Detrazione sugli affitti per i fuori sede e giovani studenti universitari nel 730 ai fini Irpef

La detrazione sui contratti di locazione per gli studenti universitari rappresenta una forma di risparmio o di incentivo sull’irpef indicato nel 730 che può far risparmiare qualcosina e vediamo qui come fare e quanto vale il benficio fiscale concesso dal legislatore.

Largo ai giovani, quindi incentivi e detrazioni per gli affitti da parte degli studenti fuori sede. Nel caso un giovane stipuli un contratto di affitto già a partire dall’anno di imposta 2007 per unità immobiliari adibite ad abitazione principale e come tale ricordiamo che vale la stessa definizione valevole ai fini ICI e quindi quella contenuta nel Testo Unico delle Imposte sui redditi (cfr comma 1 quinquies, articolo 16 del DPR 916 del 1986 e la nuova lettera i sexies del comma 1 dell’articolo 15 del Tuir), contratti che sono stipulati o rinnovati secondo la legge 431 del 1998 potranno usufruire delle seguenti detrazioni:

  • 300 euro, per redditi inferiori ai 15.493,71 euro
  • 150 euro, per redditi inferiori ai 30.987,41 euro.

Queste nel caso sia il giovane però ad essere intestatrio del contratto e paghi lui il contratto come definito nell’articolo 15 del Tuir.

Detrazioni fiscali in caso di canone concordato

Esiste invece una detrazione maggiore inserita nell’articolo 16 che recita così: “1-ter. Ai giovani di età compresa fra i 20 e i 30 anni, che stipulano un contratto di locazione ai sensi della legge 9 dicembre 1998, n. 431, per l’unità immobiliare da destinare a propria abitazione principale, sempre che la stessa sia diversa dall’abitazione principale dei genitori o di coloro cui sono affidati dagli organi competenti ai sensi di legge, spetta per i primi tre anni la detrazione […] maggiore alle condizioni ivi previste introdotta dal legislatore per i genitori intestatari di contratti di locazione stipulati sulla base di appositi accordi definiti in sede locale fra le organizzazioni della proprietà edilizia e le organizzazioni dei conduttori maggiormente rappresentative a livello nazionale (cosiddetti “contratti convenzionali” ai sensi della legge del 9 dicembre 1998 n. 431) spetta una detrazione di:

  • 495,80 euro, se il reddito complessivo non supera 15.493,71 euro
  • 247,90 euro, se il reddito complessivo è superiore a 15.493,71 euro ma non a 30.987,41 euro.

Se il reddito complessivo è superiore a quest’ultimo importo, non spetta alcuna detrazione.

In nessun caso la detrazione spetta per i contratti di locazione intervenuti tra enti pubblici e contraenti privati (ad esempio, i contribuenti titolari di contratti di locazione stipulati con gli Istituti case popolari non possono beneficiare della detrazione)

Cosa si intende per giovani?

Il legislatore intende persone comprese tra i 20 e i 30 anni per cui rassegnamoci al fatto che siamo vecchi prima di tutto, mentre per i giovani che hanno affittato un appartamento usufruendo delle detrazioni per abitazione principali. Giova ricordare che tale appartamento non dovrà essere lo stesso in cui abitano parenti e affini.

Quanto dura l’agevolazione per gli studenti universitari

La durata dell’agevolazione è di tre anni spetta, e per i primi tre anni, sarà pari a 991,60 euro. La detrazione, inizialmente prevista soltanto per i canoni da contratti di locazione stipulati secondo i tempi e i criteri stabiliti dalla legge 431/1998, con la Finanziaria 2008 (legge 244/2007) amplia il suo raggio d’azione affinché possano usufruirne anche coloro che alloggiano presso pensioni o strutture di altro tipo. Compresi, quindi, nel regime di favore anche i contratti di ospitalità e gli atti di assegnazione in godimento o locazione. Con la stessa modifica, sconto, inoltre, per gli affitti pagati a collegi universitari, enti per il diritto allo studio, organismi senza fini di lucro e cooperative. Escluse, invece, le sublocazioni.

