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Esenzione primo e secondo acconto IRPEF, IRES ed IRAP

esenzione IvaIl versamento dell’acconto IRPEF, IRES ed IRAP può non essere obbligatorio in quanto esistono dei casi di esenzione, casi che in questo articolo potete trovare insieme ad alcuni importanti chiarimenti ad alcune vostre domande.
Il versamento degli acconti infatti può generare alcuni problemi sia a a giugno sia a novembre in quanto vi sono diversi metodi per il calcolo (storico e previsionale) e quindi è necessario verificare prima se siamo esenti e poi se dobbiamo o possiamo anche non procedere al versamento del primo o anche solo del secondo acconto.

Prima di tutto però vi ricordo sempre l’articolo alla guida al pagamento degli acconti irpef, ires, ed irap,

Nel seguito trovate poi una tabella riassuntiva da dove potete capire già a livello di importo minimale, i casi di esenzione previsti per tutti gli acconti sulle imposte (o tasse come le chiamano molti di voi) con l’indicazione della metodologia che potete utilizzare, il rigo della dichiarazione da andare a vedere come base di calcolo e gli importuni minimi al di sotto del quale non scatta l’obbligo al versamento.

TributoMetodo StoricoMetodo previsionale
Irpef 100% del rigo RN61 (deve essere superiore a euro 51,65) 100% Irpef anno precedente
Cedolare secca 95% del rigo RB11, colonna 3, “ Totale imposta cedolare secca ” (deve essere superiore a euro 51,65) Imposta cedolare anno precedente per 95%
Imposta sostitutiva contribuenti minimi 100% del rigo LM14100% imposta anno precedente
Addizionale comunale Acconto Unica soluzione Non previsto
Addizionale regionale Acconto Unica soluzione Non previsto
Irap 100% del rigo IR21 (importo deve essere superiore a 51,65 euro per le persone fisiche e 20,66 euro per altri soggetti 100% imposta anno precedente
Ires 100% del rigo RN17 (Società) o rigo RN28 (persone fisiche)100% imposta anno precedente
Ivie 100% del rigo RW7, colonna 1. 100% imposta anno precedente
Ivafe 100% del rigo RW6, colonna 1. 100% imposta anno precedente

Soggetti esonerati dal versamento dell’acconto irpef

Non sono obbligati alla presentazione della dichiarazione dei redditi (esenzione IRPEF) coloro che hanno il Modello  UNICO  con il rigo RN34 che riporta un importo inferiore o pari a 51 euro (controllate sempre che questo rigo potrebbe cambiare di anno in anno). Coloro che hanno crediti di imposta superiori all’imposta dovuta  a  titolo  di acconto, oppure le persone fisiche che lo scorso anno avevano crediti di imposta risultanti dalla dichiarazione (soggetti a credito da utilizzarlo in compensazione) superiore alla misura dell’acconto dovuto per cui effettuano una compensazione tributo irpef su tributo irpef, senza presentazione se volete del modello F24. Verificate sempre se il rigo della dichiarazione varia di anno in anno con le istruzioni alla mano.

I soggetti che presumono di  non  dover  pagare   imposte   nella dichiarazione dei redditi dell’anno N, da  presentare  nell’anno N+1,  in  base  ad opportuni calcoli delle imposte dovute per  il  periodo  in  corso,  tenendo conto di detrazioni, crediti d’imposta e ritenute subite. Coloro che aderiscono solo a regimi fiscali agevolati che prevedono il pagamento di un’imposta sostitutiva ed hanno redditi solo derivanti da questa tipologia.

Sono da considerarsi esonerate anche le persone fisiche dichiarate fallite.

Esenzione acconto Ires

L’Acconto Ires non deve essere versato da coloro che non hanno presentato il Modello UNICO Società di capitali per svariate ragioni compresa la mera dimenticanza.

Coloro che evidenziano nel quadro RN della dichiarazione dei redditi inseriscono una perdita fiscale o coloro che sempre nel quadro RN chiudono con una utile fiscale (RN17, RN28 nel caso di enti non commerciali) di valore pari o inferiore a 20,66 euro; i soggetti che presumono di conseguire una perdita fiscale per l’anno successivo possono applicare il cosiddetto metodo previsionale e decidere di non versare l’acconto.

Se versare in modo errato o in ritardo

Occhio però perchè se sbagliano cadono in sanzione (possono sempre fare il ravvedimento operoso però dalla prima data di omesso versamento che sarebbe il 16 giugno o il 30 novembre a seconda dei casi).

I soggetti che nel modello Unico dell’anno precedente evidenziavano un credito di imposta nel quadro RX ancora capiente e comunque superiore all’imposta in acconto eventualmente dovuta. Se volete poi potete anche presentare un modello F24 in compensazione tributo ires su tributo ires. Nel caso di compensazioni tra tributi diversi è obbligatorio.

Sono esenti dal versamento anche i soggetti giuridici dichiarati falliti. Stesso discorso vale per l’IRAP.

Applicazione del metodo previsionale ed ulteirore caso di esenzione degli acconti di imposta

Se arrivati a giugno o a novembre pensate che l’anno si chiuderà in perdita fiscale e non dovrete versare imposte, allora potrete valutare di non versare neanche acconti. Certamente fare questa previsione a giugno è rischioso… ma farla in sede di versamento del secondo acconto lascia meno spazi di errore. In tal modo potrete calcolare se fare o meno il versamento del secondo acconto. Attenzione però perchè, in caso di errore e di successiva verifica del saldo a debito, scatterebbero le sanzioni (oppure si potrebbe anticipare effettuando un ravvedimento operoso).

Pagamento del secondo acconto di novembre

Se siete invece obbligati vi consiglio di leggere l’articolo dedicato alla guida al pagamento degli acconti, dove troverete anche i collegamenti ad altri articoli come per esempio quello sui codici tributo degli acconti, da utilizzare per il pagamento con modello F24.

Acconto INPS

Potete anche approfondire altri argomenti correlati come l’ acconto INPS.

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