tassazione rendite finanziarie 2011 La nuova tassazione fiscale delle rendite finanziarie di azioni, obbligazioni, bond, fondi pensione, dividendi, conti di deposito, conti correnti, pronti contro termine, depositi e altri strumenti finanziari cambia ed in molti casi aumenta passando dal 12,50% al 20%, ridefinendo alcune scelte di investimento. Con la Nuova Legge Delega per la Riforma Fiscale 2011 infatti parte quella che potremmo chiamare come una cedolare secca sulle rendite finanziarie in luogo delle attuali tasse al 12,50% o al 27,5%. L’intento è proprio quello di incrementare la tassazione sul trading dei mercati azionari con particolare attenzione a quelli di natura speculativa.

Cosa sono le Rendite Finanziarie
Le rendite finanzierie sono tutti i proventi e gli interessi (attivi e passivi) che un prodotto finanziario può generare al momento della sottoscrizione, alla chiusura dell’anno di imposta o al momento del realizzo da parte dellepersone fisiche, società di persone, ditte individuali, società dicapitali ecc, per semplificare sia persone fisiche sia persone giuridiche.
Possono consistere a titolo di esempio, in azioni o  titoli di Stato, depositi di conto corrente, Bot, obbligazioni, mutui, riporti e contro termine e anche semplici impieghi di capitali diversi però dall’acquisto di partecipazioni al capitale di rischio di imprese. Rietreranno altresì i proventi ed interessi derivanti dal possesso di obbligazioni, strumenti finanziari, certificati azionari di massa, possesso di partecipazioni non qualificate (resta invariato l’articolo relativo alla tassazione dei proventi derivanti dalle partecipazioni qualificate che ricordiamo fanno riferimento alla percentuale di possesso rispetto al capitale sociale), mutui dai depositi su conti correnti e dagli stessi conti correnti bancari.

Attuale Tassazione presente nel Mercato Finanziario
Attualmente abbiamo due tipologie o grandi insiemi di tassazione delle rendite finanziarie al momento della vendita o anche a titolo di interessi attivi che ci vengono accreditati annualmente sul conto corrente per il solo fatto di mantenere liquidità sul conto corrente bancario.

Rendite Finanziarie tassate al 12,50%
Attualmente le rendite che prevedono il pagamento del 12,50% a titolo di tasse sono sulle plusvalenze generate sulle cessioni di obbligazioni oppure sulle cessioni di BOT o titoli pronti contro termine. Stesso trattamento è previsto per le plusvalenze da cessione di azioni di società quotate su mercati  o le quote di fondi indicizzati quotati (armonizzati e non) o i fondi comuni di investimenti Italiano. Oltre a queste restano tassate al 12,50% come chiarito anche dall’utlima circolare 2012 dell’agenzia delle entrate sull’argomento i titoli emessi oltre che dallo stato anche dalle Regioni, le Province, i Comuni, le Unioni di comuni, le città metropolitane, le comunità montane, i consorzi tra enti locali territoriali e Regioni.

Tassazione altresì del 12,50% dei titoli emessi da enti e da organismi internazionali costituiti in base ad accordi internazionali resi esecutivi in Italia.

Tassazione Titoli di Stato, BOT, BTP, BOC e simili
Cambia la tassazione delle obbligazioni o bond in quanto precedentemente quelle con durata inferiore ai 18 mesi erano tassate al 27% mentre ora scendono al 20% mentre i bond con durata superiore ai 18 mesi passano dal 12,50% al 20%. Tuttavia quelli emessi da amministrazioni pubbliche come per esempio titoli di Stato, BTP o buoni tesoro pluriennali, buoni postali fruttiferi, BOT o buoni ordinari del tesoro, BOC o buoni ordinari comunali o anche semplicemente prestiti obbligazionari emessi da amministrazioni pubbliche continuano a socntare l’aliquota agevolata del 12,50% e per i titoli emessi da Stati che consentono un adeguato scambio di informazioni  secondo il Decreto Ministeriale del 4 settembre 1996.

Con la riforma della tassazione fiscale sulle rendite finanziarie introdotta dal 2012 i prodotti finanziari che continuano ad essere soggetti ad una tassazione contenuta del 12,50%  sono quelli relativi a titoli di stato rappresentativi del debito pubblico dello Stato emittente, sia Italiano sia Estero semprechè non appartenenti a paesi a fiscalità privilegiata. Oltre a queste tipologie abbiamo anche i buoni fruttiferi postali emessi da Poste Italiane S.p.A., BOT e BTP ed i buoni fruttiferi postali. Lo stesso accade per fondi comuni di investimenti che se sono costituiti o se investono parte delle loro quote in uno degli strumenti sopra indicati dovranno essere tassati con aliquota ridotta del 12,50% limitatamente a tale quota, la restante parte dovrà essere soggetta ad altra tassazione. Potete approfondire l’argomento leggendo anche l’articolo dedicato alla tassazione dei titoli di stato del debito pubblico.

