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Riscatto Agevolato Corsi di Laurea: quali sono tra Dottorati, specialistiche, post lauream, perfezionamento

Il riscatto agevolato degli anni di laurea è una buona opportunità per color che hanno intenzione, desiderio e la possibilità di accollarsi un costo per andare prima in pensione.
Abbiamo visto nella guida al riscatto agevolato degli anni di laurea ai fini INPS che dal 219 sarà possibile accedere a questo interessante istituto attraverso il pagamento in misura agevolata sempre nel rispetto di alcuni requisiti. Qui ci occupiamo di rispondere alle domande e richieste di chiarimento dei lettori rispetto a quali corsi di laurea sono agevolati.
Con il proliferarsi dei corsi di laurea di diverso tipo è necessario anche capire quali corsi sono riscattabili tra quelli che si sono succeduti e che vi sono attualmente. Per fare questo dobbiamo fare riferimento alla Legge n. 341/1990.

Possono essere oggetto di domanda di riscatto solamente gli anni di durata legale del corso di studi, anche in modo parziale o frazionato; i titoli di studio ammessi a riscatto sono quelli elencati dalla legge n. 341/1990, comprendendo anche i corsi la cui disciplina è rintracciabile nei decreti del MIUR 503/1999 e 270/2004, inclusi titoli conseguiti all’estero.

  • a) laurea (L)
  • b) laurea specialistica (LS).

2. Le università rilasciano altresì il diploma di specializzazione (DS) e il dottorato di ricerca (DR).

3. La laurea, la laurea specialistica, il diploma di specializzazione e il dottorato di ricerca sono conseguiti al termine, rispettivamente, dei corsi di laurea, di laurea specialistica, di specializzazione e di dottorato di ricerca istituiti dalle università.

4. Il corso di laurea ha l’obiettivo di assicurare allo studente un’adeguata padronanza di metodi e contenuti scientifici generali, nonché l’acquisizione di specifiche conoscenze professionali.

5. Il corso di laurea specialistica ha l’obiettivo di fornire allo studente una formazione di livello avanzato per l’esercizio di attività di elevata qualificazione in ambiti specifici.

6. Il corso di specializzazione ha l’obiettivo di fornire allo studente conoscenze e abilità per funzioni richieste nell’esercizio di particolari attività professionali e può essere istituito esclusivamente in applicazione di specifiche norme di legge o di direttive dell’Unione Europea.

7. I corsi di dottorato di ricerca e il conseguimento del relativo titolo sono disciplinati dall’articolo 4 della legge 3 luglio 1998, n. 210, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 6, commi 5 e 6.

8. Restano ferme le disposizioni di cui all’articolo 6 della legge 19 novembre 1990, n. 341, in materia di formazione finalizzata e di servizi didattici integrativi. In particolare, in attuazione dell’articolo 1, comma 15, della legge 14 gennaio 1999, n. 4, le università possono attivare, disciplinandoli nei regolamenti didattici di ateneo, corsi di perfezionamento scientifico e di alta formazione permanente e ricorrente, successivi al conseguimento della laurea o della laurea specialistica, alla conclusione dei quali sono rilasciati i master universitari di primo e di secondo livello.

9. Sulla base di apposite convenzioni, le università italiane possono rilasciare i titoli di cui al presente articolo, anche congiuntamente con altri atenei italiani o stranieri.

Articolo 20
(Facoltà di riscatto periodi non coperti da contribuzione)

Il comma 1 è stato modificato prevedendo che i periodi riscattabili siano quelli compresi fra il primo e l’ultimo anno con contributi accreditati, anziché quelli compresi fra la data del primo e quella dell’ultimo contributo accreditato. Inoltre i periodi riscattati sono parificati a periodi di lavoro.

Al riguardo, si rileva che le modifiche hanno l’effetto di incrementare i periodi riscattabili, poiché la relativa finestra temporale risulta ampliata sia nell’anno della prima sia in quello dell’ultima contribuzione, ferma restando comunque la previsione per cui possono essere riscattati al massimo cinque anni, anche non continuativi. Tale effetto potrebbe determinare maggiori oneri rispetto alle previsioni iniziali della RT, sia pur di limitata entità. In merito alla parificazione dei periodi così riscattati a periodi di lavoro, andrebbe chiarito se da tale parificazione derivino effetti onerosi in virtù di anticipazioni temporali o di maggiorazioni economiche nel godimento di benefici o nell’esercizio di diritti per il cui riconoscimento sono fissati, a legislazione vigente, requisiti legati all’ampiezza dei periodi nei quali è stata svolta attività lavorativa.

Il comma 6 è stato modificato eliminando il limite massimo di età di 45 anni per il riscatto degli anni di laurea successivi al 31 dicembre 2015 (e quindi ope legis computabili con il metodo di calcolo contributivo) secondo le modalità agevolate previste dal medesimo comma 6, che rapportano l’onere contributivo al minimo imponibile annuo di cui all’articolo 1, comma 3, della legge n. 233 del 1990.