Paletti da rispettare anche riguardo alla spesa sostenuta, che può essere agevolata fino a quota 2.633 euro, per una detrazione massima di 500 euro. La cifra non cambia anche se la diminuzione d’imposta è applicata da un genitore con più figli “fuori sede”.

Requisiti da rispettare

Il beneficio spetta per i primi tre anni e a condizione che l’abitazione locata sia diversa dall’abitazione principale dei genitori o di coloro cui sono affidati e il reddito complessivo non superi 15.493,71 euro. Nella determinazione del reddito complessivo va compreso anche il reddito dei fabbricati locati assoggettato a cedolare secca.
Il requisito dell’età è soddisfatto qualora ricorra anche per una parte del periodo d’imposta in cui si intende fruire della detrazione.

Chi può fruire della detrazione per gli studenti universitari

Ne beneficiano gli studenti universitari che hanno un contratto a canone convenzionale ex legge numero 431 del 1998 e che stipulano un contratto di locazione per unità immobiliari situate nel Comune in cui ha sede l’università o in Comuni limitrofi ma a non meno di 100 km di distanza (Forse la distanza entro i 100 km può essere considerata da pendolare). inoltre è necessario rispettare anche altri requisiti ossia che il comune di residenza dello studente sia in una provincia diversa da quella dell’università.

Lo sconto Irpef sui canoni di locazione vale anche per gli studenti “fuori sede” iscritti in una università estera per intederci, con sede presso uno Stato Ue o in uno dei Paesi aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo come disciplinato dall’articolo 16 della legge comunitaria 2010, n. 217 del 2011,che di fatto ha modificato l’articolo 15, comma 1, lettera i-sexies, del Tuir.

Ricordiamo altresì che se la detrazione è di ammontare superiore all’Irpef lorda diminuita, delle detrazioni per carichi di famiglia (cfr art. 12 del tuir) e delle altre detrazioni (cfr art.13 del Tuir), è riconosciuto un ammontare pari alla quota di detrazione che non ha trovato capienza nell’Irpef. Sarà un decreto del ministro dell’Economia e delle finanze a stabilire le modalità per l’attribuzione di questo ammontare (nuovo comma 1 sexies, articolo 16 del Tuir). Le nuove detrazioni Irpef verranno inserite all’articolo 16 del Testo unico delle imposte sui redditi (il Dpr 917/86).

Se paga il genitore?

L’ipotesi del pagamento del canone al figlio di affitto solo nel caso disciplinato dall’articolo 15 del Tuir, lettera i-sexies, che prevede la detraibilità dall’Irpef ovvero se il figlio a carico si è trasferito per motivi di studio universitario e con contratti stipulati o rinnovati ai sensi della legge 431/1998 e che sia in un comune diverso da quello diverso da quello di residenza, disti da quest’ultimo almeno cento chilometri e sia comunque situato in una provincia diversa allora si potrà beneficiare della detrazione.
Se non sono soddisfatte contemporaneamente queste condizioni la detrazione non spetta per cui, nel caso di semplice pagamento del canone di affitto del figlio che studia nella stessa città,  viene pagata dai genitori non darà diritto alla detrazione in quanto questa spetta a chi è intestatario del contratto di locazione dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale, stipulato o rinnovato ai sensi della legge 431/1998 (articolo 16 del Tuir).
Per cui vi sconsiglio di farlo se non siete apposto con il fisco in quanto il grande genio che ha progettato il software del redditometro vecchia versione farebbe scattare il redditometro in quanto vedrebbe che suo figlio paga un canone senza guadagnare. A quel punto per non far pagare tasse inesistenti a suo figlio dovreste far estendere il redditometro anche a voi. Per cui riflettete su quello che fate onde evitare guai per risparmiare poi non tantissimo.

