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Bonifica Amianto Casa: Detrazioni Fiscali, Agevolazioni e Responsabilità condomini

Nel seguito vediamo quanto si può risparmiare effettuando interventi per la rimozione dell’amianto dai tetti, cornicioni o locali condominiali, come avviene il calcolo e l’indicazione nella dichiarazione dei redditi di fine anno.
Vedremo quando è obbligatorio eliminare l’amianto e quali sono i principali problemi che si inoltrano nelle assemblee condominiali: si parla infatti spesso in questa sede della responsabilità dell’amministratore per la presenza di amianto connessa a quella dei condomini
Non è per niente raro infatti trovare amianto sui tetti, frontali esterni tettoie, canne fumarie, caldaie, funi, guarnizioni, serbatoi d’acqua, colonne di scarico, comignoli, tubi e tappetini di calpestio degli ascensori.
Sicuramente l’input parte dall’amministratore di condominio che è direttamente responsabile della loro rimozione in base. Non sarà sufficiente che l’amministratore indici quale punto all’ordine del giorno che ha proposto la rimozione ma dovrà intimare ai condomini di farlo pena la sua diretta responsabilità.

Agevolazioni fiscali per la rimozione dell’amianto

Per un intervento di bonifica sul nostro condominio, possiamo beneficiare della detrazione fiscale prevista per gli interventi di bonifica dall’amianto? Quali adempimenti occorrono? Chi può accedere? Come si fa? Sono le solite domande che ci si pone quando ci si trova a dover affrontare un intervento del genere.
Le spese di bonifica dell’amianto rientrano nel novero delle spese di ristrutturazione edilizia per cui valgono le considerazioni che abbiamo fatto rispetto a quanto è possibile detrarre, chi può accedere al beneficio fiscale, in quante rate si deve spalmare la detrazione, quali sono le modalità per procedere al pagamento elle opere e le eventuali spese accessori che vi rientrano. Tutto questo è stato oggetto della mini guida gratuita alla detrazione Fiscale delle spese di ristrutturazione edilizia.
Per questa tipologia di interventi vale la pena rammentare che le attuali agevolazioni fiscali prevedono la possibilità di portare in detrazione Irpef il 50% delle spese sostenute per un massimo di 96 mila euro annue così come previsto dall’articolo 16-bis, comma 1, lettera l), del Tuir).
Ve lo ricordo per chi non lo sapesse che per detrazione si intende un abbattimento diretto dell’imposta irpef da versare emergente dalla dichiarazione dei redditi 730 o modello Unico. La deduzione invece si applica al reddito imponibile per cui possiamo dire che ha un effetto più contenuto rispetto alla detrazione.
Gli interventi devono essere eseguiti su immobili abitativi e relative pertinenze (box, cantina, soffitta) e consentono di detrarre dall’Irpef, fino al 31 dicembre 2018, il 50% delle spese sostenute, entro il limite massimo di 96mila euro.
Dal primo gennaio 2019, salvo ulteriori proroghe come quelle che hanno caratterizzato questi anni, la detrazione tornerà all’originario 36%.
A regime, invece, la detrazione è pari al 36% delle spese sostenute fino a un tetto di 48mila euro. Qualora la rimozione dell’amianto interessi un condominio, dovrà essere l’amministratore a provvedere al pagamento con bonifico, indicando il codice fiscale del condominio e la partiva Iva dell’impresa esecutrice dei lavori. Lo stesso amministratore, poi, rilascerà un’attestazione con l’importo detraibile da ciascun condomino sulla base della tabella millesimale.

Quando è obbligatorio rimuovere l’amianto

La rimozione dell’amianto è obbligatoria quando la consistenza, accertata da un tecnico abilitato che potete consultare semplicemente cercandolo su google o contattando all’amministratore che ha l’obbligo di farlo. Il fatto di poterlo toccare con mano e al tocco diventa friabile o polveroso significa che deve essere trattato o rimosso.
Ricordo parecchi anni fa che l’amministratore del mio condominio mi consigliò invece di rimuoverò perchè costava tanto di trattarlo con una vernice collosa che diceva essere molto utile e adatta al fenomeno
L’amministratore dovrà contattare la Asl di competenza e richiedere un intervento di verifica come previsto dalla Legge 27 marzo 1992, n. 257.

Ripartizione dei costi di bonifica e maggioranze condominiali

La ripartizione avviene in base ai millesimi condominiali. Ho letto di casi in cui i condomini si sono rivolti alla società di costruzione per la richiesta di danni causata nel caso in cui siano stati installati pezzi di amianto dopo l’entrata in vigore della Legge sopra citata.
Per la deliberazione della bonifica è necessaria maggioranza semplice in assemblea per cui il 50%+ 1 dei presenti aventi diritto di voto o nel caso di interventi di notevole importanza si deve arriverà a 501 millesimi

Informazioni utili

Se non avete la più pallida idea dei soggetti o ditte specializzate per la rimozione a cui rivolgersi potete fare riferimento all’ Albo nazionale Gestori ambientali nella categoria 10 (sub categoria 10 A o 10 B).

Gli obblighi e le responsabilità dell’amministratore di condominio in materia di amianto

La legge quadro di riferimento è la n. 257 del 1992 sopra citata che ha introdotto il divieto all’utilizzo dell’amianto per le sue proprietà estremamente tossiche delle fibre dei cui è composto é stato fatto assoluto divieto per la produzione, importazione, esportazione, commercializzazione di amianto o dei prodotti contenenti amianto” ma non la sua utilizzazione. A tal proposito vi riporto in particolare l’articolo 5 che ci aiuta a comprendere le previsioni introdotte dal legislatore.

L’amministratore, in presenza di amianto dovrebbe a mio avviso comunque farsi rilasciare uno certificazione sullo stato dell’amianto presente nello stabile al fine di verificarne lo stato di partenza se compatto o friabile. La norma non dice che è obbligati ma a mio avviso non farlo lo esporrebbe ad una responsabilità per aver valutato male un materiale di cui non credo sia un esperto. Demandare ad un soggetto terzo, indipendente e competente la valutazione lo copre da qualsiasi responsabilità.

Dovrà inoltre fornire una corretta informazione ai condomini sulla presenza di amianto e sui potenziali rischi e omportamenti da adottare pena l’applicazione di una sanzione amministrativa compresa tra 2.582 e Euro 5.164.

Multe e sanzioni

Sanzioni in caso di omessa comunicazione e rimozione, al di là di eventi dannosi a terzi da quantificare in sede giudiziale che dovessero conseguire a causa della violazione di legge sono punti con una multa o sanzione di 2 mila euro.
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Dottore Commercialista Iscritto all'Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e Revisore Legale con la passione per il diritto Tributario e Societario e Esperto nella Consulenza Aziendale.

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