Al riguardo, si rileva che l’eliminazione del limite massimo di età di 45 anni per l’accesso al riscatto della laurea agevolato di cui al presente comma sembra inficiare l’assunto della RT iniziale, ai sensi del quale la norma non avrebbe determinato effetti finanziari negativi (i.e. prestazioni più elevate e anticipate) nel primo decennio di applicazione, quasi certamente proprio in rapporto all’età, relativamente giovane, espressamente richiesta per l’operazione di riscatto. La modifica apportata potrebbe infatti indurre soggetti prossimi alla pensione e laureatisi in tarda età a riscattare gli anni di laurea secondo le nuove modalità, accedendo al trattamento pensionistico già nel primo decennio di applicazione delle disposizioni, ossia entro l’orizzonte temporale prescritto per la stima di oneri pensionistici dalla vigente normativa contabile. Appare pertanto necessaria un’integrazione della RT, pur trattandosi probabilmente di oneri molto contenuti.

Conviene veramente il riscatto di laurea agevolato?

Diciamo che quel simpaticone del Legislatore vi prende per il collo. Nella pratica il versamento dell’assegno vale solo ai fini del raggiungimento del requisito ma non contribuisce all’incremento dell’assegno che percepirete al momento di andare in pensione. In pratica la quota che pagate è riferita solamente alla possibilità di andare prima in pensione maturandone i requisiti sulle annualità contributive.
Per questo il costo di questo riscatto di laurea avrà un costo ridotto rispetto al normale riscatto di laurea.
Se siete quindi interessati solamente ad andare in pensione allora questa misura è senza dubbio conveniente. Se invece già vi collocate su un assegno particolarmente ridotto per via della bassa contribuzione avvenuta in questi anni allora potrebbe non essere conveniente accedere a questa misura agevolata ma versare un normale riscatto dei costi più elevati.
Vi ricordo sempre di fare la previsione sulla vostra situazione specifica a seconda dell’età che avete e dei contributi che ad oggi avete versato considerando anche che il riscatto agevolato si applica solo ai minori di 45 anni di età.
Per comprendere la convenienza si deve anche fare riferimento ai diversi modi che abbiamo per andare in pensione. Attualmente infatti possiamo andare in pensione con la pensione di vecchiaia o la pensione anticipata. 
La pensione di vecchiaia matura non prima del compimento dei 66 anni che aumentano di 2 mesi ogni biennio per la variazione dell’aspettativa di vita.

La pensione anticipata invece si ha quando si hanno almeno 42 anni di contributi indipendentemente dal requisito anagrafico. Partendo dal presupposto che prima dei 18 anni non si lavora o comunque è molto raro possiamo dire che prima dei 60 anni non si andrà in pensione per un lavoratore normale (non parla dei bancari per esempio che vanno prima). Se vi siete laureati in tempo, per esempio a 22 anni, per arrivare al versamento di 42 anni di contributi arriverete a 64 anni di età prima di poter andare in pensione ma avrete il beneficio di andare 2 anni prima rispetto a coloro che andranno con la pensione di vecchiaia che dovranno attendere i 66 anni.

Ma non sono solo 2 anni di anticipo per la pensione in quanto tra 20/30 anni la finestra per andare in pensione non sarà più 66 anni ma potrà arrivare anche a 68, 69 o anche 70 in quanto aumenta in base alle aspettative di vita. Questo si traduce nella possibilità di andare prima in pensione anche con 4 o 5 anni di anticipo rispetto a chi sceglie la pensione di vecchiaia. Il problema è che se fate la simulazione INPS della pensione potete anche optare per la pensione anticipata ed il sistema vi farà il calcolo. Come potrete vedere tra la pensione anticipata e quella di vecchiaia c’è una differenza tra la pensione di vecchiaia (maggiore) e quella anticipata (più bassa) per cui nella valutazione della convenienza dovrete prendere anche questo parametro.

Infine dovete considerare che su un orizzonte temporale così lungo le riforme delle pensioni potrebbero essere pressochè una decina se continuiamo di questo passo per cui a mio modesti avviso il riscatto di laurea lo farei considerando glie elementi qui sopra descritti e spalmerei il costo sul massimo delle rate in modo che la rata venga piuttosto bassa e non modifichi realmente la vostra capacità di acquisto. Un domani sarete sempre favoriti e andrete prima di coloro che non l’hanno utilizzato.

Fattispecie particolari

Si chiarisce fin da subito che osso ricompresi nei periodi oggetto di riscatto di laurea anche quelli conseguiti in università etere riconosciute in italia.

Sono ricompresi nei corsi di laurea riscattabili anche quelli definiti da apporti decreti emanati dal MIUR e più precisamente il n. 503/1999 e n. 270/2004.

Nella circolare qui di seguito vi sono tutti i chiarimenti utili alla presentazione della domanda e al meccanismo di funzionamento. E’ scritta bene e di facile comprensione per cui vi consiglio vivamente di leggerla.

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