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Come superare gli studi di settore per essere congruo e coerente

gomme auto per gli studi di settore e le diverse attivitàCome superare gli studi di settore. Guida Fiscale per essere congruo e coerente a seguito di un contraddittorio con l’Agenzia delle Entrate per non aver raggiunto i ricavi congrui dopo il controllo con il software Gerico.
Nel caso non siete congrui e coerenti con gli studi di settore o con i parametri relativi al vostro settore di attività  specifici ciò non significa prima di tutto che siete esentato da accertamenti in quanto l’agenzia delle entrate potrebbe comunque richiedervi una serie di informazioni ai fini accertativi e rettificare eventualmente il reddito non dichiarato sulla base delle ricostruzioni e delle presunzioni come abbiamo visto avviene anche con il nuovo redditometro 2010.

Diciamo che gli studi di settore sono uno strumento di presunzione semplice nelle mani dell’agenzia la cui importanza non è stata tanto nell’averlo introdotto come strumento di riemersione del reddito imponibile non dichiarato quanto nell’aver spostato l’onere della prova sulle spalle del contribuente.

Immaginate quindi un contribuente che, versando in uno stato di crisi, non risulta congruo e/o coerente secondo i parametri imposti dagli studi di settore ed immaginatevi che decida di non adeguarsi (già, perché esiste l’adeguamento agli studi di settore, ossia pagando siamo considerati come i nostri colleghi che sul mercato hanno spuntato profitti maggiori) nonostante non sia in linea con i parametri di valore espressi dal calcolo generato da Gerico (il software che elabora le risultanze contabili ed extracontabili ricostruendo, anche in base al codice di attività, il nostro reddito congruo e coerente per quell’anno di imposta).

A questo punto si vede recapitare a casa una bella raccomandata con una richiesta di informazioni o anche subito una cartella di pagamento a seconda dei casi.

Il contribuente a questo punto ed entro i termini per impedire che il ruolo sia esecutivo dovrà recarsi alla posta alla svelta, fare la fila, perdendo tempo e soldi (a cui non corrisponderanno delle indennità per sottrazione del tempo libero, al contrario del tariffario dei commercialisti che prevedono una indennità di trasferta ed assenza da studio).

Successivamente nonostante gli sforzi del legislatore e di Equitalia di rendere le nuove cartelle di pagamento più semplici, un contribuente si rivolge o al proprio commercialista oppure decide di recarsi presso l’agenzia più vicina: in pratica altre file.

Le tecniche per fare le file sono due:

  1. si va la mattina presto presto, 45 minuti prima dell’apertura ma siete sicuri di essere serviti ed in tempi ragionevoli
  2. se pensate di arrivare presso l’agenzia delle entrate più vicina a voi verso le 9 di mattina e con calma attendere, aspetterete anche la fine della giornata in alcuni casi anche senza esito senza esito (parlo per esperienza personale).

Ci tengo a dirlo perché leggendo l’ultima sentenza da parte della Corte di Cassazione con la pronuncia 19957 del 21 settembre 2010, nella quale i giudici di legittimità, (cfr anche le pronunce nelle sentenze 26635, 26636, 26637 e 26638 del 18 dicembre 2009) mi viene da pensare a quei contribuenti che svolgono una duplice attività come lavoro dipendente e come lavoro autonomo al fine di arrotondare o anche per mettere su una seconda professione con il desiderio un giorno di mettersi in proprio e creare un’impresa.

