Doppio CUD o CU per cambio lavoro: Indicazione dati Conguaglio senza errori nella dichiarazione dei redditi 730

lavoratoriVediamo il caso in cui abbiate cambiato lavoro nel corso dell’anno e vi trovate a ricevere entro fine marzo due Certificazioni Uniche da due aziende diverse e vi trovate da una parte a verificare l’effettiva tassazione dovuta e dall’altra ad operare la corretta indicazione nella dichiarazione dei redditi 730 o Modello Unico.

Verifica Effettuazione del conguaglio

Per verificare in modo veloce se siete nei guai basta verificare la Certificazione Unica del secondo datore di lavoro e più precisamente i campi 531 e 532 della CU che, laddove compilati, stanno a significare che avete richiesto e vi hanno effettuato il conguaglio in busta paga a partire dalla prima del nuovo datore di lavoro. Questo naturalmente non significa che ve l’hanno fatto bene, ossia che vi hanno trattenute correttamente le ritenute, tuttavia probabilmente il conguaglio sarà molto piccolo o potrebbe essere anche a credito se, per esempio, avete delle detrazioni o deduzioni fiscali da utilizzare.

La mancanza della compilazione di questi campi sulla CU del secondo datore di lavoro si traduce nell’applicazione di minori ritenute nel corso del precedente anno di imposta il che significa che se avete avuto la sensazione di prendere di già quello che vi aspettavate ogni 27 del mese, la spiegazione risiede qui.

Richiesta conguaglio Irpef al nuovo datore di lavoro

Del resto con la nuova riforma delle tutele decrescenti (ops, scusate “crescenti”) il nuovo mercato del lavoro vede sempre più spesso avvicendamenti del posto di lavoro dopo poco tempo per cui è facile trovarsi nella situazione di aver cambiato datore di lavoro nel corso dell’anno. Come spesso accade non ho visto che non andate quasi mai dal nuovo datore di lavoro a chiedere all’ufficio del personale di tenere conto delle precedenti buste paga incassate nel corso dell’anno per richiedere il conguaglio Irpef. Così facendo capita che spesso che le buste paga del nuovo datore di lavoro siano insolitamente più alte di quello che ci si aspettava. Il problema nasce dal fatto che il nuovo datore di lavoro non considera quanto già avete percepito prima di entrare in servizio da lui e ci applica, se non ha diversa indicazione da voi, l’aliquota Irpef più bassa del 23%, che potrebbe essere minore di quelle che effettivamente vi potreste trovare a pagare a fine anno. La sorpresa del conguaglio IRPEF a debito nasce proprio da questo meccanismo.

In conclusione la convenienza a richiedere le operazioni di conguaglio alle risorse umane della nuova società può significare non commettere errori e non trovarsi strane sorprese a giugno o a novembre dell’anno successivo.

L’ulteriore errore che potreste trovarvi a fare è quello di non indicare correttamente i dati nel modello 730 (o anche il 730 pre compilato). Nel seguito vediamo come comportarci per evitare di commettere errori che vi esporrebbero a sanzioni amministrative. Nel frattempo vi posso inserire la tabella con gli scaglioni irpef che può aiutarvi a meglio comprendere se le ritenute applicate dai datori di lavoro (2 o più) nel corso dell’anno sono inferiori a quelle che probabilmente vi troverete a pagare a giugno.

Scaglio di reddito Irpef Aliquota Irpef (%) Imposta da pagare Irpef
fino a euro 15.000,00 23 23% sull’intero importo
oltre euro 15.000,00 e fino a euro 28.000,00 27 3.450,00 + 27% parte eccedente 15.000,00
oltre euro 28.000,00 e fino a euro 55.000,00 38 6.960,00 + 38% parte eccedente 28.000,00
oltre euro 55.000,00 e fino a euro 75.000,00 41 17.220,00 + 41% parte eccedente 55.000,00
oltre a euro 75.000,00 43 25.420,00 + 43% parte eccedente 75.000,00

Compilazione della dichiarazione dei redditi 730

Vediamo ora quali sono i campi da compilare e le modalità per non commettere errori. In prima battuta ero orientato a compilare i campi relativi ai redditi imponibili sommando quanto ma come vedremo nel seguito non è sempre così.

