HOMEPAGE / Liberi Professionisti / Gestione Separata INPS e Liberi professionisti con Iva e versamento: guida pratica

Gestione Separata INPS e Liberi professionisti con Iva e versamento: guida pratica

Dopo avere avviato la vosta attività nasce l’esigenza di aprire la vostra posizione previdenziale INPS e versare i contributi, cosa che può avvenire essenzialmente in 2 modi ossia attraverso la vostra cassa previdenziale di appartenenza (cassa dottori commercialisti, cassa forense, cassa ingegneri, architetti, e altre) o attraverso la gestione separata INPS.

Questo articolo vi descrive in sintesi chi deve versare i contributi alla gestione separata e chi all’INPS, nonchè le modalità per l’individuazione del reddito imponibile soggetto al prelievo previdenziale, l’indicazione in fattura del contributo addebbitato al cliente per rivalsa, le modalità di calcolo e anche quelle di versamento mediante modello F24.

Dove nasce l’obbligo al versamento del contributi INPS

Vi riporto direttamente il passo della norma che vi aiterà a capirne l’origine: “A decorrere dal 1 gennaio 1996, sono tenuti all’iscrizione presso una apposita Gestione separata, presso l’INPS, e finalizzata all’estensione dell’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidita’, la vecchiaia ed i superstiti, i soggetti che esercitano per professione abituale, ancorche’ non esclusiva attivita’ di lavoro autonomo, di cui al comma 1 dell’articolo 49 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni ed integrazioni, nonche’ i titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, di cui al comma 2, lettera a), dell’articolo 49 del medesimo testo unico e gli incaricati alla vendita a domicilio di cui all’articolo 36 della legge 11 giugno 1971, n. 426. Sono esclusi dall’obbligo i soggetti assegnatari di borse di studio, limitatamente alla relativa attivita’”. La parte in grassetto evidenza propria la caretteristica principale che impone l’apertura della partita Iva ossia professione abituale, ancorche’ non esclusiva attivita’ di lavoro autonomo.

Soggetti obbligati al versamento del contributo previdenziale alla gestione separata INPS

Chi deve versare il contributo alla gestione separata INPS e procedere al pagamento con modello F24 dei contributi previdenziali ed assistenziali. Come visto sopra sono coloro che hanno aperto la partita Iva. Prima di tutto sono coloro che come scritto in questi articolo emettono ricevute fiscali per prestazioni occasionali di importo complessivamente superiore a 5 mila euro l’anno e che dovranno versare il contributo INPS solo sul differenziale rispetto alla soglia limite dei 5 mila euro e sempre chè non li versino già ad una cassa specifica di appartenenza, o anche quelli che pur potendosi iscrivere non lo fanno o non versano il contributo soggettivo.

Poi abbiamo una serie di categorie minori di soggetti che hanno l’obbligo di versamento e che sono  i venditori a domicilio, oppure i soci di associazioni in partecipazione che apportano solo lavoro o anche le mini collaborazioni ossia inferiori a 30 giorni e/o a fronte di compensi inferiori a 5 mila euro per lo stesso datore di lavoro.

La prima domanda da porsi

Prima di tutto dovrete identificare la vostra tipologia di reddito e porvi la domanda: faccio reddito di impresa o di lavoro autonomo e professionale. Questa domanda potrebbe sembrare semplice in realtà nasconde una riflessione sulla natura del vostro lavoro o attività, la dotazione di mezzi, beni mobili ed immobili, dotazioni di capitale e capacità organizzative che mettete a servizio del raggiungimento del vostro reddito. In questa sede ci occupiamo dei professionisti e se ne avrete bisogno parlerò anche dei conributi previdenziali dovuti da coloro che generano reddito di impresa.

Laddove prevalgano le vostre doti professionali rispetto a quelle di capitale ed organizzazione allora saremo in presenza di un’attività professionale di lavoro autonomo (e molti di voi come prima risposta danno sempre come risposta, senza di me certo l’azienda non esisterebbe, quindi è di lavoro autonomo :-)
Oltre a questi le ulteriori caratteristiche dell’attività professionale è la continuità e l’abitualità (presupposto di cui abbiamo parlato più volte per identificare i soggetti obbligati all’apertura della partita Iva), l’autonomia nello svolgimento dell’attività, ossia l’assenza della subordinazione.

Quanto vale il controbuto dovuto alla gestione separata INPS

Anche qui ci corre in soccorso in modo più agevole la norma che detta chiaramente quanto si deve versare all’articolo 2 comma 29 della Legge 335 del 1995: “29. Il contributo alla Gestione separata di cui al comma 26 e’ dovuto nella misura percentuale del 10 per cento ed e’ applicato sul reddito delle attivita’ determinato con gli stessi criteri stabiliti ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, quale risulta dalla relativa dichiarazione annuale dei redditi e dagli accertamenti definitivi. Hanno diritto all’accreditamento di tutti i contributi mensili relativi a ciascun anno solare cui si riferisce il versamento i soggetti che abbiano corrisposto un contributo di importo non inferiore a quello calcolato sul minimale di reddito stabilito dall’articolo 1, comma 3, della legge 2 agosto 1990, n. 233. e successive modificazioni ed integrazioni. In caso di contribuzione annua inferiore a detto importo, i mesi di assicurazione da accreditare sono ridotti in proporzione alla somma versata. I contributi come sopra determinati sono attribuiti temporalmente dall’inizio dell’anno solare fino a concorrenza di dodici mesi nell’anno. Il contributo e’ adeguato con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale di concerto con il Ministro del tesoro, sentito l’organo di gestione come definito ai sensi del comma 32.”

