REDDITOMETRO: Come superare i controlli del fisco
Il redditometro è uno strumento utilizzato dal fisco che con il nuovo software sul redditometro per rideterminare il reddito prodotto imponibile (e talvolta anche non dichiarato) ponendo sotto controllo le spese del contribuente significative per il redditometro dei beni di proprietà del contribuente e le spese sostenute nel periodo di imposta annuale oggetto dell’accertamento sintetico arrivando a ricostruire la storia dei beni, i vari trasferimenti interni alla famiglia, fino ad arrivare a stimare un reddito minimo presunto sul quale calcolare un imposta da versare ed un reddito minimo accertabile.
Fino ad oggi l’amministrazione finanziaria aveva la possibilità di intraprendere un accertamento fiscale sintetico laddove avesse rilevato uno scostamento superiore al 25% del reddito minimo per due anni, oggi tale scostamento scende ad un quinto e quindi al 20% (con la manovra economica 2010 DL 78/2010 sono apportate importanti modifiche).
Cosa cambia dal 2010
Dal 2010 cambiano alcune regole e parametri per entrare sotto la lente del fisco: superate del 20% il reddito minimo presunto per una sola annualità e il fisco potrà accertare il maggiore reddito e quale punto sarete voi a dover dimostrare che avavate la capacità redituale che vi permetteva di mantenere i vostri beni in quanto l’onere della prova è a vostro carico.
CALCOLA IL TUO REDDITOMETRO = qualora volessi conoscere il tuo reddito minimo accertabile dal fisco inviaci una mail e ti richiederemo i dati per conoscere il tuo reddito minimo Iniziamo con il dire che il redditometro non può prendere in considerazione nel caso di professionisti con partita iva i beni strumentali del professionista che destina alla propria attività (acquisto di uffici, auto, mobili e arredi, yacht di lusso, imbarcazioni, macchinari, utensili, ecc ecc ). Altrimenti potete anche utilizzare il nuovo software sul redditometro prediposto dall’agenzia delel entrate per il calcolo.
In questo caso l’acquisto di beni non influisce sul redditometro in quanto non rappresenta un “incremento patrimoniale” ai fini della determinazione sintetica del reddito (cfr. art. 38, c. 5, DPR 600/1973 e Circ.n. 49/E/2007 e art. 2, c. 2 del DM 1992). In tal modo sono esclusi ai fini del redditometro i beni destinati esclusivamente all’attività di impresa o all’esercizio di arti o professioni. Il contribuente però dovrà dimostrare di utilizzare con idonea documentazione ed evidenze probanti che i beno sono destinati esclusivamente, ma questo risulta agevole.
Per potere superare indenni il redditometro sui beni o le spese al centro dei controlli è necessario documentare la capacità del soggetto di acquistare e mantenere i beni nel periodo di imposta oggetto di accertamento. Se il fisco accerta con il redditometro 50.000 euro di reddito, basterà dimostrare che si avevano disponibilità liquide di pari importo sul conto corrente bancario.
Guida per superare i controlli dell’Agenzia delle Entrate con il redditometro
In primis il reddito minimo accertabile dal fisco potrebbe essere costituito da redditi esenti o che hanno scontato l’imposta a valle sotto forma di ritenute alla fonte. Inoltre sarà sufficiente dimostrare che lo scostamento non è del 20% ma di una percentuale inferiore e pertanto l’agenzia non avrebbe titolo a procedere alla determinazione del nuovo reddito imponibile. Oppure si potrà dimostrare che si è avuto un finanziamento con redditi diversi da quelli sotenuti nello stesso periodo di imposta esenti o che hanno scontato imposte sotto froma di ritenute alla fonte o comunque esclusi dalla formazione del reddito imponibile perchè magari esenti come BOT CCT e oppure tassati separatametne come i reggiti agricoli o forfettariamente.
Potrete poi dimostrare di non essere i proprietari dei beni indice che l’agenzia vi attribuisce in tal mondo facendo diminuire il reddito minimo (per beni indicie indichiamo le abitazioni, case vacanze, autovetture, imbarcazioni, contributi previdenziali versati alle colf, eventuali polizze assicurative, yacht, ecc.).
