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Calcolo IRI 2018 per società di persone: convenienza dell’imposta sul reddito imprenditoriale

regime fiscale IRI convenienza quando come aliquotaVerifichiamo con esempi la convenienza all’applicazione del nuovo regime fiscale IRI 2017 o Imposta sul Reddito Imprenditoriale delle persone rispetto al regime di tassazione per trasparenza previsto per le società di persone e le ditte individuali. Vi sono infatti casi in cui il passaggio sarà auspicabile da casi in cui sarà meglio evitare e questo dipende da diverse elementi che nel seguito si declinano per darvi qualche chiarimento in più rispetto alle domande avete.

Cos’è L’IRI o imposta sul reddito delle persone

L’IRI è la nuova imposta sostitutiva secca per la tassazione del reddito delle persone fisiche introdotta dalla Legge n. 232 del 2016 o  di Stabilità 2017, che si pone come regime opzionale, ossia non obbligatorio e non naturale dell’imposta, a cui potranno accedere imprese individuali, società di persone nel loro genere (ossia società in nome collettivo o SAS società in accomandita semplice o anche società di capitali) a patto che abbiano adottato il regime della trasparenza fiscale. In estrema sintesi il regime di trasparenza si applica tassando il reddito prodotto dall’imprenditore secondo gli ordinari scaglioni Irpef che come, sappiamo partono dal 23% e arrivano fino al 43% e che nel seguito si riportano per comodità mentre nel regime IRI si avrebbe, a determinate condizioni, una tassazione con aliquota fissa solamente del 24%, ma non è tutto oro quel che luccica.

Gli attuali scaglioni Irpef ricordo che sono i seguenti

Scaglioni reddito  Irpef Aliquota Irpef lordo
da 0 a 15.000
euro
23% 23% del reddito
da 15.000,01 a
28.000 euro
27% 3.450 + 27% sulla parte eccedente i 15.000 euro
da 28.000,01 a
55.000 euro
38% 6.960 + 38% sulla parte eccedente i 28.000 euro
da 55.000,01 a
75.000 euro
41% 17.220 + 41% sulla parte eccedente i 55.000 euro
oltre 75.000 euro 43% 25.420 + 43% sulla parte eccedente i 75.000
euro

In realtà la convenienza andrà analizzata anche considerando che oltre l’Irpef non si pagherà sul reddito nemmeno l’addizionale regionale (consideratela nella misura dello 0,8% forfettariamente) e comunale (consideriamo per esempio un altro 1,3%). Il regime ha durata quinquennale (5 anni) vincolante, per cui è necessario dare una prima analisi di convenienza, un calcolo per capire se optare per la nuova imposta sostitutiva oppure no.

tenete comunque a mente questi scaglioni di reddito in quanto dopo analizzeremo la convenienza facendo il confronto tra le diverse forme societarie alternative attuabili.

Calcolo base imponibile IRI

Il calcolo della base imponibile avviene applicando le stesse regole previste per il Tuir a partire dagli articoli 53 e ss, per cui al reddito di esercizio si andranno ad applicare le variazioni in aumento e in diminuzione delle imposte. Al risultato dovremmo sottrarre le somme erogate ai soci per utili o riserve di utili ossia i soldi che solitamente preleverete dal fondo societario per finalità diverse da quelle strumentali all’attività. Solo per fare un esempio: telefono aziendale, auto, benzina, luce, gas e utenze della sede non sono considerati prelievi. Nemmeno fabbisogni di cassa per spese di piccole entità sostenute per l’acquisto di beni aziendali.

Aliquota IRI 2018

La tassazione della nuova imposta sul reddito d’impresa avviene applicando una aliquota fissa del 24% ma limitatamente all’utile che l’imprenditore decide di mantenere all’interno dell’azienda e destinare alla sua attività. La ratio è quella di incrementare la patrimonializzazione delle nostre PMI che potrebbero altrimenti essere soggette ad operazioni di M&A o di aggressione da parte di grandi gruppi. Forma simile in tal senso è l’ACE o Aiuto alla Crescita Economica previsto per le società di capitali che premia l’accrescimento del patrimonio netto.

