Esempio Detrazione Fiscale Sostituzione Caldaia e Rifacimento Sanitari: calcolo e compilazione

Come si effettua il calcolo della detrazione fiscale spettante prendendo come esempio la sostituzione di sanitari per casa o la caldaia per comprendere quale potrebbe essere l’effettivo risparmio sulle tasse da pagare nella dichiarazione dei redditi.

Ci siamo occupati nel precedente articolo di uno specifico esempio riguardante il calcolo della detrazione fiscale relativa alla sostituzione di infissi. In questa sede invece proviamo a calcolare l’effettivo risparmio sulle tasse derivante dalla sostituzione di sanitari o di caldaie.

Nel caso specifico per la Caldaia a condensazione che dovesse rispettare i requisiti richiesti dalla normativa di riferimento e la classe energetica richiesta sarà possibile richiedere il bonus energia del 65% mentre per il rifacimento dei sanitari sarà possibile richiedere l’agevolazione fiscale sotto forma della detrazione del 50% del costo sostenuto.

Come funziona la detrazione

Al rispetto di determinati requisiti potremmo portare in detrazione in 10 quote annuali di pari importo una percentuale del costo di acquisto sostenuto nell’anno oggetto di dichiarazione e nei 9 successivi secondo le modalità di calcolo e compilazione che vedrete nel seguito.

Cosa si intende per sanitari: quali spese sono agevolabili

Nell’ambito della ristrutturazione edilizia di un appartamento nella stragrande maggioranza dei casi sono presenti anche interventi mirati alla sostituzione o ristrutturazione dei sanitari che possono prevedere talvolta anche la sostituzione di una caldaia, magari con una che rispetta i requisiti per ottenere anche le agevolazioni fiscali previste per il risparmio energetico. La sostituzione dei sanitari, chiarisco fin da subito, rientra nell’ambito delle agevolazioni previste per le ristrutturazioni edilizie come opere di manutenzione straordinaria. Queste opere anche per l’anno di imposta 20202 sono agevolate fiscalmente mediante il meccanismo della detrazione fiscale di una percentuale del costo sostenuto.

Gli interventi di ristrutturazione dei sanitari possono avere ad oggetto sia la sostituzione del bagno, del bidet, della doccia o dei lavandini ma anche quella della sostituzione di nuove tubature.

Dal punto di vista della tipologia dei costi che godono delle agevolazioni fiscali possiamo affermare che nella definizione di costi vi rientrano sia le spese di progettazione come per esempio eventuali onorari sostenuti per pagare la parcella dell’architetto del geometra. Vi rientrano anche eventuali spese di asporto e imballaggio, come anche gli eventuali costi sostenuti per la posa in opera dei sanitari.

Calcolo detrazione fiscale rifacimento e sostituzione sanitari

Supponiamo di aver speso 8.000 euro per la sostituzione dei sanitari comprensivi di spese di progettazione, trasporto, imballaggio, posa in opera. Questi costi sono detraibili per il 50% per cui avremo che l’importo detraibile è pari a 8.000 euro X 50% = 4.000.

L’importo detraibile viene diviso in 10 quote costanti di pari importo per cui 4.000 : 10 = 400 euro annue.

Calcolo detrazione fiscale sostituzione caldaia

Supponiamo di aver spese 2.000 euro per la sostituzione dei sanitari comprensivi di spese di progettazione, trasporto, imballaggio, posa in opera. Questi costi sono detraibili per il 65% per cui avremo che l’importo detraibile è pari a 800 euro X 65% = 520.

L’importo detraibile viene diviso in 10 quote costanti di pari importo per cui 4.000 : 10 = 400 euro annue.

Compilazione della dichiarazione dei redditi sostituzione sanitari

Premesso che questi importi dovreste trovarli proposto all’interno della vostra area riservata di fisconline o dell’agenzia delle entrate dove potete scaricarvi il vostro 730 pre-compilato. Stante questo sappiate che dovrete indicare all’interno del quadro e o Re della dichiarazione dei redditi sezione III A che prende il nome di spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio . Dovrete compilare il rigo E41 indicando l’anno in cui avete sostenuto la spesa in colonna 1. Poi indicherete il numero della rata che state indicando nella dichiarazione e in colonna 9 l’importo della spesa effettuata per il totale del lavoro. In colonna 10 il numero dell’immobile su cui state beneficiando della detrazione fiscale.

Nella sezione III B indicherete i dati catastali dell’immobile su cui avete effettuato i lavori di ristrutturazione e recupero.

Compilazione della dichiarazione dei redditi sostituzione caldaia

Premesso che questi importi dovreste trovarli proposto all’interno della vostra area riservata di fisconline o dell’agenzia delle entrate dove potete scaricarvi il vostro 730 pre compilato. Stante questo sappiate che dovrete indicare all’interno del quadro E o RE della dichiarazione dei redditi sezione IV che prende il nome di spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio.

Nel rigo E61 invece andremo a indicare la tipologia dell’intervento sostenuto, in questo caso il numero “4“, l’anno in cui è stata sostenuta la spesa, Il numero della rata che si sta portando in detrazione fiscale nell’anno di imposta oggetto di dichiarazione. Se dovessimo fare un ulteriore esempio potremmo supporre che questi interventi sono stati sostenuti nel 2017. Nella dichiarazione dei redditi 730/2018 andremo a indicare la rata numero “1”, Nel 730/2019 e relativo all’anno d’imposta 2018 andremo indicare il numero “2”.

Nella colonna “importo” speso invece andremo ad indicare il totale della spesa sostenuta che, nel nostro caso, è pari a € 8.000.