Con il nuovo redditometro 2011 vi consigliamo di prendere analizzare le nuove spese e gli indicatori sotto controllo del Fisco ai fini del redditometro. Oppure potrete dimostrare che le spese sono state sostenute da terzi attraverso la certificazione di donazioni come parenti o genitori (anche se ci sembra difficile che una donazione o un regalo da parte del padre o della madre sia certificato, al massimo potemmo farlo emergere da un bonifico bancario).
Oppure potremmo portare come evidenza della nostra maggiore capacità reddituale che ha giustificato e che giustifica il sostenimento delle spese che formano il paniere del redditometro anche dei disinvestimenti in titoli azionari, fondi comuni di investimento, liquidazione del Tfr, e anche indebitamenti.
Un ultimo osservazione importante riguarda i tempi per la produzione di queste prove: se non fate in tempo nei 30 o nei 60 giorni ricordatevi che le prove possono essere prodotte anche durante il processo.
Inoltre vi ricrdo che con il nuovo redditometro l’invito preventivo al contradditorio da parte del fisco è obbligatorio (cfr art. 22 del DL 78 del 2010)
CALCOLA IL TUO REDDITOMETRO= qualora volessi conoscere il tuo reddito minimo accertabile dal fisco inviaci una mail e ti richiederemo i dati per conoscere il tuo reddito minimo Consulta anche gli altri articoli che abbiamo pubblicato in passato sull’argomento redditometro, sullo scudo fiscale e sul tratamento delle proroeità all’estero.Altrimenti potete anche utilizzare il nuovo software sul redditometro prediposto dall’agenzia delel entrate per il calcolo.
CONSULTA LE TABELLE REDDITOMETRO 2011 per capire quali potrebbero essere le spee oggetto di controllo.
Nuovi Studi di Settore
Vi segnaliamo la versione definitiva dei nuovi studi di settore che rappresentano anch’essi un importanto e criticato strumento di lotta contro l’evasione anche se dovrebbero essere perfezionati in quanto in quanto partono da presupposti sbagliati e vi spiego il perchè: gli studi di settore, detto in poche parole misurano la congruità e la coerenza dei ricavi del contribuente su base annua in relazione al settore di attività identificato da alcuni codici (detti codici atecofin). Se i propri ricavi sono in linea con gli studi di settore il contribuente difficilmente viene accertato, ossia sottoposto a verifica da parte del fisco. Se si è sotto i valori deifniti dagli studi di settore è possibile adeguarsi pagando la maggiore imposta sui ricavi non conseguiti per mettersi in regola.
Qualcuno la potrebbe chiamare come una indulgenza che il fisco concede per restare in linea con il mercato, qualcun altro lo potrebbe anche chiamare un mini condono ad personam annuale, ma quello che più stupisce è che qualora il contriubene decidesse di aumentare i propri costi fittizziamente ed contemporaneamente i propri ricavi raggiungerebbe la congruità e la coerenza senza riducendo al contempo il rischio di essere accertati neutralizzando totalmente l’effetto e la funzione dei ricavi di settore e modificando al contempo i valori medi che alimentano gli studi di settore per l’anno successivo.
Un contribuente quindi che realmente (e ce ne sono credetemi) che non riesce a raggiungere i ricavi considerati congrui e coerenti secondo i cluster degli studi di settore sarebbe maggiormente penalizzato rispetto a chi illegalmente aumenta artificiosamente la propria contabilità, segno che lo strumento è ancora ottimizzabile perchè potrebbe provocare distorsioni nel sistema.
In attesa del nuovo provvedimento attuativo per l’introduzione del nuovo Redditometro 2011 del fisco di cui al DL 78/2010 art. 22 che dovrebbe disciplinare il nuovo redditometro specificatamente vi consigliamo di leggere gli altri articoli dedicati all’accertamento.
Aggiornamento maggio 2010: nel nuovo redditometro 2011 entrano anche altri indicatori di capacità reddituale che sono considerati buoni inidcatori del reddito minimo presunto e reddito minimo accertabile come a titolo esmplificativo le minicar ed i centri benessere.
