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Deduzione Fondi Pensioni Complementari Chiusi, Negoziali o Individuali: 730, calcolo, indicazione e convenienza

Nel seguito il calcolo della deduzione fiscale dei contributi e premi versati a fondi di previdenza complementare chiusi a contribuzione collettiva individuali o negoziali versati da lavoratori dipendenti in quanto può consentirvi di avere un risparmio Irpef interessante in funzione del vostro reddito imponibile.

Come funziona la deduzione fiscale dei contributi e dei premi

Anche in questo caso l’effettivo risparmio di imposta determinerà un impatto che sarà tanto più alto quanto più alta è la vostra tassazione/scaglio Irpef che nel seguito riportiamo e tanto più alte saranno le vostre altre deduzioni fiscali a cui potete  accedere se avete diritto.

In questo caso il legislatore fiscale ha introdotto una deduzione sul reddito imponibile Irpef fino ad un ammontare di euro 5.164,57 euro.

Se facciamo un breve esempio nel caso in cui avete un reddito imponibile di euro 21.800 o anche di 46.800 tassati, come facile evincere dalla tabella nel seguito riportante gli scaglioni attuali di reddito presenti avreste una tassazione Irpef ridotta

 21.800  46.800
       Reddito Reddito Imponibile   Reddito Reddito Imponibile 
Scaglio di reddito Irpef Aliquota Irpef (%) Imposta da pagare Irpef
fino a euro 15.000,00 23 23% sull’intero importo  3.450  3.450
oltre euro 15.000,00 e fino a euro 28.000,00 27 3.450,00 + 27% parte eccedente 15.000,00  1.350  3.510
oltre euro 28.000,00 e fino a euro 55.000,00 38 6.960,00 + 38% parte eccedente 28.000,00  6.460
oltre euro 55.000,00 e fino a euro 75.000,00 41 17.220,00 + 41% parte eccedente 55.000,00
oltre a euro 75.000,00 43 25.420,00 + 43% parte eccedente 75.000,00
Totale  4.800  13.420

Se per esempio vi trovate ad avere versato 150 euro al mese per 12 mensilità avreste che il totale di versamenti effettuati avrebbe essere pari ad euro 1.800 euro. L’effettivo risparmio di imposta sarebbe pari a 414 euro pari al 23% di 1.800.

Come avviene la deduzione

Se siete dei lavoratori dipendenti la deduzione fiscale dovrebbe avvenire già mensilmente ad opera del datore di lavoro sostituto di imposta che si preoccupa di calcolare la deduzione fiscale figurativa e di dedurla già nel singolo stipendio mensile.

Tuttavia oltre a questi il contribuente ha diritto anche di dedurre fiscalmente ai fini Irpef anche quelli che la propria azienda non ha provveduto a scalare dal reddito imponibile e che sono riepilogati nella riga 413 della Certificazione Unica CU

Questo dovrebbe emergere dal rigo 412 della CU relativa all’anno 2018 che si chiama “Contributi dedotti dal reddito di lavoro dipendente”.

Situazioni e casi particolari

Vi possono essere casi in cui, laddove si sia iniziato a lavorare d poco o che il dipendente abbia effettivamente versato molto durante l’anno nei fondi la vostra certificazione Unica presenti un valore pari a zero nella riga 413. Questo capita appunto quando i contributi versati dal lavoratore dipendente sono maggiori del reddito prodotto riducendolo quindi fino a zero.

La deduzione vale sia nel caso parliamo di fondi negoziali sia fondi individuali

Indicazione nel modello 730 o nel modello Unico della dichiarazione dei redditi

L’importo ancora da portare in deduzione fiscale per pagare meno Irpef tramite il 730-3 è il quadro E relativo alla composizione degli oneri e delle spese deducibili (dal reddito imponibile) o detraibili (dall’Irpef direttamente).  Il rigo interessato, se prendiamo in considerazione il 730 2018 relativo ai redditi di imposta dell’anno 2018 è il numero 27.

Il reddito imponibile invece andrà indicato nel rigo 14 e dovrà esporre il reddito ridotto dei contributi calcolati prima.

Quali fondi consentono la deduzione fiscale il risparmio Irpef

Vediamo prima quali fondi consentono la deduzione fiscale, quali sono le caratteristiche e come si chiamano in modo che se qualcuno ve li propone sapete di cosa si tratta:

  • Fondi pensione negoziali: sono forme pensionistiche com- plementari istituite dai rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro nell’ambito della contrattazione nazionale, di settore aziendale. A questa tipologia appartengono anche i fondi pensione cosiddetti territoriali, istituiti cioè in base ad accordi tra datori di lavoro e lavoratori appartenenti a un determinato territorio o area geografica
  • Fondi pensione aperti: sono forme pensionistiche complementari istituite da banche, imprese di assicurazione, società di gestione del risparmio (SGR) e società di intermediazione mobiliare (SIM).
  • Piani Individuali Pensionistici di tipo assicurativo (PIP): sono forme pensionistiche complementari istituite dalle im prese di assicurazione.
  • Fondi pensione preesistenti: sono forme pensionistiche così chiamate perché risultavano già istituite prima del Decreto Legislativo 124 del 1993 che ha disciplinato la previdenza complementare per la prima volta.

Conclusione: convenienza

Inutile dirvi che laddove il versamento previsto dai fondi superasse l’importo massimo deducibile allora si perderebbe il beneficio fiscale offerto dal legislatore. Tuttavia è importante non farsi ammaliare dal vantaggio fiscale quando erano di rifilarvi i prodotti presso le vostre banche ma dovete guardare piuttosto alla composizione del fondo, dove investe, in cosa investe, in quale valuta e quali sono i segmenti di rischio di cui si caratterizza e correlarlo alla vostra propensione al rischio ed esigenze di investimento. Inoltre dovrete vedere quali commissioni prendono. Vi sono fondi che in passato e anche oggi si fanno pagare rispetto ai competitor commissioni considerevoli e per di più portando a casa risultati anche piuttosto scarsi.

La leva fiscale quindi è da prendere in considerazione ma non deve rappresentare l’unica variabile bensì sol essere una variabile che a fine ano vi dovrà far propendere per il rinnovo o il cambio di fondo.

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