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Le Detrazioni e Deduzioni fiscali in presenza della NASPI

Nel seguito vediamo quando e come è possibile fruire delle detrazioni e deduzioni fiscali Irpef in presenza della NASPI. Il trattamento economico della NASPI è soggetto a Tassazione Separata IPREF il che si sostanzia nell’applicazione di una aliquota media basata sulle tasse pagate nei due anni precedenti. La domanda che si pone il lettore è se avendo in corso nella propria dichiarazione dei redditi sia detrazione Irpef per lavori di ristrutturazione effettuati negli anni precedenti e sia deduzioni derivanti dalla presenza di altre tipologie di spesa può continuare a fruirne oppure debba rinunciarvi.

Primo chiarimento utile è ricordasse che la tassazione separata è una metodologia imposta dal legislatore per alcune tipologie di reddito che si basa sul prendere la media prodotta nei due periodi di imposta precedenti e su questi calcolare l’aliquota da applicare. Si prendono i redditi del biennio precedente a quello di dichiarazione del contribuente.

Nel seguito un esempio

Esempio

Reddito a tassazione separata percepito: €. 5.700,00
Reddito complessivo anno N-1: €. 32.750,00
Reddito complessivo anno N-2: €. 31.500,00
Calcolo della media annuale del reddito del biennio
32.750,00 + 31.500,00 = 64.250,00
64.250,00 : 2 = 32.125,00
Calcolo dell’aliquota da applicare al reddito a tas sazione separata
fino a 15.000 euro 23% = 3.450,00
da 15.000 a 28.000 euro 27% = 3.510,00
da 28.000,00 a 32.125,00 38%= 1.567,50
L’imposta corrispondente a €. 32.125,00 è pari a 8.527,50 euro
Calcolo dell’incidenza media
32.125,00 : 8.527,50 = 100 : x = ossia 8.527,50 x 100 = 26,54 % Aliquota media della tassazione separata
32.125,00
Calcolo dell’imposta
5.700,00 x 26,54% = 1.512,78

Detrazioni e deduzione con la NASPI

Qui vediamo in pratica come funziona e di dare una risposta o semplicemente dei chiarimenti utili a risolvere il problema. Potrebbe accadere infatti che le detrazioni per oneri sostenuti in anni precedenti non trovino un’imposta IPREF capiente corrispondente da abbattere in quanto il reddito della NASPI va a tassazione separata per cui on da diritto a detrazioni fiscali se è l’unica fonte di reddito percepita.

Secondo chiarimento utile è quindi che i redditi soggetti a tassazione separata non danno diritto a detrazioni fiscali. Ci si pone allora il dubbio se non convenga attrarre a tassazione ordinaria il reddito percepito come indennità (che potrebbe non per forza essere solo la NASPI ma qualsiasi altre indennità soggetta a tassazione separata) in modo da aver un’imposta da ridurre.

L’agenzia delle entrate ha avuto modo di chiarire che ciò non è possibile, ossi non possiamo modificare noi a priori il trattamento fiscale di una data tipologia di reddito solo per conseguire un vantaggio fiscale.

Tuttavia il diritto alla detrazione non è perso per sempre in quanto se parliamo per esempio di lavori di ristrutturazioni, risparmio energetico o altre tipologie che consentono la detrazione su più anni di imposta allora  nell’anno in cui il contribuente avrà a disposizione altre tipologie di reddito e budini di imposta da poter abbattere potrà riprendere a detrarsi e dedursi tali costi. Sarebbe curioso sapere però se può riprendere da dove abbia terminato oppure abbia perso le quote da detrarre relative agli anni in cui non aveva tasse da pagare.

Sarei dell’avviso che il contribuente può comunque riprendere da dove abbia sospeso. Indipendentemente dal principio dell’autonomia dei periodi di imposta l’Erario avrebbe comunque auto un vantaggio finanziario connesso alla disponibile di un maggior reddito tassato.

Sul punto se qualcuno ha degli approfondimenti sul tema sarebbe utile condividerli.

Vi segnalo comunque l’articolo dedicato ai redditi soggetti a tassazione separata che vi potrebbe essere molto utile pe capire quali altri casi possono condurre al medesimo svantaggio.

Tassazione separata: calcolo, quando si applica, quali redditi ne sono soggetti

 

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1 commento

  1. Adriana Del Tedesco

    Interessante il suo commento sulla necessità del recupero detrazioni ristrutturazione in modo consecutivo o non consecutivo specialmente di fronte a situazioni di straordinarietà nella produzione del reddito.
    Il mio caso (ma quella di moltissimi altri ex colleghi) che si sono trovati ad accedere ad un fondo esuberi del credito che è sottoposto a tassazione separata e come tale non sottoponibile a detrazioni in dichiarazione dei redditi. Pertanto non sarebbe neppure il caso di “incapienza” perché paghiamo aliquote del 27-30% ma semplicemente basterebbe “sospendere” il recupero della detrazione e riprenderlo da dove era stato interrotto al momento in cui si percepiranno dei redditi ad aliquota ordinaria. Mi risulta anche che altri fondi esuberi (es. ferrovieri) non sono a tassazione separata. Il perdere dei recuperi fiscali, anche per Naspi ecc. è iniquo e senza senso. Lasciare un’opzione in casi eccezionali non porterebbe via nulla all’Erario e sarebbe certamente più giusto. Vorrei tuttavia sapere se la legge prevede in modo assoluto la consecutività oppure se vi è spazio per un’interpretazione o una richiesta di chiarimento all’Agenzia delle Entrate.

Per domande su casi specifici o personali, CLICCA QUI
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