditometro

Potete leggere anche l’articolo dedicato alla prescrizione del redditometro in quanto questa rappresenta una tipologia di procedura che può attivare l’agenzia delle entrate ma solo entro un determinato periodo di tempo.

Consigli Pratici

In risposta ad un lettore che dopo aver ricevuto una cartella di pagamento si era recato dall’agenzia della riscossione equitalia a chiedere spiegazioni….Se vi recate da Equitalia fatevi fare un estratto delle pendenze tributarie e qualora le risultino queste somme dovute solitamente (diciamo sempre) dovrebbero far riferimento ad un numero di cartella di pagamento che le devono aver notificato pena la nullità della loro pretesa. Se trova il numero che dovrebbe iniziare con 097….allora si faccia fare anche una relata di notifica in modo da vedere chi ha ricevuto quella raccomandata contenente la cartella di pagamento. Se non ce l’hanno probabile che non si attivino per richiedere quelle somme perchè sanno che in contenzioso andrebbero a perdere :-) …spero di esserle stato utile. Inoltre vi segnalo l’articolo su cosa fare in caso di cartella di Equitalia: pagare o andare in contenzioso.

Commento di un lettore: Salve a tutti, volevo segnalare a proposito di prescrizioni, il giochino autorizzato da vecchie normative, interventi della cassazione e circolari dell’agenzia dell’entrate, di lasciare i plichi ammassati presso l’ufficio postale e riuscire ad ottenere la codifica degli stessi in modo da farli risultare accettati entro il 31/12/2012, anche se esitati successivamente. Non risulta nessun timbro sul plico inerente alla data di spedizione, ma se provi a richiedere la tracciabilità della spedizione stessa sul sito delle poste, guarda caso risulta accettato il 31/12/2012… Provate ad immaginare gli esattori davanti ai centri meccanografici delle poste per consegnare entro la mezzanotte… Povera Italia.

Assenza relata di notifica: quali effetti produce

Termini decadenza dell’accertamento sulla dichiarazione   dei redditi dell’Agenzia delle Entrate
Anno di   imposta oggetto di accertamento
Modello Unico
Anno presentazione
Termine accertamento Ordinario
Termine accertamento   Straordinario (Se Omessa Dichiarazione)
Adesione al Condono ex L.289/2002   (*)
In presenza di reati tributari –   Termine accertamento Ordinario (abrogato dalla Legge di stabilità il raddoppio dei termini)
In presenza di reati tributari –   Termine accertamento Straordinario
abrogato dalla Legge di stabilità il raddoppio dei termini
N
N+1
N+1
N+5
N+6
N+9
N+11
2000
2001
30/09/2001
31/12/2005
31/12/2006
31/12/2007
2001
2002
30/09/2002
31/12/2006
31/12/2007
31/12/2008
31/12/2010
31/12/2012
2002
2003
30/09/2003
31/12/2007
31/12/2008
31/12/2009
31/12/2011
31/12/2013
2003
2004
30/09/2004
31/12/2008
31/12/2009
31/12/2012
31/12/2014
2004
2005
30/09/2005
31/12/2009
31/12/2010
31/12/2013
31/12/2015
2005
2006
30/09/2006
31/12/2010
31/12/2011
31/12/2014
31/12/2016
2006
2007
30/09/2007
31/12/2011
31/12/2012
31/12/2015
31/12/2017
2007
2008
30/09/2008
31/12/2012
31/12/2013
31/12/2016
31/12/2018
2008
2009
30/09/2009
31/12/2013
31/12/2014
31/12/2017
31/12/2019
2009
2010
30/09/2010
31/12/2014
31/12/2015
31/12/2018
31/12/2020
2010
2011
30/09/2011
31/12/2015
31/12/2016
31/12/2019
31/12/2021
2011
2012
30/09/2012
31/12/2016
31/12/2017
31/12/2020
31/12/2022
2012
2013
30/09/2013
31/12/2017
31/12/2018
31/12/2021
31/12/2023
2013
2014
30/09/2014
31/12/2018
31/12/2019
31/12/2022
31/12/2024
2014
2015
30/09/2015
31/12/2019
31/12/2020
31/12/2023
31/12/2025
2015
2016
30/09/2016
31/12/2020
31/12/2021
 
