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Cessione Credito da Detrazioni Fiscali IRPEF sul risparmio energetico: come si effettua il trasferimento per gli incapienti

La Legge di Bilancio 2018 introduce la alcune novità in merito alla possibilità di cedere il credito derivante dalle detrazione fiscali per gli interventi risparmio energetico per i soggetti cosiddetti incipienti, ossia con reddito imponibile non sufficiente a sfruttare le agevolazioni.

Vedremo cosa disciplina il tanto atteso provvedimento dell’agenzia delle entrate del 19 aprile 2019 e come funziona la compilazione del modulo per il trasferimento del credito.

I soggetti incipienti sono i soggetti che rientrano nella no tax area ossia non hanno redditi imponibili IRPEF sufficienti s fruttare le detrazioni fiscali ottenute sostenendo dei costi.

Essendo le detrazioni fiscali soggette a scadenza (3, 5 10 rate a seconda della tipologia di intervento), il Legislatore fiscale ha dato la possibilità (invero ha riconosciuto con un certo ritardo un diritto che era palese fino a poco tempo non era riconosciuto) di cedere il diritto alla detrazione e terze parti che possono essere le ditte con cui si effettuano gli interventi, gli stessi rivenditori dei materiali o anche gli istituti di credito o finanziari, banche o intermediari

Le modalità sono contente nel provvedimento del pubblicato il 28 agosto 2017 dall’Agenzia delle Entrate ha reso note le

A chi può essere ceduto il credito di imposta Irpef

Il credito di imposta potrà essere ceduto a:

  • Banche
  • Istituti di credito
  • Intermediari finanziari
  • Privati

Non è possibile cederlo alle amministrazioni pubbliche altrimenti parleremo di una detrazione fiscale nuova per gli incapienti. La cessione a questi soggetti è stata via via rivista nel corso degli aggiornamenti che si sono succeduti ed è stata estesa la possibilità di vendita anche a soggetti privati ma solo in taluni casi che sono decritti in sintesi nel seguito per fornire chiarimenti utili all’applicazione di questo nuovo istituto.

Come esplicitato nel provvedimento del 19 aprile 2019 tanto atteso il credito d’imposta può essere ceduto da:

  1. i soggetti di cui al punto 1.1, lettere a) e b), anche non tenuti al versamento dell’imposta sul reddito, a condizione che siano teoricamente beneficiari della detrazione d’imposta prevista per gli interventi di cui all’articolo 14 del decreto legge n. 63 del 2013, effettuati su singole unità immobiliari;
  2. i cessionari del credito, i quali a loro volta possono effettuare una ulteriore cessione.

A chi può essere ceduto il credito Irpef

Come emerge dal provvedimento del 19 aprile 2019 il credito d’imposta può essere ceduto in favore:

  1. dei fornitori dei beni e servizi necessari alla realizzazione degli interventi di cui all’articolo 14 del decreto legge n. 63 del 2013;
  2. di altri soggetti privati quali persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti, diversi dai fornitori, sempreché collegati al rapporto che ha dato origine alla detrazione. E’ esclusa la cessione del credito in favore delle amministrazioni pubbliche di cui al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165;
  3. di istituti di credito e intermediari finanziari, nella sola ipotesi in cui il credito sia ceduto dai soggetti di cui al punto 1.1, lett. a).

Condizioni da rispettare

La cessione del credito Irpef spettante può essere effettuata a patto che l’incapienza del reddito imponibile Irpef caratterizzi l’anno precedente a quello di sostenimento delle spese.

Novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2018

Facciamo un passo indietro e vediamo come si è modificata la disciplina negli ultimi  due anni in quanto vi sono alcune novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2018 rispetto ai previdenti regimi fiscali che hanno interessato non solo l’introduzione/modifiche delle aliquote e tipologie di interventi agevolabili ma anche i soggetti a cui cedere i crediti fiscali.

Già la Legge di Bilancio 2017 aveva introdotto la possibilità di beneficiare di un Bonus fiscale piuttosto elevato (65%, 70% o 75%) per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici condominiali sostenuti (ossia pagati) dal 2017  alla fine del 2021. Parliamo di quella particolare tipologia di interventi che interessava l’involucro dell’edificio esterno e con particolari caratteristiche tecniche.

Il relativo credito, limitatamente a questa tipologia di interventi di efficientamento del risparmio energetico, poteva essere ceduto ai fornitori o alle ditte che avevano effettuato gli interventi o anche a Banche, Istituti di credito e intermediari finanziari o a soggetti provati e a patto che il cedente, titolare del diritto di credito verso l’erario rientrasse nella cosiddetta No Tax Area ossia sia incipiente per fruire del beneficio.

Prima della Legge di Bilancio 2016 il credito invece poteva essere ceduti da chiunque e così dovrebbe essere. Dal primo gennaio 2017 i soggetti capienti non possono cedere i crediti con detrazioni Fiscali del 70% o 75% ad istituti di credito mentre resta ferma l’impossibilità di cedere i crediti con detrazione al 65% per i capienti.

Per coloro che invece rientrano nella no tax area la possibilità è estesa a chiunque per cui potranno cedere a qualsivoglia soggetto e nel seguito vediamo come.

Le modalità applicative della cessione sono  definite con Provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 28 agosto 2017 nel seguito riportato come allegato al presente articoli per fornirvi ulteriori chiarimenti utili in sintesi oltreché le diverse fonti normative. 

