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Prescrizione cartella esattoriale di pagamento: entro quando l’Agenzia Entrate ha potere di notifica

Premesso che prescrizione e decadenza delle cartelle esattoriali (o di pagamento) dell’accertamento di Equitalia o Agenzia delle Entrate sono due concetti differenti con due termini di prescrizione diversi in questa sede potete avere qualche risposta alle domande sulla prescrizione e sulla possibilità o meno di presentare ricorso in commissione tributaria per non pagare alcunchè all’erario se non quanto effettivamente dovuto. Spesso infatti gli atti sono nulli e se pensate che in un articolo che scrissi emergeva che oltre la metà delle pretese della riscossione non vanno a buon fine fare una riflessione in più sulla cartella di pagamento che avete in mano può essere utile.

Il termine ordinario della prescrizione è di 10 anni così come disciplinato dall’articolo n.2946 del Codice civile, che inizia a decorrere, a norma dell’articolo 2935, dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere. Si parla così di prescrizione decennale. Tuttavia nel diritto tributario qualcosa cambia.

Sarà che la prima cosa che ci si chiedeva, quando ci si vedeva recapitare una multa a casa dopo anni e anni dall’infrazione, era se potevano inviare una multa con così tanto ritardo, ora vediamo cosa accade nel diritto tributario con la prescrizione di imposte e tasse. I termini di prescrizioni cambiano al variare della tipologia di tributo o fattispecie e ora vediamo in concreto alcuni casi tipici.

L’Agenzia delle Entrate ha a disposizione dei termini fissi per la notifica della cartella di pagamento al pari di quanti ne ha l’agenzia della riscossione per esercitare la propria azione entro determinate scadenze. Nel seguito come funziona la decadenza e la prescrizione, le loro differenze e come intervengono sulle specifiche tipologie di atti che vi possono notificare:

  1. Avvisi bonari o comunicazioni
  2. Cartelle di pagamento
  3. Intimazioni di pagamento
  4. Fermi amministrativi
  5. Ipoteche

Possiamo fare prima di tutto una distinzione tra la decadenza entro cui l’atto deve essere notificato e la prescrizione entro cui i procedimento di riscossione deve essere intrapreso.

Cronologicamente assistiamo quindi all’avviso di accertamento o liquidazione dell’imposta ovvero al controllo formale della dichiarazione. Successivamente avviene l’iscrizione a ruolo delle somme oggetto di accertamento. Dopo avviene la notifica della cartella di pagamento da parte dell’agenzia della riscossione.

Laddove non venga pagata si procede con altre azioni quali il pignoramento, l’intimazione ad adempiere oppure il fermo amministrativo o l’ipoteca sui valori immobiliari del contribuente.

La prescrizione possiamo dire  che mira a punire il fatto che l’erario non esercita il proprio potere mentre la decadenza introduce un termine entro cui tale diritto deve essere esercitato. La differenza è sostanziale gli atti che devono essere esercitati a pena di decadenza non sono soggetti alle norme relative all’interruzione della prescrizione così come non si applicano quelle sulla sospensione salvo casi particolari.

La Prescrizione può essere interrotta e fatta riprendere dopo ogni atto che serve a costituire in mora il debitore. La prescrizione riprende non da dove si era fermata ma inizia a decorrere nuovamente ex novo. La prescrizione si diche che estingue un diritto se il titolare non lo esercita entro un determinato periodo di tempo. La prescrizione è soggetta a sospensione e interruzione mentre la decadenza no.

Gli avvisi di accertamento e le cartelle di pagamento non sono soggetti a termini di decadenza così come previsto rispettivamente dall’art. 43 del DPR 600/73 e dall’articolo art. 25 del DPR 602/73.

Per comprendere meglio il funzionamento della decadenza e della prescrizione in relazione alle diverse tipologie di atti che può emettere l’agenzia delle entrate possiamo sinteticamente dire che nel caso in cui l’agenzia delle entrate effettua un accertamento fiscale come nel caso di accessi, ispezioni, verifiche o questionari questo si concretizza fin da subito in un ruolo che viene affidato all’agenzia della riscossione (ex Equitalia) a cui segue la notifica della cartella di pagamento.

Nel caso invece di accertamento automatici o anche nel caso del classico controlla formale o automatizzato delle dichiarazioni IRPEF, IRES; IVA o IRAP interviene prima della potenziale formazione del ruolo il contraddittorio con il contribuente. È il caso tipico del redditometro.

Imposte dirette Ires, derivanti dalla dichiarazione dei redditi 730 o Modello Unico

Può capitare che il contribuente si dimentichi di pagare con i moduli F24 le imposte a fine anno, oppure capita di scordarsi il secondo acconto Irpef e Ires di novembre o altri tributi che sono liquidati (intendo dichiarati) all’interno della dichiarazione dei redditi e a fronte dei quali scaturisce un debito che con molta facilità sarà intercettato dall’agenzia delle entrate. Tuttavia qualora l’agenzia delle entrate non notifichi entro il 31 dicembre del terzo anno successivo alla presentazione della dichiarazione dei redditi modello unico o modello 730, la cartella di pagamento sarà nulla e il contribuente la farà franca non pagando le imposte, in quanto la cartella esattoriale sarà considerata nulla per difetto dei termini di notifica.

Esempio

Per fare un esempio le imposte che scaturiscono dal periodo di imposta 2011 se non pagate dovranno essere richieste entro il 31 dicembre 2015 (ossia il terzo anno successivo al 30 settembre 2012, anno 2012 in cui si presenta la dichiarazione per il periodo di imposta 2011).