31/12/2024
31/12/2026
2016
2017
30/09/2017
31/12/2021
31/12/2022
 
31/12/2025
31/12/2027
(*) Verifica   del periodo di copertura del condono

Per le parti in grassetto e più precisamente dagli avvisi di accertamento aventi ad oggetto il periodo di imposta 2015 dovrete verificare la maggiorazione dei termini di accertamento introdotti con la nuova legge di stabilità 2016 che di fatto aumenta di un anno la scadenza (dal quarto al quinto per intenderci) e in caso di omessa presentazione della dichiarazione diventa di otto anni. A titolo di esempio per quelli sul 2015 il termine sarà il 31 dicembre 2021 e non più 2020 e così via via per ogni anno.

Per i soggetti congrui e coerenti negli studi di settore per i quali è previsto il regime premiale, i termini di accertamento sono ridotti di 1 anno. Questo sempre nell’assunto che abbiate compilato correttamente i modelli degli studi di settore. Lo stesso vale per gli ISA. La prescrizione delle cartelle di pagamento varia anche in relazione ai tipi di controllo. Se siete destinatari di cartelle relativi a controlli automatici per esempio o a controlli formali i termini sono quelli indicati nel seguito
TERMINI DI NOTIFICA DELLE CARTELLE DI PAGAMENTO
Tipo di cartella di pagamento Termine per la notifica
Somme dovute a seguito dei controlli automatici delle dichiarazioni (articoli 36-bis del Dpr n. 600/1973 e 54-bis del Dpr n. 633/1972) 31 dicembre del terzo anno (*) successivo a quello di presentazione della dichiarazione (o a quello di scadenza del versamento dell’unica o ultima rata se il termine di versamento delle somme scade oltre il 31 dicembre. Per fare un esempio pratico se stiamo parlando della dichiarazione dei redditi presentata nel 2019 relativa all’anno di imposta 2018, il termine della prescrizione sarà il 31 dicembre 2022.
Somme dovute a seguito del controllo formale delle dichiarazioni (articolo 36-ter del Dpr n. 600/1973) 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione.  Per fare un esempio pratico se stiamo parlando della dichiarazione dei redditi presentata nel 2019 relativa all’anno di imposta 2018, il termine della prescrizione sarà il 31 dicembre 2023.
(*) o del quarto anno, in caso di liquidazione delle imposte sulle indennità di fine rapporto e sulle prestazioni in forma di capitale. La Legge di Stabilità inoltre cancella il raddoppio dei termini per l’accertamento ai fini IVA e delle imposte sui redditi che si aveva del caso di fatti di rilevanza penale.