La convenienza economica ha natura fiscale pertanto è chiara e si riferisce alla possibilità di godere di un vantaggio fiscale molto elevato a patto che gli utili si mantengano all’interno della società. Basti confrontare una società con un utile di 50 mila euro che avrà un’aliquota marginale molto più elevata del 24%.
Se confrontiamo però questa opzione con quella prevista per una SRL, invece, la convenienza tutto sommato si riduce significativamente in quanto l’aliquota sarà ugualmente del 24% a partire dal 2017, pari a quella prevista per l’IRI.
La differenza però qui risiede nel diverso regime di responsabilità patrimoniale previsto per le società di persone, e mi riferisco principalmente al socio accomandatario della società in accomandita semplice, al titolare della ditta individuale o al socio della società in nome collettivo, che sconteranno l’illimitatezza della responsabilità per cui rischieranno il proprio patrimonio personale al contrario della SRL che limita la sua responsabilità al capitale sottoscritto.

Utile tassato al netto dei prelievi

Altro elemento che deve essere preso in considerazione per valutare la convenienza di questa novità sull’imposta sul reddito d’impresa, è che la tassazione secca del 24% è calcolata sul reddito di impresa o utile al netto dei dividendi che si è staccato l’imprenditore che, nelle società di persone, prendono più il nome di prelevante in quanto non abbiamo dei veri e propri dividendi come avviene nelle società di capitali.

Regime delle perdite nell’IRI

Ulteriore elemento di convenienza nel nuovo regime IRI risiede nella possibilità di portare in riduzione del reddito dei periodi d’imposta successivi e senza limitazioni di importo o di tempo, le perdite realizzate nell’anno di imposta. Nelle società di capitali invece abbiamo il vincolo dell’85% massimo della perdita che sarà utilizzabile. Pertanto le perdite maturate nei periodi d’imposta durante il regime fiscale quinquennale IRI ridurranno il reddito imponibile dei periodi d’imposta successivi per l’intero importo e fino a concorrenza dell’imponibile di quell’anno.

Società in essere che accedono all’imposta del reddito imprenditoriale

Per questa categoria si fa una precisazione in quanto gli eventuali prelievi da riserve di utili di anni precedenti dovranno essere tassate secondo il vecchio regime, anche perchè altrimenti tutti avrebbero un interesse al passaggio esclusivamente per sfruttare l’aliquota ridotta. I prelievi di utili forti in anni precedenti che hanno già scontato la tassazione per trasparenza non pagheranno naturalmente una ulteriore Irpef e per l’individuazione di quali prelievi escono prima si farà riferimento al criterio del LIFO per cui si considerano prelievi dalle riserve di utili quelli formati in anni precedenti.
Questo non è un elemento da non trascurare in quanto per i primi anni di attività spesso le perdite fiscali possono esserci e questo rappresenta una componente fiscale che spesso i non addetti ai lavori non considerano nelle valutazioni di convenienza economica.

Basti pensare al diverso trattamento previsto per gli altri soggetti come descritto nel seguito:

  • Contribuenti in contabilità semplificata: potranno utilizzare le perdite fiscali Ires solo in compensazione lo stesso anno.
  • Contribuenti in contabilità ordinaria: per i primi tre periodi di imposta l’utilizzo in compensazione è illimitato mentre per dopo è limitato all’85%
  • Contribuenti aderenti al nuovo regime forfettario dei minimi: in buona sostanza come i contribuenti in contabilità ordinaria

Dov’è il problema dell’IRI

Trattandosi di una imposta sostitutiva sul reddito delle persone fisiche eventuali oneri deducibili o costi detraibili non abbatteranno rispettivamente il reddito imponibile o l’imposta dell’IRI da pagare come avviene negli altri regimi. Unica possibilità riguarda la presenza di altri redditi. Ad oggi non conosco comunque nessuno che sia stata accertato per essersi dedotto costi o detratto spese in regimi sostitutiva ma certamente il mio campione non è rappresentativo per cui vi invito sempre a fare le vostre valutazioni personali al riguardo.