Prescrizione dell’accertamento fiscale

Per quello che concerne invece il controllo o le verifiche che possono essere effettuate dall’agenzia delle entrate il termine di prescrizione coincide con il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione dei redditi 730 o Modello Unico. Per fare un esempio nel caso dell’anno di imposta 2011 il termine per attivare un accertamento nei confronti del contribuente o della società sulle imposte irpef, Ires o Iva sarà il 31 dicembre 2016 in quanto l’anno di presentazione è l’anno 2012 ed il quarto anno successivo è appunto il 2016. Avete capito quindi il meccanismo per il calcolo della prescrizione. A tal proposito occhio alle novità che trovate in calce e che entrano in vigore con la nuova legge di stabilità 2016.

Ma cerco di essere ancora più semplice e vediamo che il prossimo 31 dicembre 2012 scade il termine da parte dell’agenzia di accertare i contribuenti che hanno presentato la dichiarazione Unico 2008 – redditi 2007. Qualora non l’avessero presentata in quell’anno l’agenzia delle entrate avrebbe  un ulteriore anno di tempo e quindi fino al 31 dicembre 2013. E così via di anno in anno. Se nella dichiarazione si fosse attuato un disegno fraudolento allora l’agenzia delle entrate potrebbe andare indietro fino al 2003 in quanto i termini si raddoppiano e quindi al 2001 se il disegno fraudolento era all’interno di un anno di imposta in cui la dichiarazione non è stata presentata.

Termini prescrizionali ridotti

Alcuni termini prescrizionali tuttavia possono essere più brevi come nel caso delle imposte di registro o in altre fattispecie. In alcuni casi infatti l’attività di accertamento si prescrive entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo.
Essendo tante, qualora aveste dubbi potete sempre mandare un’email (o molto meglio un commento qui in basso) e probabilmente otterrete una risposta, o almeno uno spunto per arrivare all’informazione autonomamente.

Prescrizione della cartella esattoriale

Se vi arriva una cartella di pagamento (quelle blu per intenderci) oppure altri avvisi di accertamento in cui dentro trovate scritto controllo automatizzato ex articolo 36 bis il 31 dicembre 2012 scadrà la possibilità di accertare gli anni di imposta fino al 2008 compreso come anche nel caso troviate scritto controllo automatizzato da articolo 54-bis; se invece trovate scritto sull’accertamento formale da 36-ter entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione per cui il 31 dicembre 2012 scadrà il termine di accertamento del modello Unico 2008 o 730 2008 relativo all’anno di imposta 2007.

Prescrizione della riscossione del tributo

La cartella esattoriale dovrà essere notificata dall’Agente della riscossione entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di definizione dell’accertamento termine entro cui sarà possibile avviare anche il relativo pignoramento. Questo perchè il ruolo su un accertamento divenuto definitivo o sentenza passata in giudicato deve essere notificato a pena di nullità entro il secondo anno successivo. Il 31 dicembre 2012 per esempio scadrà  quello relativo al 2010. Anche la fase della riscossione infatti è soggetta a termini decadenziali per essere espletata al fine di non compromettere la disponibilità finanziaria del soggetto.

Le Cartelle di pagamento invece seguono una tempistica diversa in quanto il termine o scadenza per la notifica della cartella di pagamento deve avvenire entro il 31 dicembre del terzo anno successivo limitatamente agli avvisi di accertamento contenenti le liquidazioni automatiche dell’imposta: un esempio di questo tipo di liquidazione è il redditometro.

Nel caso di controlli formali della liquidazione il termine per notifica della cartella di pagamento da parte dell’agenzia della riscossione è il quarto anno successivo a quello della presentazione della dichiarazione, per i controlli formali;

I Termini che trovate nella tabella subiscono il raddoppio ai sensi del co. 2-bis in caso di constatazione di elementi penalmente rilevanti. Inoltre, in caso di mancata adesione ai condoni di cui alla L. 289/2002, essi sono prorogati di due anni, relativamente ai periodi di imposta condonabili (art. 10 della L. 289/2002).

Nullità degli atti prescritti

 Qualora l’atto sia stata notificato successivamente alla scadenza dei termini sopra elencati l’atto diviene nullo. Peccato nonostante l’amministrazione pubblica abbia tutti gli elementi per sapere se è sia andata lunga o meno con i termini il contribuente deve anche accollarsi l’onere di dover, comprendere la cartella di pagamento cosa abbia al suo interno e capire se siano spirati i termini ed infine impugnarla per far valere le sue ragioni dinnanzi alla commissione tributaria.

Per il primo punto infatti l’agenzia delle entrate o l’ente impositore conosce la data di notifica per via della ricevuta di ritorno per cui almeno nei casi in cui gli ritorna la ricevuta della data certa di notifica potrebbe scomodarsi per interrompere l’azione di riscossione palesemente tardiva.

Per quello che concerne il secondo punto non vedo perché qualcuno che non studi diritto tributaria debba flagellarsi per leggersi 20 pagine di cartella di pagamento in caratteri criptici (perché sono cartelle nella maggior parte die casi confezionate automaticamente che poche informazioni danno ai non addetti ai lavori).

Pertanto, ove questi fossero notificati oltre i termini, verrebbero annullati dalla Commissione tributaria, in quanto tardivi, con conseguente venir meno di ogni questione concernente la prescrizione.

Una volta notificata la cartella di pagamento la prescrizione inizia ad agire per cui eventuali atti successivi quali per esempio l’intimazione ad adempiere ma questa, come altri azioni per esempio perde efficacia se viene notificata dopo 180 giorni dalla notifica. Se entro 180 giorni non sono posti in essere altri eventi interruttivi il credito si considera prescritto. Tuttavia sarà necessario comunque farlo valere in commissione tributaria impugnando l’atto con l’ausilio di un intermediario abilitato . Uno degli errori più comuni è proprio questo: lasciar correre e non impugnare l’atto perdendo così la facoltà di far proclamare la sua nullità.

