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Tassa sui Mercatini dell’Usato, Antiquariato e Natale: come funziona, calcolo e effetti

La Legge di Bilancio 2018 introduce, alla vigilia dei mercatini di Natale, dell’usato e dell’antiquariato la nuova tassa sul prezzo di vendita o sulla plusvalenza generata.

Premessa

Il Legislatore va come al solito a caccia di materia imponibile frugando nelle tasche di tutti e non capisco come mai ma sembrerebbe si faccia casualmente prima ad andare a bussare alla porta dei più piccoli ed indifesi, ossia di coloro che non avrebbero poi la forza per potersi difendere o di costituire società off shore o di eludere il fisco agilmente.

La vendita di beni usati ed i proventi da queste prodotti rientrano nell’ambito di applicazione del redditi diversi di cui all’articolo 67 del Tuir che contempla anche la vendita di “oggetti d’arte, di antiquariato o da collezione, nonché, più in generale, di opere dell’ingegno di carattere creativo appartenenti alle arti figurative”.

Nella Legge di bilancio 2018 troviamo quindi l’introduzione di una tassazione sulle plusvalenze derivanti dalle vendite, da parte di privati persone fisiche di oggetti d’arte, d’antiquariato e/0 da collezione e nel seguito vediamo come.

Per persone fisiche intendiamo coloro che non vendono abitualmente e non sono titolari di partita Iva.

Non so quanti stand che troviamo nelle migliaia di mercatini dell’usato sparsi per l’Italia e soprattutto a Natale abbiano aperto una partita Iva. Non credo molti.

Il Legislatore fiscale però ha fiutato qualcosa per cui introduce un regime di tassazione sulle vendite dei mercatini dell’usato che funziona in questo modo.

Il regime di tassazione per i venditori

Il venditore ha a disposizione due opzioni:

  1. Può tassare la plusvalenza prodotta dalla vendita e data dalla differenza tra il corrispettivo percepito nel periodo d’imposta, al netto dei costi di acquisto e applicarci lo scaglione Irpef
  2. Può applicare direttamente una riduzione del 60% sul prezzo di vendita e tassare sempre secondo gli scaglioni Irpef solo il 40% del prezzo di vendita.

Questa è una scelta che definirei divertente in quanto il legislatore è come se desse la possibilità al venditore di effettuare un calcolo di convenienza prima di procedere alla tassazione.

Non so come sarà disciplinata in sede di conversione in legge o se vi saranno dei decreti attuativi per questa disposizione nel senso che posso immaginare che non ci sia una scelta che possa mutare da acquisto ad acquisto ma che sia una opzione che venga esercitata scelta che si debba fare all’inizio del periodo di imposta.

Tuttavia il Legislatore per non rompere la poesia dei mercatini prevede una soglia di esenzione per le compravendite di di beni per valori al di sotto di 10 mila euro.

Inoltre nel caso di acquisti di beni avvenuti per successione o per donazione il valore viene assunto pari a quanto dichiarato nella dichiarazione di successione o nell’atto di donazione o il prezzo/costo pagato dal donante.

Quali effetti sul giro d’affari

Come al solito l’effetto di un aumento della tassazione sarà un aumento dei prezzi e questo credo che orami lo capisca anche un bambino per cui l’effetto finale di questa nuova tassazione sarò un aumento del gettito verso l’erario? Forse si, ma sarà anche un aumento dei prezzi di vendita applicati agli oggetti venduti nei mercatini.

Naturalmente speriamo tutti di no.

La domenica ce ne accorgeremo tutti? Data la soglia di esenzione possiamo immaginarci che non via un effetto reale sui mercatini ma sicuramente è un avvertimento in quanto questa soglia a mio parere credo si abbasserà presto.

Quale sarà il prossimo passo

Nel caso specifico trattasi di una proposta contenuta nella Legge di Bilancio che, grazie anche a siti come tasse-fisco.com, sta sensibilizzando coloro che scrivono le leggi su quanto impoverimento culturale ci sia dietro proposte di legge che mirano a reprimere ogni forma di hobby e passione per di incrementare il gettito dello Stato.

Di questo passo possiamo attenderci che in un prossimo futuro anche coloro che regaleranno o che acquisteranno oggetti usati o di antiquariato o cianfrusaglie varie dovranno comunicare i propri dati e cosa hanno acquistato in modo tale da incrociare i dati con i soggetti che avranno venduto, magari facendo loro compilare lo spesometro :-)))?!?!

Se non passa la Legge

Laddove non passasse la legge potete continuare  fare riferimento al vecchio regime di tassazione per i beni usati e oggetti di antiquariato.

Tassazione Vendita Quadri e oggetti Usati da privato: vecchio e nuovo regime

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Riferimenti normativi

Articolo 67 del TUIR

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