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Figlio a carico fiscalmente e Convivenza: cosa indicare nella dichiarazione dei redditi

I figli  a carico fiscalmente possono nascondere delle insidie dovute al fatto che esistono tanti casi non solo di figli che superano il limite di reddito ma che non hanno la residenza nella stessa abitazione dei genitori, padre o madre che sia. Si pone la domanda rispetto alla possibilità di inserire il codice fiscale del figlio c carico anche nel caso in cui, a titolo di esempio, questo non conviva con la famiglia in quanto sia residente formalmente in altra abitazione.

In questo caso specifico assumiamo, per semplicità, che il figlio rispetti i nuovi limiti reddituali per i figli a carico ma che dal punto di vista della residenza anagrafica risieda in altra abitazione, per esempio della nonna defunta o in affitto con altri amici universitari.

Residenza In Italia

La circostanza che il familiare a carico, figlio o parente abbia la residenza anagrafica nello stesso comune o in altro comune in Italia non rileva ai fini della fruizione dell’agevolazione fiscale di cui stiamo scrivendo.

Il contribuente deve prima di tutto comprendere la ratio del legislatore circa la finalità dell’agevolazione prevista per i familiari a carico fiscalmente. La ratio è infatti quella di alleggerire il prelievo erariale sui soggetti che hanno a carico fiscalmente anche dei miliari che necessitano per motivi economici di assistenza, cure, vitto e alloggio. Questi costi comprimono la capacità reddituale del contribuente che li ha a carico fiscalmente e che non può portarsi in detrazione, al pari di quanto avverrebbe per un costo strumentale di una società, i relativi oneri.

A tal proposito il legislatore accorda una serie di detrazione fiscali che variano in funzione dell’età del contribuente e al rispetto del requisito del limite di reddito di 2.840,51. Per familiare a carico deve intendersi ciascun componente della famiglia che nell’anno di imposta oggetto di dichiarazione ha maturato un reddito complessivo uguale o inferiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili.

Ricordo infatti che dal 2018 è stato inserito un elemento di complessità che può aumentare la detrazione spettante e dipendente dall’età del familiare a carico. La Legge di Bilancio 2018 introduce l’età quale elemento differenziante per l’ottenimento di un limite di reddito maggiore. Le detrazioni si dividono infatti in due categorie:

  • Figli minori di 24 anni a carico fiscalmente con reddito complessivo inferiore a 4 mila euro annue
  • Figli maggiori di 24 anni di età ma con reddito inferiore alla soglia dei 2.840,51 euro annue

Il requisito anagrafico dei 24 anni, elemento di novità e rottura rispetto al passato deve ritersi sussistere per l’intero anno in cui il figlio compie gli anni a prescindere dal giorno o dal mese in cui li compie. Questo per il principio di indipendenza e separazione dei periodi di imposta. La novità interviene come conseguenza della modifica dell’articolo 12 del Tuir comma 2 del TUIR per effetto della Legge n. 205/2017

Residenza all’estero

Anche nel caso particolare di figlio addirittura residente all’estero valgono le stesse conclusioni ai fini dell’indicazione del quadro familiari a carico del 730 o modello redditi PF o anche per il Mod. unico. Anche se il ragazzo è iscritto all’AIRE varranno le stesse conclusioni. Quello che rileva prioritariamente è infatti il limite di reddito. Questo da la possibilità della detrazione per familiari a carico e non dove egli abiti.

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