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PRO RATA IVA: calcolo della percentuale di detrazione sugli acquisti

pro rata iva detrazioneVi presentiamo una guida fiscale per il calcolo del pro rata provvisorio e pro rata definitivo con inclusione delle operazioni iva imponibili ed operaizoni iva escluse o non soggette da inserire al numeratore e denominatore. Per la determinazione del pro rata iva di detraibilità non conta il numero per l’attività prevalentemente svolta, che potrebbe essere inserita nell’atto costitutivo come attività principale, ma rileva il dato quantitativo.

La frazione del calcolo del pro rata

La frazione per il calcolo del pro rata di detraibilità è composta al numeratore dalle operazioni imponibili più le operazioni non soggette diviso o fratto la somma del numeratore più le operazioni esenti. Vediamo nello specifico i termini della divisione.

Numeratore del pro rata

Nel calcolo del pro rata di detraibilità al numeratore deve essere riportata la somma di tutte le operazioni imponibili Iva che possiamo ricondurre alle operazioni imponibili, alle operazioni intracomunitarie ex art.40 e 41 del DL 331/93, delle operazioni non imponibili  (art. 8, 8-bis, 9, 38 quater, 71 e 72), alle operazioni escluse da Iva per carenza del presupposto territoriale e che se fossero svolte in Italia darebbero invece luogo ad operazioni imponibili e quindi gli acquisti alla detrazione, le operazioni non soggette 8 art. 2, comma 3 lett. A9, b), d), ed f) e le operazioni assimilati a quelle imponibili ex art.19, c.3 del DPR 633 del 1972.

Per operazioni non soggette si intendono invece operazioni come i conferimenti di aziende o le fusioni, scissioni trasformazioni di aziende o di rami di aziende, i passaggi conseguenti interni di beni nel caso, le regalie o le cessioni di campioni gratuiti sempre stando attenti a considerare gli importi massimi unitari ed il loro contrassegno, le operazioni di factoring e le cessioni di denaro in valuta, le cessioni di oro o per le attività che rientrano in uno dei regimi speciali come nel caso della vendita di Sali e tabacchi, giornali quotidiani, di libri, per le prestazioni dei gestori di telefoni posti a disposizione del pubblico, nonché  per  la  vendita  di  qualsiasi  mezzo  tecnico dei relativi supporti integrativi e di cataloghi, dagli editori.

Non si dovranno considerare nel calcolo del pro rata le operazioni di cessione di beni ammortizzabili ex art. 19-bis, comma 2 del DPR 633 del 1972 e anche

Denominatore

Nelle operazioni al denominatore andrà indicato oltre al valore delle operazioni imponibili presenti al numeratore le operazioni esenti Iva e quindi operazioni creditizie e finanziarie, operazioni di assicurazione, riassicurazione e vitalizio, operazioni in valuta estera, operazioni relative alla riscossione dei tributi, operazioni relative a giochi, concorsi e scommesse, operazioni relative ad alla cessione di azioni e quote sociali o di altre operazioni ad esse legate, l’affitto e la locazione di fabbricati di cui al n. 8) dell’art. 10, cessioni di fabbricati di cui ex art. 10, n. 8-bis) e 8-ter), prestazioni di mandato, mediazione e intermediazione relative ad alcune operazioni esenti.

Le operazioni escluse dal pro rata sono:

  • La cessione di beni ammortizzabili;
  • Le operazioni escluse dal campo di applicazione dell’iva perché non hanno uno dei tre pressupoosti di applicazione (presupposto oggettivo, soggettivo e territoriale) di cui all’art. 2 del DPR 633 del 1972;
  • I passaggi interni di beni;
  • Le operazioni disciplinate dall’art. 10 comma 27 quinquies del DPR 633 del 1972;
  • Le operazioni accessorie descritte nell’art. 10 comma da 1 a 9.

Il “core business lo fa il reddito prodotto da un ramo o da un’attività dell’impresa e non quello reclamizzato con pubblicità o altro mezzo di comunicazione.

Recente pronuncia della Suprema corte che ha precisato che “il calcolo della detraibilità sull’imposta va fatto tenendo conto del settore concretamente sviluppato.

Sugli acquisti infatti l’iva da detrarre è pari non al 100% ma al rapporto tra il totale delle vendite esente da quelle non esenti: si forma in tal modo il pro rata che da luogo ad una percentuale che, in sede di liquidazione dell’iva mensile potremmo applicare al totale dell’iva maturata sugli acquisti ottenendo così quella effettivamente detraibile (cfr art. 19, comma 5, e 19-bis, del Dpr 633/1972).

