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Gestione Separata INPS 2017 per Liberi professionisti Iva versamento guida pratica

Dopo avere avviato la vosta attività nasce l’esigenza di aprire la vostra posizione previdenziale INPS e versare i contributi, cosa che può avvenire essenzialmente in 2 modi ossia attraverso la vostra cassa previdenziale di appartenenza (cassa dottori commercialisti, cassa forense, cassa ingegneri, architetti, e altre) o attraverso la gestione separata INPS.

Questo articolo vi descrive in sintesi chi deve versare i contributi alla gestione separata e chi all’INPS, nonchè le modalità per l’individuazione del reddito imponibile soggetto al prelievo previdenziale, l’indicazione in fattura del contributo addebbitato al cliente per rivalsa, le modalità di calcolo e anche quelle di versamento mediante modello F24. Il contributo alla gestione separata sarà versato in misura pari ad una aliquota di finanziamento moltiplicato per una base imponibile: il risultato sarà l’importo del contributo previdenziale da versare all’Inps secondo le modalità e tempistiche sotto descritte a fronte della prestazione lavorativa erogata.

Dove nasce l’obbligo al versamento del contributi INPS

Vi riporto direttamente il passo della norma che vi aiuterà a capirne l’origine: “A decorrere dal 1 gennaio 1996, sono tenuti all’iscrizione presso una apposita Gestione separata, presso l’INPS, e finalizzata all’estensione dell’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti, i soggetti che esercitano per professione abituale, ancorche’ non esclusiva attivita’ di lavoro autonomo, di cui al comma 1 dell’articolo 49 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni ed integrazioni, nonche’ i titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, di cui al comma 2, lettera a), dell’articolo 49 del medesimo testo unico e gli incaricati alla vendita a domicilio di cui all’articolo 36 della legge 11 giugno 1971, n. 426. Sono esclusi dall’obbligo i soggetti assegnatari di borse di studio, limitatamente alla relativa attività”. La parte in grassetto evidenza propria la caretteristica principale che impone l’apertura della partita Iva ossia professione abituale, ancorche’ non esclusiva attivita’ di lavoro autonomo.

Soggetti obbligati al versamento del contributo previdenziale alla gestione separata INPS

Chi deve versare il contributo alla gestione separata INPS e procedere al pagamento con modello F24 dei contributi previdenziali ed assistenziali. Come visto sopra sono coloro che hanno aperto la partita Iva e coloro che superano determinati limiti reddituali pur non avendola aperto e svolgono prestazioni occasionali. Prima di tutto sono coloro che, come scritto in questo articolo, emettono ricevute fiscali per prestazioni occasionali, di importo complessivamente superiore a 5 mila euro l’anno e che dovranno versare il contributo INPS solo sul differenziale rispetto alla soglia limite dei 5 mila euro e sempre chè non li versino già ad una cassa specifica di appartenenza, o anche quelli che, pur potendosi iscrivere, non lo fanno o non versano il contributo soggettivo.

Poi abbiamo una serie di categorie minori di soggetti che hanno l’obbligo di versamento e che sono  i venditori a domicilio, oppure i soci di associazioni in partecipazione che apportano solo lavoro o anche le mini collaborazioni ossia inferiori a 30 giorni e/o a fronte di compensi inferiori a 5 mila euro per lo stesso datore di lavoro.

La prima domanda da porsi

Prima di tutto dovrete identificare la vostra tipologia di reddito e porvi la domanda: faccio reddito di impresa o di lavoro autonomo e professionale. Questa domanda potrebbe sembrare semplice in realtà nasconde una riflessione sulla natura del vostro lavoro o attività, la dotazione di mezzi, beni mobili ed immobili, dotazioni di capitale e capacità organizzative che mettete a servizio del raggiungimento del vostro reddito. In questa sede ci occupiamo dei professionisti e se ne avrete bisogno parlerò anche dei conributi previdenziali dovuti da coloro che generano reddito di impresa.

Laddove prevalgano le vostre doti professionali rispetto a quelle di capitale ed organizzazione allora saremo in presenza di un’attività professionale di lavoro autonomo (e molti di voi come prima risposta sostengono che senza di loro certo l’azienda non esisterebbe, quindi è di lavoro autonomo :-)
Oltre a questi le ulteriori caratteristiche dell’attività professionale è la continuità e l’abitualità (presupposto di cui abbiamo parlato più volte per identificare i soggetti obbligati all’apertura della partita Iva), l’autonomia nello svolgimento dell’attività, ossia l’assenza della subordinazione.