Quando iniziano i termini di prescrizione

La Prescrizione dell’atto decorre dopo 60 giorni dalla data di notifica della cartella di pagamento o a seguito di impugnazione dopo che la sentenza è passata in giudicato ai sensi dell’articolo 2395.

Accertamento su Imposta di registro ipotecaria e catastale

Nel caso accertamenti che abbiano ad oggetto imposte di registro invece il termine cambia, tanto per complicare un pò la situazione e confondere un pò le idee direi io, ed il termine diventa di 5 anni dall’omessa registrazione dell’atto calcolati dal giorno in cui si sarebbe dovuto procedere alla registrazione per cui non vale il solito termine ordinario del 31 dicembre. Qualora l’atto soggetto ad obbligo di registrazione aveva ad oggetto la casa, fabbricati o immobili il termine per la notifica dell’avviso di accertamento è di due anni dalla stipula o tre anni in alcuni casi.

Da una parte quindi abbiamo i termini per la notificazione degli atti amministrativi e dall’altra parte abbiamo un altro sistema di scadenze entro cui deve effettuarsi la riscossione del tributo. Infatti non solo l’agenzia delle entrate è soggetta a termini prescrizionali per l’azione di accertamento a seconda delle tipologie di imposta, dichiarazione ma anche l’ente riscossore ossia il concessionario (per intenderci la tanto amata Equitalia) non potrà riscuotere i tributi quando vuole ma dovrà farlo entro determinati termini di decadenza della cartella di pagamento che dipendono da una serie di parametri e qui vediamo quali. La cartella  di  pagamento deve essere notificata entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello  in  cui  l’accertamento  è  divenuto definitivo (per  decorrenza  dei  termini   per l’impugnazione dell’atto per esempio), entro il terzo anno successivo a quello di presentazione  della  dichiarazione se trattasi di liquidazione automatica (art. 36-bis  del DPR. n. 600 del 1973 opure 54-bis del DPR n. 633 del 1972, quarto anno  successivo a quello di presentazione della  dichiarazione in caso di controllo formale ex articolo 36-ter del DPR n. 600 del 1973.

Per questi due tributi i termini di decadenza sono gli stessi. Abbiamo infatti un rimando esplicito proprio nel D.Lgs. n. 446/97 per quello che concerne l’IRAP e nell’art. 57 del DPR n. 633/72 per gli accertamenti IVA. Per quello che concerne invece il caso di imposte di successione che sarebbero le imposte di registro si deve fare riferimento all’art. 27 del D.Lgs. n. 346/90.

Diritti doganali

Il termine di prescrizione per i diritti doganali è di cinque anni  come previsto dall’art. 84 del DPR n.43/73.

Altri Tributi Locali

Nel caso di altri tributi locali che devono pagarsi annualmente prevale il termine quinquennale di cui all’art. 2948 n. 4 Codice Civile c., il quale dispone che “per tutto ciò che deve pagarsi ad anno o in termini più brevi” opera la prescrizione quinquennale.

Non sempre si deve pagare la cartella esattoriale: si paga solo se è dovuta

Inoltre può non essere realmente un illecito in quanto non sono pochi i casi che mi sono capitati in cui il tributo richiesto dal’agenzia delle entrate non era dovuto e questo accade nella maggior parte dei casi o per errata compilazione nelle dichiarazioni o difficoltà da parte dei sistemi informativi di far quadrare i dati della dichiarazione ed in tal modo sono generate in automatico le cartelle di pagamento.
Vi ricordo sempre che le cartelle esattoriali dovrebbero sempre essere precedute da una avviso bonario ossia la comunicazione da parte dell’agenzia con cui si invita il contribuente a sanare la situazione con una sanzione minima pari al 10% del tributo considerato omesso o carente. Potete leggere a tal fine l’articolo scritto sulla differenza tra avviso bonario e cartella di pagamento.

Spesso ho sentito che la cartella esattoriale o cartella di pagamento non era dovuta oppure che il tributo era già stato pagato e questo può dipendere sia da un errore di compilazione del contribuente che non permette ai sistemi di incrociare il dichiarato con il versato ma talvolta credetemi mi è successo di far aprire l’anagrafica di un clinete e vedere che erano stati associati ai tributi di una società i versamenti di una persona fisica. In questo ovviamente il danno era duplice perchè in capo ad entrambi si verificava una situazione da sanare; può capitare e sono situazioni spiacevoli in quanto il tempo perso per chiarire il malinteso con il fisco costa e anche in questo caso, ossia qualora la cartella di pagamento sia nulla perchè prescritta si dovrà far valere le proprie ragioni presentando ricorso. Quello che non è giusto però è che talvolta i termini sono scaduti da talmente tanto tempo che non si capisce perchè le inviino.

Fattispecie particolari

Tuttavia esistono alcuni casi in cui i termini decadenziali sono maggiorati per via del maggiore profilo sanzionatorio connesso come nel caso di attività detenute in paradisi fiscali, oppure per crediti tributari che non esistono e altri casi per cui se volete inviare una domanda potete farlo utilizzando l’indirizzo di posta elettronica.

Vi ricordo anche l’articolo dedicato alle sanzioni penali in caso di evasione fiscale o altri reati di natura tributaria.

So che potrà sembrare inutile dirlo ma lo dico ugualmente perchè il fatto che la cartella di pagamento o l’accertamento sia nullo non significa che potete riporlo nel cassetto e non pagare ma dovrete far valere le vostre ragioni dinnanzi alla commissione tributaria mediante ricorso tributario.

Accertamento sul redditometro

Potete leggere anche l’articolo dedicato alla prescrizione del redditometro in quanto questa rappresenta una tipologia di procedura che può attivare l’agenzia delle entrate ma solo entro un determinato periodo di tempo.