Il contributo minimale che si descrive nel passaggio sopra viene disciplinata dalla precedente norma all’articolo 1 della Legge 233 del 1990: “3. Il livello minimo imponibile ai fini del versamento dei contributi previdenziali dovuti alle gestioni di cui al comma 1 da ciascun assicurato e’ fissato nella misura del minimale annuo di
retribuzione che si ottiene moltiplicando per 312 il minimale giornaliero stabilito, al 1 gennaio dell’anno cui si riferiscono i contributi, per gli operai del settore artigianato e commercio dell’articolo 1 del decreto-legge 29 luglio 1981, n. 402, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 settembre 1981, n. 537, e successive modificazioni ed integrazioni”

A sua volta DL 402 del 1981 all’articolo 1 recita: “Minimale di retribuzione ai fini contributivi – A decorrere dal periodo di paga in corso al 31 maggio 1981 i limiti minimi di retribuzione giornaliera, ivi compresa la misura giornaliera dei salari medi convenzionali, sono stabiliti, per tutte le contribuzioni dovute in materia di previdenza ed assistenza sociale, nelle misure risultanti dalle tabelle A e B allegate al presente decreto. I limiti minimi di retribuzione di cui al comma precedente sono aumentati ogni anno, a partire dal 1982, nella stessa misura percentuale delle variazioni delle pensioni che si verificano in applicazione dell’art. 19 della legge 30 aprile 1969, n. 153, con arrotondamento alle 10 lire per eccesso, e sono soggetti a revisione triennale da effettuarsi con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale in riferimento ai minimi previsti dai contratti collettivi nazionale di categoria raggruppati per settori omogenei.
La prima revisione triennale ha effetto dal 1 gennaio 1984. Con la stessa decorrenza di cui al primo comma, il limite minimo di retribuzione giornaliera per i lavoratori soci di societa’ e di enti cooperativi, anche di fatto, e loro organismi associati soggetti alle norme di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1970, n. 602, per i pescatori della piccola pesca marittima e delle acque interne di cui alla legge ((13 marzo 1958)), n. 250, e per i lavoratori a domicilio, e’ stabilito, per tutte le contribuzioni dovute in materia di previdenza ed assistenza sociale, in L. 10.000.  L’ammontare del limite minimo di retribuzione di cui al comma precedente varia nella stessa misura percentuale e con la stessa decorrenza delle variazioni delle pensioni che si verificano in applicazione dell’art. 19 della legge 30 aprile 1969, n. 153, con arrotondamento alle 10 lire per eccesso.  Il presente articolo non si applica ai contributi dovuti per gli
addetti ai servizi domestici e familiari ed ai contributi dovuti per la prosecuzione volontaria dell’assicurazione generale obbligatoria.  Con effetto dal 1 gennaio 1981 le tabelle A, B e C allegate al decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1968, n. 488, sono sostituite dalle tabelle C, D ed E allegate al presente decreto.

La normativa di riferimento lo trovate nella Legge 335 del 1995

Su cosa si applica il contributo previdenziale

Ai fini del calcolo della base imponibile valida ai fini INPS dovrete considerare il reddito indicato nel quadro RE del modello unico o anche il reddito indicato nel quadro dei contribuenti minimi se aderite a quel regime ossia il quadro CM.
Se siete invece lavoratori profesisoisti che svolgete la vostra attività in forma di associazione professionale allora compilate il modello RH di Unico e pertanto dovrete prendere la quota parte di quel valore relativamente alla vostra quota di partecipazione.

Le aliquote contributive INPS della gestione separata

Per il 2013 le aliquote contributive sono pari

  1. Contribuenti che hanno anche altra posizione previdenziale o che percepiscono un reddito da pensione indiretta, o che sono titolari di pensione diretta a carico di qualsiasi gestione previdenziale : 20% di cui 2/3 (13,33%) a carico del datore di lavoro ed un terzo a carico proprio (6,67%);
  2. Contribuenti senza altra copertura previdenziale: 27,72% di cui 2/3 (18,48% a carico del datore di lavoro e un terzo 9,24% a carico proprio e fino a Euro 99.034.

Aliquote contributive INPS per la gestione separata

Le aliquote contributive della gestione separata per i prossimi anni Le aliquote contributive per i prossimi anni saranno costituite da una base fissa dello 0,72% e di una variabile che negli anni crescerà di diversi punti percentuali:

  • 27% per il 2013;
  • 28% per il 2014;
  • 30% per il 2015;
  • 31% per il 2016;
  • 32% per il 2017;
  • 33% per il 2018.