A Chi conviene cedere il credito

La possibilità di cedere ai fornitori a mio modesto avviso questo prestava il fanno ad un preventivo rigonfiamento del preventivo da parte delle ditte che potevano così già immaginare o richiedere al cliente se avrebbe avuto intenzione di cedere loro il credito per poi applicare lo sconto sul prezzo.

La cessione del credito alle banche sicuramente passerà probabilmente per una sconto sul diritto di credito riconosciuto derivante dal fatto che vi stanno fornendo subito una disponibilità di denaro che altrimenti non avreste modo di sfruttare e seppure lo aveste sarebbe fruibile in 10 anni per cui un orizzonte temporale piuttosto lungo che richiede il pagamento di un tasso di interesse che sia in grado di remunerare questo intervallo di tempo particolarmente lungo. 

Ricordo comunque che il cessionario o acquirente del credito potrà utilizzare il credito in dieci quote annuali di pari importo, utilizzabili in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni, presentando il modello F24 esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate, pena il rifiuto dell’operazione di versamento. Non si applicano i limiti di compensazione di cui all’articolo 34 della legge 23.

Definizione NO TAX AREA

In estrema sintesi i contribuenti che rintrona nella NO TAX AREA sono quei soggetti che posseggono redditi esclusi dalla imposizione fiscale dell’IRPEF o perchè esenti in base a norme di legge o perchè già abbattuti dal altre detrazioni fiscali spettano (per carichi i famiglia, per lavoro dipendente, per interessi su mutuo, etc etc). Per approfondimenti, chiarimenti e casi particolari potete leggere l’articolo dedicato alla definizione di NO TAX AREA.

Quali sono i crediti cedibili

Il credito d’imposta cedibile corrisponde relativo alle detrazioni per interventi di riqualificazione energetica effettuati su singole unità immobiliari, nella misura e alle condizioni ivi indicate. L’importo della detrazione fiscale IRPEF cedibile è calcolato tenendo conto anche delle spese sostenute nel periodo d’imposta mediante cessione del medesimo credito ai fornitori.

La detrazione che può essere oggetto di cessione è commisurata all’importo complessivo delle spese sostenute nel periodo d’imposta nei confronti di ciascun fornitore. Il cessionario può cedere, in tutto o in parte, il credito d’imposta acquisito solo dopo che tale credito è divenuto disponibile ai sensi del successivo punto 4.5: “La comunicazione da parte del cessionario dell’eventuale successiva cessione, totale o parziale, del credito ricevuto, avviene a decorrere dal 20 marzo dell’anno successivo a quello di sostenimento della spesa e comunque dopo l’accettazione del credito stesso, con le funzionalità rese disponibili nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle entrate

Se il credito d’imposta è ceduto al fornitore che ha effettuato gli interventi, la fattura emessa è comprensiva dell’importo relativo alla detrazione ceduta sotto forma di credito d’imposta.

Dal punto di vista della natura abbiamo visto che sono quelli derivanti dalla esse per il risparmio energetico (ecobonus Fiscale detrazione 65% e successivamente eco bonus con detrazione al 70 e 75%) ma per sapere quale credito ossia l’ammontare da andare a considerare dobbiamo prendere le delibere assembleari preparate dall’amministratore. Questi ricordiamo ha l’obbligo di inviare annualmente la certificazione delle spese sostenute e della tipologia di lavori effettuati che sono eleggibili per una o l’altra detrazione fiscale.

Il credito per essere cedibile dovrà derivare da spese effettivamente sostenute da parte del condomino per cui dovrà esserci un controllo a monte tra il riparto e i bollettini di versamento incassati dal condominio senza ai quali il contribuente non maturerà alcun credito e quindi nessun credito potrà essere ceduto a terze parti.

Il credito cedibile è quello definito dall’articolo 14 del D.Lgs . 62 del 2013 riguardante gli interventi per l’efficientamento energetico effettuato su parti comuni condominiali e sue successive modificazioni. E’ importante questo perchè come vedremo inizialmente era stato previsto che venisse ceduto solo dai soggetti che rientravano nella NO TAX AREA e a favore degli esercenti, per cui si traduceva di fatto in uno sconto sul prezzo applicato che poco effetto aveva alla fine. Nella sostanza ci si esponeva al rischio di vedersi un proposto un prezzo più alto per poi riabbassarlo tramite il credito riportandolo al valore normale con un guadagno che andava solo sull’esercente fornitore.

Successivamente, con la Legge di Bilancio n. 232 del 2016 è stata estesa la possibilità di cedere non solo i crediti acquisiti fino alla fine del 20121 ma sono stati ricompresi anche gli ecobonus fiscale con detrazione al 70% o 75% (per intenderci quelli effettuati sugli involucri….). Inoltre dal punto di vista del cessionario è stato introdotto un ampliamento dell’offerta di soggetti a cui cedere il credito ricomprendendo questa volta anche i soggetti privati.

Il regime della cessione delle detrazioni fiscali al 65% resta invariato (cessione solo per i soggetti no tax area e verso fornitori). La Legge n. 232 ampia le possibilità di cessione ma per detrazioni fiscali e soggetti diversi (indipendentemente dalla NO TAX AREA).