Spesso però la difficoltà risiede nell’individuazione della tipologia di operazioni che entrano nel pro rata e quelle che vanno escluse dal calcolo. Ai fini del calcolo del pro rata di detrazione iva possiamo fornirvi supporto per identificare le voci da inserire al numeratore e al denominatore del rapporto di detraibilità ed indetraiblità.

Importante anche per i responsabili amministrativi monitorare costantemente i vantaggi e svantaggi economici che sottostanno alla valutazione di convenienza econoimca nel possibile passaggio al regime opzionale disposto dall’articolo 36-bis del DPR 633 del 1972

23 commenti

  1. ANNAMARIA ASSANELLI

    agente fideuram ha inserito fra le fatture di acquisto dell’anno 2009 la fattura dell’auto al 100% – in detto anno è scaturito un pro rata del 98% a seguito di operazioni attive nonimponibile ai sensi dell’art.10 DPR 633.
    Si chiede ora vendendo l’auto come si deve procedere? inserisco la vendita dell’auto con l’applicazione dell’I.V.A. su tutto l’imponibile o sulla percentuale di imponibile su cui è stato applicato il pro rata all’atto di acquisto? Grazie.

  2. Secondo me si. Consideri che al numeratore le voci da inserire sono queste se non ricordo male:
    Operazioni imponibili
    Operazioni imponibili assimilati (art.19, c.3)
    Operazioni non imponibili (art. 8, 8-bis, 9, 38 quater, 71 e 72)
    Operazioni intracomunitarie (art.40 e 41 del Dl331/93)
    Operazioni escluse per difetto del requisito territorialità
    Operazioni non soggette 8 art. 2, comma 3 lett. A9, b), d), ed f)
    Operazioni senza pagamento dell’imposta (art.74 comma 8)

  3. Secondo Voi l’iva sugli acquisti di beni strumentali rientrano nel calcolo del pro-rata?
    Oppure si deve tenere conto solo delle operazioni specifiche ed inerenti l’attività svolta? Grazie

  4. Ciao, scusa per il ritardo. La situazione on mi sembra motlo chiara perchè mi hai postato un commento su un articolo dedicato a libero professionisti, ma dal tuo quesito mi sembra che tu mi stia chiedendo delucidazioni in merito alla tua situazione personale. Ti consilgio di leggere gli articoli per tema che trovi utilizzanod il motore di ricerca interno o di dettagliarmi in modo dettagliato la tua situazione ed il tuo dubbio.

  5. Ciao, grazie per aver scritto. Con il motore di ricerca interno sono certo che molte delle risposte alle tue domande sono già contenute perchè ho avuto modo di scrivere sul trattmento delle spese degli immobili per i liberi professionisti, e quindi anche del mobilio per studio/ufficio. Lo stesso per altre voci. Sinceramente non ricordo se ho scritto un articolo in cui le riassumevo tutte perchè sarebbe decisamente troppo lungo per questo a seconda delle richieste e delle perplessità che mi arrivano dai lettori cerci di scrivere un post dedicato.
    Per esmpio in questo trovi le principali detrazioni per le persone fisiche nel 730, oppure in quest’altro trovi il trattamento fiscale delle spese sugli immobili dei professionistihttp://www.tasse-fisco.com/case/deduzione-spese-immobili-professionisti-manutenzione-ordinari-lavori/5680/, oppure una piccola guida per le detrazioni in generale dei professionisti :-)

  6. Ps: su Internet ho trovato questo “Spese di affitto per la casa adibita a propria abitazione principale: detrazione complessiva di 300 euro, per redditi fino a 15.493,71 euro, o di 150 euro, per redditi superiori a tale cifra, ma inferiori a 30.987,41 euro. Per i giovani di età tra i 20 ed i 30 anni, la detrazione è di 991,60 euro”

    Io ho 26 anni, vuo dire che ho diritto ad una detrazione di 991,60€? Contando che pago 370€ di affitto + 50€ di spese condominiali + 50€ di riscaldamento.

    Praticamente ti sto raccontando la mia vita, e non so neanche il tuo nome :-)

  7. Mmmmmm….ti spiego da dove derivano i miei dubbi: una volta su internet, non mi ricordo dove, ho trovato un sito in cui riassumevano voce per voce, in modo molto dettagliato, le percentuali, ovvero, ad esempio carburante: iva 20%, detraibilità iva 25%, deducibilità irpef 40% (le cifre non sono proprio così, ma è per farti capire che cosa intendo con la mia richiesta).