Nuova Tabella Scadenza Accertamento

Anno d’imposta Anno presentazione dichiarazione Termine accertamento Fiscale (31 dicembre) Termine Accertamento se dichiarazione omessa (31 dicembre)
2011 2012 2016 2017
2012 2013 2017 2018
2013 2014 2018 2019
2014 2015 2019 2020
2015 2016 2020 2021
2016 2017 2021 2024
2017 2018 2022 2025
2018 2019 2023 2026
2019 2020 2024 2027
2020 2021 2025 2028
2021 2022 2026 2029
2022 2023 2027 2030
2023 2024 2028 2031
2024 2025 2029 2032
2025 2026 2030 2033
2026 2027 2031 2034
2027 2028 2032 2035
Vi sono poi dei regimi per così dire premiali che riducono i periodi aperti ad accertamento fiscali che si applicano ai contribuenti virtuosi in materia di studi di settore o coloro che optano per la trasmissione e la conservazione di tutti i documenti presso l’agenzia delle entrate  ex D.Lgs. n. 127/2015. Attenzione: nelle ipotesi di presentazione di dichiarazione integrativa, i termini per la notifica delle cartelle di pagamento decorrono, riguardo agli elementi oggetto dell’integrazione, dalla presentazione di tali dichiarazioni (legge di stabilità per il 2015). Se il tributo dovuto è dell’Agenzia delle Entrate, è possibile rivolgersi a un qualsiasi ufficio dell’Agenzia o al Centro di assistenza multicanale (telefonando al numero 848.800.444). Se invece dovuto per esempio come nel caso di IMU o TASI dal comune sarà necessario chiamare il Comune. Insomma la cartella di pagamento è solo un mezzo attraverso cui l’ente impositore (che può essere diverso)  richiede le somme da lui considerate dovute. Vi sono poi diversi accertamenti i cui termini possono essere ridotti o anche maggiori. Nel seguito ho provato a riassumere con degli esempi e per tipologia i termini prescrizionali delle cartelle di pagamento. I riferimenti normativi che trovate nella prima colonna sono importanti perchè quando vi viene notificata una cartella di pagamento o un accertamento troverete indicato uno di questo a seconda della tipologia di accertamento che vi stanno facendo.
Tipologia Accertamento Anno Presentazione dichiarazione Termine scadenza
Accertamento Ex Art.36-bis Esempio entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione
2017 2020
2018 2021
2019 2022
2020 2023
2021 2024
Somme dovute a seguito dell’attivita’ di liquidazione ex Art 36-bis Esempio entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di scadenza del versamento dell’unica o ultima rata se il termine per il versamento delle somme risultanti dalla dichiarazione scade oltre il 31 dicembre dell’anno in cui la dichiarazione e’ presentata
2017 2020
2018 2021
2019 2022
2020 2023
2021 2024
per le somme che risultano dovute a seguito dell’attività di controllo formale 36-ter Esempio entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, per i controlli formali
2017 2021
2018 2022
2019 2023
2020 2024
Accertamenti dell’ufficio Esempio entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui l’avviso di accertamento è divenuto definitivo
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Inadempimenti di cui all’articolo 15-ter Esempio entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di scadenza dell’ultima rata del piano di rateazione
2017 2020
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Se per esempio la cartella di pagamento deriva dal controllo formale delle dichiarazioni (articolo 36-ter del Dpr n. 600 del 1973) o è stata emessa a seguito di accertamento, il contribuente deve rivolgersi all’ufficio che ha emesso il ruolo. Gli Agenti della riscossione non forniscono informazioni nel merito della cartella, in quanto non conoscono i motivi per cui è stata addebitata la somma richiesta. Il contribuente si può rivolgere all’Agente della riscossione per le informazioni riguardanti la situazione dei pagamenti e la notifica delle cartelle.

Discorso a parte per l’Avviso bonario o comunicazione dell’agenzia delle entrate

Vi ricordo inoltre che in questo articolo parliamo della cartella esattoriale e di qualsiasi altro atto notificato dal’agenzia delle entrate o da Equitalia diverso dalla comunicazione di irregolarità chiamata avviso bonario. Quest’ultimo infatti viene generalmente (non sempre) inviato prima della notifica di una cartella di pagamento e riporta sanzioni in misura ridotta di un terzo in luogo di quelle applicate in misura piena (generalmente il 30 dell’imposta omessa) e notificate con la vera e propria cartella di pagamento.

Prescrizione Accertamento o cartelle di pagamento sulle agevolazioni prima casa

Vi segnalo l’articolo dedicato alla Prescrizione Accertamento dell’Agenzia Entrate sui benefici prima casa riguardante i termini entro cui l’agenzia delle entrate deve procedere all’accertamento riguardante la presenza o il mancato rispetto dei requisiti per la fruizione del beneficio fiscale sulla prima casa.

Non mi hanno mai notificato nulla in passato e ora mi mandano la cartella di pagamento: cosa devo fare?

Se siete in questa situazione provate anche a leggere l’articolo dedicato alla mancata o omessa notifica del ruolo, accertamento o cartella di pagamento per capire l’iter procedurale e cosa conviene fare.

