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Imu e Tasi: chi e quanto deve pagare

domande IMU chiarimenti Pochi giorni alla scadenza (16 Dicembre) della seconda rata di Imu e Tasi, cerchiamo allora di riepilogare e soprattutto di fare chiarezza su chi deve pagare e quanto.

La prima cosa da dire è che i calcoli vanno rifatti daccapo, perchè per uniformità e per facilitare i contribuenti la prima rata è stata pagata comunque sulla base delle aliquote del 2014, anche nei comuni che avevano già deliberato quelle nuove. Ora invece si dovrà rifare il calcolo da principio con le nuove aliquote e dovrà essere versato il totale risultante meno l’ammontare della prima rata pagata in base alle vecchie aliquote. La seconda rata potrebbe insomma essere diversa dalla prima, a meno che i vostri comuni non abbiano confermato le stesse aliquote o si siano dimostrati troppo ritardatari nello stabilire le nuove aliquote, visto che è saltata la sanatoria per chi non ha rispettato la data di scadenza del 30 Luglio scorso. In quest’ultimo caso, prima e seconda rata, sia per quanto riguarda la Tasi che l’Imu, saranno dello stesso ammontare, ovviamente con i dovuti arrotondamenti eventuali. Le aliquote definitive e le detrazioni fissate, quest’ultime sulle quali gli enti locali avevano carta banca, si possono trovare pubblicate nei siti Internet ufficiali dei comuni italiani e nella pagina dedicata del sito del Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia.

Per chi possiede solo la prima casa, non si paga l’Imu e dall’anno prossimo probabilmente neanche la Tasi, sempre augurandoci che, come accaduto appunto con l’Imu, la tassa uscita dalla porta, non rientri dalla finestra sotto altra forma o diverso nome. Si definisce prima casa esclusivamente l’appartamento che il proprietario abita e nel quale ha la residenza anagrafica. In caso di immobili di lusso, ossia iscritti nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, niente esenzione Imu, seppure in presenza di detrazioni e di un’aliquota base molto più bassa. Le stesse regole previste per la prima casa si applicano alle sue pertinenze, una per ciascuna delle categoria C/2, C/6, C/7.

In caso di affitto e comodato d’uso, l’Imu la paga comunque solo il proprietario dell’immobile, mentre una quota della Tasi è dovuta anche all’affittuario (tra il 10 ed il 30 per cento a seconda di quanto stabilita dal comune), a patto che il contratto di affitto abbia una durata superiore ai sei mesi nel corso dell’anno fiscale.

 

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