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Come fare la Cessione del credito Irpef da detrazioni fiscali per risparmio energetico

Come si effettua la cessione del credito fiscale derivante da lavori di ristrutturazione e risparmio energetico o riqualificazione  e quali sono gli adempimenti che deve rispettare l’amministratore di condominio o i privati che intentendono procedere alla vendita della propria detrazione fiscale ad una banca, altro istituto finanziario

Non vi son degli accorgimenti particolari se non una scrittura privata tra due soggetti, non è necessaria la cessione presso un notaio o una scrittura privata autenticata. Non parliamo di beni mobili registrati né tantomeno immobili.

Adempimenti verso il condominio e l’amministratore

Il condòmino che cede il credito generato da lavori in un appartamento condominiale, se i dati della cessione non sono già indicati nella delibera condominiale, deve redigere una comunicazione con cui informa l’amministratore del condominio, entro il 31 dicembre del periodo d’imposta di riferimento, dell’avvenuta vendita della detrazione fiscale del credito e la relativa accettazione da parte del cessionario, indicando la denominazione e il codice fiscale di quest’ultimo, oltre al proprio nome , cognome e codice fiscale.

Adempimenti dell’amministratore

L’amministratore di condominio deve annualmente inviare una comunicazione contenente i dati dei condomini e dei loro codici fiscali nonché il calcolo delle detrazioni spettanti per lavori di ristrutturazione, riqualificazione e o risparmio energetico che hanno interessato il condominio nel precedente anno di imposta. Questa comunicazione serve per popolare i modello di dichiarazione 730 pre compilati che i contribuenti persone fisiche troveranno nelle loro rispettive aree riservate di fiscoonline o entratel o area riservata dell’agenzia delle entrate o dell’INPS (per approfondimenti leggi la guida gratuita al 730 pre compilato).

In questa comunicazione ‘amministratore dovrà altresì indicare i dati anagrafici del cessionario e più precisamente la:

  • la denominazione sociale
  • nome e cognome
  • codice fiscale del cessionario
  • l’accettazione da parte di quest’ultimo del credito ceduto nonché l’ammontare;

Per i condomini che godono in base all’articolo 1129 possono godere della condizione esimente riguardante l’obbligo di nomina dell’amministratore possono cedere il credito ugualmente.

La mancata comunicazione all’agenzia delle entrate della cessione del credito rende nulla cessione con tutti gli effetti del caso per cui è importante rispettare le previsioni normative in materia.

Le modalità in questo caso sono le stesse dell’amministratore per cui entro le stesse scadenze disciplinate dal decreto del Ministro dell’economia e delle finanze al 1 ° dicembre 2016 ai fini della elaborazione della dichiarazione precompilata con gli stessi dati indicati sopra per punti.

Dovranno essere indicate solo le spese sostenute dal condominio entro il 31 dicembre dell’anno precedente e alle quali il condòmino cedente ha contribuito per la parte non ceduta sotto forma di credito d’imposta. 

Omessa comunicazione all’agenzia delle entrate della vendita

Nell’ipotesi di omessa comunicazione infatti il cessionario indicherebbe un credito Irpef non spettante e si vedere nel giro di un annetto vedere notificato un avviso bonario con sanzioni del 10% del credito indicato nella dichiarazione dei redditi mentre il soggetto cedente non potrebbe più beneficiare del credito. L’Agenzia delle entrate infatti disconoscerebbe il credito di imposta.

Verifica comunicazione andata a buon fine

Per la verifica della corretta procedura adottata sarà possibile visionare nel propri cassetto fiscale del soggetto cedente e del cessionario il trasferimento del diritto di credito. In assenza si consiglia di inviare una PEC all’agenzia delle entrate di competenza e di recarsi presso lo sportello con la documentazione a sostegno ed accompagnata da una istanza da farsi protocollare allo sportello. Il consiglio è pratica e si sostanzia nel seguire personalmente dove si è bloccato il processo per riavviarlo prima dell’apertura del 730

Le informazioni sull’accettazione del credito d’imposta da parte del cessionario saranno rese visibili anche nel “Cassetto fiscale ” del cedente.