La Legge di Bilancio 2018, sentendo lo scontento di aver tenuto furi anche altri soggetti immotivatamente a mio modesto avviso perchè il diritto di credito c’è e se no lo posso sfruttare esiste pur sempre per cui perchè non poterlo cedere?. Ci siamo arrivati dopo qualche anno come al solito. La Legge n. 205 del 2017 ha dato la possibilità di cedere anche i crediti di imposta derivanti da interventi d manutenzione straordinaria su singole unità immobiliari a tutti esclusi gli intermediari finanziari a cui sarà possibile vendere il credito solo per i soggetti rientranti nella no tac area.

Come si effettua la cessione

La vendita del credito potrà avvenire per scrittura privata senza bisogno che venga autenticata dal notaio ma seguendo le istruzioni contenute nel provvedimento del 19 aprile 2019 che trovate in calce all’articolo da scaricare.

Comunicazione On line

I soggetti comunicano entro la scadenza del 28 febbraio dell’anno successivo a quello di sostenimento della spesa, utilizzando le funzionalità rese disponibili nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle entrate, la denominazione e il codice fiscale del cedente, la tipologia di intervento effettuata, l’importo complessivo della spesa sostenuta, l’importo complessivo del credito cedibile (pari alla detrazione spettante), l’anno di sostenimento della spesa, i dati catastali dell’immobile oggetto dell’intervento di riqualificazione energetica, la denominazione e il codice fiscale del cessionario, la data di cessione del credito, l’accettazione dello stesso da parte del cessionario, nonché l’ammontare del credito ceduto, spettante sulla base delle spese sostenute entro il 31 dicembre. I contribuenti di cui al punto 1.1, lett. a), dichiarano, inoltre, che nell’anno precedente a quello di sostenimento della spesa si trovavano nelle condizioni ivi indicate.

Compilazione su modello cartaceo

In alternativa alle modalità di cui al punto 4.1, la comunicazione può essere inviata per il tramite degli uffici dell’Agenzia delle entrate utilizzando il modulo allegato al presente provvedimento, contenente le informazioni di cui al punto precedente. Il predetto modulo può essere inviato ai predetti uffici anche tramite posta elettronica certificata, sottoscritto con firma digitale oppure con firma autografa; in quest’ultimo caso, il modulo deve essere inviato unitamente a un documento d’identità del firmatario.

Il mancato invio della comunicazione di cui ai punti precedenti rende inefficace la cessione del credito.

L’Agenzia delle entrate rende visibile nel “Cassetto fiscale” del cessionario il credito d’imposta che gli è stato attribuito, che potrà utilizzare, con le modalità di cui al successivo punto 5 del presente provvedimento, solo a seguito della relativa accettazione con le funzionalità rese disponibili nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle entrate. Con le medesime funzionalità, nell’area riservata del cedente sono rese visibili le informazioni sull’accettazione del credito d’imposta da parte del cessionario.

La comunicazione da parte del cessionario dell’eventuale successiva cessione, totale o parziale, del credito ricevuto, avviene a decorrere dal 20 marzo dell’anno successivo a quello di sostenimento della spesa e comunque dopo l’accettazione del credito stesso, con le funzionalità rese disponibili nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle entrate

Alla base della cessione si dovranno fornire la copia dei bollettini di versamento effettuati o gli estratti conto, la certificazione di fine anno rilasciata dall’amministratore.

In teoria sarebbe necessario anche farsi rilasciare una dichiarazione da parte dell’amministratore in ci sia dichiarato che il cedente non abbia pendenze verso il condominio altrimenti la procedura vorrebbe che si sanino prima i debito verso questi e poi che si ceda a terze parti il credito. Gli altri inquilini infatti potrebbero opporsi solo in caso di demenze da parte del condominio che si sta accingendo a cedere a terzi il proprio credito.

La scrittura privata è molto importante perchè rappresenta il documento cn cui l’acquirente del credito potrà opporre a terzi la cessione e potrà effettuare solo la compensazione con modello F24 con altri importi a debito.

Il condomino dovrà comunicare al condomino e all’amministratore in particolare la cessione che ne darà menzione al condominio che non avrà poter di opporsi. La comunicazione dovrà avvenire entro il 31 dicembre del periodo d’imposta oggetto di cessione. Sarà auspicabile comunicare i dati anche dell’acquisrente o cessionario oltre al proprio nome, cognome e codice fiscale.

Per conoscere in pratica come procedere puoi leggere il nuovo articolo dedicato a “Come si effettua la cessione del credito per interventi di riqualificazione energetica”

Doveri dell’amministratore di condominio

L’amministratore del condominio deve comunicare annualmente all’Agenzia delle entrate la denominazione e il codice fiscale del cessionario, l’accettazione da parte di quest’ultimo del credito ceduto nonché l’ammontare dello stesso, spettante sulla base delle spese sostenute dal condominio entro il 31 dicembre dell’anno precedente e alle quali il condòmino cedente ha contribuito per la parte non ceduta sotto forma di credito d’imposta.

Inoltre consegna al condòmino la certificazione annuale delle spese a lui imputabili sostenute nell’anno precedente dal condominio, indicando il protocollo telematico con il quale ha effettuato la comunicazione vista prima.