    In questo modo ci si può fare un’idea, seppur sommaria, di quanto sia l’utile e quindi calcolarci sopra le percentuali che si andranno a versare.

    Tra l’altro ho “raccimolato” più di 4000€ di fatture di Ikea, ecc etc per arredare e ristrutturare la mia abitazione-uso ufficio, che non riesco a capire se effettivamente potrò detrarre e dedurre.

    Insomma…so che sono domande un po’ specifiche, ma magari possono anche essere d’aiuto per altri liberi professionisti alle prime armi come me :-)

    Volentieri spargo la voce sul vostro sito…devo dire che la risposta è stata più che tempestiva…speriamo di nuovo :-)

    Buona serataaa

  8. Ciao,
    prima di tutto distingui tra costo di un bene o un servizio che acquisti e l’Iva che su di esso paghi perchè ti viene applicata dal soggetto venditore; te lo dico perchè hanno percentuali di detrazione differenti.
    Nella lista ci sono quasi tutte spese che rispettano l’inerenza alla tua attività e per questo deducibili ai fini Irpef e detraibili ai fini Iva. Tuttavia noto alcune spese che non ritengo siano contemplabili a meno di particolari attività da te svolte, come il parrucchiere per esempio, o le pse condominiali che non possono essere detratte se non adibisci la tua casa a tuo “ufficio” diciamo. Altre poi hanno percentuali di deduzione del costo differenti come il caso dei celulari o internet che sono deducibli ai fini del costo per l’80%. Io ti consiglio di cercare per ognua delle voci gli articoli che ho scritto nel sito utilizzando il motore di ricerca interno. Vedraic he per ogni parola che tu hai scritto ho postato quasi sempre un articolo di approfondimento: in questo modo vedrai se e come detrarti quelle spese ai fini irpef al momento della dichiaraizone dei redditi ed ai fini Iva la momento della liquidazione (annuale in quanto sei nel forfettino).
    Spero di esserti stato utile e buone vacanze se ne stai facendo.
    Se ti è possibile facci conoscere in giro :-)

  9. BUONGIORNO, SONO ISCRITTA ALLA CAMERA DI COMMERCIO COME PROCACCIATORE DI AFFARI.
    COME POSSO STIMARE QUANTO ANDRO’ A PAGARE IL PROSSIMO MARZO?
    HO ADERITO AL FORFETTINO.

    DOPO AVER RICAVATO IL MIO UTILE, IN CHE PERCENTUALE AVRO’ DEDUZIONI SU IVA E IRPEF?

    QUESTE SONO LE SPESE CHE SOSTENGO A FINE LAVORATIVI.

    CARBURANTE IVA 20%
    NOLEGGIO FURGONE IVA 20%
    PARCHEGGIO IVA 20%
    PASTI IVA 10%
    INTERNET IVA 20%
    CELLULARE (RICARICABILE)IVA ?
    AFFITTO (ABITAZIONE USO UFFICIO) IVA ?
    SPESE CONDOMINIALI IVA ?
    COMMERCIALISTA IVA ?
    ASSICURAZIONE AUTO IVA 20%
    FONDO PENSIONE IVA ?
    SALUTE IVA ?
    TRENO IVA 10%
    AEREO IVA?
    INFORMATICA IVA 20%
    PARRUCCHIERE IVA 20%
    MATERIALE USO LAVORO IVA 20%

    GRAZIE MILLE

  10. BUONGIORNO
    LA RINGRAZIO ANCORA UNA VOLTA ,
    si ha ragione che c’è un po’ di confusione ,
    mi scusi che ritorno sul discorso : con la fattura che ho emesso a novembre con la ritenuta d’acconto ho un debito verso lo stato che dovrò versare quindi le chiedevo se si riesce a compensare (una parte)con la ritenuta d’acconto pagata dal mio cliente .
    e per il regime contabile: la precedente attività è stata nello stesso campo di mediazione immobiliare quindi non saprei adesso se ho ancora le stesse agevolazioni come fossi una nuova ditta individuale .
    la ringrazio infinitamente e rimango in attesa di sue nuove gradite novita.
    cordiali saluti