Quanto vale l’ammontare della detrazione per gli studenti universitari

La detrazione vale il 19% del costo sostenuto nell’anno di imposta su un importo massimo perà di soli 2.633 euro. Tuttavia vi ricordo che esistono anche altre detrazioni non cumulabili sui contratti di locazione che valgono quanto segue: Soggetti con redditi inferiori a 15.493,71 euro la detrazione è 495,80 euro; per i soggetti con reddito compreso tra 15.493,71 e fino a 30.987,41 la detrazione è di 247,90 euro. Per i lavoratori dipendenti che si trasferiscono fuori sede con reddito complessivo fino a 15.493,71 euro, 991,60 euro

Indicazione nel 730 – Righi da E8 a E12 – Altre spese: indicare le spese contraddistinte dai codici da 8 a 35 e 99, per le quali spetta la detrazione d’imposta del 19 per cento e le spese contraddistinte dai codici 41 e 42, per le quali spetta la detrazione d’imposta del 24 per cento.
Per indicare più di cinque codici, occorre compilare un ulteriore modulo, secondo le istruzioni fornite nel paragrafo “Modelli aggiuntivi”, parte II, capitolo 7.
Indicazione nel 730 Indicazione nel 730 Rigo E71 – Inquilini di alloggi adibiti ad abitazione principale Colonna 1 (Tipologia): indicare il codice relativo alla detrazione.
‘3’ Detrazione per canoni di locazione spettante ai giovani per l’abitazione principale. Questo codice va indicato dai giovani di età compresa fra i 20 e i 30 anni, che hanno stipulato un contratto di locazione per l’unità immobiliare da destinare a propria abitazione principale, ai sensi della legge 9 dicembre 1998, n. 431. Il requisito dell’età è soddisfatto se ricorre anche per una parte dell’anno in cui si intende fruire della detrazione. È necessario che l’immobile affittato sia diverso dall’abitazione principale dei genitori o di coloro cui sono affidati dagli organi competenti ai sensi di legge.

Il codice da indicare nel 730 è il 18. Le istruzioni infatti recitano che: per le spese sostenute dagli studenti universitari iscritti a un corso di laurea di un’università situata in un Comune diverso da quel- lo di residenza per canoni di locazione derivanti da contratti stipulati o rinnovati in base alla legge che disciplina le locazioni di im- mobili ad uso abitativo (legge 9 dicembre 1998, n. 431), o per canoni relativi ai contratti di ospitalità, nonché agli atti di assegnazione in godimento o locazione, stipulati con enti per il diritto allo studio, università, collegi universitari legalmente riconosciuti, enti senza fini di lucro e cooperative.
Per fruire della detrazione l’università deve essere ubicata in un Comune distante almeno 100 chilometri dal Comune di residenza dello studente e comunque in una Provincia diversa oppure nel territorio di uno Stato membro dell’Unione europea o in uno degli Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo con i quali sia possibile lo scambio di informazioni.
La detrazione spetta anche se le spese sono state sostenute per i familiari fiscalmente a carico. L’importo da indicare nel rigo non può essere superiore a 2.633 euro.
L’importo deve comprendere le spese indicate con il codice 18 nelle annotazioni del CUD;

Vi ricordo inoltre che il beneficio per i canoni di locazion su case all’estero non rientra nelle previsioni agevolative ed in questo caso cercate di fare riferimento od informarvi su agevolazioni presente nel paese estero che molto spesso sono previste per gli studenti fuori sede.

Ricordiamo anche che esistono i BONUS per le FAMIGLIE.

La distanza minima dei 100 KM per accedere al beneficio Requisito per l’applicazione dell’agevolazione è la distanza tra l’università e la sede dell’abtazione dove lo studente ha il proprio domicilio fiscale (in genere quella del nucleo familiare che lo ha a carico) e che deve essere distante non meno di 100 km. Per il calcolo dei 100 Km si deve prendere come riferimento la distanza minima percorribile dallo studente per arrivare a destinazione. per fare questo dovrete prendere in considerazione tutti i percorsi percorribili, ossia anche le reti ferroviarie o autostradali 8quelle pedonali non sono ricomprese nel computo). Per agevolarvi potrete fare riferimento a google map che potrà darvi un’idea della distanza effettiva.