Consigli Pratici

In risposta ad un lettore che dopo aver ricevuto una cartella di pagamento si era recato da equitalia a chiedere spiegazioni….Se vi recate da Equitalia fatevi fare un estratto delle pendenze tributarie e qualora le risultino queste somme dovute solitamente (diciamo sempre) dovrebbero far riferimento ad un numero di cartella di pagamento che le devono aver notificato pena la nullità della loro pretesa. Se trova il numero che dovrebbe inzsiare con 097….allora si faccia fare anche una relata di notifica in modo da vedere chi ha ricevuto quella raccomandata contenente la cartella di pagamento. Se non ce l’hanno probabile che non si attivino per richiedere quelle somme perchè sanno che in contenzioso andrebbero a perdere :-) …spero di esserle stato utile. Inoltre vi segnalo l’articolo su cosa fare in caso di cartella di Equitalia: pagare o andare in contenzioso.

Commento di un lettore: Salve a tutti, volevo segnalare a proposito di prescrizioni, il giochino autorizzato da vecchie normative, interventi della cassazione e circolari dell’agenzia dell’entrate, di lasciare i plichi ammassati presso l’ufficio postale e riuscire ad ottenere la codifica degli stessi in modo da farli risultare accettati entro il 31/12/2012, anche se esitati successivamente. Non risulta nessun timbro sul plico inerente alla data di spedizione, ma se provi a richiedere la tracciabilità della spedizione stessa sul sito delle poste, guarda caso risulta accettato il 31/12/2012… Provate ad immaginare gli esattori davanti ai centri meccanografici delle poste per consegnare entro la mezzanotte… Povera Italia.

Se avete bisogno di informazioni, domande o suggerimenti scrivere a INFO @ Tasse-Fisco.com

Termini decadenza dell’accertamento sulla dichiarazione   dei redditi dell’Agenzia delle Entrate
Anno di   imposta oggetto di accertamento
Modello Unico
Anno presentazione
Termine accertamento Ordinario
Termine accertamento   Straordinario (Se Omessa Dichiarazione)
Adesione al Condono ex L.289/2002   (*)
In presenza di reati tributari –   Termine accertamento Ordinario (abrogato dalla Legge di stabilità il raddoppio dei termini)
In presenza di reati tributari –   Termine accertamento Straordinario
abrogato dalla Legge di stabilità il raddoppio dei termini
N
N+1
N+1
N+5
N+6
N+9
N+11
2000
2001
30/09/2001
31/12/2005
31/12/2006
31/12/2007
2001
2002
30/09/2002
31/12/2006
31/12/2007
31/12/2008
31/12/2010
31/12/2012
2002
2003
30/09/2003
31/12/2007
31/12/2008
31/12/2009
31/12/2011
31/12/2013
2003
2004
30/09/2004
31/12/2008
31/12/2009
31/12/2012
31/12/2014
2004
2005
30/09/2005
31/12/2009
31/12/2010
31/12/2013
31/12/2015
2005
2006
30/09/2006
31/12/2010
31/12/2011
31/12/2014
31/12/2016
2006
2007
30/09/2007
31/12/2011
31/12/2012
31/12/2015
31/12/2017
2007
2008
30/09/2008
31/12/2012
31/12/2013
31/12/2016
31/12/2018
2008
2009
30/09/2009
31/12/2013
31/12/2014
31/12/2017
31/12/2019
2009
2010
30/09/2010
31/12/2014
31/12/2015
31/12/2018
31/12/2020
2010
2011
30/09/2011
31/12/2015
31/12/2016
31/12/2019
31/12/2021
2011
2012
30/09/2012
31/12/2016
31/12/2017
31/12/2020
31/12/2022
2012
2013
30/09/2013
31/12/2017
31/12/2018
31/12/2021
31/12/2023
2013
2014
30/09/2014
31/12/2018
31/12/2019
31/12/2022
31/12/2024
2014
2015
30/09/2015
31/12/2019
31/12/2020
31/12/2023
31/12/2025
2015
2016
30/09/2016
31/12/2020
31/12/2021
 
31/12/2024
31/12/2026
2016
2017
30/09/2017
31/12/2021
31/12/2022
 
31/12/2025
31/12/2027
2017
2018
30/09/2018
31/12/2022
31/12/2023
 
31/12/2026
31/12/2028
2018
2019
30/09/2019
31/12/2023
31/12/2024
 
31/12/2027
31/12/2029
2019
2020
30/09/2020
31/12/2024
31/12/2025
 
31/12/2028
31/12/2030
2020
2021
30/09/2021
31/12/2025
31/12/2026
 
31/12/2029
31/12/2031
(*) Verifica   del periodo di copertura del condono

Per le parti in grassetto e più precisamente dagli avvisi di accertamento aventi ad oggetto il periodo di imposta 2015 dovrete verificare la maggiorazione dei termini di accertamento introdotti con la nuova legge di stabilità 2016 che di fatto aumenta di un anno la scadenza (dal quarto al quinto per intenderci) e in caso di omessa presentazione della dichiarazione diventa di otto anni. A titolo di esempio per quelli sul 2015 il termine sarà il 31 dicembre 2021 e non più 2020 e così via via per ogni anno.

La prescrizione delle cartelle di pagamento varia anche in relazione ai tipi di controllo. Se siete destinatari di cartelel relativi a controlli automatici per esempio o a controlli formali i termini sono quelli indicati nel seguito

TERMINI DI NOTIFICA DELLE CARTELLE DI PAGAMENTO
Tipo di cartella di pagamentoTermine per la notifica
Somme dovute a seguito dei controlli automatici delle dichiarazioni (articoli 36-bis del Dpr n. 600/1973 e 54-bis del Dpr n. 633/1972)31 dicembre del terzo anno (*) successivo a quello di presentazione della dichiarazione (o a quello di scadenza del versamento dell’unica o ultima rata se il termine di versamento delle somme scade oltre il 31 dicembre. Per fare un esempio pratico se stiamo parlando della dichiarazione dei redditi presentata nel 2019 relativa all’anno di imposta 2018, il termine della prescrizione sarà il 31 dicembre 2022.
Somme dovute a seguito del controllo formale delle dichiarazioni (articolo 36-ter del Dpr n. 600/1973)31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione.  Per fare un esempio pratico se stiamo parlando della dichiarazione dei redditi presentata nel 2019 relativa all’anno di imposta 2018, il termine della prescrizione sarà il 31 dicembre 2023.