Quanto vale il contributo dovuto alla gestione separata INPS nel 2017

Anche qui ci corre in soccorso in modo più agevole la norma che detta chiaramente quanto si deve versare all’articolo 2 comma 29 della Legge 335 del 1995: “29. Il contributo alla Gestione separata di cui al comma 26 e’ dovuto nella misura percentuale del 10 per cento ed e’ applicato sul reddito delle attivita’ determinato con gli stessi criteri stabiliti ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, quale risulta dalla relativa dichiarazione annuale dei redditi e dagli accertamenti definitivi. Hanno diritto all’accreditamento di tutti i contributi mensili relativi a ciascun anno solare cui si riferisce il versamento i soggetti che abbiano corrisposto un contributo di importo non inferiore a quello calcolato sul minimale di reddito stabilito dall’articolo 1, comma 3, della legge 2 agosto 1990, n. 233. e successive modificazioni ed integrazioni. In caso di contribuzione annua inferiore a detto importo, i mesi di assicurazione da accreditare sono ridotti in proporzione alla somma versata. I contributi come sopra determinati sono attribuiti temporalmente dall’inizio dell’anno solare fino a concorrenza di dodici mesi nell’anno. Il contributo e’ adeguato con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale di concerto con il Ministro del tesoro, sentito l’organo di gestione come definito ai sensi del comma 32.”

Il contributo minimale che si descrive nel passaggio sopra viene disciplinata dalla precedente norma all’articolo 1 della Legge 233 del 1990: “3. Il livello minimo imponibile ai fini del versamento dei contributi previdenziali dovuti alle gestioni di cui al comma 1 da ciascun assicurato e’ fissato nella misura del minimale annuo di retribuzione che si ottiene moltiplicando per 312 il minimale giornaliero stabilito, al 1 gennaio dell’anno cui si riferiscono i contributi, per gli operai del settore artigianato e commercio dell’articolo 1 del decreto-legge 29 luglio 1981, n. 402, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 settembre 1981, n. 537, e successive modificazioni ed integrazioni”

A sua volta DL 402 del 1981 all’articolo 1 recita: “Minimale di retribuzione ai fini contributivi – A decorrere dal periodo di paga in corso al 31 maggio 1981 i limiti minimi di retribuzione giornaliera, ivi compresa la misura giornaliera dei salari medi convenzionali, sono stabiliti, per tutte le contribuzioni dovute in materia di previdenza ed assistenza sociale, nelle misure risultanti dalle tabelle A e B allegate al presente decreto. I limiti minimi di retribuzione di cui al comma precedente sono aumentati ogni anno, a partire dal 1982, nella stessa misura percentuale delle variazioni delle pensioni che si verificano in applicazione dell’art. 19 della legge 30 aprile 1969, n. 153, con arrotondamento alle 10 lire per eccesso, e sono soggetti a revisione triennale da effettuarsi con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale in riferimento ai minimi previsti dai contratti collettivi nazionale di categoria raggruppati per settori omogenei.
La prima revisione triennale ha effetto dal 1 gennaio 1984. Con la stessa decorrenza di cui al primo comma, il limite minimo di retribuzione giornaliera per i lavoratori soci di società e di enti cooperativi, anche di fatto, e loro organismi associati soggetti alle norme di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1970, n. 602, per i pescatori della piccola pesca marittima e delle acque interne di cui alla legge ((13 marzo 1958)), n. 250, e per i lavoratori a domicilio, e’ stabilito, per tutte le contribuzioni dovute in materia di previdenza ed assistenza sociale, in L. 10.000.  L’ammontare del limite minimo di retribuzione di cui al comma precedente varia nella stessa misura percentuale e con la stessa decorrenza delle variazioni delle pensioni che si verificano in applicazione dell’art. 19 della legge 30 aprile 1969, n. 153, con arrotondamento alle 10 lire per eccesso.  Il presente articolo non si applica ai contributi dovuti per gli addetti ai servizi domestici e familiari ed ai contributi dovuti per la prosecuzione volontaria dell’assicurazione generale obbligatoria.  Con effetto dal 1 gennaio 1981 le tabelle A, B e C allegate al decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1968, n. 488, sono sostituite dalle tabelle C, D ed E allegate al presente decreto.