Atto di precetto: cos’è e come impugnarlo

Potete leggere l’articolo dedicato all’atto precetto dove trovate l’articolo di approfondimento.

Cosa succede se non reagite alla cartella con il pagamento o impugnandola: il pignoramento

Non pensate di fare come succedeva negli anni 80′ quando sentivi che tanto io non ritiro le raccomandate alla posta perchè sono cambiate di molto le cose. Quella gran simpaticona di Equitalia andrà avanti inesorabilmente con l’azione di riscossione per cui le fasi successive saranno le intimazione i pagamento, l’iscrizione di ipoteca e pignoramento. Potete per cui leggere l’articolo di approfondimento dedicato proprio al pignoramento o esproprio di casa in cui vedrete quando è possibile procedere ad esproprio forzoso, i limiti di importo e come impugnarla.

LEGGI ANCHE: Se siete stati oggetto di pignoramento potete leggere la Guida al Pignoramento presso Terzi nel quale vi do alcuni chiarimenti dalla notifica, alla gestione, all’analisi delle pretese in esso contenute, fino ad arrivare alla cancellazione o rinuncia espressa da parte dell’agente della riscossione.

Rimborso del credito prescritto: prescritto

Interessante notare come, così come il debito pagato a fronte di un debito prescritto non sia rimborsabile, anche il credito non potrà essere chiesto a rimborso. A fronte infatti, di debiti pagati a fronte di cartelle di pagamento rivelatesi prescritte ovvero che solo successivamente si verifica fossero prescritte non è possibile richiedere il rimborso all’Agenzia delle Entrate o ad altro ente impositore. Questo come previsto esplicitamente dall’articolo 2940 del codice civile. L’accertamento in sé, come detto in premessa, è soggetto a decadenza e come tale non può essere soggetto a sospensione o interruzione in quanto è diretto ad accertare una pretesa del fisco. La cartella di pagamento contenente il ruolo invece è soggetta a prescrizione. La Legge impone dei termini entro cui l’accertamento deve essere notificato al contribuente. Gli avvisi di accertamento devono essere notificati e a pena di decadenza entro così come previsto dall’articolo 43 del DPR 600/73 entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione o del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata, nei casi di nullità o di omessa presentazione della dichiarazione.

Novità dopo la Legge di stabilità 2016

Dal 2016 dopo l’entrata in vigore della legge di stabilità secondo cui  gli avvisi di accertamento che saranno notificati sui periodi di imposta 2015 da parte dell’agenzia delle entrate dovranno essere notificati entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione. Nel caso di omessa presentazione della dichiarazione inoltre il termine salirà a otto anni successivi a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata. Per gli anni precedenti, rimangono valide le vigenti disposizioni come previste dal D.Lgs. n. 128/2015. Ad esempio: gli avvisi di accertamento relativi al periodo d’imposta 2014, UNICO 2015, potranno essere notificati entro il 31 dicembre 2019 ovvero, in presenza di violazioni penali, entro il 31 dicembre 2023, purché la denuncia all’autorità giudiziaria sia stata inoltrata non oltre la scadenza ordinaria dei termini per l’accertamento. Nel disegno di legge viene inoltre precisato, che, non viene introdotta alcuna modifica per quanto riguarda l’accertamento ai fini della voluntary disclousure. Vengono quindi mantenuti i termini previsti dal D.L. n. 153/2015. Viene, infine, abrogato il comma 640 della legge di Stabilità 2015, laddove era disposto un allungamento dei termini sia di quelli relativi alla notifica delle cartelle di pagamento, sia di quelli relativi all’accertamento, in caso di dichiarazione integrativa e di ravvedimento operoso.

Richiesta e riammissione della rateizzazione se siete decaduti dal beneficio

Leggi anche la richiesta e la riammissione alla rateizzazione delle cartelle di pagamento e debiti Equitalia Vi ricordo che se siete decaduti alla data del primo luglio 2016 dal diritto alla rateizzazione con Equitalia potete presentare istanza di riammissione massimo fino al 20 ottobre mentre chi è decaduto dal diritto alla rateizzazione in 72 rate al più può richiedere solo la riammissione per lo stesso numero di rate.