Casi Particolari: condomini minimi

I condomini appartenenti a condomini per i quali, ai sensi dell’articolo 1129 del codice civile, non vi è obbligo di nominare l’amministratore e che non abbiano proceduto a tale nomina, possono cedere il credito d’imposta incaricando un condòmino di comunicare all’Agenzia delle entrate, con le medesime modalità e nei termini previsti per gli amministratori di condominio come sopra i dati relativi alla cessione del credito.

Il mancato invio della comunicazione dei dati del cessionario rende inefficace, per cui non opponibile a terzi, la cessione del credito.

L’Agenzia delle entrate rende visibile nel “Cassetto fiscale” del cessionario il credito d’imposta che gli è stato attribuito e che potrà utilizzare, con le modalità di cui al punto 5 del presente provvedimento, solo a seguito della relativa accettazione con le funzionalità rese disponibili nel suo “Cassetto fiscale”. Le informazioni sull’accettazione del credito d’imposta da parte del cessionario saranno rese visibili anche nel “Cassetto fiscale” del cedente.

Il cessionario che cede il credito d’imposta a lui attribuito deve darne comunicazione all’Agenzia delle entrate utilizzando le funzionalità telematiche rese disponibili dalla stessa Agenzia, che provvede ad attribuire il credito al nuovo cessionario con le modalità viste precedentemente.

Doveri dell’acquirente

Il cessionario qualora intenda rivendere il credito deve effettuare le stesse comunicazioni viste sopra per l’amministrato darne comunicazione all’Agenzia delle Entrate utilizzando le funzionalità telematiche rese disponibili dalla stessa Agenzia. L’Agenzia delle Entrate rende visibile nel “Cassetto fiscale” del cessionario il credito ceduto che, tuttavia, può essere utilizzato o ulteriormente ceduto solo dopo che sia stato da quest’ultimo accettato con le funzionalità rese disponibili nel medesimo “Cassetto fiscale”. Le informazioni sull’accettazione del credito da parte del cessionario sono visibili anche nel “Cassetto fiscale” del cedente.

Da quando si può usare il credito

Il credito ceduto potrà essere utilizzato solo in compensazione con altri debiti di imposta da versare con F24. Il credito acquistato potrà essere utilizzato solo in compensazione dal 10 marzo del periodo d’imposta successivo a quello in cui il condominio ha sostenuto la spesa.

Novità dalla Legge di Bilancio 2018

La legge di Bilancio 2018 estende inoltre la possibilità di cedere il credito di imposta derivante da interventi di riqualificazione ed il risparmio energetico che per i contribuenti che hanno svolto lavori privatamente e non all’interno di condomini come precedentemente disciplinato. Il credito tuttavia non può ancora essere ceduto alle amministrazioni pubbliche (chissà perchè?).
Nel seguito trovate il nuovo articolo con la tabella di sintesi dove sono riepilogati i lavori ammessi alla vendita, quali sono i soggetti che possono venderli e chi sono i destinatari a cui può essere ceduto il credito Irpef.

Tabella di sintesi

Tabella Cessione Credito Irpef da Detrazione Fiscale Irpef: Quali lavori e a CHI vendere

INTERVENTI SU PARTI COMUNI DEI CONDOMINI O SU SINGOLE UNITA’ IMMOBILIARI
ALIQUOTA DI DETRAZIONE
 CESSIONE DEL CREDITO
 CESSIONARI
SERRAMENTI E INFISSI 50% SI Fornitori e altri soggetti privati  Per i soggetti no tax area fornitori e altri soggetti privati compresi banche e intermediari finanziari
SCHERMATURE SOLARI
CALDAIE A BIOMASSA
CALDAIE CONDENSAZIONE Classe A
CALDAIE CONDENSAZIONE Classe A + sistema termoregolazione evoluto 65% Si Fornitori e altri soggetti privati  Per i soggetti no tax area fornitori e altri soggetti privati compresi banche e intermediari finanziari
POMPE DI CALORE
SCALDACQUA A PDC
COIBENTAZIONE INVOLUCRO
COLLETTORI SOLARI
GENERATORI IBRIDI
SISTEMI BUILDING AUTOMATION
MICROCOGENERATORI
INTERVENTI SU PARTI COMUNI DEI CONDOMINI
ALIQUOTA DI DETRAZIONE
 CESSIONE DEL CREDITO
 CESSIONARI
COIBENTAZIONE  INVOLUCRO CON SUPERFICIE INTERESSATA >25% DELLA SUPERFICE DISPERDENTE 70% SI Fornitori e altri soggetti privati Per i soggetti no tax area fornitori e altri soggetti privati compresi banche e intermediari finanziari
COIBENTAZIONE INVOLUCRO CON SUPERFICIE INTERESSATA >25% DELLA SUPERFICE DISPERDENTE + QUALITA’ MEDIA DELL’INVOLUCRO 75% SI
COIBENTAZIONE INVOLUCRO CON SUPERFICIE INTERESSATA >25% DELLA SUPERFICE DISPERDENTE + RIDUZIONE 1 CLASSE RISCHIO SISMICO 80%  SI
COIBENTAZIONE INVOLUCRO CON SUPERFICIE INTERESSATA >25% DELLA SUPERFICE DISPERDENTE + RIDUZIONE 1 CLASSE RISCHIO SISMICO 85% SI

A chi non può essere ceduto il credito

Come chiarito nella recente circolare la normativa non individua gli istituti di credito e gli intermediari finanziari esclusi ma si ritiene che il perimetro di esclusione riguardi non solo gli istituti di credito e gli intermediari autorizzati dalla Banca d’Italia all’esercizio dell’attività di concessione di finanziamenti e iscritti nell’albo previsto dall’articolo 106 del TUB (emanato con il decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385), ai quali l’ordinamento nazionale consente di erogare credito in via professionale nei confronti del pubblico nel territorio della Repubblica, ma anche tutte le società classificabili, ai fini dei conti nazionali, nel settore delle società finanziarie, i cui crediti nei confronti dello Stato inciderebbero sull’indebitamento netto e sul debito pubblico per l’importo del credito ceduto.