La normativa di riferimento lo trovate nella Legge 335 del 1995

Su cosa applicare il contributo previdenziale

Ai fini del calcolo della base imponibile valida ai fini INPS dovrete considerare il reddito indicato nel quadro RE del modello unico o anche il reddito indicato nel quadro dei contribuenti minimi se aderite a quel regime ossia il quadro CM.
Se siete invece lavoratori professionisti che svolgete la vostra attività in forma di associazione professionale allora compilate il modello RH di Unico e pertanto dovrete prendere la quota parte di quel valore relativamente alla vostra quota di partecipazione.

Le aliquote contributive INPS della gestione separata 2017

Le aliquote contributive della gestione separata per i prossimi anni

Nella circolare n.12 del 2017 l’INPS introduce le nuove aliquote per il calcolo dei contributi da versare alla gestione separata INPS nonché i massimali al di sopra dei quali scatta l’esenzione.  L’aliquota per i lavoratori dipendenti non agricoli, autorizzati alla prosecuzione volontaria nel FPLD è del 33% mentre quella per il versamento  dei contributi IVS relativa ai lavoratori dipendenti non agricoli resta ferma al 27,87%.
Per gli artigiani e commercianti di età superiore ai 21 anni l’aliquota è del 23,55% se artigiani e del 23,64% se commercianti mentre per se collaboratori  diventa del 20,55% se artigiani o del 20,64% se commercianti;

Contributo minimo Inps 2017 gestione separata

L’importo del contributo minimo da versare alla gestione separata è pari a euro 3.887,04 su base annua e euro 323,92 su base mensile per i professionisti e a € 4.975,44 su base annua e € 414,62 su base mensile per gli altri iscritti.

Le aliquote contributive per i prossimi anni saranno costituite da una base fissa dello 0,72% e di una variabile che nel 2017 sarà pari al 25%. Questo sempre che non abbiate superato il massimale contributivo visto sopra al di sopra del quale il versamento non sarà più obbligatorio. Mi raccomando sempre di verificare le aliquote ed i massimali con l’INPS in quanto sono soggetti a variazioni.

Novità in vista per il 2018 per artigiani e commercianti che nel 2018 dovranno versare il 24%  L’adeguatezza delle pensioni, però, è anche un problema di carriera e di reddito: se durante la vita lavorativa si alternano periodi di attività ad altri di inattività e se il reddito è comunque basso, si fatica ad accumulare un montante contributivo adeguato e a maturare i requisiti minimi per il pensionamento, perché nella gestione separata a chi versa meno del minimale non viene accreditato tutto l’anno di anzianità, ma solo i mesi corrispondenti a quanto pagato.

I massimali di reddito superati i quali non sono più dovuti contributi alla gestione separata Inps