(*) o del quarto anno, in caso di liquidazione delle imposte sulle indennità di fine rapporto e sulle prestazioni in forma di capitale.

La Legge di Stabilità inoltre cancella il raddoppio dei termini per l’accertamento ai fini IVA e delle imposte sui redditi che si aveva del caso di fatti di rilevanza penale.

Attenzione: nelle ipotesi di presentazione di dichiarazione integrativa, i termini per la notifica delle cartelle di pagamento decorrono, riguardo agli elementi oggetto dell’integrazione, dalla presentazione di tali dichiarazioni (legge di stabilità per il 2015).

Se il tributo dovuto è dell’Agenzia delle Entrate, è possibile rivolgersi a un qualsiasi ufficio dell’Agenzia o al Centro di assistenza multicanale (telefonando al numero 848.800.444). Se invece dovuto per esempio come nel caso di IMU o TASI dal comune sarà necessario chiamare il Comune. Insomma la cartella di pagamento è solo un mezzo attraverso cui l’ente impositore (che può essere diverso)  richiede le somme da lui considerate dovute.

Se la cartella di pagamento deriva dal controllo formale delle dichiarazioni (articolo 36-ter del Dpr n. 600 del 1973) o è stata emessa a seguito di accertamento, il contribuente deve rivolgersi all’ufficio che ha emesso il ruolo.

Gli Agenti della riscossione non forniscono informazioni nel merito della cartella, in quanto non conoscono i motivi per cui è stata addebitata la somma richiesta. Il contribuente si può rivolgere all’Agente della riscossione per le informazioni riguardanti la situazione dei pagamenti e la notifica delle cartelle.

Discorso a parte per l’Avviso bonario o comunicazione dell’agenzia delle entrate

Vi ricordo inoltre che in questo articolo parliamo della cartella esattoriale e di qualsiasi altro atto notificato dal’agenzia delle entrate o da Equitalia diverso dalla comunicazione di irregolarità chiamata avviso bonario. Quest’ultimo infatti viene generalmente (non sempre) inviato prima della notifica di una cartella di pagamento e riporta sanzioni in misura ridotta di un terzo in luogo di quelle applicate in misura piena (generalmente il 30 dell’imposta omessa) e notificate con la vera e propria cartella di pagamento.

Prescrizione Accertamento o cartelle di pagamento sulle agevolazioni prima casa

Vi segnalo l’articolo dedicato alla Prescrizione Accertamento dell’Agenzia Entrate sui benefici prima casa riguardante i termini entro cui l’agenzia delle entrate deve procedere all’accertamento riguardante la presenza o il mancato rispetto dei requisiti per la fruizione del beneficio fiscale sulla prima casa.

Non mi hanno mai notificato nulla in passato e ora mi mandano la cartella di pagamento: cosa devo fare?

Se siete in questa situazione provate anche a leggere l’articolo dedicato alla mancata o omessa notifica del ruolo, accertamento o cartella di pagamento per capire l’iter procedurale e cosa conviene fare.

Atto di precetto: cos’è e come impugnarlo

Potete leggere l’articolo dedicato all’atto precetto dove trovate l’articolo di approfondimento.

Cosa succede se non reagite alla cartella con il pagamento o impugnadola: il pignoramento

Non pensate di fare come succedeva negli anni 80′ quando sentivi che tanto io non ritiro le raccomandate alla posta perchè sono cambiate di molto le cose. Quella gran simpaticona di Equitalia andrà avanti inesorabilmente con l’azione di riscossione per cui le fasi successive saranno le intimazione i pagamento, l’iscrizione di ipoteca e pignoramento. Potete per cui leggere l’articolo di approfondimento dedicato proprio al pignoramento o esproprio di casa in cui vedrete quando è possibile procedere ad esproprio forzoso, i limiti di importo e come impugnarla.

LEGGI ANCHE: Se siete stati oggetto di pignoramento potete leggere la Guida al Pignoramento presso Terzi nel quale vi do alcuni chiarimenti dalla notifica, alla gestione, all’analisi delle pretese in esso contenute, fino ad arrivare alla cancellazione o rinuncia espressa da parte dell’agente della riscossione.

Rimborso del credito prescritto: prescritto

Interessante notare come, così come il debito pagato a fronte di un debito prescritto non sia rimborsabile, anche il credito non potrà essere chiesto a rimborso. A fronte infatti, di debiti pagati a fronte di cartelle di pagamento rivelatesi prescritte ovvero che solo successivamente si verifica fossero prescritte non è possibile richiedere il rimborso all’Agenzia delle Entrate o ad altro ente impositore. Questo come previsto esplicitamente dall’articolo 2940 del codice civile.

L’accertamento in sé, come detto in premessa, è soggetto a decadenza e come tale non può essere soggetto a sospensione o interruzione in quanto è diretto ad accertare una pretesa del fisco. La cartella di pagamento contenente il ruolo invece è soggetta a prescrizione. La Legge impone dei termini entro cui l’accertamento deve essere notificato al contribuente.

Gli avvisi di accertamento devono essere notificati e a pena di decadenza entro così come previsto dall’articolo 43 del DPR 600/73 entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione o del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata, nei casi di nullità o di omessa presentazione della dichiarazione.

