Dove si Acquistano i voucher INPS: limiti e sanzioni

dove-si-acquistano-voucher-inps-cardDove acquistare i nuovi voucher card Inps per il pagamento delle prestazioni di lavoro occasionale o accessorio e quali le principali indicazioni da rispettare per non cadere in errore ed essere sanzionati con la riqualificazione del lavoro in subordinato.




Dove Acquistare i voucher INPS

Dallo scorso 25 giugno 2015 sono cambiate le modalità di acquisto dei voucher che ora potranno essere acquistati tramite i seguenti canali che differiscono dalla tipologia di soggetto che li acquista, se titolare di partita Iva o no. Con il nuovo JobA Act vi sono anche altre novità.

Per i titolari di partita Iva (società e lavoratori autonomi)

Siano essi società o lavoratori autonomi professionisti l’acquisto avviene:


  • telematicamente ossia attraverso la procedura INPS;
  • direttamente ai tabaccai convenzionati;
  • tramite home banking.

La procedura telematica di acquisto per questi soggetti è obbligatoria ossia potranno fruire solo del voucher cosiddetto telematico e non di quello cartaceo che vedremo qui di seguito come si compra.

Per le persone fisiche non titolari di partita Iva

Tuttavia asta prendendo piede anche l’utilizzo dei voucher tra le persone fisiche che si trovano a poter remunerare con questo “facile” strumento prestazioni occasionali anche per piccoli lavoretti domestici saltuari. In questo caso l’acquisto avverrà sia con le modalità telematiche viste sopra sia con voucher cartacei da comprare al tabaccaio o presso gli uffici postali.

Per il voucher cartaceo sarà necessario presentare anche la tessera sanitaria in quanto lo sportello Inps la passeranno per registrare il vostro codice fiscale.

Quanti voucher compro e che valore hanno

I voucher hanno un valore nominale di 10 euro e solitamente devono remunerare un’ora di lavoro. Il loro valore può essere rappresentato anche da multipli di 10, 20 o 50 euro. Magari ci fossero stati quando facevo il praticante commercialista, a quest’ora sarei ricco…scusate la digressione. Il valore di 10 euro facciale è composto da

I 10 euro sono così composti:

  • 7,5 euro guadagno netto del lavoratore
  • 1,3 euro contributi INPS pari per l’appunto al 13% dei 10 euro e parliamo di una percentuale fissa
  • 0,7 euro contributi INAIL pari per l’appunto allo 0,7% dei 10 euro.
  • 0,5 euro come compenso del concessionario INPS per la gestione dei voucher e pari quindi allo 0,5% dei 10 euro.

In sostanza quindi abbiamo una ritenuta pari al 25% a titolo di Irpef, contributi INPSe ed INAIL contro quella che si avrebbe avuto con la prestazione occasionale del 20% solo a titolo Irpef. Qui invece l’Irpef pesa solo il 13% e si versano anche un pò di contributi all’INPSe a all’INAIL che non si sa quando e se prenderanno mai. Se trattasi di filippini o stranieri poi sappiamo  che questi sono soldi che concorreranno alla pensione nel paese estero, ma questo è un altro capitolo di cui in questa sede non si parla.

Occhio a chiedere per esempio di lavorare 3 ore per un voucher solo da 10 euro perché con il nuovo Job Act si studiano anche le sanzioni che prevedono la riqualificazione del rapporto di lavoro da occasionale a subordinato con  tutte le ripercussioni (l’assunzione immediata) del caso. Per cui fate poco i furbetti che rischiate parecchio se non avete intenzione di assumere nessuno.

L’altro giorno ero in agenzia delle entrate ed un ragazzo zingaro accanto a me raccontava di come una grande catena di abbigliamento lo pagasse con i voucher e ogni settimana gli cambiasse sede di lavoro. In pratica era costretto a vivere con uno zaino anche s era paga era buona per lui. Nella sostanza quello sarebbe stato un contratto di lavoro a tempo indeterminato mascherato da voucher che dovrebbero remunerare solo prestazioni occasionali e non continuative e/0 con vincoli di subordinazione non contrattualizzati.