TABELLA MASSIMALI REDDITO INPS

Anno Categoria assicurati Massimale Aliquota Contributo
annuo massimo
Lire Euro Lire Euro
1996 Non iscritti ad altra forma pensionistica obbligatoria e non pensionati (dal 1/04/96) 132.000.000 68.172,31 10% 13.200.000 6.817,23
Iscritti ad altra forma pensionistica obbligatoria o già pensionati (dal 30/06/96)
1997 Tutti gli iscritti 137.148.000 70.831,03 10% 13.714.800 7.083,10
1998 Non iscritti ad altra forma pensionistica obbligatoria e non pensionati 139.480.000 72.035,41 12% 16.737.600 8.644,25
Iscritti ad altra forma pensionistica obbligatoria o già pensionati 10% 13.948.000 7.203,54
1999 Non iscritti ad altra forma pensionistica obbligatoria e non pensionati 141.991.000 73.332,23 12% 17.038.920 8.799,87
Iscritti ad altra forma pensionistica obbligatoria o già pensionati 10% 14.199.100 7.333,22
2000 Non iscritti ad altra forma pensionistica obbligatoria e non pensionati 144.263.000 74.505,62 13% 18.754.190 9.685,73
Iscritti ad altra forma pensionistica obbligatoria o già pensionati 10% 14.426.300 7.450,56
2001 Non iscritti ad altra forma pensionistica obbligatoria e non pensionati 148.014.000 76.442,85 13% 19.241.820 9.937,57
Iscritti ad altra forma pensionistica obbligatoria o già pensionati 10% 14.801.400 7.644,29
2002 Non iscritti ad altra forma pensionistica obbligatoria e non pensionati 152.010.749 78.507,00 14% 21.281.505 10.990,98
Iscritti ad altra forma pensionistica obbligatoria o già pensionati 10% 15.201.075 7.850,70
2003 Non iscritti ad altra forma pensionistica obbligatoria e non pensionati 155.658.682 80.391,00 14% 21.792.215 11.254,74
Titolari di pensione diretta 12,50% 19.457.335 10.048,88
Iscritti ad altra forma pensionistica obbligatoria o titolari di pensione indiretta 10% 15.565.868 8.039,10
2004 Non iscritti ad altra forma pensionistica obbligatoria e non pensionati (esclusi associati in partecipazione) – fino a E. 37.883 159.550.584 82.401,00 17,80% 29.261.993 15.112,56
Non iscritti ad altra forma pensionistica obbligatoria e non pensionati (esclusi associati in partecipazione) – da E. 37.884 a
E. 82.401
18,80%
Titolari di pensione diretta 15,00 23.932.588 12.360,15
Iscritti ad altra forma pensionistica obbligatoria o titolari di pensione indiretta 10,00 15.955.058 8.240,10
Associati in partecipazione iscritti ad altra forma pensionistica obbligatoria o già pensionati – fino a E. 37.883 17,30% 28.464.234 14.700,55
Associati in partecipazione iscritti ad altra forma pensionistica obbligatoria o già pensionati – da E. 37.884 a E. 82.401 18,30%
2005 Non iscritti ad altra forma pensionistica obbligatoria e non pensionati (esclusi associati in partecipazione) – fino a E. 38.641 162.741.557 84.049,00 18% 30.172.702 15.582,90
Non iscritti ad altra forma pensionistica obbligatoria e non pensionati (esclusi associati in partecipazione) – da E. 38.642 a
E. 84.049
19%
Titolari di pensione diretta 15% 24.411.234 12.607,35
Iscritti ad altra forma pensionistica obbligatoria o titolari di pensione indiretta 10% 16.274.156 8.404,90
Associati in partecipazione iscritti ad altra forma pensionistica obbligatoria o già pensionati – fino a E. 38.641 17,50% 29.358.984 15.162,65
Associati in partecipazione iscritti ad altra forma pensionistica obbligatoria o già pensionati – da E. 38.642 a E. 84.049 18,50%
2006 Non iscritti ad altra forma pensionistica obbligatoria e non pensionati (esclusi associati in partecipazione) – fino a E. 39.297 165.508.487 85.478,00 18,20% 31.016.733 16.018,81
Non iscritti ad altra forma pensionistica obbligatoria e non pensionati (esclusi associati in partecipazione) – da E. 39.298 a
E. 85.478
19,20%
Titolari di pensione diretta 15% 24.826.273 12.821,70
Iscritti ad altra forma pensionistica obbligatoria o titolari di pensione indiretta 10% 16.550.849 8547,80
Associati in partecipazione iscritti ad altra forma pensionistica obbligatoria o già pensionati – fino a E. 39.297 17,70% 30.189.199 15.591,42
Associati in partecipazione iscritti ad altra forma pensionistica obbligatoria o già pensionati – da E. 39.298 a E. 85.478 18,70%
2007 Non iscritti ad altra forma pensionistica obbligatoria e non pensionati 168.817.572 87.187,00 23,50%
fino al 6/11/07
39.672.236 20.488,95
23,72%
dal 7/11/07
40.043.535 20.680,76
Iscritti ad altra forma pensionistica obbligatoria o già pensionati 16% 27.010.812 13.949,92
2008 Non iscritti ad altra forma pensionistica obbligatoria e non pensionati 171.687.125 88.669,00 24,72% 42.441.063 21.918,98
Iscritti ad altra forma pensionistica obbligatoria o già pensionati 17,00% 29.186.811 15.073,73
2009 Non iscritti ad altra forma pensionistica obbligatoria e non pensionati 177.182.259 91.507,00 25,72% 45.571.276 23.535,60
Iscritti ad altra forma pensionistica obbligatoria o già pensionati 17,00% 30.120.984 15.556,19
2010 Non iscritti ad altra forma pensionistica obbligatoria e non pensionati 178.421.472 92.147,00 26,72% 47.674.220 24.621,68
Iscritti ad altra forma pensionistica obbligatoria o già pensionati 17,00% 30.331.650 15.664,99

A titolo di esempio vi segnalo che nel 2013 le aliquote contributive erano così suddivise:

  1. Contribuenti che hanno anche altra posizione previdenziale o che percepiscono un reddito da pensione indiretta, o che sono titolari di pensione diretta a carico di qualsiasi gestione previdenziale: 20% di cui 2/3 (13,33%) a carico del datore di lavoro ed un terzo a carico proprio (6,67%);
  2. Contribuenti senza altra copertura previdenziale: 27,72% di cui 2/3 (18,48% a carico del datore di lavoro e un terzo 9,24% a carico proprio e fino a Euro 99.034.