Riferimento normativo detrazione fiscale sostituzione caldaia e sanitari

La legge di riferimento che ecceda la possibilità di sfruttare l’agevolazione fiscale è la L. 296/2006, comma 347, riguardante proprio la sostituzione della caldaia. La norma agevolativa invece che ci consente di portare nella detrazione fiscale questi costi è l’articolo 16-bis del Tuir che recita:

1. Dall’imposta lorda si detrae un importo pari al 36 per cento delle spese documentate, fino ad un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 48.000 euro per unita’ immobiliare, sostenute ed effettivamente rimaste a carico dei contribuenti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, l’immobile sul quale sono effettuati gli interventi:

  • a) di cui alle lett. a) b), c) e d) dell’articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale di cui all’articolo 1117 del codice civile; (manutenzione ordinaria per lavori condominiali)
  • b) di cui alle lettere b), c) e d) dell’articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, effettuati sulle singole unita’ immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali, e sulle loro pertinenze; (Manutenzione straordinaria su singole unità catastali)
  • c) necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, ancorché non rientranti nelle categorie di cui alle lettere a) e b) del presente comma, sempre che sia stato dichiarato lo stato di emergenza, anche anteriormente alla data di entrata in vigore della presente disposizione;
  • d) relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali anche a proprietà comune;
  • e) finalizzati alla eliminazione delle barriere architettoniche, aventi ad oggetto ascensori e montacarichi, alla realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia adatto a favorire la mobilita’ interna ed esterna all’abitazione per le persone portatrici di handicap in situazione di gravita’, ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della Legge 5 febbraio 1992, n. 104;
    f) relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi;

Proroga Bonus Mobili e Arredi 2020

La Legge di Bilancio 2020 ha previsto, come anticipato già nel consiglio dei Ministri del 16 ottobre 2019 la Proroga delle Detrazione Fiscali IRPEF sugli interventi di ristrutturazione e riqualificazione energetica degli edifici e case compreso anche ed il bonus mobili e arredi e viene introdotte il “bonus facciate” per il rifacimento delle facciate degli edifici.

Oltre a questo la Manovra di Bilancio 2020 introduce anche altre proroghe ed il nuovo bonus facciate. Al fine di favorire infatti gli investimenti sul patrimonio edilizio, anche per aumentare la resilienza e sostenibilità  sono prorogate le agevolazioni fiscali e gli incentivi sulle ristrutturazioni attraverso:

  • Proroga al 31 dicembre 2020 della detrazione per gli interventi di ristrutturazione edilizia al 50 per cento (da suddividere in 10 quote  annuali).
  • Proroga al 31 dicembre 2020 della detrazione al 50 o 65 per cento per gli interventi di efficienza energetica come l’installazione di pannelli solari, di impianti dotati di caldaie a condensazione almeno in classe A con sistemi di termoregolazione evoluti, di micro-cogeneratori,  di dispositivi per il controllo da remoto degli impianti (da suddividere in 10 quote annuali), anche per gli immobili degli Istituti autonomi  per le case popolari
  • Proroga per il 2020 della detrazione per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe energetica elevata finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione
  • Introduzione per il 2020 di una detrazione dell’90% per la ristrutturazione delle facciate esterne degli edifici  (“Bonus facciate“)

Per il Bonus Mobili e arredi la detrazione fiscale IRPEF spettante è sempre pari al 50% della spesa sostenuta fino ad un massimo di spesa di euro 10.000. Il totale dei 10 mila euro deve essere riferito non al singolo acquisto ma al complesso delle spese sostenute in mobili e arredi. spese. La detrazione è suddivisa in dieci quote annuali costanti.

Nel caso in cui si voglia beneficiare dell’agevolazione fiscale su lavori iniziati nel 2019 ma i cui mobili arredi sono stati o si acquisteranno nel 2020 il tetto dei 10 mila euro deve considerare e quindi essere nettato di eventuali spese sostenute nel 2019 laddove per queste si sia già beneficiato del bonus. In poche parole non abbiamo 10 mila euro per ciascun anno di imposta come potrebbe essere logico pensare ma i 10 mila euro sono riferiti all’intervento nel suo insieme anche se a cavallo di due anni.

Bonifico parlante: Come pagare i lavori

Ci siamo già occupati delle modalità di pagamento che nel caso sia delle ristrutturazioni edilizie sia del risparmio energetico sono particolari in quanto prevedono l’obbligo di effettuare il pagamento attraverso il bonifico parlante. Il bonifico parlante si sostanza in un versamento tramite home banking o tramite la propria banca allo sportello in cui andremo ad indicare che il pagamento fatto alla ditta o all’idraulico o ad altro soggetto viene effettuato proprio per beneficiare delle agevolazioni fiscali ai fini IRPEF.

Per questo motivo nel caso di costi per la sostituzione della caldaia con una a condensazione di classe non inferiore a quelle previste da normativa andremo ad indicare nella causale del bonifico l’articolo 16-bis del Tuir. Nel caso invece della sostituzione dei sanitari basterà indicare anche la L. n.296 del 2006, comma 347.

https://www.tasse-fisco.com/incentivi/esempio-detrazione-fiscale-sostituzione-infissi-finestre-calcolo-compilazione-risparmio-energetico/46593/

https://www.tasse-fisco.com/case/risttrutturare-casa-errori-da-evitar/12874/

https://www.tasse-fisco.com/case/cessione-credito-detrazioni-fiscali-irpef-risparmio-energetico-come-quanto/35547/


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