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Tassazione Agevolata Fondi Pensione Aperti, Negoziali, Collettivi, Chiusi: calcolo e indicazione nel 730

 Nel seguito vediamo le agevolazioni fiscali concesse alla tassazione dei diversi tipi di fondi pensione complementari, aperti, chiusi, esteri e Italiani negoziali e non che abbiamo a disposizione per avere un quadro di sintesi pratico su cui poter ragionare anche al fine di effettuare una valutazione di comparabilità e di convenienza rispetto alle offerte che si vedono on line.

Già avete avuto modo di leggere l’articolo di approfondimento dedicato alla tassazione delle rendite finanziarie dove avete trovate un perimento più ampio di applicazione di questa valutazione. Qui ci rivolgiamo all’area dei fondi pensione complementari di tipo aperto. In calce allo stesso vedremo poi come si effettua la compilazione della dichiarazione dei redditi e quali detrazioni spettano al soggetto che sottoscrive un fondo pensione complementare. Infine vedremo un esempio di tassazione del provento percepito rispetto alla rendita ottenuta dal fondo e anche dove si indicheranno i contributi versati che danno diritto alla deduzione del contributo versato a forme di previdenza complementare.

Fondo pensione aperto: cos’è e come funziona

Il fondo pensione aperto è una forma investimento nella previdenza complementare che ha come obiettivo quello di integrare il trattamento pensionistico. Può costituire anche una forma di pensione per i vostri familiari o persone da indicare specificatamente. L’obiettivo è quindi quello di costituirsi una rendita futura spendibile in diversi modi e per far fronte a diversi imprevisti che sono definiti preliminarmente. Nè sono un esempio l’acquisto di casa per i figli, la pensione di reversibilità per il coniuge o i familiari, la ristrutturazione della prima casa, il pagamento dei contributi per riscatto della laurea o per pagare la pensione anticipata, etc. Mi viene in mente la possibilità di recente data per la RITA ossia la possibilità di richiedere una rendita integrativa qualora vi manchino meno di 5 anni e 20 anni di contribuzione per andare in pensione.

E’ naturalmente una forma di investimento alternativa a quella più speculativa del mondo azionario o obbligazionario anche se un fondo aperto potrebbe replicarne la stessa rischiosità. I fondi pensione aperti possono essere istituiti presso banche, imprese di assicurazione, società di gestione del risparmio (Sgr) e società di intermediazione mobiliare (Sim).

Se il fondo va male chi risponde? Nessuno perché il fondo pensione aperto è un patrimonio separato e autonomo da quello della banca che l’ha istituito. Il valore delle quote ed il patrimonio non sarà utilizzato per ripagare i creditori nè eventuali i diritti vantati da loro vantati in caso di fallimento del fondo.

Può essere sottoscritto attraverso il versamento del proprio trattamento di fine rapporto aziendale TFR sulla base degli accordi collettivi aziendali a cui corrisponde sempre anche se in misura diversa da azienda ad azienda, una quota versata anche dalla propria azienda in misura percentuale. In genere maggiore  sarà la quota versata nel fondo maggiore sarà anche quella versata dall’azienda.

Chi può aderire al fondo pensione aperto

Il fondo pensione aperto è accessibile a tutti i potenziali aderenti, non vi sono preclusioni iniziali all’accesso basate su caratteristiche personali. al più ci possono essere dei lotti minimi. Basta sottoscrivere e pagare le quote nella sostanza. Da sapere che i lavoratori pubblici possono aderire solo ai fondi aperti su base individuale mentre è esclusa la possibilità di aderire a quelli in forma collettiva che invece sono molto comuni nelle aziende private.

Come aderire al fondo pensione aperto

L’adesione può avvenire o presso la stessa banca che lo ha istituito o presso una sua filiale o anche interessando broker o agenzie specializzate. Se trattasi invece di adesione ad un fondo proposto da un azienda sarà la stessa a rendere disponibili i carteggi, fogli informativi moduli di adesione etc per procedere alla sottoscrizione da parte del dipendente.