I Codici tributo da utilizzare per l’F24

Nel modello F24 indicherete i codici P10 o PXX, mentre nel campo relativo al codice sede farete riferimento alla vostra residenza anagrafica. Nel periodo di riferimento indicherete invece il mese e l’anno di riferimento nella forma mmaaaa.
Approfondite anche la differenza tra reddito di impresa e reddito da lavoro autonomo in quanto sono previsti due diversi regimi di applicazione dei contributi previdenziali ed anche dei casi di esenzione.

Come si versa il contributo INPS alla gestione separata

Il versamento si effettua con modello F24 e nella sezione INPS si indicherà come codice tributo il CXX per le collaborazioni.

Gestione Separata INPS 2017 per Liberi professionisti Iva versamento guida pratica

Prestazione occasionale: si devono versare i contributi INPS?

Vi anticipo che l’obbligo all’iscrizione alla gestione separata INPS scatta anche quando superate la soglia di esenzione prevista per coloro che che effettuano prestazioni occasionali sopra la soglia di esenzione dei 5 mila euro lordi.
Per approfondimento leggere l’articolo dedicato alla prestazione occasionale.

Contributi INPS per i contribuenti del regime dei Minimi

Potete leggere l’articolo di approfondimento dedicato proprio al versamento dei Contributi INPS per i contribuenti del regime dei Minimi

Scadenza per il versamento dei contributi alla gestione separata INPS

Valgono le regole viste per il versamento degli acconti Irpef ossia assistiamo alle solite scadenze del 16 giugno o del 16 luglio con la maggiorazione dello 0,4% per quello che concerne gli acconti (che possono beneficiare anche della rateizzazione) e del versamento del secondo acconto (che deve essere versato in un’unica soluzione) e che subiscono spesso e volentieri delle proroghe che potete leggere eventualmente qui di seguito.

Proroga dei versamenti da effettuare il 16 giugno

Leggete anche gli articoli dedicati alle eventuali proroghe dei versamenti tasse e imposte del 16 giugno per gli importI derivanti dalla dichiarazioni dei redditi 730 e modello Unico che spesso e volentieri vengono disciplinate da apposito Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.

Riferimenti normativi: tra i principaliLegge 134/2012, articolo 46 Decreto del Ministero D.M. 2 maggio  1996,  n. 281

Guida al versamento Gestione Separata INPS

Guida alla compilazione della fattura

67 commenti

  1. Legga il nuovo articolo dedicato all’agente immobiliare occasionale

  2. sono dipendente di una azienda privata,un amico che ha un agenzia immobiliare mi ha chiesto se li do una mano per segnalazioni e passare qualche cleinte,mi ha spiegato che nel caso vada a buon fine un affare mi da una perc. però devo fare io la ricevuta di prest. occasionale a lui,
    domande:
    che cosa rischio?
    io sono già iscritto all’inps ,che dicitura va messa nella ricevuta?
    grazie in anticipo

  3. Salve, sto aprendo una partita iva, per libera professione con regime dei minimi e vorrei sapere se guadagnando € 12.000,00 l’ anno devo pagare i contributi per la gestione separata calcolato sui € 12.000,00 o solo sulla somma che eccede i 5.000,00,? E poi è vero che aprendo una p. Iva nel 2016 a giugno 2017 dovrò versare oltre a quanto dovuto per il 2016 anche gli acconti del 2017?

  4. Annalisa Antignano

    Il collaboratore occasionale effettua l’iscrizione. il procedimento è molto semplice basta scaricare il modulo sul sito dell’Inps ed inviarlo . Se chiami il call center ti danno tutte le spiegazioni. Se invece non vuoi seccature rivolgiti ad una agenzia di servizi (20 euro e ti fa il tutto).
    Saluti
    Annalisa

  5. Per coloro che collaborano con cooperative sociali in maniera occasionale, in caso di superamento dei 5000€, l’iscrizione alla gestione separata viene effettuata dal committente o dal prestatore stesso?
    Grazie

  6. Grazie Annalisa del contributo :-)

  7. Annalisa Antignano

    Carissimo Ezio, verserà alla gestione separata inps l ‘importo a debito calcolato sulla base del reddito percepito nella dichiarazione dei redditi. Cordiali Saluti

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