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Chi e come si dichiarano i redditi dei figli: da lavoro, da sport e da scommesse

dichiarazione-redditi-figli-minoriVediamo insieme come i genitori devono effettuare la dichiarazione dei figli minori e come effettuare il calcolo delle tasse da pagare, nel caso in cui  capiti che vostro figlio sia stato più precoce di voi a guadagnare qualche euro già prima dei 18 anni.
La domanda nasce dal fatto che oggi i giovani sia per la presenza di strumenti di lavoro flessibili come il voucher sia anche per la presenza di maggiori possibilità di effettuare lavoretti o anche la possibilità di incassare diverse vincite dai giochi o dalle scommesse online (il cui fenomeno lo ripeto anche in questa sede è preoccupante), potrebbero trovarsi di fronte a due situazioni:

  • dover presentare la dichiarazione per i figli;
  • attrarre nella propria dichiarazione dei redditi 730 o modello unico (è indifferente) la quota di reddito incassata e prodotta nell’anno di imposta.

E’ importante prevenire il fenomeno perché nonostante i giovani abbiano maggiore scaltrezza nell’utilizzo dei mezzi di comunicazione e accedendo più velocemente alle informazioni, hanno basi etiche meno solide e meno esperienza nonché una attitudine al pagamento delle tasse, a mio modesto avviso, minore di quello degli adulti.

Quali sono i redditi del figlio minore e chi deve dichiararli

La tipologia dei redditi che potrebbe maturare ed incassare il figlio può essere qualsiasi ed in base alla natura si verifica se la deve dichiarare il figlio autonomamente.

Indicazione del figlio a carico nel 730 o nel modello Unico

La casella “Soggetto fiscalmente a carico di altri” deve essere barrata dal contribuente con reddito complessivo uguale o inferiore a 2.840,51 euro al lordo degli oneri deducibili. Oltre alle detrazioni previste per i familiari a carico infatti sono previste anche delle soglie che si calcolano in base alla natura del reddito prodotto dal familiare e che potranno rientrare o no in tale limite.

Nel caso del reddito di lavoro dipendente, al figlio spetterà l’onere della presentazione della dichiarazione anche se come sappiamo in presenza di un solo CUD e alcune altre tipologie di redditi o detrazioni fiscali non è previsto l’obbligo di presentare la dichiarazione, se non per sfruttare eventuali detrazioni o deduzioni dalle tasse o dall’imponibile fiscale Irpef.
Stesso dicasi per i redditi che potrebbero derivare da prestazioni occasionali o da lavori autonomo o anche da redditi di impresa.
Anche eventuali proventi derivanti dal possesso o dall’utilizzo di beni acquistati dal figlio o anche ricevuti a seguito di successione, eredità o donazioni devono essere imputati e dichiarati dal figlio minore con conseguente obbligo di presentazione della dichiarazione.

Le altre tipologie di reddito sono da ritenersi imputabili ai genitori per la metà (50%), salvo diverso accordo tra le parti che potrebbe definire una maggiore quota ad uno dei due genitori. Non è un caso che i ragazzi poi si possano trovare anche a incassare vincite da scommesse online (casinò, video poker online, tombole e simili) e che potrebbero essere oggetto di accertamento fiscale dopo molto tempo e potrebbero nel caso aver già finito i soldi con effetti diretti nelle vostre tasche per cui vi segnalo anche l’articolo di approfondimento dedicato alla tassazione delle vincite ai giochi on line che potrebbe esservi utile.

Importante è anche sapere quando si è obbligati o esonerati alla dichiarazione dei redditi

2 commenti

  1. Sono genitore per parto dal presupposto che quanto più l’educazione familiare è solida tanto più il danno che può arrecare l’ambiente esterno sarà minore. Inutile dirsi che la maggior parte di noi tende a delinquere con maggiore o minore intensità. Si parte dalla raccolta differenziata , passando al compromesso fino ad arrivare alle società offshore in Romania o Malta (e le sto parlando di due paesi UE). Tanto più quell’educazione sarà forte tanto più leggeranno lo schifo che si respira fuori con un’altra lente. Non esiste miglior maestro rispetto all’esempio che danno mamma e papà con i fatti e con le parole. Detto ciò io naturalmente non riesco quasi mai ad applicarlo però ci provo costantemente :-).

    L’educazione fiscale pertanto dovrebbe partire dalla famiglia che dovrebbe sostenere valori di onestà e trasparenza qualunque sia la posta in gioco, per cui dovrebbe partire dalla famiglia e, concordo con lei, essere insegnata anche a scuola.

  2. L ' i n f o r m @ i v a

    Articolo interessante e lungimirante anche se leggendo questa considerazione un sorrisetto parte spontaneo.

    “nonostante i giovani abbiano maggiore scaltrezza nell’utilizzo dei mezzi di comunicazione e accedendo più velocemente alle informazioni, hanno basi etiche meno solide e meno esperienza nonché una attitudine al pagamento delle tasse, a mio modesto avviso, minore di quello degli adulti”

    L’educazione fiscale dovrebbe essere insegnata nelle scuole. . .

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