Fondo pensione negoziale

I fondi pensione negoziali sono forme pensionistiche complementari costituite in base all’iniziativa delle parti sociali, regolamenti aziendali, accordi fra lavoratori autonomi o liberi professionisti promossi dai sindacati o dalle associazioni di categoria. Nel settore del lavoro dipendente, i fondi pensione negoziali sono rivolti ai lavoratori appartenenti ad aziende, gruppi di aziende o enti, settori o categorie o comparti per i quali trova applicazione il contratto collettivo o l’accordo stipulato. A questa tipologia appartengono anche i fondi pensione cosiddetti territoriali, istituiti cioè in base ad accordi tra datori di lavoro e lavoratori appartenenti a una determinata zona o area geografica

Il fondo pensione negoziale è un’altra forma di previdenza complementare di natura privata analoga a quella dei fondi aperti senza però scopo di lucro  nell’ambito della contrattazione collettiva. Al pari di quanto osservato per quelli aperti il fondo è un ente giuridicamente autonomo per cui il patrimonio dei sottoscrittori è distinto in caso di fallimento del fondo ed eventuali creditori non potranno vantare diritti verso di questi.

Ogni fondo è suddiviso in sotto conti individuali intestati a ciascun aderente. I contributi versati al fondo previdenziale sono ugualmente investiti custodite presso una banca o altro istituto autorizzato che provvederà ad investirli secondo le indicazioni contenute nel prospetto informativo.

Quali sono i rendimenti dati dal fondo?

Non vi sono dei rendimenti minimi garantiti dal fondo. La performance dipenderà dall’andamento dei titoli sottostanti e costituenti il fondo pensione. La redditività sarà data differenza tra la somma dei costi sostenuti per la sottoscrizione (costi di negoziazione e gestione sottoscrizione o altri nomi date alle fee che si intasca la banca) e i rendimenti. Con la nuova Mifid II i costi di gestione e negoziazione dovranno essere messi in chiaro e riepilogati in modo da mettere in condizione il sottoscrittore di valutare attentamente la performance del fondo. E’ molto importante non consultare solo i rendimenti ma effettuare un’analisi dell’eventuale utile o perdita prodotta dal fondo considerando anche i costi.

Sarà molto importante anche considerare le diverse linee di investimento proposte per diversi fondi. C’ sta la linea aggressiva, bilanciata, obbligazionari, serena o altri nomi che contraddistinguono la composizione dello stesso e il rischio sottostante. Solitamente nell’ambito di un investimento di lungo periodo si predilige un tasso di rischiosità maggiore per cui un maggiore peso dell’azionario rispetto ad obbligazioni e titoli di stato. Nel corso del periodo è possibile sia la variazione della quota di contributi da versare sia la modifica della linea di investimento.

Sono molti importanti quindi, anche se spesso scritte con un carattere minuscolo le schede dei costi del fondo e le informazioni chiave per l’aderente contenute nel modulo di sottoscrizione.

Elenco Rendimenti Fondi Pensione Aperti 2017

Mi raccomando poi di non perdere l’elenco con la scheda dei costi perchè potreste avere diverse sorprese: -)

ISC_aggregati_31_12_2018

Anticipazione Fondo pensione: Quando posso riavere le somme versate e i rendimenti

Il periodo minimo per richiedere accredito delle somme o meglio, l’anticipazione delle somme versate sono cinque anni dal primo versamento. Sarà possibile richiedere il 100% dei versamenti effettuati comprensivi dei rendimenti e al netto dei vari costi sostenuti. Sarà possibile richiedere in alternativa fino al 50% dei soli contributi versati mentre la restante parte sotto forma di rendite periodica. In alternativa il 100% del capitale versato a patto che il 70% del montante accumulato sia inferiore alla rendita annua offerta dall’assegno sociale.

Vi sono poi delle casistiche definite che danno diritto a delle anticipazioni per far fronte ad eventi straordinari o particolari come