Errore del commercialista

…E se l’errore fosse stato del Commercialista cosa altro potremmo fare? leggete l’articolo dedicato a Errore del Commercialista, fiscalista o del CAF: come comportarsi

Raddoppio dei termini in caso di violazioni con profilo penale

Vi ricordo inoltre che, come avrete avuto modo di leggere nell’articolo dedicato alla prescrizione delle azioni di accertamento del fisco è previsto il raddoppio dei termini secondo gli articoli 43 del Dpr 600/1973 e 57 del Dpr 633/1972).

Come non pagare le multe o le contravvenzioni

Vi segnalo poi un nuovo articolo dedicato a come identificare i motivi per impugnare le multe e cercare di evitarne il pagamento: l’impugnazione delle multe o contravvenzioni.

Condono e Rottamazione 2000-2017

Vi ricordo che nel 2017 potrete presentare anche la rottamazione delle cartelle di pagamento trasmesse ad Equitalia dall’ente impositore (e poi notificatevi) entro il 16 dicembre 2016 per cui potete approfondire con la guida gratuita al condono e  rottamazione delle cartelle  Equitalia 2017 per valutare dapprima la convenienza economica alla presentazione e poi alle modalità di compilazione del modello Da1 per la domanda.

Fatturazione Elettronica e Accertamento: cosa cambia

Con l’arrivo della fatturazione elettronica i termini decadenza per gli accertamenti fiscali ai fini dell’Iva e dei redditi d’impresa e di lavoro autonomo si accorciano di due anni  e più precisamente da cinque a tre. La riduzione interviene tuttavia patto che il contribuente sia in regola con l presentazione della dichiarazione altrimenti vale il differimento visto sopra nella tabella nel caso di omessa presentazione della dichiarazione. Altra condizione per la riduzione riguarda l’utilizzo di mezzi di pagamento tracciabili come bonifici, carte di credito, assegni bancari o circolari, eccetera per tutti i pagamenti eseguiti e ricevuti di ammontare superiore a 500 euro. Pr quello che concerne l’ambito soggettivo di applicazione e per rispondere la domanda su a chi si applica la riduzione dei tempi per l’accertamento fiscale questo si applica solo a chi opera nel commercio al dettaglio ed esercita, entro il 31 dicembre 2018, l’opzione per la memorizzazione e trasmissione dei dati dei corrispettivi, i cui effetti, tuttavia, cessano alla fine del prossimo anno. Dal primo luglio 2019 l’adesione è obbligatoria per chi ha un volume d’affari superiore a 400 mila euro, mentre, dal 1° gennaio 2020, l’obbligo riguarderà tutti i commercianti al minuto e i soggetti assimilati.

Diritti e Doveri del contribuente

Se vogliamo partire prima di tutto dalle basi dovreste leggere anche l’articolo dedicato ai diritti e doveri del contribuente. Quali sono i diritti del contribuente Quali sono i doveri del contribuente

Omessa notifica della cartella o dell’accertamento fiscale

Qui troverete come comportarvi nel caso in cui siate sicuri che non vi sia stata notificata alcuna precedente cartelle o avviso bonario presso la vostra residenza. Capita spesso infatti che mi scrivano contribuenti che affermano di essere destinatari di cartelle di anche 10 o 15 anni precedenti al cui interno sono contenuti presunte notifiche di atti. Tuttavia i contribuenti affermano e verificano anche che non hanno mai ricevuto alcunché. In questi casi non dovete pagare in quanto la cartella è affetta da un vizio procedimentale di notifica che la rende nulla…ma attenzione perché dovete muovervi adagio e nell’articolo qui sotto vi spiego il motivo. Mancata notifica Cartella esattoriale: cosa succede

