Modello Intrastat: Guida Fiscale con Chiarimenti, Domande e Risposte per la compilazione

Vi presentiamo una piccola guida fiscale al modello Intrastat 2010 semplice per comprendere con chiarimenti, consigli utili per la compilazione, il software intrastat e i modelli Intrastat cartacei per l’Agenzia delle Dogane.

Chi è obbligato alla compilazione del modello intrastat
Sotto un profilo prettamente normativo possiamo già dirvi che le prestazioni evidenziate negli art. 7-quater e 7-quinquies non vanno incluse nei modello intrastat, in modo tale da eliminarci una parte delle prestazioni di servizi rese o acquistate da operatori economici fornitori appartenenti alla comunità europea.

Prestazioni di servizi estero
Qui rileva lo status giuridico delle controparti ed in prima battuta del committente. Per l’acquisto o la cessione di prestazioni di servizi saranno obbligati alla presentazione degli elenchi intrastat tutti i soggetti che intrattengono rapporti con paesi esteri che risiedono nella comunità europea o anche di paesi extra comunità europea che nell’unione europea abbiano stabilito la sede principale della propria attività o una stabile organizzazione, ipotesi questa che li obbligherebbe alla compilazione del modello intrastat compresi anche gli enti, associazioni organizzazioni non commerciali che svolgono anche attività commerciale.

Se si parla di un soggetto titolare di partita Iva aderente al regime agevolato fiscale dei minimi che acquista prestazioni di servizi all’estero qualora queste siano rilevanti in Italia provvederà ad integrare la fattura che gli proviene dall’estero indicando aliquota iva ed iva e provvedendo alla compilazione del modello intrastat.

Nel caso di un aderenete al regime dei minimi che acquista un servizio fa una prestazione di servizi all’estero (comunità europea) invece non si può parlare di operazione intracomunitaria, ma di semplice operazione interna che non rileva ai fini iva in quanto il contribuente minimo non applica l’iva per rivalsa al proprio cliente e di conseguenza non compilerà l’intrastat.

Nel caso di acquisto di servizi da parte di una piccola impresa si considera l’operazione come se fosse una cessione di beni e come tale potete verificare il trattamento nel punto sotto. Nel caso di erogazione di servizi rilevante nel paese del committente, emetteremo fattura ma senza addebitare l’iva per rivalsa  ma compileremo l’intrastat.

 Acquisto e cessione di beni
Qui rileva la destinazione del bene oggetto della compravendita senza prendere in considerazione il luogo di stabilimento o di residenza del committente. Nel caso di contribuente aderente al regime agevolato fiscale dei minimi che non prevede l’applicazione dell’Iva valgono le stesse considerazioni esposte sopra relativamente alle prestazioni di servizi intracomunitarie e quindi nel caso di acquisto rilevante di beni provvederò all’integrazione dell’iva e alla compilazione dell’intra mentre nel caso di cessione di beni non rilevo l’iva in quanto non applico l’iva per rivalsa in virtù del regime.

Nel caso di acquisto di beni da parte di una piccola impresa invece si tratta di operazione rilevante ai fini iva nello stato del fornitore estero dove il bene ha avuto origine e per questo il committente italiano emetterà autofattura ma senza applicazione e integrazione dell’Iva  e non sarà obbligato alla compilazione dell’Intrastat. Se invece è lui a cederli sarà rilevante il paese di destinazione del bene ed emetterà una fattura sena applicazione dell’Iva (cfr art.41 del DL 331 del 1993).

Variazioni, Omissioni od Errori nella compilazione del modello
Nel caso di variazione del modello intrastat dovute ad esempio a fatture integrative o note di accredito queste andranno registrare nel periodo mensile o trimestrale nel quale sono registrate in contabilità.

Nel caso di omissioni di indicazione di alCune operazioni invece dovremmo procedere alla compilazione della sezione 3 indicando il mese o il trimestre in cui è avvenuta l’omissione, mentre nel caso di errori compileremo la sezione 4 per rettificare in aumento o in diminuzione quanto scritto precedentemente.

Termini per la registrazione dell’autofattura
Fermo restando l’obbligo di emettere fattura al momento di effettuazione dell’operazione che, nel caso delle prestazioni di servizi coincide con il pagamento del corrispettivo resta il problema di definire quando emettere autofattura in quanto il soggetto che riceve la fornitura di servizi e paga il prezzo, riceve la fattura ed entro 15 giorni annota l’autofattura nel registro delle vendite mentre rileva nel registro degli acquisti la fattura ricevuta entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa la periodo successivo e per intenderci circa due anni dalla ricezione (cfr art. 25 e 19 del DPR 600 del 1973).