  11. C’è un pò di confusione e sono certo che il suo nuovo commercialista le saprà consigliare bene.
    Per il regime dei minimi che visto il suo volume d’affari è consigliabile deve verificare che negli anni precedneti non abbia già aperto la partita Iva con lo stesso codice attività e deve rispettare altri requisiti che può leggere nella guida apertura partita Iva con i minimi.
    Per il regime ordinario non c’è da fare alcuna opzione e non c’è un vincolo di tre anni per nessuno dei regimi contabili citati.
    Tuttavia la eventuale Iva che ha a credito non la perde e la può compensare….non però con le ritenute d’acconto che lei ha subito…perchè sono un credito e non un debito

  12. Salve ,
    ringrazio per la celere risposta ;
    a seguito dell’apertura tramite uno studio commercialisti
    no ho il diritto alle nuove attività produttive o regime dei minimi (in quanto ho avuto una partita iva che avevo chiuso qualche anno fa con la contabilità seguita da un comercilista)

    quello che mi hanno consigliato è questo: “Per l’opzione al regime ordinario (no minimo) c’è da considerare che in caso di scelta il regime deve essere mantenuto per almeno 3 anni. Quindi non si può variare il prossimo anno “;
    il volume d’affari presunto è 10.000 euro . penso che l’iva sia trimestrale

    se è cosi l’iva che dovrò pagare il 16 marzo si potrebbe compensare con altri tributi ( ad esempio la ritenuta d’acconto pagata nel 2010 per mio conto , mi spiego . la fattura a iva che ho fatto è a societa con ritenuta d’acconto )?
    grazie mille per la gentilezza

  13. Buongiorno,
    la liquidazione della sua Iva relativa a novembre 2010 potrà essere annuale e quidni da versare a giugno, qualora aderisca al regime delle nuove inziaitive imprenditoriali, potrà essere trimestrale (da versare entro il 16 marzo 2011) o mensile (da versare entro il 16 gennaio 2011). Dipende però dal regime che ha adottato e dal volume d’affari.
    Essendo una nuova titolare di partita Iva mi viene da pensare che sia aderente al regime delle unove iniziativeimprenditoriali e come tale dovrà versarle a giugno in sede di dichiarazione annuale. Però se non me ne da conferma la vedo dura poterle dare una risposta esauriente.

  14. salve ,
    volevo correggere la mia precedente richiesta al riguardo dell’iva che è a debito anziche a credito .quindi riformulo la frase : iva a debito va in compensazione con altri tributi?
    grazie infinite
    corina

  15. Salve, vorrei sapere quando devo fare la dichiarazione iva e il versamento Iva , se ho aperto la partita iva (come ditta individuale , servizi di mediazione immobiliare)a novembre 2010 e ho una fattura di vendita a
    novembre 2010 e una di acquisto PC dicembre 2010.
    l’iva a credito va in compensazione con altri tributi?
    vi ringrazio in anticipo per i chiarimenti in merito
    corina

  16. Vorrei sapere se io ho aperto un bar nel 2010(quindi nel 2009 questa attività non c’era), come faccio a calcolare il pro-rata provvisorio dato che il pro-rata in questione va calcolato sulla base delle operazioni imponibili iva e esenti dell’anno precedente?

    grazie

  17. Vorrei sapere per un’attività di BAR se l’indicazione sui corrispettivi relativa agli aggi esenti articolo 10 per la sisal
    rientra nel calcolo del pro rata dal momento che formano il volume d’affari.
    Grazie.

  18. Vorrei sapere faccio il tassista e i miei corrispettivi sono esenti Iva art.10, quando acquisto un autovettura non posso fare la detrazione iva anche se è il mio bene strumentale, ma quando la vendo come mi devo comportare? Applico l’Iva o esente art.10 27 quinques?

  19. Se lei eroga prestazioni a consolati queste sono disciplinate come lei rileva dall’art. 72 del DPR 633 del 1972 e si qualificano come operazioni non imponibili e come tali non rientreranno nella frazione che determina il suo pro rata di detraibilità sull’iva assolta sugli acquisti.
    per intenderci la sua prestazione non è qualificata come esente Iva (inquesta caso avrebbe concorso alla determinazione dle pro rata ex art. 19-bis del DPR 633 del 1972) ma è una operazione NON IMPONIBILE

    Qualora vesse bisogno siamo a disposizione.

  20. Vorrei sapere se le prestazioni a Consolato Estero in Italia (art.72 dpr 633/72)determinano l’obbligo di applicare il pro rata.
    Grazie per la disponibilità.

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