Limiti all’acquisto

Come sopra riportato occhio ad andare oltre i limiti fissati dal legislatore relativi al quantitativo massimo di voucher che abbiamo rintracciato in 5 mila euro lordo giornalieri che mi sembrano una enormità. Parliamo di carnet da 25 buoni del valore massimo di 50 euro.

La prestazione per ciascun committente imprenditore inoltre non può comunque superare il limite di compenso di euro 2 mila netti rivalutato al più in base all’indice ISTAT. La ratio è sempre quella di non perdere di vista il fatto che i voucher sono finalizzati a remunerare il lavoro accessorio o occasionale e non un contratto a tempo indeterminato.

Il soggetto su cui ricade tale obbligo è il committente datore di lavoro che dovrà verificare lo splafonamento e qui cade l’asino in quanto viene detto che l’imprenditore può farsi rilasciare una dichiarazione dal lavoratore per cui figuriamoci il povero disoccupato magari extracomunitario con permesso di soggiorno che deve sfamare la famiglia quanti secondi impiegherà a farla falsa questa dichiarazione?

Sarebbe stato molto più lodevole spingere l’automazione dei voucher anche fino a questo punto con un sistema di interrogazione telematica. Certe cose mi sembrano fatte apposta per quanto siano semplici da prevedere.

Voucher per colf, badanti e donne di servizio

Per i collaboratori domestici, colf badanti, e simili invece parliamo di un limite maggiore che sale fino a 930 ore annue il che si traduce se volessimo suddividerlo in 8 ore giornaliere il che si traduce in 116 giorni di lavoro per un corrispettivo massimo di 9300 euro. certo on riusciremo, con questi ritmi da 8 ore, a coprire tutto l’anno ma siamo lì. Certo se avete invece spuntato un prezzo orario minore di 10 euro certamente no vi converrà il voucher ma continuare ad operare con la vecchia metodologia. A fronte magari di un paio di euro in più tuttavia non avete più la bega di dover calcolare ferie TFR, tredicesima, festività, malattia, etc..

Con i voucher inoltre, sembrerà una cosa strana, ma non si viene a creare quel rapporto di lavoro subordinato che ci sarebbe assumendo una colf con un contatto di lavoro accessorio subordinato domestico. In poche parole al lavoratore questo voucher non conviene proprio già solo se parliamo del fatto che non potrà accedere alla NAspi o altri ammortizzatori social previsti solo per i soggetti con contratto di lavoro  tempo intederminato.

Per tutte le altre caratteristiche e le procedure da seguire dopo l’acquisto come la registrazione sul sito dell’INPS o la dichiarazione di inizio attività e il pagamento al lavoratore potete leggere l’articolo dedicato ai Voucher INPS

Dalla tabella seguente comunque vi aiuterà a capire i nuovi limiti:

Datore di lavoroNuovi Voucher Nuovi Voucher
Limite nettoLimite lordo
Societu00e0 di persone (SAPA, SNC, etc)20202693
Societu00e0 di capitali (SPA, SRL, ETC)20202693
Lavoratore autonomo20202693
Professonista20202693
Ditta individuale20202693
Altri datori di lavoro70009333
Altri datori con lavoratori destinatari di ammortizzatori sociali40003000

Comunicazione Voucher prima dell’uso

Vi ricordo di non sottovalutare la preventiva comunicazione dell’uso dei Voucher da fare all’INPS via SMS o via email che potrebbe esporvi a sanzioni molto salate, per cui vi consiglio anche di leggere l’articolo all’uopo dedicato.

Riferimenti normativi del Job Act

Decreti Legislativo 15 giugno 2015, n. 81, e 14 settembre 2015, numeri 148, 149, 150 e 151

Vi segnalo la Guida all’utilizzo dei Voucher INPS dove troverete altri chiarimenti che vanno dall’acquisto all’utilizzo di questo nuovo importante strumento al centro di molte polemiche perché pare (mi fanno ridere) nascondere lavoro in nero.


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