Esistono tuttavia diverse fattispecie pratiche che non sono chiaramente identificate e per questo vi forniamo supporto con qualche consiglio utile, come nel caso di contribuente mensile che si mantiene sotto la soglia dei 50 mila euro, continuerà a compilare il modello mensilmente come nel caso in cui per esempio il limite dei 50 mila euro sarà superato solo in un trimestre il contribuente dovrà continuare  presentare il modello intra mensilmente per almeno quattro periodi consecutivi trimestrali e quindi un anno. Tuttavia dai chiarimenti dell’agenzia delle entrate emerge che per verificare la periodicità bisogna fare riferimento sempre agli ultimi 4 trimestri precedenti: in pratica così facendo se superiamo un trimestre il limite saremo condannati (passatemi il termine) alla dichiarazione mensile per un intero anno. Il livello di verifica è sempre quello di ogni singola categoria.

Nel caso di acconti come è previsto l’obbligo di fatturazione dell’acconto lo sarà anche l’obbligo di compilazione del modello intrastat.

Nella fase di compilazione abbiamo visto che vi sono paesi che pur aderendo alla comunità europea hanno mantenuto la momenta nazionale e per tale motivo sono previste due colonne importi in euro e dimporti in valuta. Il cambio di valuta d aprender ein considerazione è quello della data di effettuazione dell’operazione e quindi pesumibilmente di emissione della fattura (anche se talvolta può non essere così quindi attenti) secondo quanto definito dall’ufficio italiano cambi.

 Articoli di approfondimento:
Guida alla compilazione Intrastat
Chi deve presentare il Modello Intrastat

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7 Commenti

  1. Buonasera,per cortesia un’informazione. Nel 2009, quando una presentazione del modello intrastat veniva effettuata in ritardo rispetto alla scadenza,si allegava al modello da presentare all’Agenzia delle Dogane, un f24 di € 52, recante codice tributo 8911 (nuovo ravvedimento operoso). Per quest’anno, si utilizza la stessa metodologia anche con intraweb 2010, visto che non si presenta piu’ niente con cartaceo?
    In sostanza, quando presentiamo in ritardo un elencomì, subito facciamo pagare al cliente un modello f24, con la speranza che l’agenzia delle entrate verifichi che in effetti la sanzione è stata pagata. Attendo una risposta, visto che non ci sono regole scritte da nessuna parte.
    Grazie e buon lavoro.

  2. trovo l’articolo interessante

  3. Gli altri mica se li farà sfuggire.

  4. qualcuno mi sa dire come inserire un importo in negativo dovuto a una nota di credito di un mese precedente nella sez 4?
    utilizzo il SW offline dell’agenzia delle dogane!

    grazie

  5. Buongiorno, c’è qualcuno che mi sà chiarire un dubbio insoluto da più di un anno.
    Vendo macchine e mobili per ufficio con un fatturato annuo di 130.000,00 euro circa, dal 2010 acquisto saltuariamente dalla Francia fotocopiatrici usate (che poi revisiono e metto in vendita). Acquisti nel 2010 pari 12.000,00 euro.
    Le fatture francesi sono senza esposizione dell’IVA, io l’ho sempre registrate aumentandole dell’iva al 20% sia sul registro acquisti che in quello delle vendite.
    al momento della vendita al mio cliente le assoggetto ad IVA, come per tutti gli altri beni.
    Non ho mai presentato gli elenchi INTRA.
    Sulla normativa INTRA leggo:
    SONO ESCLUSE LE OPERAZIONI PER LE QUALI NON E’ DOVUTA L’IMPOSTA NELLO STATO MEMBRO DOVE E’ STABILITO IL DESTINATARIO secondo l’attuale art. 50 comma 6 del D.L. N. 331/1993.
    Stò facendo correttamente, o devo presentare gli elenchi intra.
    Ringrazio anticipatamente chi vorrà aiutarmi.

  6. Buonasera,
    avrei bisogno di un chiarimento. A dicembre 2010 abbiamo avuto un controllo dell’agenzia delle entrate che ha riscontrato, per quanto riguarda solo l’anno 2002, la partita iva di un fornitore errata.
    Per gli anni successivi abbiamo continuato a presentare l’intra con la partita iva errata.. la mia domanda è: per regolarizzare gli anni successivi è abbastanza presentare al prossimo riepilogo intra, con segno – l’importo con la parita iva errata e con il segno + la partita iva corretta, o bisogna portare anche il cartaceo all’agenzia delle donane e delle entrate? grazie in anticipo

  7. Vorrei gentilmente avere informazioni relativamente alla responsabilità che ha lo spedizioniere incaricato per la verifica dell’esattezza della partita iva del soggetto acquirente estero. Ho sbagliato 30 volte allo stesso cliente la medesima partita iva e mi hanno dato una sanzione di circa 5.900 euro!!!!!!!!!!!!!!!

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