Utilizzo del credito d’imposta in compensazione

Il credito d’imposta acquistato dal cedente potrà essere utilizzato solo in quote costanti e ripartito in dieci quote annuali di pari importo, utilizzabili in compensazione con il modello F24

La quota di credito che non è utilizzata nell’anno può esse re utilizzata negli anni successivi, ma non può essere richiesta a rimborso.

Da quando si può utilizzare il credito di imposta acquistato?

Il cessionario può disporre del credito dal 10 marzo del periodo d’imposta successivo a quello in cui il condominio ha sostenuto la spesa e nei limiti in cui il condòmino cedente abbia contribuito al relativo sostenimento sempre seguendo le modalità di utilizzo circa le quote annuali e l’utilizzo del codice tributo appropriato per eventuali compensazioni.

Codice tributo per l’utilizzo in compensazione

La risoluzione ministeriale n. 58 del 2018 introduce i codice tributo da utilizzare a seconda del credito di imposta acquistato. Per consentire l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, delle quote annuali dei crediti ceduti, sono istituiti i seguenti codici tributo:

  • 6890 denominato “ECOBONUS – Utilizzo in compensazione del credito d’imposta ceduto ai sensi dell’art. 14, commi 2-ter e 2-sexies, del D.L. 4 giugno 2013, n. 63 e successive modificazioni”;
  • 6891 denominato “SISMABONUS – Utilizzo in compensazione del credito d’imposta ceduto ai sensi dell’art. 16, comma 1-quinquies, del D.L. 4 giugno 2013, n. 63 e successive modificazioni”.

In sede di compilazione del modello di pagamento F24, i suddetti codici tributo sono esposti nella sezione “Erario”, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a credito compensati”, ovvero, nei casi in cui il contribuente debba procedere al riversamento del credito compensato  nella colonna “importi a debito versati”.
I crediti ceduti utilizzabili in compensazione sono quelli risultanti dalle comunicazioni all’Agenzia delle entrate effettuate dagli
amministratori di condominio (ovvero dai condòmini incaricati), a  sensi del provvedimento del Direttore della medesima Agenzia prot. n. 30383 del 6 febbraio 2018, per i quali risulti l’avvenuta accettazione della cessione del credito da parte del cessionario.

Sostituzione del pro vvedimento 8 giugno 2017 protocollo 108577 con 165110/2017

Il provvedimento 8 giugno 201 7 concernente le modalità di cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante per gli interventi di riqualificazione energetica effettuati sulle parti comuni di edifici che interessino l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25 per cento della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo e per quelli di riqualificazione energetica relativi alle parti comuni di edifici finalizzati a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva ai sensi dell’articolo 14, comma 2 – sexies del decreto legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013 n. 90, come modificato dall’articolo 1, comma 2, lettera a), n. 3, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 , è sostituito dal provvedimento 165110/2017 che trovate nel seguito allegato per adottare le modifiche e l’ampliamento della possibilità di utilizzo del credito e più i particolare, come espresso e descritto nel provvedimento:

  • la possibilità che la detrazione possa essere ceduta anche ad altri soggetti privati, diversi dai fornitori, i quali possono, a loro volta, cedere il credito ottenuto dai còndomini.
  • I soggetti che si trovano nella c . d . no tax area, inoltre, possono cedere la detrazione anche ad istituti di credito e ad intermediari finanziari. Tale possibilità è, invece, preclusa, ai sensi del comma 2 – sexies, dell’articolo 14 del decreto legge 4 giugno 2013, n. 63 ai con tribuenti, anche non tenuti al versamento dell’imposta sul reddito, diversi dai soggetti che si trovano nella cd . no tax area, che possono, peraltro, cedere sotto forma di credito solo la detrazione spettante per gli interventi di cui al comma 2 – quater del medesimo decreto legge n. 63 del 2013. Si tratta, in particolare, degli interventi che interessano l’involucro dell’edificio, con un’incidenza superiore al 25 per cento della superficie disperdente lorda dell’edificio stesso e quelli finalizzati a miglior are la prestazione energetica invernale ed estiva, che conseguano almeno la qualità media di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 26 giugno 2015 che danno diritto alla detrazione nella misura, rispettivamente, del 70 e del 75 per cento dell e spese sostenute.
  • Per i soggetti che si trovano nella c . d . no tax area, la cessione è consentita purché la situazione di incapienza , nel senso sopra precisato , sussista nell’anno precedente a quello di sostenimento delle spese.
  • I contribuenti diversi dai soggetti che si trovano nella c . d . no tax area possono, invece, cedere, sotto forma di credito, solo la detrazione spettante per le spese sostenute dal 1º gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 per interventi di riqualificazione energetica effettuati sulle part i comuni di edifici di cui al citato comma 2 – quater del l’ articolo 14 . La cessione può essere effettuata ai fornitori dei beni e dei servizi necessari alla realizzazione di tali interventi o ad altri soggetti privati , quali persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti . La detrazione, sotto forma di credito d’imposta, non può essere ceduta alle banche e agli intermediari finanziari, esclusi dalla norma.