La tassazione sugli interessi di conto corrente o conto deposito ossia sulle somme tenute sul conto corrente bancario e postale e sui conti di deposito scende dal 27% al 20%. Cambia però l’imposta di bollo sui conti di deposito.
Lo stesso vale anche per i certificati di deposito la cui tassazione era anche questa fissata nella misura iniziale ante 2011 del 27% e che a seguot della riforma della tassazione delle rendite scende al 20%.

Tassazione dei fondi comuni di investimento
La tassazione deo fondi comuni di investimento sia mobiliare sia immobiliare subiranno una tassazione del 20% in luogo dell’originaria del 12,50% anche sesi deve sempre tenere a mente che qualora all’internod ella composizione del fondo vi siano strumenti finanziari che scontano aliquota ridotta, anche all’interno del fondo continueranno ad essere tassati con aliquota del 12,50% limitatamente a quella quota ed il discorso vale sia per la plusvalenza sia per il dividendo o cedola da questi eventualmente staccate periodicamente.

Tassazione al 20% per i Fondi Pensione e Pronti contro Termine
Anche i fondi pensione o le rendite vitalizie dovrebbero subire una tassazione fiscale del 20% come anche i pronti contro termine invece salgono dal 12,50% al 20% dal primo gennaio 2012.

Leggere anche l’articolo dedicato alla tassazione dei fondi comune di investimento mobiliare ed immobiliare.

Rendite Finanziarie con imposte al 27%
Le più classiche sono le imposte che paghiamo sulla gli interessi attivi sui depositi di conto corrente di cui possiamo vedere l’evidenza della trattenuta sull’estratto di conto corrente bancario applicate nella misura del 27%. Ora la tassazione sui conti correnti e sui conti di deposito scende al 20%. La stessa tassazione la subiamo anche sui certificati di depositi o anche sugli interessi maturati sulle obbligazioni con durata inferiore ai 18 mesi e che ora appunto scende al livello del venti per cento. Ora però la tassazione secca del 20% si estende alla quasi totalità di prodotti finanziari, su alcuni sale e su altri scende rideterminando e ridefinendo le scelte di investimento. Ne sono un esempio le obbligazioni con durata inferiore ai 18 mesi o anche detti bond con scadenza della cedola inferiore ai 18 mesi che ante 2011 erano tassati al 27% mentre ora scendono al 20%.

Come sono tassate le azioni e le partecipazioni azionarie al capitale sociale
La tassazione fiscale delle azioni quotate nei mercati regolamentati detenute da persone fisiche originariamente fissata al 12,50% sale al 20% dal primo gennaio 2012 e questo vale sia per le plusvalenze originate a seguito della vendita sia al momento dello stacco del dividendo.

E se investissi in una Polizza Vita quale sarebbe la tassazione fiscale
L’italiano per sua natura investe in titoli di stato, obbligazioni o in polizze vite: queste ultime rispecchiano quanto avviene per i fondi comuni di investimento in quanto molto spesso sono costituite da diverse tipologie di strumenti finanziari al loro interno che saranno tassati al 12,50% o al 20% al momento della loro natura.

Esclusione dalla nuova tassazione
La tassazione secca al 20% terrebbe fuori i BOT ed i BTP, i buoni fruttifieri emessi da Poste S.p.A., le obbligazioni emesse da paesi non black List, i piani di risparmio a lungo termine, i proventi derivanti da prestiti obbligazionari diretti a imprese consociate estere UE. Sarebbero anche esclusi dalla tassazione del 20% e resterebbero di fatto tassati al 12,50% anche i titoli di cui all’art. 31 del DPR 601 del 1973 ed i titoli di risparmio dell’economia meridionale. Salvi anche i titoli emessi dalle banche e gli istituti di credito sempre che rispettino le condizioin previste per il meridione relativamente al DL 70 del 2011 articolo 8 comma 4. Rientrano anche nelle esclusioni per espressa disposizione normativa anche i piani di risparmio a lungo termine appositamente istituiti comprendenti molto probabilmente anche le polizze vita e a capitalizzazione anche se non sono stati espressamente menzionati. Inoltre vi ricordo che dovrete sempre fare una netta distinzione tra tassazione dei proventi percepiti dalle società e proventi percepiti dalle  fisiche che passa per i soggetti gestori che fungono da sostituto di imposta.