Novità dopo la Legge di stabilità 2016

Dal 2016 dopo l’entrata in vigore della legge di stabilità secondo cui  gli avvisi di accertamento che saranno notificati sui periodi di imposta 2015 da parte dell’agenzia delle entrate dovranno essere notificati entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione.
Nel caso di omessa presentazione della dichiarazione inoltre il termine salirà a otto anni successivi a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata. Per gli anni precedenti, rimangono valide le vigenti disposizioni come previste dal D.Lgs. n. 128/2015.
Ad esempio: gli avvisi di accertamento relativi al periodo d’imposta 2014, UNICO 2015, potranno essere notificati entro il 31 dicembre 2019 ovvero, in presenza di violazioni penali, entro il 31 dicembre 2023, purché la denuncia all’autorità giudiziaria sia stata inoltrata non oltre la scadenza ordinaria dei termini per l’accertamento.
Nel disegno di legge viene inoltre precisato, che, non viene introdotta alcuna modifica per quanto riguarda l’accertamento ai fini della voluntary disclousure. Vengono quindi mantenuti i termini previsti dal D.L. n. 153/2015.
Viene, infine, abrogato il comma 640 della legge di Stabilità 2015, laddove era disposto un allungamento dei termini sia di quelli relativi alla notifica delle cartelle di pagamento, sia di quelli relativi all’accertamento, in caso di dichiarazione integrativa e di ravvedimento operoso.

Richiesta e riammissione della rateizzazione se siete decaduti dal beneficio

Leggi anche la richiesta e la riammissione alla rateizzazione delle cartelle di pagamento e debiti Equitalia

Vi ricordo che se siete decaduti alla data del primo luglio 2016 dal diritto alla rateizzazione con Equitalia potete presentare istanza di riammissione massimo fino al 20 ottobre mentre chi è decaduto dal diritto alla rateizzazione in 72 rate al più può richiedere solo la riammissione per lo stesso numero di rate.

Errore del commercialista

…E se l’errore fosse stato del Commercialista cosa altro potremmo fare? leggete l’articolo dedicato a Errore del Commercialista, fiscalista o del CAF: come comportarsi

Raddoppio dei termini in caso di violazioni con profilo penale

Vi ricordo inoltre che, come avrete avuto modo di leggere nell’articolo dedicato alla prescrizione delle azioni di accertamento del fisco è previsto il raddoppio dei termini secondo gli articoli 43 del Dpr 600/1973 e 57 del Dpr 633/1972).

Come non pagare le multe o le contravvenzioni

Vi segnalo poi un nuovo articolo dedicato a come identificare i motivi per impugnare le multe e cercare di evitarne il pagamento: l’impugnazione delle multe o contravvenzioni.

Condono e Rottamazione 2000-2017

Vi ricordo che nel 2017 potrete presentare anche la rottamazione delle cartelle di pagamento trasmesse ad Equitalia dall’ente impositore (e poi notificatevi) entro il 16 dicembre 2016 per cui potete approfondire con la guida gratuita al condono e  rottamazione delle cartelle  Equitalia 2017 per valutare dapprima la convenienza economica alla presentazione e poi alle modalità di compilazione del modello Da1 per la domanda.

Fatturazione Elettronica e Accertamento: cosa cambia

Con l’arrivo della fatturazione elettronica i termini decadenza per gli accertamenti fiscali ai fini dell’Iva e dei redditi d’impresa e di lavoro autonomo si accorciano di due anni  e più precisamente da cinque a tre. La riduzione interviene tuttavia patto che il contribuente sia in regola con l presentazione della dichiarazione altrimenti vale il differimento visto sopra nella tabella nel caso di omessa presentazione della dichiarazione.

Altra condizione per la riduzione riguarda l’utilizzo di mezzi di pagamento tracciabili come bonifici, carte di credito, assegni bancari o circolari, eccetera per tutti i pagamenti eseguiti e ricevuti di ammontare superiore a 500 euro.

Pr quello che concerne l’ambito soggettivo di applicazione e per rispondere la domanda su a chi si applica la riduzione dei tempi per l’accertamento fiscale questo si applica solo a chi opera nel commercio al dettaglio ed esercita, entro il 31 dicembre 2018, l’opzione per la memorizzazione e trasmissione dei dati dei corrispettivi, i cui effetti, tuttavia, cessano alla fine del prossimo anno.

Dal primo luglio 2019 l’adesione è obbligatoria per chi ha un volume d’affari superiore a 400 mila euro, mentre, dal 1° gennaio 2020, l’obbligo riguarderà tutti i commercianti al minuto e i soggetti assimilati.

Omessa notifica della cartella o dell’accertamento fiscale

Qui troverete come comportarvi nel caso in cui siate sicuri che non vi sia stata notificata alcuna precedente cartelle o avviso bonario presso la vostra residenza. Capita spesso infatti che mi scrivano contribuenti che affermano di essere destinatari di cartelle di anche 10 o 15 anni precedenti al cui interno sono contenuti presunte notifiche di atti. Tuttavia i contribuenti affermano e verificano anche che non hanno mai ricevuto alcunché. In questi casi non dovete pagare in quanto la cartella è affetta da un vizio procedimentale di notifica che la rende nulla…ma attenzione perché dovete muovervi adagio e nell’articolo qui sotto vi spiego il motivo.

Omessa o Mancata notifica cartella esattoriale di pagamento: cosa fare

Riferimenti normativi e fonti di legge

La decadenza è disciplinata dall’articolo 2964 del codice civile mentre la prescrizione dall’articolo 2934 e seguenti.

art+52

Prescrizione Accertamento Fiscale Irap Novità

Per l’Irap non vale il raddoppio dei termini per l’ accertamento fiscale nel quale siano previste sanzioni penali così come avviene per gli altri tributi perché è un’imposta per la quale non sono previste sanzioni penali come previsto nell’ordinanza n. 20435/17 della Sesta Sezione Civile T della Corte di cassazione, del 25 agosto 2017.