Esempio dell’ingegnere con il doppio lavoro

È il caso di un ingegnere che oltre alle docenze aveva uno studio privato ed è stato soggetto ai famosi studi di settore per mancato raggiungimento della soglia di accettabilità, congruità e coerenza dei valori espressi all’interno della dichiarazione, sulle stesse ipotesi su cui si basa anche il nuovo redditometro per le persone fisiche, ossia dal sostenimento delle spese si risale al reddito presunto che il contribuente purtroppo deve dimostrare (a suo spese).
Quale motivazione ovviamente l’ingegnere non ha potuto che portare la quantità di tempo effettivamente dedicata all’attività.
C’è da dire nella fattispecie che l’Ingegnere in questione non si sia adoperato molto per soddisfare molto le richieste di informazioni dell’agenzia e questo è uno dei primi sbagli che si fa nel rapporto tra contribuente ed Agenzia.
Alla mancata richiesta di informazioni segue infatti un avviso di accertamento con attribuzione di maggiori ricavo al suo reddito dichiarato e successiva corresponsione di imposte e sanzioni.
Nonostante il contribuente abbia avuto la meglio nel contestare in giudizio di primo grado l’avviso successivamente perde in appello e così fino in Cassazione.

Indovinate come si è conclusa

Nonostante le motivazione addotte all’interno del ricorso del contribuente in linea di principio fossero corrette, ossia non puoi applicarmi maggiori ricavi per una attività lavoro autonomo che non avrei nemmeno il tempo di svolgere lavorando 35 ore la settimana come docente, non sono state tuttavia prodotte prove documentali considerate sufficienti dal Giudice tributario il quale ha considerato l’operato dell’amministrazione finanziaria in linea con il disposto normativo (a mio avviso da rivedere) ed ha condannato il contribuente.

Questa volta il contribuente avrebbe avuto ragione se si fosse adoperato alla produzione del cedolino, il numero e la certificazione delle ore prestate ed avesse argomentato in modo esaustivo il suo impiego ed il suo impegno lavorativo saltuario nella libera professione.

Questo per dirvi che per superare i controlli derivanti dai parametri e dagli studi di settore non solo è necessario essere congrui e coerenti (lo auguro a tutti ogni anno per 100 di questi anni) ma anche di sapervi comportare in caso di avviso di accertamento ed invito al contraddittorio da parte dell’amministrazione finanziaria che dovrete convincere con argomentazioni probatorie e documentali/materiali a dimostrazione della vostra buona fede.

VI segnalo un nuovo articolo dove abbiamo inserito una massima molto interessante sugli accertamenti fiscali da studi di settore

Come primo consiglio vi do sempre quello di verificare se esistono dei vizi nelle modalità di origine e gestione dell’accertamento da parte dell’agenzia delle entrate o vi formali o sostanziali non solo nell’operato ma anche per esempio nelle cartelle di pagamento.

A tal proposito vi segnalo l’articolo dedicato alle modalità per scegliere se pagare o presentare ricorso contro l’accertamento fiscale.

Poi se proprio volete fare quelli tecnici andate a verificare il peso di ogni singola voce all’interno degli studi di settore perchè il principio è sempre lo stesso del nuovo redditometro, dai costi si risale ai ricavi presunti, quindi una volta che sapete come incidono i vostri costi sui ricavi presunti potrete intervenire sulle vostre decisioni di spesa o di imputazione o di destinazione del bene ad attività professionale o privata e vederete che i ricavi congrui e coerenti si modificano.

Per il calcolo del redditometro potete scriverci o utilizzare il nuovo software sul redditometro predisposto dall’agenzia delle entrate.

Leggi anche: Compilazione dei Parametri

6 commenti

  1. Con il tuo commercialista avete fatto delle prove per capire come al fisco più gli aggrada che uno debba lavorare con quali strumenti quante ore ecc ecc? Avete visto quando potrebbe diventare congruo e coerente? Lo so che ci impiega un po’ di più ma sarebbe un lavoro gradito da chiedergli. Logico che lo farebbe allo stesso onorario ecco per questo che che vi chiedo sempre di fare riferimento a un commercialista di fiducia sono prove proiezioni valutazioni che alcuni commercialisti possono non fare a parità di onorario perché magari hanno troppo lavoro possono, possono avervi richiesto un orario troppo basso. Dopo di calcio commercialista anche verificare qual’è il nuovo regime sanzionatorio previsto per il mancato adeguamento agli studi di settore oppure errori nella loro compilazione. Ho scritto anche riguarda questo un paio di articoli dedicati.

