Interessi mutuo Dipendente Forze Armate anche sulle seconde case

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Quando è possibile portare in detrazione gli interessi sul mutuo per la casa del dipendente delle forze armate nella propria. La domanda a cui si cerca di fornire alcuni chiarimenti di taglio pratico in questo articolo non è solo questa in quanto fornisco una panoramica completa dei requisiti richiesti dalla legge per sfruttare anche questa agevolazione e per quali case è prevista l”applicazione del beneficio fiscale.

Per quello che concerne la possibilità di portare in detrazione il 19% direttamente dall’imposta IRPEF nel caso delle prime case valgono tutti i requisiti che già conoscete e che ripercorro in sintesi, tranne uno che scopriamo tra poco qual’è.

Dipendente Forze armate e Forze di polizia: chi sono

Vediamo di fornire un chiarimento inerente l’abito soggettivo di applicazione delle normativa sugli interessi passivi, ossia di rispondere alla domanda:

Chi può portare in detrazione gli interessi sul mutuo?

Parliamo del personale dipendente in servizio permanente delle Forze armate e delle Forze di polizia ad ordinamento militare, nonché a quello dipendente dalle Forze di polizia ad ordinamento civile.

Qui trovate l’elenco delle forze armate così da vedere se vi rientrate o meno.

  • Esercito Italiano
  • Marina Militare
  • Aeronautica Militare.
  • Arma dei Carabinieri.
  • Corpi armati: Guardia di Finanza

Interessi sulla prima casa o anche sulla seconde case? Non sempre..

La domanda fa gola per coloro he già avendo una casa o la possibilità di avere alloggio gratuito intendono procedere all’acquisto di una casa che non utilizzerannocome dimora abituale.

La detrazione IRPEF sul mutuo stipulato con la banca per l’acquisto di una seconda casa può dare luogo comunque alla detrazione fiscale e vi spiego il perchè.

La legge per i dipendenti in servizio permanente delle forze dell’ordine non richiede il soddisfacimento del requisito della dimora abituale nella casa oggetto di acquisto con mutuo.

E’ richiesto tuttavia che la casa sia di proprietà.

Chiariamo però cosa si intende per abitazione principale, dimora e seconda casa. Visto che l’argomento è particolarmente complesso ho dedicato un articolo a parte per chiarire la Definizione abitazione principale: chiariamo cosa si intende per la detrazione sul mutuo

La detrazione fiscale, procedendo nel ragionamento, non riguarda tuttavia le seconde case in senso stretto. La norma infatti, pur non richiedendo la dimora abituale richiede espressamente che l’acquirente non sia già proprietario, anche pro-quota, di un altro immobile su tutto il territorio nazionale.

Nel caso di immobile di proprietà all’estero non è ci si è espressi ancora al riguardo, tuttavia sarei dello stesso avviso.
Possiamo in sintesi dire che l’apertura del fisco verso i dipendenti delle Forze Armate risiede nel fatto che non viene richiesto loro di rispettare il requisito della cosiddetta “abitazione principale“.

Come nel caso delle agevolazioni prima casa per i dipendenti delle Forze Armate viene viene riconosciuto il dovere del dipendente di cambiare per esempio caserma o di essere dislocato su tutto il territorio nazionale o all’estero anche senza la volontà.

Per tale motivo il requistio della dimora abituale viene meno.

Lo stesso vale nel caso di acquisto con le agevolazioni prima casa.

Chiarimenti in tal senso sono contenuti nella Circolare 13.05.2011 n. 20/E, risposta 1.6

Nella circolare viene fornito un altro importante chiarimento riguardane il possesso di altra unità abitativa da parte dei dipendenti delle forze armate. Questi infatti potranno naturalmente fruire della detrazione anche se proprietario di un’altra unità abitativa da adibire ad abitazione principale a patto che rivendano entro 12 mesi la prima.

In realtà questo regime è lo stesso che si applica a tutti i contribuenti e contenuta nell’art. 15, comma 1, lett. b), del TUIR. che nel seguito si riporta in allegato:

Inoltre la detrazione – e potete trovarlo scritto anche nella guida gratuita completa dedicata alla detrazione degli interessi sul mutuo, vale anche nel caso di acquisto di casa per i propri familiari.

Il diritto alla detrazione IRPEF degli interessi viene al più prolungato fino a 12 mesi successivi all’acquisto di una seconda casa a patto che entro i 12 mesi di proceda poi a venderne una (solitamente la prima ma potrebbe anche essere la seconda). Non si perderà comunque il beneficio fiscale.

Non viene richiesto tuttavia che vi sia una corrispondenza tra la quota di proprietà e la quota di detrazione spettante per gli interessi passivi (Circolare 26.01.2001 n. 7/E, risposte 2.3 e 2.5).

Tabella Detrazione Interessi passivi sul mutuo in base alla data di stipula del mutuo

Mutui stipulatiAcquisto immobileResidenzaLimite di spesa
Dall’1.1.2001 e Dall’1.7.2000 al 31.12.2000 (1)Nell’anno precedente o successivo la stipula del mutuoEntro un anno dall’acquisto Entro un anno dal rilascio, se l’immobile era locato al momento dell’acquisto Entro due anni dall’acquisto, se l’immobile è stato oggetto di lavori di ristrutturazione edilizia€ 4.000 Complessivi suddivisi tra gli intestatari del mutuo
Dall’1.1.1994 al 30.6.2000Nei sei mesi precedenti o successivi la stipula del mutuoentro sei mesi dall’acquisto
Nel 1993entro l’8.6.1994
Ante 1993Non sono previsti limiti temporalientro l’8.12.1993€ 4.000 Per ogni intestatario
(1) Ai mutui stipulati negli ultimi sei mesi del 2000 vengono applicate le più favorevoli condizioni stabilite per quelli stipulati dall’1.1.2001 in quanto al 31.12.2000 non erano decorsi i sei mesi dall’acquisto

Quanto posso risparmiare sul mutuo di casa

Se prendiamo come esempio un mutuo di 250 mila euro allo 0,90% di tasso fisso e sviluppiamo un piano di ammortamento possiamo vedere come la rata a regime sarà di circa 600/700 euro. Mensili. Questo si traduce in un montante interessi pari a euro 8.100 euro annui. come potrete vedere dalla tabella di cui sopra tuttavia il massimo risparmio consentito ammonta a euro 4.000.

Risultato

Sulla base dei parametri da te specificati abbiamo calcolato l’importo delle rate previste del mutuo e l’ammontare del rimborso totale, diviso fra capitale e interessi:

RISULTATO DEL CALCOLO
Periodo inizialeImporto rata iniziale675 €
Durata periodo iniziale1 rate
Periodo a regimeImporto rata a regime744 €
Durata periodo a regime299 rate
Rimborso totaleTotale capitale200.000 €
Totale interessi23.277 €

Questo si traduce in un risparmio effettivo pari al 19% della massima quota spettante per cui 4.000 x 19% = 779 euro nette annue. Queste corrispondono ad un risparmio netto mensilizzato pari a euro 64,91 euro.

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