Prescrizione Cartella pagamento TARI TARES TIA TARSU: Tabella Anni Accertamento

Rottamazione-Ter, Quater 2019: come funziona il Condono o la pace fiscale

Rottamazione Ter 2019: come funziona, scadenza, quanto costa

Cancellazione Cartelle sotto 1.000 Mille euro 2019: come funziona, domanda, modelli

Richiesta di aiuto

Nel caso abbiate problemi o siate state destinatari di cartelle di pagamento o accertamento fiscali potete scrivere all’indirizzo di posta del sito allegando la documentazione pervenuta il prima possibile in modo da verificare eventuali modalità e termini di impugnazione per proporre ricorso.

scrivere a [email protected]

Fermo Auto 2019: quando scatta, come funziona e cosa fare con le ganasce fiscali

Prescrizione Accertamento Fiscale Plusvalenza Vendita Abitazione

Novità Contenzioso Tributario: Cosa Cambia e come funziona la presentazione del Ricorso contro le Cartelle

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Tasse-Fisco
Dottore Commercialista Iscritto all'Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e Revisore Legale con la passione per il diritto Tributario e Societario e Esperto nella Consulenza Aziendale.

236 commenti

  1. Tasse-Fisco

    il termine dovrebbe scadere il 31 dicembre 2019 se non erro. Ha controllato con la tabella. Laddove fosse nullo comunque dovrebbe cmq recarsi presso l’agenzia della riscossione per farsi dare lo sgravio e annullare la cartella e farlo entro i termini di proposizione di un ricorso. Se non lo fa l’atto resta valido per cui si sbrighi. Il suo obiettivo deve essere avere lo sgravio passati 30, 40 giorni dalla notifica. Se non glielo vogliono dare avrà così il tempo di incaricare un dottore commercialista e proporre riorso

  2. Avatar

    Salve,ho ricevuto una rettifica dall agenzia delle entrate per la dichiarazione dei redditi 2014.. con conseguente richiesta di pagamento di imposte e sanzioni.. per quanto ne so posso considerare questo atto nullo visto che sono trascorsi i termini ( oggi siamo al 26/07/2019 ) .. che ne pensate?

  3. Avatar

    Buongiorno,
    mi chiedevo tasse irpef 2005 di una società snc chiusa notificate solo il 07/2011 in base al sito agenzia entrate salvo ulteriori notifiche entro il 07/2021 dovrebbero andare in prescizione automaticamente passati 10 anni?grazie

  4. Tasse-Fisco

    purtroppo è la seconda che hai detto

  5. Avatar
    giuseppe paggiaro

    ANNI ADDIETRO MI SONO STATE NOTIFICATE CARTELLE ESATTORIALI IN DATA 2001- 2002- 2003- 2004- 2005 E 2006 E HO PAGATO QUALCHE RATA MA POI NON POTUTO FAR FRONTE ALL’IMPORTO DELLE CARTELLE. VORREI SAPERE SE SONO ANDATE IN PRESCRIZIONE POICHE’ NON HO RICEVUTO POI NOTIZIE DL FISCO. PREMETTO CHE ORA SONO IN PENSIONE DA 4 ANNI E NON VORREI CHE IN FUTURO I DEBITI RICADESSERO AI MIEI FAMIGLIARI, GRAZIE GIUSEPPE ANNI 71.

  6. Tasse-Fisco

    dovrebbe leggere articolo relativo alla successione prima casa

  7. Avatar

    Buonasera,
    Ho un forte dubbio, nel Luglio 2014 ho acceso un mutuo per acquisto di un immobile usufruendo delle agevolazioni prima casa,residenza mai fatta, quindi nel Febbraio 2016 a mezzo del commercialista ho dichiarato che volevo pagare la differenza poiché era decaduta l agevolazione,pero per problemi personali non ho più pagato.
    Adesso devo accettare la successione di mio padre dove mi lascia l immobile in cui vivo ed ho residenza (un comune diverso dall’ immobile acquistato) e per pagare non so se posso usufruire della prima casa oppure no e sopratutto se poi faranno accertamenti e mi manderanno qualche cartella di pagamento perché non ho più pagato per il decadimento prima casa.
    Preciso che per l immobile acquistato pago l imu come 2 casa e ad oggi non mi hanno mandato nessun verbale di accertamento o pagamento.
    Vi ringrazio anticipatamente

  8. Tasse-Fisco

    Si è fatto fare estratto ottico notifica dell’atto? Così intanto vede se si sono inventati che hanno effettuato una notifica. “Talvolta”…ma solo qualche volta…..anche un pò di più di qualche volta….questa notifica non è mai avvenuta ma loro nell’atto sostengono di si….io non so come classificarlo un siffatto comportamento….altro che lite temeraria….io lo chiamerei in altro modo ma non voglio dire parolacce…detto ciò prima verifichi questo ma soprattuto prima trovi un bravo dottore commercialista esperto di diritto tributario che la assista perchè vi sono estremi per farsi giustizia.

  9. Avatar

    per conto di un’amministrazione mia cliente, vengo informato che a mio carico vi è una
    cartella “modello liquidazione unico 2011”, vedo che la cartella riporta la seriale 2015,
    quindi l’agenzia delle entrate ha iscritto il ruolo nei tempi,
    ma ad oggi nessuna cartella, dalla riscossione mi è stata notificata ne a mezzo pec ne a mezzo AR, penso che abbiano sbagliato ufficio provinciale dove sono stato residente per appena 15 gg.
    Ad oggi, nulla mi è stato recapitato
    non trovandomi avrebbero dovuto attenersi alla mia ultima residenza, alla mia pec o al mio domicilio fiscale riportato in dichiarazione?
    comunque nulla, ho addirittura finito una rottamazione del 2016!!!
    Al che vi chiedo ad oggi 23/02/2019 ritengo la cartella prescritta?
    quindi cosa fare?
    l’agenzia delle entrate ammesso che ne abbia diritto potrebbe ri-contestarmi l’unico 2011
    in attesa di vostro parere
    ringrazio anticipatamente