Prescrizione Accertamento Fiscale Irap Novità

Per l’Irap non vale il raddoppio dei termini per l’ accertamento fiscale nel quale siano previste sanzioni penali così come avviene per gli altri tributi perché è un’imposta per la quale non sono previste sanzioni penali come previsto nell’ordinanza n. 20435/17 della Sesta Sezione Civile T della Corte di cassazione, del 25 agosto 2017. Prescrizione Cartelle Pagamento Tassa Rifiuti TARI TARES TIA TARSU

Rottamazione-Ter, Quater 2019: come funziona il Condono o la pace fiscale

Come Funziona la rottamazione Nel caso abbiate problemi o siate state destinatari di cartelle di pagamento o accertamento fiscali potete scrivere all’indirizzo di posta del sito allegando la documentazione pervenuta il prima possibile in modo da verificare eventuali modalità e termini di impugnazione per proporre ricorso > Scrivere a [email protected] Accertamento fiscale al defunto: chi paga la carella di pagamento Fermo Auto per Cartella pagamento esattoriale: cosa fare Accertamento fiscale sulla vendita di casa o del negozio: cosa fare Come funziona la presentazione del ricorso contro la cartella esattoriale Novità 2021: Condono Avvisi Bonari e Comunicazione Irregolarità

Riferimenti normativi e fonti di legge

La decadenza è disciplinata dall’articolo 2964 del codice civile mentre la prescrizione dall’articolo 2934 e seguenti. Articolo 52

Se avete bisogno di informazioni, domande o suggerimenti scrivere a INFO @ Tasse-Fisco.com

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248 Commenti

  1. Al di là di questo il calcolo era corretto? In teoria l’avviso bonario non sarebbe impugnabile anche se in realtà non sono tutti dello stesso avviso come può leggere anche nell’articolo dedicato proprio alla presentazione del ricorso contro avviso bonario o comunicazione dell’agenzia delle entrate.
    Io ci andrei a parlare di persona per comprendere bene le richieste se fossi in lei rivedendo insieme anche i termini prescrizionali.

  2. Buongiorno, ho ricevuto il 30/04/21 a mezzo raccomandata una notifica dall’agenzia delle entrate con allegato bollettino F24 precompilato per effettuare il pagamento. La comunicazione è una (cito testuali parole):

    “…comunicazione che informa il contribuente sul conteggio finale delle somme dovute a titolo di Irpef sui redditi soggetti a tassazione separata (art. 17 del d.p.r. n. 917/1986) percepiti nel 2016. Si tratta di un atto non impugnabile, per cui non è possibile presentare ricorso (art. 19 D.Lgs n. 546 del 1992)”

    Praticamente l’agenzia delle entrate ha ricalcolato la tassazione sul TFR che ho percepito nel 2016 e dal calcolo risulta che sono, oltre alla somma già trattenuta dal sostituto d’imposta di allora, ancora debitore di 746 euro.

    Sulla comunicazione è riportato “data di elaborazione 16/06/2020”, ma mi è stata recapitata il 30/04/2021.

    Posso considerare prescritti i termini di notifica (avrebbe dovuto essere entro il 31-12-2020)? Cosa devo fare, se possibile, per impugnare la notifica?

    Grazie

  3. Nel 2017 per forze di cause maggiori ometto il pagamento dell’IVA (terzo trimestre) pertanto nel gennaio 2018 ricevo in PEC l’invito a regolarizzare; Mi reco in equitalia il 8/01/2018 e nessuna possibilità di pagare(rateizzare),; in data 15/03/2018 ricevo in PEC la comunicazione 54-bis a regolarizzare. Allorché mi reco presso l’Agenzi delle entrate i quali mi dicono che risulta la cartella ma non possono farmela pagare/rateizzare perché già inviata ad Equitalia . Per farla breve da quel giorno sono andato in equitalia il 2018,2019,2020 e stamattina per pagamenti varie e ad oggi non risulta pervenuta la cartella di pagamento con sgomento dell’impiegato!!!
    In questo caso cosa posso impugnare(prescrizione, decadenza, ecc…) per regolarizzare la mia posizione contributiva?
    Sarebbe cosa gradita delucidazione sul percorso da eseguire. Cordiali saluti