  2. Mario Pellicciotta

    Salve, sono un dipendente di un’azienda privata, gruppo Fiat, ho una famiglia con tre figli ed ho un’attività di fotografia (vendita e servizi). Fino al 31/12/2015 ero in regimi dei minimi. Purtroppo sono nell’immediata decisione di chiudere o meno, ed il tutto in merito ad una valutazione con il mio commercialista sugli studi di settore. Il ricavo dell’attività è minimo, ormai dovuto al fatto anche dell’aumento nel settore in merito alla fotografia digitale. Dedico all’attività non più di 3 ore al giorno, e non tutti i giorni, lavorando 40 ore settimanali come dipendente, cerco insomma di arrampicarmi. Vorrei lasciare aperta l’attività nella speranza che riparta dopo questa ormai interminabile crisi, ma non voglio regalare soldi allo stato, non più di quelli che devo. Se non mi adeguo agli studi di settore cosa succede? Non ho problemi di controllo, in quanto quello che faccio è totalmente reale, ma il mio commercialista dice che un minimo dovrò pagarlo lo stesso, e vero? Grazie

  3. Anch’io risulto “Congruo” e per le stesse voci “Non Coerente”. Svolgo attività professionale non a tempo pieno. Su queste voci non influiscono le settimane e le ore effettivamente dedicate all’attività durante l’anno.
    Come faccio a dimostrare che è una attività che svolgo in concomitanza con quella di madre di tre figli ?

  4. Scusate il commento precedente non è corretto:
    Ho fatto altre prove:
    1)con i dati reali
    Compensi 15464
    Consumi 752
    Altre spese 960
    Ammortamenti 1175
    Altri componenti negativi 850
    Beni strumentali < 516,46 107
    Valore dei beni strumentali 5111
    Risultato:
    Resa oraria per addetto COERENTE
    Rendimento lordo per addetto NON COERENTE
    Margine del professionista NON COERENTE
    Indice di copertura del costo per il godimento di beni di terzi e degli ammortamenti NON COERENTE
    Incidenza delle spese sui compensi COERENTE
    Indice di copertura del costo per il godimento di beni di terzi e degli ammortamenti NON COERENTE

    2)con tutto nullo e solo i compensi: non cambia
    A questo punto sono andata a vedere le regole e le voci che non risultano NON COERENTE almeno per me non dipendono dai costo ma solo dai compensi e dagli addetti che non ho
    Rendimento lordo per addetto = (Valore creato dallo studio professionale/1.000)/(Addetti)
    Resa oraria per addetto = (Compensi dichiarati – Spese per prestazioni di collaborazione coordinata e continuativa – Compensi corrisposti a terzi per prestazioni direttamente afferenti l'attività professionale e artistica)/(Numero addetti * 50 * 48)
    Margine del professionista = (Margine/1.000)/(Professionisti titolari dello studio)

  5. Dovrebbe scaricare l’analitico o fare qualche prova a modificare i dati per vedere cosa non non gli va bene. Potrebbero paradossalmente essere gli ammortamenti dell’auto per esempio. Oppure potrebbe anche essere ravvisata una eccessiva produttività in quanto qui solo i costi sembrerebbero essere molto bassi.

  6. Sono un insegnante di informatica delle superiori che svolge l’ attività di libera professione.

    GERICO 2014 scaricato dal sito dell’ agenzia

    Compensi 15000
    Consumi 50
    Altre spese 50
    Ammortamenti 100
    Altri componenti negativi 100

    Risultato:

    Resa oraria per addetto COERENTE
    Rendimento lordo per addetto NON COERENTE
    Margine del professionista NON COERENTE
    Indice di copertura del costo per il godimento di beni di terzi e degli ammortamenti NON COERENTE
    Incidenza delle spese sui compensi COERENTE

    Come è possibile?

    Grazie

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