Trattamento dei prelievi/ Dividendi

Inoltre dal tenore della norma sembrerebbe che i prelievi dell’utile effettuati dall’imprenditore sono tassati non con lo stesso regime previsto per lo stacco del dividendo in capo alle persone fisiche – ma viene subito tassato con gli scaglioni di reddito Irpef ordina. Basti pensare che il primo scaglione per redditi fino a 15 mila euro è del 23% ed il secondo già del 27%.

Investimenti per il futuro

Viste le caratteristiche di differenza oggettivo tra il regime ordinario dell’Irpef e dell’IRI non scordate le caratteristiche soggettive e lo sforzo di pianificazione che richiede il nuovo regime in quanto, essendo di durata quinquennale ed essendo vincolante, dovete capire se nei prossimi 5 anni potreste aver bisogno di effettuare dei prelievi dal vostro fondo societario. Naturalmente 5 anni sono tanti inutile dirlo e pianificare a 5 anni è uno sforzo oltreché un esercizio ritengo piuttosto inutile in cui si cimentano anche le società per azioni che devono redigere piani industriali.

Convenienza Regime Fiscale IRI

Da una serie di valutazioni circa le principali caratteristiche del regime forfettario è facile intuire come la convenienza all’applicazione del regime risieda nel premio che viene riconosciuto a colui che mantiene e lamenta con gli utili annuali il fondo per cinque anni e se lo fate il risparmio fiscale su vale anche oltre il 10% delle imposte il che si traduce in diverse migliaia di euro in per redditi che vanno da 30 mila euro in su.

Meno utili prelevate dal fondo maggiore sarà il risparmio di imposta e maggiore la convenienza economica. Questo se ragioniamo a parità di reddito prodotto. Ma potrebbe esserci il caso nel quale dovete comunque fare i conti con prelievi che non potete pianificare con certezza nei prossimi 5 anni, anche se lo sforzo che vi invito a fare è di quantificarli stimandoli quanto più possibile alla realtà e prefigurando degli scenari realistici in base alle proprie spese personali o della famiglia.
Una volta determinato l’utile che intenderete prelevare annualmente, potrete valutare l’altro elemento che spingerà in alto l’asticella della convenienza fiscale che risiederà nella struttura dei costi, per cui quanto più alti saranno i costi deducibili o gli oneri detraibili e basso il reddito imponibile minori saranno le imposte che verserete rispetto ad altri soggetti che ne avranno pochi.
Per redditi particolarmente bassi comunque è difficile trovare la convenienza, ma al solito è necessario verificare la struttura dei costi e delle esigenze personali per calcolarla correttamente.

La convenienza deve essere vista alla luce della tassazione sui proventi o dividendi emessi con o senza IRI è sintetizzati nel seguito:

Il reddito d’impresa di un’impresa che on aderisce all’IRI verrebbe tassato in capo all’imprenditore ai fini IRPEF secondo gli scaglioni visti sopra di gran lunga superiori all’aliquota secca del 24% nel caso di aliquota: la condizione è il mantenimento di utili  in azienda per cui è determinante la pianificazione dei costi bisogni personali e familiari che potrebbero compromettere questo. Nell’impresa individuale o ditta gli utili sono tassati in capo al socio ai fini IRPEF indipendentemente dalla distribuzione. Nelle Srl che applicano la tassazione per trasparenza vale quanto detto al primo punto ossia la tassazione piena per scaglioni. Nelle Srl invece non in trasparenza fiscale  c’è il beneficio fiscale della tassazione del solo 49,72%. Dal primo gennaio 2017 passa al 58,14%)

Come aderire all’IRI

Per effettuare l’opzione quinquennale sarà possibile manifestare la propria adesione nel modello Unico 2018 – redditi di imposta 2017 in quanto già da questo anno sarà possibile aderire e l’opzione non è rinnovabile automaticamente.

Regimi alternativi

Il principale antagonista del regime fiscale IRI resta il regime fiscale della trasparenza o, se volete strutturare la vostra società in altro modo, aprire una SRL. Se però avete questo dubbio è necessario prima che vi leggiate l’articolo dedicato all’apertura della SRL.

 

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Dottore Commercialista Iscritto all'Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e Revisore Legale con la passione per il diritto Tributario e Societario e Esperto nella Consulenza Aziendale.

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