Guida alla compilazione del 730

Aggiornamento e ulteriore detrazione del canone di locazione: in caso di affitto e subaffitto l’ultima circolare dell’agenzia delle entrate del 23 aprile 2010 n. 21 ha chiarito che la detrazione non è dovuta in quanto non prevista dall’art. 15, comma 1 lett.i sexies del TUIR. Pertanto gli studenti iscritti ad un corso di laurea possono beneficiare della detrazione del 19% sui canoni di locazione, per un importo massimo inferiore 2.633 euro, a patto che siano stipulati ai sensi della legge 9 dicembre 1998, n. 431, e successive modificazioni e come tali rientrano anche i contratti di ospitalità, gli atti di assegnazione in godimento o locazione, stipulati con enti per il diritto allo studio, università, collegi universitari legalmente riconosciuti, enti senza fine di lucro e cooperative, ma non su quella derivante da contratti di sublocazione.

Precisazione: le spese sostenute all’estero per istituti esteri non beneficiano di questa ulteriore agevolazione fiscale.

Se volete conoscere altri modi per risparmiare sulle imposte e le tasse da pagare consultate l’elenco delle spese da dedursi nel 730 o nel modello unico.

Guida alla compilazione del modello Unico

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17 Commenti

  1. Salve,

    sono un dottorato di ricerca (a tutti gli effetti fiscalmente sono uno studente universitario), e sto per fare un contratto di locazione. Quale sarebbe il contratto più economicamente vantaggioso nel mio caso?

    Premettendo che non ho intenzione di prender residenza nel luogo di locazione (e che la mia residenza è a 50km di distanza dal luogo di locazione), la futura proprietaria mi ha detto che la cosa migliore sarebbe avere un contratto per studenti dal momento che posso detrarmi all’incirca quei 500€ che avete scritto nel post qui sopra.

    Però, dal momento che non ho compreso appieno tutto quello che c’è scritto qui sopra, le mie domande sono due:
    – l’utilizzo della cedolare secca cambierebbe qualcosa dal mio punto di vista? L’unica cosa che ho capito è che ha il vantaggio di eliminare le spese di rinnovo del contratto e le spese di registrazione dello stesso (giusto?), ma non so bene che svantaggi possa portarmi;
    – il mio reddito imponibile dovrebbe essere teoricamente nullo giusto? La borsa di dottorato non dev’essere dichiarata (o almeno così mi hanno detto), e non posseggo altre fonti di guadagno nè case o cose simili

    Salve e grazie,

    Alessandro

  2. in Comuni limitrofi ma a non meno di 100 km di distanza (Forse la distanza entro i 100 km può essere considerata da pendolare)..
    MI POTETE CHIARIE COSA SIGNIFICA … HO 2 FGI A TORINO E SONO DI BIELLA…DUNQUE AL LIMITE DEI 100KM (COSA ASSURDA VISTI I SERVIZI DI TRASPORTO)… I 100 KM SONO PER L’ANDATA E RITORNO ?

    GRAZIE

  3. pongo il quesito:
    mio figlio a roma deve cambiare abitazione ed ha trovato un appartamento di tre vani che dividera con studenti universitari.
    la proprietaria dice che mentre ai due studenti fara’ il contratto per la cifra richiesta divisa in due , per mio figlio non puo’ fare nessun tipo di contratto anzi sara’ lui a versare agli studenti la sua parte mi sembra una soluzione anomala amche per il fatto che mio figlio non potra’ detrarsi il fitto a fine d’anno. Come puo’ risolvere la questione ? Grazie anna

  4. Gli dica quello che ha detto a me e che oltre alla perdita di detrazioni si espone anche ad un accertamento fiscale in quanto il fisco vedrà transitare bonifici mensili dalla sua banca ad un soggetto terzo senza che vi sia un motivo ufficiale il che viene letto dall’agenzia delle entrate come proventi non dichiarati da qualche attività commerciale.
    Ma soprattutto cosa gli cambia alla prprietaria se due o tre inquilini????

  5. Sono un papà di una studentessa universitaria che frequenta regoralmente l’università del Salento, per ovi motivi di studio/logistici mia figlia è obbligata a risiedere a lecce e quindi ho per necessità dovuto prendere una stanza in un appartamento in affitto che insieme ad altre studentesse coabitano; e fino a qui tutto normale. Arrivato però il periodo della dichiarazione dei redditi scopro che per le detrazioni degli oneri riguardanti studenti universitari, non rientra l’affitto che pago per mia figlia, perche dice la norma: bisogna essere residenti oltre i 100 km., ora mi domando chi ha fatto la legge pensava con i piedi o credeva che i soldi che sborsa un genitore per la figlia a un chilometraggio inferiore ai 100 km.,sono diversi di quelli che stanno oltre i 100??? Ecco un’altra di quelle bagianate che i nostri politici hanno prodotto negli anni passati, come capire dove finisce la ragione ed inizia la fantascienza, e non aggiungo altro.