Aggiornamento 25 ottobre 2011: il nuovo redditometro ricalca nella sostanza le stesse modalità applicative e lo stesso ragionamento fino ad oggi utilizzato. Elemento sostanziale di diversità è rappresentato dalla nascita di 11 gruppo rappresentativi dei nuclei familiari italiani come coppie coniugate, coppie o single differenziati in base all’età, alla presenza o meno di figli e al numero di figli. permangono anche i correttivi in base all’ubicazione degli immobili e le residneze primarie e secondarie tra nord e sud.
Leggi anche le domande e le risposte sul redditometro dei lettori.
Scarica il software sul redditometro
PS: Per alcuni di voi c’è solo un piccolissimo problema….dovete inserire i vostri dati anagrafici e vi sarà rinviato il calcolo.
Auto e Redditometro
Spese e redditometro
Come difendersi dal Redditometro
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Salve,
ma allora una persona che alla mattina lavora part time ed il pomeriggio lavora in nero per sbarcare il lunario e pagarsi un affitto sarà bastonata?
E magari gli imputeranno anche un reddito piu’ elevato di quello vero!!!
AI C’E’ IL RISCHIO DI COLPIRE I MORTI DI FAME!!
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LikeCerto lavorare in nero non e’ comunque lecito nonostante lenti alita siano meritevoli di tutela, non lo metto in dubbio, ma stia tranquilla che il fisco non ha interesse e non può impiegare le sue energie a colpire e cercare coloro che per arrotondare evadono somme non rilevanti. Sicuramente quando la macchina amministrativa sara’ perfetta e la
Tassazione più agevola enormi soffocante allora anche impiccolissimo evasori avranno interesse ad emergere.
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LikeCiao a tutti, sono un dipendente statale, ho venduto nel 2007 un auto e, nell’attesa di trovarne un’ altra di mio gradimento e a buon mercato ho provvigionato qualche risparmio in piú. Fino ad oggi in cui ho trovato l’auto, un 3000 di cilindrata del 2007 a 19000 euro. Potendo dimostrare con documentazione la vendita della precdente a 15000 euro. Il redditometro potrebbe creare problemi? Grazie
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LikeCiao Paolo,
assolutamente no, sempre che il tuo reddito sia pari a zero e le tue disponibilità in banca anche, allora il fisco si potrebbe porre la domanda su come fai a mantenrre una macchina del valore di mercato di 19.000 euro. Ricordo comunque che la mera disponibilità di un’auto anche di grossa cilindrata o di altri beni alimenta solo un reddito minimo da dimostrare di produrre. Esempio la tua macchina per il fisco sarà la dimostrazione che tu almeno percepisci un reddito di X mila euro e su quelli pagherai delle imposte. se mi dai acnhe la potenza in cavalli fiscali ti posso dire a titolo di esempio quale sarà il tuo reddito minimo accertabile.
Ma non dobbiamo pensare che se un contribuente ha un’auto di grossa cilindrata è sotto gli occhi del fisco e sta per essere accertato.
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LikeSalve, l’auto in questione ha 160 kw.
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LikeSalve,
La mia ragazza dopo 7 anni di risparmi regolari ha una disponibilità sul suo conto di circa 50.000 euro, nei prossimi
giorni si accinge all’acquisto di un’auto del valore di 36.000
e 2000 di cilindrata. Attualmente ha un lavoro part-time con
un reddito ovviamente più basso e pari a 550 euro netti.
Considerando che vive e risiede nella casa di campagna dei suoi
genitori a costo zero e non ha mutui o finanziamenti in corso,
può avere problemi? Grazie mille
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LikeCiao Fabio,
No, l’importante è che sia in grado di dimostrare la propria disponibilità sul conto corrente o come scritto nel corso dei diversi commenti o negli aggiornamenti che inserisco negli articoli altra forma di reddito che copra il reddito ricostruito e stimato in base alle spese.