Da quando scatta la nuova tassazione
La nuova tassazione delle rendite finanziarie si applicherà sia sulle somme maturate a far data dal primo gennaio 2012 sia su quelle realizzate (ossia vendute) a partire da tale data. Per i dividendi come sappiamo il momento impositivo si ha all’atto della percezione e quindi dell’incasso, mentre per quello che riguarda le obbligazioni, i proventi, gli interessi o le cedole subiscono la nuova tassazione rispetto alla maturazione.

Imposta di bollo sulle transazioni finanziarie
Allo studio un’ipotesi forse più perseguibile di applicare un’imposta di bollo dello 0,15% sulle transazioni finanziarie ma su cui stanno ancora lavorando in quanto sono settori molto delicati che  subito di eventuali oscillazioni nei prezzi, anche se a mio parere bisogna dirlo chela crisi finanziaria è partita proprio dal mercato finanziario che ha mostrato in pieno le sue falle insieme alle società di  internazionalele (le stesse che ancora oggi proclamano declassamenti dell’italia).
Per questo tuttavia potete però anche consultare l’articolo dedicato all’imposta di bollo sulle rendite finanziarie.

Imposta di bollo sui titoli in deposito
Si legge anche che sarà introdotta una imposta di bollo secca senza sui titoli in deposito attraverso una imposta di bollo che può andare dai 120 euro ai 380 a seconda del monte titoli in possesso calcolato al valore nominale o di realizzo e rispettivamente se inferiore o superiore ai 50 mila euro. Nella Bozza di legge si legge all’articolo 23 dedicato che le comunicazioni relative ai depositi di titoli inviati dagli intermediari finanziari ai sensi dell’articolo 119 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385: per ogni esemplare con periodicità annuale sono 120 euro mentre per ogni esemplare con periodicità semestrale euro 60, con periodicità trimestrale euro 30 e con periodicità mensile euro 10. Poi abbiamo che per ogni esemplare dal 2013 relativamente ai depositi di titoli il cui complessivo valore nominale o di rimborso presso ciascuna banca sia inferiore a cinquanta mila euro con periodicità annuale euro 150,00, con periodicità semestrale 75,00 euro, con periodicità trimestrale 37,50 euro euro, con periodicità mensile12,50. Per ogni esemplare dal 2013 relativamente ai depositi di titoli il cui complessivo valore nominale o di rimborso presso ciascuna banca sia non inferiore a cinquanta mila euro con periodicità annuale 380,00 euro, con periodicità semestrale 190,00 euro, con periodicità trimestrale euro 95,00 con periodicità mensile euro 31,66. Con il passaggio in Senato tuttavia queste hanno subito delle modifiche che trovate riepilogate nell’articolo dedicato al rafforzamento della Manovra Economica. Vi invito sempre a leggere il testo normativo.

Tassazione Derivati, ETF Etc, Swap, futures e prodotti meno conosciuti
Non approfondisco l’argomento legato alla tassazione di altre tipologie di prodotti finanziari più tecnici e meno in utilizzati dagli investirori italiani. In questi casi nella maggior parte dei casi la tassazione che era piuttosto bassa per via dell’incentivo che si voleva dare al tempo all’utilizzo di mercati finanziari ora sale al 20%.Tassazione Forex
Altro articolo che potete leggere è quello sul forex o mercato delle valute, ma qui ci addentriamo in argomenti per investitori più smaliziati.

Aggiornamento Agosto 2011
Sarebbe allo studio e potrebbe essere introdotta nella nuova manovra d’estate 2011 la tassazione delle rendite finanziarie 2011 ipotizzata nella Manovra economica 2011.

Aggiornamento Aprile 2014
Le aliquote oggi al 20%
(a cui dobbiamo aggiungere anche la mini patrimoniale del 2 per mille) potrebbero subire un brusco aumento fino al 26% grazie al governo Renzi con l’esclusione dei titoli di Stato al fine di allineare il prelievo alla tassazione sulle rendite finanziarie alla media europea come in Germania (26,37%), Francia (39%). Staremo a vedee cosa ne esce fuori.

Potete anche consultare l’articolo dedicato a come pagare la tassa del 12,50% sulle rendite finanziarie.

Nuova Tassazione dei Fondi Comuni di Investimento2011

La prima pagina della Guida, in formato PDFGUIDA alla Cedolare Secca
sugli affitti 2014

 

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23 pagine per sapere proprio TUTTO!