Risultano, quindi, esclusi dal novero dei cessionari, ad esempio, anche i Confidi con volumi di attività pari o superiori ai 150 milioni di euro, le società fiduciarie, i servicer delle operazioni di cartolarizzazione, le società di cartolarizzazione di cui alla legge 30 aprile 1999, n. 130.

Si ricorda, in ogni caso, che a favore delle società classificabili nel settore delle società finanziarie non potrà essere effettuata né l’originaria cessione del credito né l’eventuale successiva cessione da parte del primo cessionario, a prescindere dalla circostanza che le stesse facciano o meno parte di un gruppo societario.

A titolo esemplificativo, il credito risulta cedibile nei confronti:

– degli organismi associativi, compresi i consorzi e le società consortili di cui agli articoli 2602 e seguenti del codice civile, anche se partecipati dai soggetti classificabili, ai fini dei conti nazionali, nel settore delle società finanziarie qualora questi detengano una quota di partecipazione non maggioritaria o, più in generale, non esercitino un controllo di diritto o di fatto sull’ente partecipato o collegato;

– le Energy Service Companies (ESCO) di cui alla Direttiva 2006/32/CE del 2006 (concernente l’efficienza degli usi finali dell’energia e i servizi energetici e recante abrogazione della direttiva 93/76/CEE del Consiglio), recepita dal Decreto Legislativo 30 maggio 2008, n. 115, che all’articolo 2 individua tali organismi nella persona fisica o giuridica che fornisce servizi energetici ovvero altre misure di miglioramento dell’efficienza energetica e, ciò facendo, accetta un certo margine di rischio finanziario. Il pagamento dei servizi forniti si basa, totalmente o parzialmente, sul miglioramento dell’efficienza energetica conseguito e sul raggiungimento degli altri criteri di rendimento stabiliti;

– società di servizi energetici (SSE), accreditate presso il GSE, comprese le imprese artigiane e le loro forme consortili, che hanno come oggetto sociale, anche non esclusivo, l’offerta di servizi integrati per la realizzazione e l’eventuale successiva gestione di interventi di risparmio energetico.

Resta fermo, come detto, il divieto di cessione nei confronti di società finanziarie, ancorché le stesse facciano parte della compagine dei suddetti Organismi associativi, delle ESCO e delle SSE.

Compilazione dichiarazione dei redditi nel caso di cessione del credito IRPEF

Al momento non sono a conoscenza di modalità di compilazione della vendita del credito nè in capo al cedente nè in capo all’acquirente del credito. Tuttavia per logica sono dell’avviso che il cedente non dovrà indicare più alcunchè nella propria dichiarazione dei redditi relativa all’anno di impota in cui è occorsa la cessione, A meno di accordi particolari con l’acquirente. Potrebbe infatti verificarsi il fatto che le due parti del contratto si mettano d’accordo per cui il credito si perde dal giorno di perfezionamento del rogito per cui sarebbe da calcolare la quota parte di credito spettante e che sarebbe possibile indicare in linea teorica nel 730 dal primo gennaio fino alla data del rogito.

L’acquirente invece dal giorno successivo al rogito fino al 31 dicembre per la quota residua. Tuttavia sono  a conoscenza che la maggior parte delle negoziazioni prevede che il credito passi interamente e non pro quota per una questione di facilità di calcolo e gestione.

Chiarimenti applicativi sul trasferimento delle detrazioni fiscali IRPEF

La cessione del credito si applica alla detrazione spettante per gli interventi di efficienza energetica nonché per gli interventi relativi all’adozione di misure antisismiche effettuati su edifici, di cui agli articoli 14 e 16 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90.

Il trasferimento è consentito dall’articolo 14, commi 2-ter e 2-sexies e deve intendersi limitata ad una sola eventuale cessione successiva a quella originaria;

Per altri soggetti privati, di cui all’articolo 14, comma 2-sexies, del decreto-legge n. 63 del 2013, devono intendersi i soggetti diversi dai fornitori, sempreché collegati al rapporto che ha dato origine alla detrazione.

La detrazione può essere trasferita nel caso di interventi condominiali, nei confronti degli altri soggetti titolari delle detrazioni spettanti per i medesimi interventi condominiali ovvero, più in generale, nel caso in cui i lavori vengano effettuati da soggetti societari appartenenti ad un gruppo, nei confronti delle altre società del gruppo ad esclusione, tuttavia, per i soggetti diversi dai cd. no tax area, degli istituti di credito e degli intermediari finanziari.