  4. Buongiorno,
    ho partecipato ad un’asta nel nov 2008, vincendola. Poi però la banca non mi ha concesso il mutuo e quindi mi sono reso inadempiente. Nel 2011 il tribunale mi notifica il debito nei suoi confronti per la differenza dell’importo della vendita in un asta successiva scrivendo: “condanna il sig… a pagare ad Equitalia…l’importo di… . Il presente decreto è esecutivo ex lege (art 177 cpc)”. Da equitalia non è mai arrivata nessuna cartella, dal tribunale mai ness’altra comunicazione. Ad oggi come devo interpretare questo debito? prescritto?
    Grazie mille

  5. si dovrebbe leggerle, così è alquanto diffcile fornirle una risposta. Se richiedono versamenti tributari mi sembrerebbero spirati i termini prescrizionali da qualche anno.

  6. Salve oggi o ricevuto due lettere da agenzia delle entrate che mi chiedono un pagamento tiket Asl uno del 2012 e uno del 2013 che io nei mesi che ho fato le visite ero disoccupato e erano con esenzione da reddito. Dopo tutto sono arrivate solo queste due lettere a oggi 21/01/2021 non saprei come comportarmi e se devo pagarle

  7. Beh…..io dico che sulla base di questi due elementi (e scambio con il funzionario e termine prescrizionale) presupposti può incaricare un avvocato (tributarista). Sicuramente avrebbe dovuto interessarlo prima in modo intanto da presentare un ricorso. Tuttavia mi sembra proprio di vedere un comportamento scorretto (non in malafede) da parte dell’amministrazione finanziaria. Riguardo ai termini prescrizionale, vuole scommettere un caffè che seppur a lei figura data notifica 22 gennaio, le poste dichiareranno che hanno ricevuto la richiesta il 31 dicembre (e quindi in tempo)?….scommettiamo…non sarebbe il primo che riceve missive dell’agenzia delle entrate anche a febbraio che figurerebbero inviate alle poste il 31 gennaio o qualche giorno prima e non si sa per quale motivo le poste attenderebbero anche un mese….sarà vero che le poste impiegano un mese per inviare una raccomandata? …qualcosa non mi torna….

  8. Il 22 gennaio 2020 ho avuto la notifica di un avviso di accertamento da parte dell’agenzia delle entrate che riguarda l’imposta di una attività di centro scommesse che riguarda l’anno 2014(perche poi ho cessato l’attività il 31 dicembre 2014).
    Ho contattato il funzionario che si è reso disponibile e abbiamo chiesto il contraddittorio, dopo che ho inviato i primi documenti, mi ha detto che tali documenti non erano sufficienti e che per loro la cartella andava avanti, allora in accordo ho presentato sempre via email pec altri documenti per provare che i loro calcoli erano sbagliati(email inviata a luglio).
    Dopo di questa email non si è fatto più sentire nessuno io ad ottobre, dal 18 ottobre fine al 30 novembre sono stato impossibilitato a muovermi per via del Covid e ad inizio gennaio ho inviato email per chieder delucidazioni visto che da luglio non avevo più notizie in merito.
    Mi risponde ieri il funzionario dicendomi che la cartella è scaduta e dovrò pagare i 16000 euro di multa ed io chiedendogli “guardi che aspettavo una sua comunicazione, perché se nn eravate soddisfatti neanche alla seconda email, andavo avanti al giudice”, lui mi dice mi spiace ma io non sono tenuto a rispondergli, ma scusa prima dice facciamo il contraddittorio e mi ha risposto la prima volta e poi nn mi ha risposto più? Non è giusto, perché così posso pensare che l’anno fatto apposta per farla scadere è una questione di rispetto tra persone umane.
    ORA leggendo l’articolo sopra , se ho capito bene la mia imposta del 2014, presentata da me nel 2015, mi doveva essere notificato l’avviso entro il 2019? A me è stato notificato il 22 gennaio 2020, ora però mi è scaduta anche l’impugnazione, ma se è nullo, da come ho capito, quando arriva la cartella di riscossione della multa posso impugnarla con un avvocato?

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