  6. Salve. Qualcuno può rispondermi? Sono un genitore che ha due figlie universitarie fuori sede molto più di 100 km. Abitano entrambe nello stesso appartamento ma il contratto per ovvie ragioni è intestato ad una sola; posso o no detrarre la somma di € 2.633,00 per ciascuna (tot.5.266,00)? visto che l’affitto ammonta a poco più di 1000€ mese? se non è possibile si può sapere perchè?

  7. In questo caso l’agevolazione a mio avviso è sul pagamento dell’abitazione e non credo sia fatta per teste nell’ipotesi che abitino insieme. Faccia anche un passaggio ulteriore con l’agenzia delle entrate e veda cosa ne pensano, ma dubito.

  8. La Svizzera non è UE, né aderisce all’accordo sullo Spazio Europeo ma ha firmato il cosiddetto Accordo Bilaterale. Posso detrarre il canone di locazione per mio figlio che studia a Lugano?
    Ovviamente la distanza da Torino, ove risiediamo è superiore a 100 km.
    Cordiali saluti

  9. Mia figlia si è iscritta all’università in Cina,pagando sia il corso che la stanza nel Campus. Ho diritto alle detrazioni delle suddette spese sostenute?

  10. Sono il dott. e vorrei porre un quesito fiscale.
    Il mese scorso l’Agenzia delle Entrate di Cerignola, in seguito ad accertamento relativo all’anno 2011, non ha riconosciuto la detrazione del 19% per le spese del canone di locazione per studenti universitari fuori sede (mio figlio) “in quanto la sede di Bari dista da Cerignola solo 92 Km.”, senza specificare a quale strada si riferiva, in quanto sono possibili tre strade: Autostrada A14, Strada Statale SS16 e Strada Provinciale 231 + Autostrada A14.
    Ad una mia richiesta circa il modo di determinazione della distanza Cerignola – Bari Centrale, la funzionaria incaricata mi disse che loro si attenevano solo a ciò che attestava l’Automobile Club d’Italia, che indicava solo 92 Km senza fare alcuna specifica.
    Consultando Google maps viene fuori che tale distanza è del tutto differente di oltre 10 Km e più in particolare: tramite l’A14 la distanza indicata è di Km. 104, tramite la SS16 la distanza indicata è di Km. 105 e tramite la SP231 + l’A14 è di Km. 103.
    Chi dei due ha ragione?
    L’uomo è andato sulla luna e noi sulla terra non siamo in grado di determinare una distanza stradale precisa!
    L’art. 15 comma 1, lettera i-sexies della legge 9/12/1998, n.431, riporta “…studenti iscritti ad un corso di laurea presso una università ubicata in un comune diverso da quello di residenza, distante da quest’ultimo almeno 100 chilometri e comunque in una provincia diversa,…”.
    La presenza di quel “e comunque”, in italiano sta a significare che, indipendentemente dalla distanza, è sufficiente che l’università sia ubicata in una provincia diversa da quella di residenza dell’universitario, altrimenti non avrebbe senso la sua presenza.
    In pratica chiedo:
    – Ho diritto alla detrazione del 19% della spesa per l’affitto, con contratto regolarmente registrato, di una stanza in un appartamento nel comune (Bari) sede dell’università?
    Da notare che tale detrazione mi è stata riconosciuta da un altro funzionario della stessa Agenzia delle Entrate di Cerignola lo scorso anno quando mi fu fatto lo stesso accertamento relativo all’anno 2010. Che tutto sia a discrezione del funzionario di turno?
    – Cosa fare per chiedere il rimborso delle somme da me pagate ingiustamente?

