HOMEPAGE / Dichiarazione 730 e modello UNICO / Le donazioni ai partiti politici valgono più di quelle alle ONLUS o Enti di promozione sociale

Le donazioni ai partiti politici valgono più di quelle alle ONLUS o Enti di promozione sociale

Le donazioni ai partiti politici o i contributi dal 2014 avranno un diverso livello di detrazione fiscale. Nonostante queste novità valgono più delle erogazioni liberali effettuate verso ONLUS, associazioni di promozione sociale, enti religiosi e simili o perchè le prime possono essere portate in detrazione nel 730 per un importo ben più alto delle seconde e vediamo perchè.

Quanto posso portare in detrazione se effettuo donazioni ai partiti politici

In questo caso il legislatore aveva previsto una detrazione pari al 19% di un importo compreso tra 51,65 euro e la considerevole somma di 103.291,38 euro, ripeto oltre 103 mila euro stante il rispetto di alcuni requisiti primo tra tutti quello di mantenere la tracciabilità del versamento che deve pertanto essere effettuato mediante bollettino postale o bancario ad uno o più partiti politici e su uno o più conti correnti postali o bancari.

Questo era quanto disciplinato nell’articolo 15 del Tuir che recitava: “Dall’imposta lorda si detrae un importo pari al 24 per cento, per l’anno 2013, e al 26 per cento, a decorrere dall’anno 2014, delle erogazioni liberali in denaro in favore dei partiti e dei movimenti politici che abbiano presentato liste o candidature elettorali alle elezioni per il rinnovo della Camera dei deputati o del Senato della Repubblica o dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia, oppure che abbiano almeno un rappresentante eletto a un consiglio regionale o ai consigli delle province autonome di Trento e di Bolzano, per importi compresi fra 50 e 10.000 euro annui, a condizione che siano effettuate mediante versamento bancario o postale”.

Il comma 1-bis è stato poi abrogato dall’art. 14, comma 5, D.L. 28 dicembre 2013, n. 149, convertito, con modificazioni, dalla L. 21 febbraio 2014, n. 13, a decorrere dal 1° gennaio 2014 i comma 1-bis dell’articolo 15 del Tuir.

Tuttavia secondo me si è trattato di un momento di poca lucidità in quanto poco dopo il  D.L. 28 dicembre 2013, n. 149 ha disciplinato che “A decorrere dal 1° gennaio 2014 sono abrogati l’articolo 15, comma 1-bis, e l’articolo 78, comma 1, limitatamente alle parole: «per le erogazioni liberali in denaro in favore dei partiti e movimenti politici di cui all’articolo 15, comma 1-bis, per importi compresi tra 51,65 euro e 103.291,38 euro, limitatamente alle società e agli enti di cui all’articolo
73, comma 1, lettere a) e b), diversi dagli enti nei quali vi sia una partecipazione pubblica o i cui titoli siano negoziati in mercati regolamentati italiani o esteri, nonché dalle società ed enti che controllano, direttamente o indirettamente, tali soggetti, ovvero ne siano controllati o siano controllati dalla stessa società o ente che controlla i soggetti medesimi, nonché dell’onere», del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica

Cosa cambia dal 2014

Il  D.L. 28 dicembre 2013 , n. 149 abolisce non solo il finanziamento pubblico ai partiti politici ma ridisegna il sistema delle detrazioni fiscali in quanto le donazioni effettuate dalle persone fisiche in favore dei partiti politici iscritti nella prima sezione del registro previsto dal decreto sono detraibili ai ini Irpef per il:

  • a) al 37 per cento, per importi compresi tra 30 e 20.000 euro annui;
  • b) al 26 per cento, per importi compresi tra 20.001 e 70.000 euro annui.

Inoltre potranno essere detratti anche i finanziamenti concessi per la partecipazione a scuole o corsi di formazione politica promossi e organizzati dai partiti per il 75% e nel limite dell’importo di euro 750 per ciascuna annualità per persona e sempreche le scuole o i corsi di formazione politica siano stati appositamente previsti in un piano per la formazione politica presentato dai partiti entro il 31 gennaio di ciascun anno. In via transitoria, per l’anno 2014 il predetto termine è fissato al ventesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della legge di conversione del D.L. Tuttavia quest’ultima previsione del 75% è stata soppressa dalla legge di conversione 21 febbraio 2014, n. 13.