Alla luce dei principi affermati con la citata circolare, viene, ora chiesto di conoscere:

  1. se i predetti chiarimenti debbano ritenersi applicabili anche con riferimento alle cessioni del credito previste dall’articolo 16, commi 1-quinquiese 1-septies, del decreto-legge n. 63 del 2013, riferite agli interventi realizzati nei comuni ricadenti nelle zone classificate a rischio sismico;
  2. se, per soggetto privato collegato al rapporto che ha dato origine alla detrazione, possano intendersi, nel caso di lavori eseguiti da imprese appartenenti ad un Consorzio di imprese ovvero ad una Rete di imprese, le altre società consorziate o che facciano parte della medesima Rete;
  3. se nel caso in cui il fornitore del servizio si avvalga di un sub-appaltatore per eseguire l’opera, la cessione del credito possa essere effettuata anche a favore dei sub-appaltatori, trattandosi di soggetti che presentano un collegamento con l’intervento;
  4. se nel caso in cui venga stipulato un unico contratto di appalto con più soggetti, di cui uno o più curano la realizzazione di lavori funzionalmente collegati all’intervento complessivo agevolabile che, in sé considerati, non danno diritto alle detrazioni cedibili, sia possibile effettuare la cessione del credito anche a favore di questi ultimi;
  5. se la verifica del collegamento con il rapporto che ha dato origine al credito debba essere effettuata solo in occasione della cessione originaria o anche con riferimento alla successiva cessione.

Trasferimento detrazioni relative agli interventi realizzati nei comuni ricadenti nelle zone classificate a rischio sismico

Con riferimento al primo quesito, si rammenta che il comma 1-bis dell’articolo 16 del decreto-legge n. 63 del 2013, come da ultimo sostituito dall’articolo 1, comma 2, lettera c), n. 2), della legge 11 dicembre 2016, n. 232, prevede che “Per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 per gli interventi di cui all’articolo 16-bis, comma 1, lettera i), del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, le cui procedure autorizzatorie sono iniziate dopo la data di entrata in vigore della presente disposizione, su edifici ubicati nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) di cui all’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003, pubblicata nel supplemento ordinario n. 72 alla Gazzetta Ufficiale n. 105 dell’8 maggio 2003, riferite a costruzioni adibite ad abitazione e ad attività produttive, spetta una detrazione dall’imposta lorda nella misura del 50 per cento, fino ad un ammontare complessivo delle stesse spese non superiore a 96.000 euro per unità immobiliare per ciascun anno… “.

Il successivo comma 1-ter stabilisce, inoltre, che “A decorrere dal 1° gennaio 2017 e fino al 31 dicembre 2021, le disposizioni del comma 1-bis si applicano anche agli edifici ubicati nella zona sismica 3 di cui all’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003, pubblicata nel supplemento ordinario n. 72 alla Gazzetta Ufficiale n. 105 dell’8 maggio 2003“.

I commi 1-quater e 1-quinquies del medesimo articolo 16, inseriti dall’articolo 1, comma 2, lett. c), n. 3), della legge 11 dicembre 2016, n. 232, prevedono che qualora dagli interventi attuati derivi una diminuzione del rischio sismico che determini il passaggio ad una o due classi di rischio inferiori, come calcolate in base al decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti 28 febbraio 2017, n. 58 e relativi allegati, la detrazione sopra indicata spetta nella misura del 70 per cento (ovvero 75 per cento per gli interventi realizzati sulle parti comuni degli edifici condominiali) in caso di diminuzione di una classe di rischio e nella misura dell’80 per cento (ovvero 85 per cento per gli interventi realizzati sulle parti comuni degli edifici condominiali), in caso di diminuzione di due classi di rischio.

Il medesimo comma 1-quinquies individua le modalità con le quali i soggetti beneficiari della detrazione spettante per determinati interventi relativi all’adozione di misure antisismiche, di cui all’articolo 16-bis, comma 1, lettera i), del TUIR, effettuati sulle parti comuni di edifici, possono cedere il credito corrispondente alla predetta detrazione per le spese sostenute dal 1º gennaio 2017 al 31 dicembre 2021.

La medesima possibilità di cessione del credito viene, inoltre, prevista dall’articolo 16, comma 1-septies, del decreto-legge n. 63 del 2013 con riferimento agli interventi realizzati nei comuni ricadenti nelle zone classificate a rischio sismico 1, ai sensi dell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3519 del 28 aprile 2006, mediante demolizione e ricostruzione di interi edifici, allo scopo di ridurne il rischio sismico, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare, che provvedano entro 18 mesi dalla data di conclusione dei lavori, alla successiva alienazione degli immobili.

Analogamente a quanto disposto con riferimento alla cessione del credito per interventi di efficienza energetica, le citate disposizioni stabiliscono che il credito può essere ceduto ai soggetti che hanno effettuato gli interventi (fornitori e imprese costruttrici) “ovvero ad altri soggetti privati, con la facoltà di successiva cessione del credito“.

Alla luce di tali premesse, anche in considerazione della formulazione sostanzialmente identica utilizzata dal legislatore per l’individuazione dei soggetti cessionari e del parere reso dal Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato del Ministero dell’Economia e delle Finanze, devono ritenersi sussistenti anche per le cessioni previste dall’articolo 16 del decreto-legge n. 63 del 2013 le medesime esigenze evidenziate per tenere conto degli impatti di finanza pubblica richiamate nella citata circolare n. 11/E.