  10. Avatar

    Buongiorno,
    in seguito alla vendita di un immobile ho avuto un accertamento su Imposta di registro ipotecaria e catastale. Premesso che la valutazione fatta dall’ag.entrate è totalmente irreale (450.000,00€ ovvero 4 volte e mezzo il prezzo di vendita: 100.000,00€ , prezzo di vendita che personalmente ho considerato un buon affare considerando che in 3 anni di tentativi di vendita anche avvalendomi di agenzie immobiliari, ho ricevuto una sola offerta a 60.000,00€ che avrei accettato se non si fosse ritirato il compratore!!!) e premesso anche che io sono il venditore quindi non tenuto al pagamento delle imposte, per una sfortunata casualità durante la notifica dell’accertamento io mi trovavo all’estero per un lavoro di 3 mesi per cui non ho ricevuto la raccomandata e non ho potuto fare opposizione nei tempi previsti. Da quanto ho appreso, per quanto ingiusta possa essere la motivazione, decorsi i termini di 60 giorni non c’è verso di contestare il merito. Quindi io ora mi ritrovo con un debito di 133.000,00€ circa che considero assolutamente ingiusto e sproporzionato anche rispetto alla “colpa” di non aver ritirato la comunicazione. Al dilà delle considerazioni sul fatto che questo debito mi stia rovinando la vita e che anche ad un assassino terrorista stragista è garantito un processo e l’innocenza fino al terzo grado di giudizio, quello che ho potuto fare immediatamente appena appreso del mio debito, è stato richiedere gli atti per verificare che effettivamente siano stati rispettati i termini per considerare valida la procedura di notifica. Da una veloce ricostruzione risulta la seguente sequenza temporale:

    Data Descrizione
    27/09/2006 Atto di compravendita
    27/09/2006 Comunicazione di cessione di fabbricato
    25/08/2009 Ruolo xxx n° xxx specie ORDINARIO
    26/11/2009 Notifica CARTELLA: xxxx
    20/04/2015 Data del calcolo dell’importo su intimazione
    14/09/2015 1°Tentativo di recapito della raccomandata di intimazione – destinatario assente
    17/09/2015 2°Tentativo di recapito della raccomandata di intimazione – destinatario assente
    16/10/2015 Data di deposito atti nella casa comunale
    20/10/2015 Data di spedizione raccomandata (da prospetto di Poste Italiane)
    03/11/2015 Consegna avviso giacenza 30gg (Poste Italiane)
    04/12/2015 Termine giacenza e riconsegna al mittente

    Potrebbe essere prescritto?
    Grazie

  11. Tasse-Fisco

    Avrebbe dovuto impugnarla e non solo limitarsi alla presentazione di istanza di annullamento che di per sé da sola non è in grado di interrompere l’azione riscossiva dell’agenzia della riscossione.

  12. Avatar

    Salve,
    mia mamma si è trovata una cartella dell’amministrazione provinciale finanziara ma non ne era a conoscenza.
    Si è recata presso gli uffici dell’Agenzia entrate e riscossioni e sull’estratto ha trovato la suddetta cartella ma che non è mai stata notificata.
    Stiamo parlando di una cartella del 2012 per redditi riferiti al 2008.
    Ha presentato richiesta di annullamento presso la sede dell’agenzia delle entrate 1 anno e mezzo fa senza alcuna risposta.
    Possiamo fare qualcosa?
    Grazie per l’aiuto.

  13. Tasse-Fisco

    contattare immediatamente un dottore commercialista con specializzazione nel contenzioso per farsi assistere e verificare se vi sono , non perda tempo a scrivermi :-) Se naviga nell’articolo troverà i link anche agli altri articoli correlati che possono fare al caso suo (esempio impugnazione per errata notifica dell’atto). MI dia retta però non perda tempo altrimenti decadono i termini di impugnazione e poi sta fregato. IN alternativi valuti anche rottamazione se ancora nei tempi

  14. Avatar
    Nicolò Di Blasi

    mi è stata pignorata la liquidazione .. chiesto l’estratto di ruolo scopro un credito di circa 35.000 per tasse non pagate ..se non fosse che il sottoscritto non ha mai ricevuto alcunch’è semplicemente perch’è dal 1998 ha cambiato diversi domicili ( regolarmente presentate al comune ) l’ultima nel 2006 a cui il comune non voluto dare cotso ( tutt’ora pendente ricorso in corte di appello di Messina ma stranamente per ben due volte mi manda delle comunicazione all’indirizzo di cui in questione ) sarebbe bello avere una risposta —– nel mese di gennaio 2018 il comune mi comunica….”nonostante iio non avessi dichiarato (sic) il cambio di domicilio e dagli accertamenti da loro fatte poichè risulto domiciliato nell’indirizzo di cui è pendente il ricorso c/o il comune di messina d’ufficio mi concede il cambio se non fosse che nel mese di febbraio 2018 chiedendo la carta d’identità figura l’indirizzo di 11 anni fa ! potete delucidarmi nel da fare

  15. Tasse-Fisco

    Dovrebbe leggere l’articolo dedicato ai casi di esonero dalla compilazione della dichiarazione dei redditi dove trova anche il caso di esonero relativo al possesso di fabbricati

  16. Avatar

    E’ solo redditto da canone locazione di 5400 euro annuale, e no lavoro.e’ obbligatorio fare 730 ogni anno?E’ sotto 8000 euro, che come legge redditto sotto 8 mila euro e’ esonero da dichiarare 730.
    fino quanto redditto e’ esonero dalla dichiarazione dei redditi dei fabbricati?

Per domande su casi specifici o personali, CLICCA QUI
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