Saluti,
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Likesalve,premetto che e’ stato notificato un atto di accertamento per l’anno 2007/2008 al mio nucleo familiare per avere acquistato nel 2007 un autovettura di 23 cv fiscali (2500 cc) a gasolio del valore di 32000,comprata interamente a rate senza anticipo in 84 mesi.
noi abbiamo comunque giustificato all’agenzia delle entrate di Rapallo(ge) l’acquisto con la presenza nell’anno 2007 di fondi liquidi sul conto di euro 16000 ed in piu’ un reddito familiare di euro 21000. in piu’ abbiamo calcolato con il ragioniere le effettive spese di gestione e di consumo dell’auto per i km percorsi,risultanti intorno ai 2300 euro annui tutto compreso(ass.gasolio bollo).MORALE della favola ci e’ arrivato il nuovo atto di accertamento riferito al 2008 che ci contesta il mantenimento che in base ai loro coefficienti risult, per un mezzo a gasolio di 23 cv fiscali,essere di euro 39700 piu’ i 46 mq della casa che mio suocero ci da’ in uso gratuito.reddito richiesto per l’anno 2008 essere di 43860 euro a fronte di un dichiarato di 22000.
mia moglie in quell’anno aveva finito la maternita’ obbligatoria ed e’ stata licenziata per incompatibilita’ degli orari,quindi ha avuto solo reddito inps al 30% per 6 mesi.
SIGNORI MIEI QUESTO SI CHIAMO FAS…mo……..
se non ci credete posso fornire la ns documentazione.
p.s. abbiamo una bimba di 8 mesi e un bimbo di 5 anni,non usufruiamo delle agevolazioni familiari neanche per l’asilo o medicinali.
ORA CI CHIEDONO PIU’ DI 9000 EURO PER IMPOSTE EVASE(presunte!!) PIU’ OVVIAMENTE IL 20% CHE CI RICHIEDERA’ L’INPS PER L’ECCEDENZA.
PARLIAMO ANCHE DELLE PARCELLE AI PROFESSIONISTI PER DIFENDERCI?
SIAMO INDIGNATI PERCHE’ VIENE PIU’ COMODO SPAVENTARE I POVERI CHE CHIEDERE AI RICCHI.
I RICCHI USANO IL NOLEGGIO.
NOI NON CE LO POSSIAMO PERMETTERE.
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LikeBuongiorno Carlo,
la sua situazione rappresenta la situazione tipica di chi purtroppo rientra nei parametri del redditometro pur non evadendo. In questo caso comunque, sempre che l’agenzia delle entrate non si renda conto, sulla base della documentazione che lei purtroppo dovrà fornire, che nel suo caso il reddito ricostruito è coperto dalla capacità reddituale di cui dispone, ma dubito a meno che non troviate dei funzionari che valutino non conveniente rischiare con lei il contenzioso.
Se dovessimo sposare lo strumento accertativo del redditometro dovremo implicitamente dare una funzione “educativa” del Fisco che non mi sembra di rintracciare in alcun testo universitario e post universitario studiato. Mi permetta di dire che, secondo il mio modesto e singolare modo di gestire le mie “finanze”, sarebbe stato difficile e non conveniente acquistare un’auto con quelle modalità, con due figli a carico, reddito contenuto in assenza di una abitazione non di proprietà. Sottolineo che questo è il mio modo ed è il mio stile di vita, che non ha la presunzione di essere il migliore o il più corretto e soprattutto non ritengo giusto che qualcuno mi possa dire come devo impiegare le mie disponibilità, quale debba essere la mia propensione al rischio perchè 18 anni li ho compiuti da tempo ormai e con questo sono d’accordo pienamente con lei.
Per questo le consiglio e ritengo che, se riesce a spiegare e giustificare i consumi dell’automezzo, abitazione figli e ricostruisce in modo ragionevole tutte le sue spese dell’anno rispetto alle sue entrate dichiarate, può presentare ricorso in modo trasparente e difendersi tanto in prima che in secondo grado.
Il Giudice Tributario saprà stabilire e giudicare correttamente documentazione alla mano.
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Likesalve, io nel 2007 ho acquistato una vettura 3200cc a benzina del 2003
ci faccio circa 4 mila km all’anno
d’inverno blocco pure l’assicurazione, vorrei sapere se: in caso di accertamento con redditometro posso fornire la documentazione che dimostra lo scarso utilizzo appunto con il documento che mi rilascia l’assicurazione quando le riporto il tagliandino(per bloccarla vogliono sempre indietro il tagliandino che si espone su parabrezza)in quanto dichiaro come reddito 25 mila euro l’anno ,(non ho famiglia e sto con i genitori) e presumo che per tenere quella macchina, lo stato pretenda un reddito di 35 e oltre mila euro l’anno…grazie john
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