Resta fermo, per tutti i soggetti beneficiari della detrazione in argomento, il divieto di cedere il credito corrispondente alla detrazione agli istituti di credito e agli intermediari finanziari, atteso che nel citato articolo 16 non è stata inserita una previsione analoga a quella introdotta nell’articolo 14 del medesimo decreto-legge n. 63 del 2013 per i soggetti cd. no tax area.

Estensione a Consorzio di imprese ovvero ad una Rete di imprese, le altre società consorziate o che facciano parte della medesima Rete

Con riferimento al secondo quesito, si precisa che nel caso di lavori effettuati da un’impresa appartenente ad un Consorzio oppure ad una Rete di imprese, il credito corrispondente alla detrazione può essere ceduto anche agli altri consorziati o retisti, anche se non hanno eseguito i lavori, o direttamente al Consorzio o alla Rete. Restano in ogni caso escluse le cessioni a favore degli istituti di credito e degli intermediari finanziari nonché delle società finanziarie che facciano eventualmente parte del Consorzio o della Rete di Imprese.

Tale interpretazione è coerente con i chiarimenti già resi nella predetta circolare per le cessioni effettuate a soggetti societari appartenenti ad un gruppo.

Sub Appalto

Per quanto attiene al terzo quesito, si ritiene che nel caso in cui il fornitore del servizio si avvalga di un sub-appaltatore per eseguire l’opera, la cessione del credito possa essere effettuata anche a favore di quest’ultimo o, ancora, a favore del soggetto che ha fornito i materiali necessari per eseguire l’opera, trattandosi comunque di soggetti che presentano un collegamento con l’intervento e, dunque, con il rapporto che ha dato origine alla detrazione.

Tale collegamento sussiste, altresì, nell’ipotesi evidenziata nel quarto quesito. Fermo restando che l’ammontare della detrazione che genera il credito cedibile si determina esclusivamente con riguardo alle spese sostenute per la realizzazione dei soli interventi per i quali è prevista la cessione ai sensi dei commi 2-ter e 2-sexies dell’articolo 14 e dei commi 1-quinquies e 1-septies dell’articolo 16 sopra citati, si ritiene che detta cessione possa essere effettuata anche a favore dei soggetti che hanno eseguito lavori che non danno diritto a detrazioni cedibili, semprechè questi rientrino nel medesimo contratto di appalto da cui originano le detrazioni in parola.

Verifica del collegamento con il rapporto che ha dato origine al credito debba essere effettuata solo in occasione della cessione originaria o anche con riferimento alla successiva cessione.

Aggiornamenti

Per i lavori che sono iniziati tra il 1° gennaio e l’11 marzo 2019 il termine dei 90 giorni decorre dal giorno di apertura del portale o dalla fine lavori come sopra descritto. Il portale lo trovate all’indirizzo www.detrazionifiscali.enea.it

Sarà possibile inviare la documentazione relativa agli interventi che consentono la detrazione fiscale per riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente in base alla legge 296/2006 nella misura del 50%, 65%, 70%, 75%, 80% e 85% www.ecobonus2019.enea.it e degli interventi di risparmio energetico e utilizzo di fonti rinnovabili ex articolo 16 bis del Dpr 917/86, che usufruiscono delle detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie sul sito www.bonuscasa2019.enea.it.

PROVVEDIMENTO 19 Aprile 2019 cessione detrazione fiscale credito IRPEF

Modulo Cessione Credito Detrazione IRPEF

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16 commenti

  1. Avatar

    Buongiorno, sono un privato che deve effettuare dei grossi lavori di ristrutturazione e riqualificazione energetica su una singola casa (NO Condominio). Sono capiente. Ho trovato un’impresa edile che si accollerebbe il credito derivante da ecobonus. Come bisogna fare?

  2. Avatar

    venerdì, marzo 22, 2019
    11:11

    Complimenti per l’articolo molto ricco di dettagli.
    Pur avendolo studiato con attenzione ed avendo anche analizzato le varie guide dell’agenzia delle entrate ho un dubbio che non riesco a risolvere, in merito ad interventi su singole unità immobiliari (non condominio).
    L’articolo parla di detrazioni in campo risparmio energetico. Tutto quanto correttamente indicato lo trovo anche nelle ultime guide ADE 2019.
    In alcuni punti dell’articolo si parla anche di interventi di ristrutturazione e miglioramento sismico, che anche questi dovrebbero avere la possibilità della cessione del credito. Purtroppo per questo punto non ho trovato analoga corrispondenza nelle guide ADE 2019.
    In pratica la domanda è questa: E’ prevista la possibilità di cessione del credito anche per gli interventi cd. Sisma Bonus su singole unita immobiliari non appartenenti a condomini?

  3. Avatar

    Complimenti per l’articolo molto ricco di dettagli.
    Pur avendolo studiato con attenzione ed avendo anche analizzato le varie guide dell’agenzia delle entrate ho un dubbio che non riesco a risolvere, in merito ad interventi su singole unità immobiliari (non condominio).
    L’articolo parla di detrazioni in campo risparmio energetico. Tutto quanto correttamente indicato lo trovo anche nelle ultime guide ADE 2019.
    In alcuni punti dell’articolo si parla anche di interventi di ristrutturazione e miglioramento sismico, che anche questi dovrebbero avere la possibilità della cessione del credito. Purtroppo per questo punto non ho trovato analoga corrispondenza nelle guide ADE 2019.
    In pratica la domanda è questa: E’ prevista la possibilità di cessione del credito anche per gli interventi cd. Sisma Bonus su singole unita immobiliari non appartenenti a condomini?

