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Tassazione Forex: i guadagni da Forex come sono tassati?

forexIl trattamento fiscale nel Forex a più precisamente delle plusvalenze generate da tale attività di  compravendita di valuta può generare diverse domande a chiu cerci di fornire al solito qualche chiarimento in risposta.

La questione della tassazione delle plusvalenze derivanti da Forex è complessa perchè è una materia anche poco chiara, proviamo a fare luce insieme.

L’originario trattamento fiscale
In mancanza di una specifica e chiara previsione normativa inizialmente sembrava che i guadagni derivanti da Forex trading nei mercati valutari rientrassero nella previsione dell’art.67, comma 1 lett. c-ter e comma1-ter DPR 917/1986 (TUIR) e pertanto fossero soggetti ad imposte e tasse solo se le valute acquistate fossero state trattenute oltre i 7 giorni lavorativi prima di venderle e se il loro importo avesse superato i 51.645,69 euro. La tassazione pertanto seguiva i soliti scaglioni irpef.

Alla stregua di questa interpretazione risultava molto difficile, date le modalità operative dei Forex trader che tendono a chiudere le posizioni dopo archi temporali molto limitati (spesso anche pochi minuti) cercando di guadagnare sui picchi, che si integrassero entrambi i requisiti, pertanto era difficile che i guadagni da Forex venissero tassati.

Recentemente tuttavia l’Agenzia delle Entrate si espressa in proposito rispondendo con un parere all’interpello di un privato cittadino nel luglio 2010, sostenendo che i differenziali (positivi o negativi) realizzati assumono rilevanza reddituale agli effetti della lettera c-quinquies), co 1, dell’art. 67 TUIR. Pertanto queste, sia realizzate intraday (alla fine della giornata) sia realizzate multiday, vanno indicate nella dichiarazione dei redditi del contribuente (quadro RT – sezione II) e in tale sede deve essere applicata l’imposta sostitutiva nella misura del 12,50% del loro ammontare.

Seguendo poi lo stesso filo interpretativo l’Agenzia delle Entrate sostiene che, secondo quanto previsto dal successivo articolo 68, comma 9 TUIR, le minusvalenze e i differenziali negativi non siano invece deducibili.

L’evoluzione normativa del legislatore fiscale: l’imposta sostitutiva
L’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate è poi stata in parte superata, anche se poi la tassazione rimane la medesima, da una successiva risoluzione dello stesso ente che è intervenuto in via interpretativa nell’ottobre 2010 riconducendo i differenziali da Forex tra i rapporti di cui all’art. 67, co. 1, lettera c quater), del TUIR, i cui redditi, se percepiti da parte di un soggetto persona fisica, non esercente attività d’impresa, sono soggetti ad imposta sostitutiva del 12,50% a norma dell’art. 5 D.L. 461/1997.

Tutto ciò a seguito delle modifiche apportate dall’art. 9, co. 7, D.L. 141/2010 all’art. 1, co. 4, D.L. 58/1998, (TUF) che hanno comportato l’inclusione dei contratti di acquisto e vendita di valuta, estranei a transazioni commerciali e regolati per differenza anche mediante operazioni di rinnovo automatico (cd. “roll-over”), nei “contratti finanziari differenziali” i quali ai sensi del medesimo testo unico sono considerati “strumenti finanziari derivati”.

All’interno di quest’ultima categoria vanno pertanto inglobati anche i contratti produttivi di differenziali da Forex che, “pur in assenza di clausole contrattuali che prevedano espressamente il rinnovo automatico, presentino caratteristiche tali da consentire di mantenere aperte overnight le posizioni a fine giornata (con conseguente trasformazione della posizione spot in una posizione a termine)”.

La tassazione dal primo gennaio 2012
Va osservato che con la tassazione delle rendite finanziarie le plsuvalenze e gli utili derivanti dal Forex saranno soggetti ad aliquota del 20% a partire dal primo Gennaio 2012.

Leggi anche l’articolo dedicato alla valuta Bitcoin

2 commenti

  1. Ma le perdite da forex si possono compensare e se si anche con eventuali guadagni azionari? Grazie, e auguri di buon anno

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