Il provvedimento stabilisce, inoltre, che la detrazione non pu ò essere ceduta alle pubbliche amministrazioni di cui al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 . Tale preclusione riguarda, peraltro, anche i condòmini che ricadono nella c . d. no tax area.
In particolare, il punto 2 del provvedimento stabilisce, genericamente, che il credito può essere ceduto da tutti i condòmini teoricamente beneficiari della detrazione, anche se non tenuti al versamento dell’imposta. La possibilità di cedere il credito , pertanto, riguarda tutti i soggetti che sostengono le spese in questione, compresi coloro che, in concreto, non potrebbero fruire della corrispondente detrazione in quanto l’imposta lorda è assorbita dalle altre detrazioni o non è dovuta.

La disposizione riguarda, inoltre, i soggetti IRES e i cessionari del credito che possono, a loro volta, effettuare ulteriori cessioni.
Il punto 3 stabilisce che il credito cedibile da parte di tutti i còndomini, compresi quelli che nell’anno precedente a quello di sostenimento delle spese ricadono nella c . d. no tax area, corrisponde alla detrazione dall’imposta lorda nella misura del 70 per cento, per interventi che migliorino la prestazione energetica dell’edificio, se la realizzazione degli stessi interessa l’involucro dell’edificio con u n’incidenza superiore al 25 per cento della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo e, nella misura del 75 per cento, per gli interventi finalizzati a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva e che conseguono almeno la qualità m edia di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 26 giugno 2015.

I soli condomini che nell’anno precedente a quello di sostenimento delle spese ricadono nella cd. no tax area possono, inoltre, cedere sotto forma di credito anche la detrazione spettante per gli altri interventi di riqualificazione energetica effettuati sulle parti comuni degli edifici.

Per tutti i condomini, i l credito d’imposta cedibile è determinato sulla base della intera spesa approvata dalla delibera assembleare per l’esecuz ione dei lavori, ripartita tra i condòmini secondo i criteri approvati dalla assemblea o sulla base della intera spesa sostenuta dal condòmino nel periodo d’imposta e pagata dal condominio ai fornitori, per la parte non ceduta sotto forma di credito.

Il cessionario può disporre del credito dal 10 marzo del periodo d’imposta successivo a quello in cui il condominio ha sostenuto la spesa e nei limiti in cui il condòmino cedente abbia contribuito al relativo sostenimento.
Il cessionario che intende a sua volta cedere il credito a lui spettante deve darne comunicazione all’Agenzia delle entrate utilizzando le funzionalità telematiche rese disponibili dalla stessa Agenzia.

In caso di errori chi paga le sanzioni

I controlli da parte dell’Amministrazione finanziaria sono disciplinati dal punto 6 del provvedimento, il quale stabilisce che se viene accertata la mancanza anche parziale dei requisiti oggettivi che danno diritto alla detrazione in capo al condòmino il recupero del relativo importo avverrà nei suoi confronti, maggiorato di interessi e sanzioni, l’indebita fruizione, anche parziale, del credito da parte del cessionario, il recupero del relativo importo avverrà nei suoi confronti, maggiorato di inter essi e sanzioni.

Cessione Credito da Detrazioni Fiscali IRPEF sul risparmio energetico: come si effettua il trasferimento per gli incapienti

PROVVEDIMENTO 19 Aprile 2019 cessione detrazione fiscale credito IRPEF

Modulo Cessione Credito Detrazione IRPEF

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