Questo sempre che non abbiate superato il massimale contributivo al di sopra del quale il versamento non sarà più obbligatorio e che è pari a 99.034 euro. Mi raccomando sempre di verificare le aliquote ed i massimali con l’INPS in quanto sono soggetti a variazioni.

I Codici tributo da utilizzare per l’F24

Nel modello F24 indicherete i codici P10 o PXX, mentre nel campo relativo al codice sede farete riferimento alla vostra residenza anagrafica. Nel periodo di riferimento indicherete invece il mese e l’anno di riferimento nella forma mmaaaa.
Approfondite anche la differenza tra reddito di impresa e reddito da lavoro autonomo in quanto sono previsti due diversi regimi di applicazione dei contributi previdenziali ed anche dei casi di esenzione.

Novità dalla Legge di Stabilità 2014: con la Legge di Stabilità il comma 491 prevede un aumento sul 2014 e 2015 dell’aliquota contributiva per coloro che sono assicurati anche presso altre forme pensionistiche obbligatorie come per esempio lavoratori dipendenti nella misura del 22% per il 2014 ed al 23,5% per il 2015 mentre per il 2016 resta il 26%. Per la consultazione dell’aliquota andate nella sezione gestione separata sul sito dell’INPS e anche quella del 27% per coloro che sono iscritti in via esclusiva alla gestione separata dell’Inps e non sono considerati pensionati. In scadenza il contributo per il versamento alla gestione separata INPS per i compensi percepiti dai lavoratori autonomi percepiti nel mese precedente.

Come si versa il contributo INPS alla gestione separata

Il versamento si effettua con modello F24 e nella sezione INPS si indicherà come codice tributo il CXX per le collaborazioni.

Gestione Separata INPS e Liberi professionisti con Iva e versamento: guida pratica

Prestazione occasionale: si devono versare i contributi?

Vi anticipo che l’obbligo all’iscrizione alla gestione separata INPS scatta anche quando superate la soglia di esenzione prevista per coloro che che effettuano prestazioni occasionali sopra la soglia di esenzione dei 5 mila euro lordi.
Per approfondimento leggere l’articolo dedicato alla prestazione occasionale.

Contributi INPS per i contribuenti del regime dei Minimi

Potete leggere l’articolo di approfondimento dedicato proprio al versamento dei Contributi INPS per i contribuenti del regime dei Minimi

Scadenza per il versamento dei contributi alla gestione separata INPS

Valgono le regole viste per il versamento degli acconti Irpef ossia assistiamo alle solite scadenze del 16 giugno o del 16 luglio con la maggiorazione dello 0,4% per quello che concerne gli acconti (che possono beneficiare anche della rateizzazione) e del versamento del secondo acconto (che deve essere versato in un’unica soluzione) e che subiscono spesso e volentieri delle proroghe che potete leggere eventualmente qui di seguito.

Proroga dei versamenti da effettuare il 16 giugno

Leggete anche gli articoli dedicati alle eventuali proroghe dei versamenti tasse e imposte del 16 giugno per gli importo derivanti dalla dichiarazioni dei redditi 730 e modello Unico che spesso e volentieri vengono disciplinate da apposito Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.

Riferimenti normativi: tra i principaliLegge 134/2012, articolo 46 Decreto del Ministero D.M. 2 maggio  1996,  n. 281

Guida al versamento Gestione Separata INPS

Guida alla compilazione della fattura

65 commenti

  1. Salve, sto aprendo una partita iva, per libera professione con regime dei minimi e vorrei sapere se guadagnando € 12.000,00 l’ anno devo pagare i contributi per la gestione separata calcolato sui € 12.000,00 o solo sulla somma che eccede i 5.000,00,? E poi è vero che aprendo una p. Iva nel 2016 a giugno 2017 dovrò versare oltre a quanto dovuto per il 2016 anche gli acconti del 2017?

  2. Annalisa Antignano

    Il collaboratore occasionale effettua l’iscrizione. il procedimento è molto semplice basta scaricare il modulo sul sito dell’Inps ed inviarlo . Se chiami il call center ti danno tutte le spiegazioni. Se invece non vuoi seccature rivolgiti ad una agenzia di servizi (20 euro e ti fa il tutto).
    Saluti
    Annalisa

  3. Per coloro che collaborano con cooperative sociali in maniera occasionale, in caso di superamento dei 5000€, l’iscrizione alla gestione separata viene effettuata dal committente o dal prestatore stesso?
    Grazie

  4. Grazie Annalisa del contributo :-)

  5. Annalisa Antignano

    Carissimo Ezio, verserà alla gestione separata inps l ‘importo a debito calcolato sulla base del reddito percepito nella dichiarazione dei redditi. Cordiali Saluti

Per domande su casi specifici o personali, CLICCA QUI
I commenti qui sotto sono dedicati solo a correzioni e suggerimenti in merito al testo dell'articolo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.