  1. fino al 100% della prestazione totale in caso di invalidità permanente;
  2. fino al 100% della prestazione totale in caso di inoccupazione superiore ai 48 mesi dimissioni o licenziamento, decesso dell’aderente;
  3. fino al 75% del capitale versato per spese sanitarie straordinarie per interventi ovvero terapie proprie o dei propri familiari. In questo caso la tassazione delle anticipazioni resta agevolata per cui la tassazione non sarà quella agevolata del 20% ma sarà quella compresa tra il 9% ed il 15% variabile in funzione, come anticipato prima, degli anni di adesione e versamento al fondo. Le richieste possono essere anche più di una per percentuali inferiori;
  4. fino al 75% del capitale versato per acquisto e ristrutturazione della prima casa di abitazione propria o per i familiari. Sarà possibile procedere alla richiesta di anticipazioni non prima degli 8 anni dal primo versamento. La tassazione del rendimento in questo caso sarà pari al 23% della somma riscossa. Le richieste possono essere anche più di una per percentuali inferiori;
  5. fino al 50% della prestazione totale in caso di inoccupazione non inferiore a 12 mesi e inferiore a 48 mesi. Per inoccupazione deve intendersi anche cassa integrazione ordinaria o straordinaria. La tassazione in questo caso varia tra il 15% e il 9%. Tanto maggiori sono gli anni di adesione tanto minore sarà l’aliquota applicata.
  6. fino al 30% del capitale versato per motivi personali e familiari e non prima di 8 anni dal primo versamento. La tassazione del rendimento in questo caso sarà pari al 23% della somma riscossa. Le richieste possono essere anche più di una per percentuali inferiori;

Per altri casi di anticipazione vi rimando all’articolo che scrissi tempo fa sull’argomento

Tassazione del fondo: agevolazioni fiscali

La tassazione agevolata consiste nella deduzione fiscale ai fini IRPEF dal reddito imponibile (non detrazione fiscale direttamente dall’imposta intendiamoci) nella misura massima per ciascun anno di imposta pari a 5.164,57 euro. Inoltre i rendimenti prodotti dal fondo sono tassati con imposta fissa pari al 20% al momento dell’erogazione anziché del 26% come per la maggior parte dei rendimenti offerti dalle altre rendite finanziarie.

Laddove invece si attendesse la pensione complementare apportata da questi prodotti finanziati allora il risparmio sarebbe maggiore in quanto l’aliquota agevolata si collocherebbe in un intervallo tra il 15% e il 9%. CI si avvicinerà all’aliquota più bassa tanto maggiori saranno gli annidi adesione al fondo.

le anticipazioni o i riscatti della posizione individuale per far fronte a spese impreviste personali o familiari sono tassati con un’aliquota agevolata che varia tra il 15% al 9% in base al numero di anni di partecipazione; per alcune tipologie di richieste (ad esempio l’anticipazione per ristrutturare o acquistare la prima casa di abitazione o il riscatto a seguito di dimissioni e licenziamento) si applica l’aliquota del 23 per cento.

Successione del fondo pensione aperto: Cosa succede se muore prima della pensione

Il rendimento offerto dal fondo ossia la prestazione caratteristica si sostanzia nell’erogazione della pensione al sottoscrittore, ad un suo familiare o, coniuge o altra persona da nominare anche in data successiva alla sottoscrizione. Nel caso di premorienza del sottoscrittore pagatore sarà possibile per gli eredi avere la pensione di reversibilità con l’accettazione dell’eredità dagli eredi o dalle persone designate.

Quale fondo pensione scegliere: come si effettua la selezione

Costituire una pensione integrativa è una scelta a mio avviso obbligatoria nel senso che se provate a vedere le simulazioni della vostra pensione sul sito dell’INPS immagino che dopo l’effetto immediato di vedere incrementare i vostri battiti cardiaci e diventare rossi dalla rabbia dovreste realizzare che il potere di acquisto potrebbe essere molto contenuti. Basti pensare a quello che potrebbe costare un’assistenza, infermiera cure o anche semplicemente case di cura al mese per rendersi conto che saremmo poveri.

La domanda da porsi quindi non è SE aderire ad un fondo previdenziale o meno MA capire quale fondo scegliere.

I fattori di scelta sono principalmente la vostra eta è i vostri obiettivi futuri. Se avete in mente un orizzonte di breve periodo e già sapete che tra 5 o 10 anni dovrete richiedere una anticipazione sarà preferibile concentrarsi su fondi che consentono di aderire a linee con un profilo di rischio contenuto e con minore peso azionario rispetto a obbligazionario e titoli di stato. Logico che le probabilità di avere una redditività soddisfacente su un orizzonte temporale più contenuto sarà contenuta. Sicuramente chi inizia prima ha molti più vantaggi rispetto a coloro che si trovano ad iniziare molto tardi. Questo perchè da una parte dovete capire che il mondo produce ricchezza di continuo e che questa ricchezza viene impiegata in consumi ed investimenti. Sul lungo periodo quindi è altamente probabile nonostante guerre,  crisi del ’29, del 2008 etc, che i mercati crescano. Ma ci sono congiunture negative e gestori che non sono proprio le ferrari dell’asset allocation e della gestione per cui poter contare su un orizzonte temporale ridotto riduce le probabilità di insuccesso.

