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Quota Tasi per gli inquilini in affitto: chi e quanto si paga in sintesi

Ecasa 3ntro la scadenza del 16 giugno prossimo gli inquilini di alcuni comuni dovranno versare la cosiddetta quota inquilini della Tasi e nel seguito vediamo chi deve pagare e quanto e soprattutto come capirlo dal momento che non potrei scrivere cosa avviene a livello di singolo comune cercando al solito di fornirvi qualch strumento utile per darvi chiarimenti.

Novità dalla legge di stabilità 2016

Dal primo gennaio 2016 la Legge di Stabilità 2016 cancella di fatto la quota inquilino a carico dell’inquilino affittuario locatario limitatamente  alle case destinate ad abitazione principale che era stato introdotto dalla legge 147 del 2013.

La stessa novità si estende anche al comodatario con la stessa destinazione nel caso di contratto di comodato tra proprietario e inquilino.

La quota del proprietario resterà invariata per cui non abbiamo una ridistribuzione del prelievo in questo caso ma una diminuzione effettiva delle tasse sull’abitazione principale. Il proprietario pertanto continuerà a pagare la suo quota che andrà dal 70% al 90% a seconda delle delibera comunale.

Dal 2016 la quota dell’inquilino  sarà azzerata, se l’unità immobiliare viene destinata ad abitazione principale dall’utilizzatore e dal suo nucleo familiare.

Nulla cambia per il possessore dell’immobile, che pagherà l’Imu ed eventualmente la Tasi sulla casa (nella misura del 90%, nel silenzio del Comune). Lo stesso accade per gli altri occupanti, ad esempio i titolari di leasing o gli inquilini di seconde case o locali commerciali: per loro la «quota occupante» rimane.

Chi versa la quota inquilini TASI

Anche i contribuenti che sono in affitto dovranno versare la TASI in quanto come disciplinato i Comuni possono imporre a questi il pagamento di parte della TASI che altrimenti sarebbe a carico del proprietario totalmente applicandogli o acclandolgi il pagamento di una percentuale che può andare dal 10 per cento (milano per esempio) al 30 per cento (Roma) e non può non esserci. Ossia gli inqulini la dovranno pagare per forza perchè il comune non ha il potere di azzerarla. Tuttavia la delibera può contenere una divisione a livello di tipologia di immobile e di condizione dell’inquilino che se la utilizza come abitazione principale potrà per esempio beneficiare di aliquote ridotte se lo ha deliberato il comune.
L’imposta comunque non è dovuto se vale meno di 12 euro.

Ovviamente non sono in grado dirvi quali comuni hanno applicato l’una o l’altra ma vi posso fornire degli importanti riferimenti dove trovare la soluzione. Potete infatti:

  1. andare sul sito del comune dove è ubicato l’immobile affittato. A tl proposito vi segnalo il sito dei comuni d’Italia.
  2. consultare il sito del MEF (ministero ecoomia e finanze) dove troverete le delibere che i comuni hanno presentato dove troverete questa informazione nelle diversa è la situazione dei Comuni (Bologna, per esempio, ma casi analoghi sono molto frequenti) dove la Tasi riguarda solo l’abitazione principale, e quindi esenta di fatto sia i proprietari (che però pagano l’Imu) sia gli inquilini degli altri immobili.

Nel caso in cui la delibera non riporti questa casistica l’inquilino sarà tenuto a versare il minimo ossia il 10% della tasi totale a carico del proprietario.

Qui trovate una serie di Domande e risposte sulla TASI IMU pubblicata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Vi segnalo poi questa tabella con chi paga l’IMU e la Tasi entro il 16 giugno molto sintetica e chiara: Tabella IMU TASI CHI PAGA che si trova nell’articolo dedicato alla Guida al pagamento della TASI

Vi segnalo quindi uno Studio UIL TASI che elenca sinteticamente le aliquote adottatate da ciascun comune o almeno quelle ad oggi in vigore. Unitamente a questo vi segnalo anche il simulatore per il calcolo della TASI ma solo per i comuni.

TARI

Vi ricordo inoltre che ogni anno entro il 28 ottobre dovreste trovare le nuove delibere comunali riguardanti IMU TASI e TARI

Il link dove trovare le nuove delibere è questo:

Delibere comunali IMU TASI

TASI dal 2015

Dal 2015 il versamento della prima rata della TASI si effettuerà sulla base dell’aliquota e delle detrazioni dell’anno precedente semprechè il comune non abbia deliberato diversamente.

Riferimenti normativi:

D.L. n. 16/2014 (art. 1, comma 1, lettera b)
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5 commenti

  1. Giuseppe Stroscio

    In questo Paese è tutto particolarmente difficile, complicato, assurdo, e incredibile.
    Per questo risulta particolarmente difficile stabilire anche la semplice ripartizione delle tasse comunali, tra proprietario ed inquilinio, di un immobile dato in in affitto.
    Non parliamo poi della ripartizione delle spese in àmbito condominiale tra proprietario ed inquilino, nella stragrande maggioranza dei casi si arriva alla carta bollata, con tanto di avvocati, spese di ogni genere, ed immancabili liti tra le parti.
    Tutto questo succede per diversi motivi, il più importante dei quali, nella fattispecie, è la mancanza storia di una riforma della Giustizia che, in 60 anni nessun governo è riuscito mai a realizzare, ma quello che è molto più grave, nel futuro questa riforma non sarà prodotta, e con essa la riforma del lavoro, e della sanità.
    Non resta quindi che la protesta violentissima popolare nazionale ad oltranza, esiste nessunissima alternativa.

  2. Nel comune di Clivio l’inquilino deve pagare la tasi

  3. Concordo in pieno….anche perchè mi domando: non solo mi devi far pagare di più ma almeno semplificami la vita con il pagamento di un’unica tassa…invece, me le alzi e le dividi in tre spezzettando le scadenze….mah….chissà se ancora in giro ci sono quelli che acclamano il bonus irpef di 80 euro….illusi

  4. Questa tassa si poteva evitare già non si arriva a fine mese con tutti gli aumenti che ci sono

  1. Pingback: Quota inquilini TASI: a chi spetta versarla? - Il Condominio Nuovo

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