  4. Avatar

    Ma esistono ditte che accettano cessione credito per si gola unità?

  5. Avatar

    Come sotto. Anche io mi sto interessando, ma nessuna azienda e/o banca sembra conoscere la cosa.
    Qualcuno conosce istituti finanziari che accettino in cessione il credito?
    non mi dite che è stato fatto tutto un lavoro legislativo senza preoccuparsi di coinvolgere possibili interessati…

  6. Avatar

    Da cosa leggo, la possibilità di cessione è solo teorica. Non la acquista nessuno. La solita fesseria all’italiana.

    Tra l’altro il mio caso è diverso. Ho detrazioni fiscali sia per efficienza energetica del condominio, sia per lavori al mio appartamento. Ma quando li ho fatti ero capiente, ho detratto per alcuni anni, poi ho ceduto la mia attività, e dunque sono diventato incapiente, in corso d’opera. Posso cedere il credito residuo?

    Ovviamente tutto teorico perché non ho ancora letto di UNA persona che ci sia riuscita.

  7. Avatar

    Purtroppo sono un incapiente con necessità di cedere il credito derivante da ristrutturazione. Ma la possibilità reale di cedere il credito esiste? Mi sono rivolto a diversi istituti di credito, sia di rilevanza nazionale che locale ma tutti mi hanno dato la stessa risposta e cioè che nessuno lo faceva, addirittura alcuni ignoravano l’esistenza di tale possibilità. Qualcuno sa chi poter contattare? Altrimenti, aimè, sarò costretto a veder sfumare diverse migliaia di euro.

  8. Avatar

    Salve, anch’io con lo stesso problema, vittime del dovere, no tax area, norma prevista per la cessione del credito d’imposta, ma le banche se ne fregano…Non hanno alcun interesse a prendere in considerazione la questione (ma quando sono in crisi “pretendono ” di essere aiutate, vedi decreto salvabanche).
    Ne conoscete qualcuna che accolga tale richiesta?
    Grazie, Armando.

  9. Avatar
    Patrizia Marigonda

    A che istinto bancarie mi posso rivolgere per il credito imposta per riqualificazione

  10. Avatar

    Buongiorno,
    Io, facendo parte della no tax area sto cercando senza successo, banche o istituti finanziari che offrano il servizio di cessione, potreste per cortesia indicarmi chi fornisce questo tipo di servizi?

  11. Avatar

    Sono un incapient, ecobonus per inserimento di caldaia a condensazione in appartamento di proprietà. A chi puoò davvero essere ceduto tale credito d’imposta? Gli idraulici installatori non lo vogliono, la banca non ne sa nulla e comunque addeviterebbe interessi e così finanziarie, società energia per un piccolo lavoro non si smuovono. Posso cederlo ai genitori non conviventi che in effetti pagherebbero loro la nuova caldaia? Se non è possibile è una presa in giro, rende in effetti impossibile utilizzare ecobonus da parte degli incapienti.

  12. Avatar
    lonati giampiero

    sono un’incapiente dovrei cedere il credito ecobonus ad un ente finanziario (è l’unica possibilità che mi resta)stabilito che i lavori attualmente in corso finiranno entro fine anno ed i relativi pagamenti verranno effettuati entro tale periodo quali sono i termini per la cessione e l’accettazione da parte del cessionario per rendere il credito disponibile entro il 10 marzo 2019?

  13. Avatar

    Agenzia Entrate 25/E del 19 giugno 2012).
    (Diverso il caso in cui viene venduta solo una quota dell’immobile: la detrazione passa all’acquirente solo nel caso in cui, per effetto del passaggio di proprietà, questi acquisisca il possesso dell’intera casa. Altrimenti il beneficio resta in capo al venditore ovvero a colui che ha sostenuto le spese). Ho venduto la mia parte insieme alla parte di mio fratello all’acquirente con lo stesso atto notarile.L’acquirente è diventato unico proprietario quindi con la vendita di entrambe le quote.Mi spetta la detrazione per i prossimi anni avendo sostenuto io le spese, o spetta all’acquirente?

  14. Avatar

    Buongiorno, mi permetto di chiedere chiarimenti in merito alla Cessione del Credito Irpef, a seguito di ristrutturazione di Prima Casa (Singola proprietà e non condominiale). Appartengo alla Categoria delle “Vittime del Dovere”. L’art.1, comma 211 della legge 232/2016, ci ha esonerati dalla tassazione IRPEF sulla Pensione di privilegio (INPS). Avendo sostenuto le suddette spese per ristrutturazione della prima casa nel 2016, periodo in cui ero ancora tassato per ntero, nel 2017 ho ottenuto il rimborso della prima delle dieci rate. Siccome le prossime nove rate non troverebbero il sostituto di imposta, posso cedere il mio credito IRPEF residuo a terzi, come mi sembrerebbe di capire nel Vs. articolo? Grazie.

  15. Avatar

    Salve, chiedo scusa ma non riesco a comprendere la cessione del credito Irpef quando può essere effettuata. Vale anche per una ristrutturazione condominiale? (rifacimento intere facciate del fabbricato)? Quella che darebbe luogo alla detrazione del 50%?

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