I campi da compilare sono i seguenti:

  • Nel rigo C1, se parliamo di contratti a tempo indeterminato dovrete inserire il codice 1
  • Nei righi successivi C1, C2, C3 dovrete indicare i vari redditi imponibili  nell’anno di imposta, indicando la tipologia del reddito in colonna 1 mentre in colonna 2 se trattasi di determinato (codice 2) o indeterminato (codice 1). Il reddito imponibile da indicare in colonna 3 lo troverete all’interno della certificazione unica in corrispondenza dei punti 1, 2, o 3 della CU.
  • Nel rigo dei C5 del quadro C redditi da lavoro dipendente dovrete indicare la sommatoria dei giorni per cui avete prestato servizio in entrambi i datori di lavoro
  • Nel rigo C9 dovrete indicare la sommatoria delle ritenute subite. A tal proposito se volete rendervi conto subito con una semplice stima di quanto vi avrebbero dovuto trattenere prendere la somma dei redditi imponibili indicati nei righi 1, 2, o 3 della CU e confrontateli con la somma delle ritenute subite ed indicate nelle CU al rigo 21. Fatevi velocemente il calcolo dell’Irpef da versare (per semplicità senza considerare eventuali detrazioni di imposta) e quello che risulta non trattenuto è quello ce probabilmente vi troverete a versare come conguaglio a saldo e in acconto per il prossimo anno.
  • Nel modello 730-4 dovrete indicare invece la sommatoria dei redditi di lavoro dipendente

Spero di avervi fornitori qualche chiarimento in più rispetto a prima. Vi invio poi leggere anche gli altri articoli gratuiti di approfondimento che vi aiuteranno a comprendere meglio come effettuare la compilazione della dichiarazione dei redditi senza errori e anche risparmiare sulle tasse di fine anno.

Lavoro dipendente più partita Iva

Discorso più complesso se avete invece sia un reddito da lavoro dipendente sia una partita Iva con cui fatturate regolarmente a cui cerco sempre di darvi qualche spunto utile e chiarimento con un articolo ad hoc

Doppio lavoro dipendente e con partita Iva 730 o Modello unico

Elenco detrazioni nel 730 2020 e dichiarazione dei redditi: guida fiscale ai costi e le spese per le tasse

Guida alle agevolazioni fiscali per i lavoratori dipendenti, detrazioni e deduzioni

Esempio calcolo tasse con due datori di lavori senza conguaglio IRPEF

Nell’esempio vediamo il caso di una persona che non ha chiesto il conguaglio IRPEF al secondo datore di lavoro e si è trovato una bella sorpresa a fine anno con le imposte da pagare. Il contribuente ha ricevuto una prima Certificazione unica sul primo lavoro di 20 mila euro con ritenute calcolate correttamente per 4.800. Poi ha interrotto il lavoro ed ha svolto fino a dicembre un secondo lavoro con una RAL di 15 mila euro e si è scordato di chiedere alla seconda società il conguaglio in busta paga. Ecco cosa avviene:

Reddito imponibile  Ritenute 
Prima certificazione Unica                      20.000,00       4800,00
Seconda certificazione                     15.000,00    3.450,00
Reddito cumulato                      35.000,00
Ritenute subite    3.938,00
IRPEF da versare –  9.620,00
Conguaglio a debito –  5.682,00
Reddito cumulato  35.000,00
Scaglio di reddito Irpef Imposta da pagare Irpef  Limite Minimo   Limite Massimo   Aliquota Irpef (%)   Imposte calcolate 
fino a euro 15.000,00 23% sull’intero importo             –      15.000 23%             3.450
oltre euro 15.000,00 e fino a euro 28.000,00 3.450,00 + 27% parte eccedente 15.000,00      15.000      28.000 27%             3.510
oltre euro 28.000,00 e fino a euro 55.000,00 6.960,00 + 38% parte eccedente 28.000,00      28.000      55.000 38%             2.660
oltre euro 55.000,00 e fino a euro 75.000,00 17.220,00 + 41% parte eccedente 55.000,00      55.000      75.000 41%                  –
oltre a euro 75.000,00 25.420,00 + 43% parte eccedente 75.000,00      75.000 43%                  –
 Totale Imposte Lorde  Totale imposte Lorda              9.620
 Aliquota effettiva 27%

 

Due Lavori nell’anno: Calcolo tasse, cosa fare nella dichiarazione dei redditi

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