C’è poi la legge degli interessi composti che spinge il vostro patrimonio a crescere per il solo effetto del trascorrere del tempo ed in ipotesi di un rendimento minimo positivo. Lo sanno le banche che invece di dare credito alle imprese hanno preferito comprare tutoli di Stato con cedole alte.  Se dovessimo fare un esempio pratico per avere una pensione di 100 euro più alta ad una persona che ha 40 anni gli si dovrà chiedere di versare un importo oggi di 60 euro mentre se un neo laureato dovrà versarne solo 20 al mese.

Scheda performance  dei fondi

Mi raccomando anche di andare a consultare il track record delle performance dei fondi avvenute nell’anno che potete consultare facilmente andando sul sito della COVIP. Sul sito infatti a questo indirizzo trovate proprio l’elenco delle performance attraverso un indicatore sintetico dei costi chiamato “ISC” che consente di valutare il rendimento netto costi-benefici prodotti per ciascun anno dal fondo. Peccato sia aggiornato con un certo ritardo a mio avviso per cui sarebbe bene avere le informazioni al più entro febbraio dell’ano successivo a quello di rilevazione.  di tutte le linee di investimento e il Comparatore dei costi delle forme pensionistiche, per confrontare la diversa onerosità degli strumenti previdenziali che il mercato ti offre.

Nel seguito trovate quelle del 2017 in xls.
Non vi spaventate e leggetele perché  molto utile farsi un’idea.

Ne sono degli esempi i fondi pensione della BCC o banca di credito cooperativo oppure quelli di unicredit  o di poste vita i cui rendimenti li trovate. Certo sono quelli del 2017 dove bastava stare in borsa per guadagnare nella stragrande maggioranza dei casi cosa ben diversa dai rendimenti 2018 :-)

Andare in pensione prima con il fondo di previdenza complementare

Se desiderate andare prima in pensione viene prevista la possibilità di andare prima in pensione qualora vi manchino meno di 5 anni e avete almeno 20 anni di contribuzione versata all’INPS o altra forma di previdenza obbligatoria. Sarà possibile addirittura richiedere la rendita anche 10 anni prima di avrà maturato il requisito per la pensione a patto che siate senza lavoro almeno da 24 mesi. In entrambi i casi, la rendita ti verrà corrisposta fino al conseguimento dell’età per la pensione di vecchiaia prevista nel sistema pensionistico obbligatorio. Questo meccanismo prende il nome di RITA ossia Rendita temporanea anticipata e che rappresenta una forma alternativa al riscatto della pensione. Per prendere la RITA è necessario aver interrotto ’attività lavorativa e avere almeno 5 anni di contribuzione alla previdenza complementare e 20 anni di contribuzione obbligatoria.

Puoi anche richiederla fino a 10 anni prima dell’età pensionabile se sei inoccupato da più di 24 mesi. In entrambi i casi, la rendita ti verrà corrisposta fino al conseguimento dell’età per la pensione di vecchiaia prevista nel sistema pensionistico obbligatorio.

Esempio Tassazione Contributi a Fondi Previdenza Integrativa Complementare

Indicazione nel 730

Nel quadro E della dichiarazione dei redditi 730  – Oneri e Spese o nel quadro RE del modello redditi PF andranno indicati i dati che trovate nel punto 412 della Certificazione Unica equivalente ai contributi previdenziali versati a forme di previdenza complementare dedotti dai redditi indicheremo il valore di 1.000 euro nel rigo E27 colonna 1 mentre nella colonna 2 indicherei il valore di quelli non dedotti.

Tassazione rendite finanziarie per titoli, fondi pensione, azioni, e simili

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Dottore Commercialista Iscritto all'Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e Revisore Legale con la passione per il diritto Tributario e Societario e Esperto nella Consulenza Aziendale.

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