Donazioni ai partiti da parte di imprese e deducibilità ai fini Ires

Si potrà detrarre fino a concorrenza dell’ammontare dell’imposta Ires lorda il 26 per cento delle erogazioni liberali in denaro per intervalli compresi tra 50 euro e 100.000 euro, limitatamente alle società e agli enti di cui all’articolo 73, comma 1, lettere a) e b), del TUIR, diversi dagli enti nei quali vi sia una partecipazione pubblica o i cui titoli siano negoziati in mercati regolamentati italiani o esteri, nonché dalle società ed enti che controllano, direttamente o indirettamente, tali soggetti, ovvero ne sono controllati o sono controllati dalla stessa società o ente che controlla i soggetti medesimi. Questa previsione tuttavia è stata abrogata.

Ai fini della detrazione fiscale (detrazione, avete capito bene, non deduzione!) il comma 6 dell’articolo art. 11 prevede la detrazione dall’Ires di tutte le erogazioni liberali in denaro delle società, aziende, imprese e gli enti di cui all’articolo 73, comma 1, lettere a) e b), del TUIR, diversi dagli enti nei quali vi sia una partecipazione pubblica o i cui titoli siano negoziati in mercati regolamentati italiani o esteri, nonché dalle società ed enti che controllano, direttamente o indirettamente, tali soggetti, ovvero ne sono controllati o sono controllati dalla stessa società o ente che controlla i soggetti medesimi, nonché dalle società concessionarie dello Stato o di enti pubblici, per la durata del rapporto di concessione.

Vi segnalo anche alcuni chiarimenti direttamente forniti dall’agenzia delle entrate rispetto a questo argomento e contenuti nella circolare 108 del 2014. (Circolare 108 Ade 2014-pdf)

Quanto posso portare in detrazione se effettuo donazioni ad ONLUS, APS, associazioni sportive dilettantistiche e simili Quello che stupisce è che leggendo i successivi articoli del testo unico delle imposte sui redditi sono previste allo stesso articolo 10 oltre ad altre tipologie di detrazioni fiscali anche quelle per le Onlus, enti religiosi o associazioni di promozione sociale e simili solamente che in questo caso il limite ammesso a godere della detrazione fiscale del 19%  scende precipitosamente alla soglia 2.065,83 euro.

Per le donazioni alle associazioni sportive dilettantistiche il limite scende ancora di più e si attesta a 1.500 euro l’anno da poter portare in detrazione fiscale nel 730, quasi come a dire (ma qui in effetti il differenziale si attenua significativamente) che lo sport vale meno del sociale.

Lo stesso discorso vale anche per le donazioni nei confronti di opere o beni soggette a regime vincolistico e quindi per intenrdi finalizzate alla conservazione nel tempo di beni dello Stato, che in linea teorica già lo stato si dovrebbe preoccupare di manutenere dignitosamente e gestire con la diligenza del buon padre di famiglia con tutte le tasse e le imposte che versiamo ogni anno.

Il principio che si desume da questa lettura comparata del testo unico delle imposte sui redditi è che il legislatore fiscale ha definito un tetto per le erogazioni liberali verso associazioni di promozione sociale, ONLUS, associazioni sportive dilettantistiche che nulla ha a che vedere con gli sgravi fiscali concessi a coloro che donano fondi ai partiti politici.

In tal senso quindi una donazione ad una ONLUS vale quasi 50 volte di meno rispetto ad una donazione ad un partito politico.

Ora a voi valutare chi effettivamente è il più bisognoso….

L’argomento è molto di attualità se si pensa alle proposte di impedire il finanziamento pubblico ai partiti che credo qualsi nessuno più volgia anche quelli che con la politica ci hanno campato in modo egregio.

Mi preme sottolineare che questa previsione normativi affonda le sue radici nel passato e non è imputabile al Governo Monti a cui ultimamente si cerca di attribuire la principale causa della crisi economica perchè fa comodo a tutti.

Tuttavia ciò non toglie che può rappresentare un punto di attenzione per coloro che siedono al governo e che fino ad ora hanno ispirato gli ultimi disegni legislativi  a concreti e veri principi di equità (non come negli anni passati).

Speriamo che Monti provveda presto a sanare questo disallineamento normativo o quanto meno ci dia una lettura più equo rispetto a quello che mi sta venendo in mente e speriamo di non sentire parlare di senso della responsabilità a sproposito. UN articolo correlato  era quello dedicato alle tasse più pazze d’Italia.

Vi sembra corretto? Cosa ne pensate?

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