  11. Ha ragione e presenti ricorso primo dello scadere dei termini.

  12. Buonasera,
    ho letto con interesse gli argomenti che trattate nell’articolo e vorrei esporvi il mio caso:
    Mia figlia frequenta un dottorato di ricerca a Bologna, noi abitiamo a Latina e il nostro reddito supera 40000€, ha senso, dal punto di vista fiscale, cercare un alloggio del tipo di quelli che trattate nell’articolo?

    grazie

  13. Più che se ha senso o meno dovete prima chiarire che intenzione avete. Se volete investire o meno. La detrazione fiscale è’ una possibilità che di fatto abbassa il costo.

  14. Sono sempre il papà della una studentessa universitaria che frequenta regoralmente l’università del Salento, che per ovvi motivi di studio/logistici mia figlia è obbligata a risiedere a Lecce e quindi ho per necessità dovuto prendere una camera in un appartamento in affitto insieme ad altre studentesse. Ora ribadisco la domanda: non riesco proprio a capire la logica che se io pago l’affitto regolare e registrato al fisco, per quali ragioni perverse non ho diritto alle detrazioni nella dichiarazione dei redditi a similitudine di quelle che la legge dice sono a distanze superiori a km 100. Mi domando chi ha fatto la norma, e con quale criterio?, che forse i soldi di quegli affitti superiori a km.100 sono diversi di quelli al di sotto di questa distanza? Quale è la vera ragione oppure e la solita storia di alcuni possono godere dei privilegi ed altri no? E non per togliere la detrazione a chi ne beneficia (facendo la guerra tra poveri), ma riconoscendo il beneficio anche a chi dichiara e paga regoralmente le tasse per non spingere a diventare evasore in altro modo una persona onesta, per far si di recuperare il denaro perso. Quindi proporrei ai tecnici del fisco e ai nostri tanto bene amati leggislaatore di rivisitare la norma per renderla più equa nei confronti di tutti i cittadini Italiani che di questi tempi di diritti ne godono molto pochi rispetto ad altri…; cordiali saluti.

  15. A conferma che spesso il legislatore ha il cervello staccato dalla mano quando legifera.

  16. Giovanni mi scuso per il ritardo nella risposta ma il legislatore qui ha voluto dare un beneficio fiscale ai fuori sede non agli affitti pagati dai padri per i figli in assoluto…il limite forfettario di 100 km nasce secondo me da un assunto basato sul fatto che fino a 100 hanno stabilito fossero distanze ragionevoli e raggiungibili anche a piedi tutti i giorni o con i potenti mezzi logistici messi a disposizione come treni super veloci, monorotaie, ovovie come a Londra, mentre sopra i 100 km non si poteva proprio immaginare. Mi viene da pensare allora che sia stato solo l’influsso di ok il prezzo è giusto…ma non è neanche quello e allora non posso che dirlo che ua distanza l’avrebbero pur dovuta prendere…forse avrebbero fatto bene a imporrre chi era dentroo fuori dalla città….ma stiamo certi che si sarebbero lamentati anche quelli che abitavano dentro ma in periferia….per cui prendiamolo come un assunto contestabile ma non folle. Scherzo perchè lei si lamenta ma consideri che tr giorni fa ha scritto un lettore che sta litigando con l’agenzia delle entrate sul calcolo dei 100 km perchè lui sostiene che la strada che calcola il fisco è più lunga. Insomma qui si agevola chi deve sobbrcarsi l’onere di percorrere oltre 100 km ogni mattina e vi rinunzia trasferendosi…tutto sommato non mi sembra così malaccio come intento. Poi si poteva fare meglio ma sarebbe sempre stato contestabile

  17. UNICO2012 – Spese per canoni di studenti fuori sede.
    Mio figlio ha frequentato l’università a Parigi e pagando una tassa mensile per 5 mesi di soggiorno nella Citè de Camboge dell’università. L’agenzia delle entrate non mi riconosce la detrazionme del 19% della spesa. Ho inviato, su richiesta telefonica dell’operatore, poichè era scritto in francese,la traduzione.Ma anche nel secondo controllo formale mi ha dato parere negativo. 30gg per pagare 500 € di tassa, sanzione e interessi.

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