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Contratto part time 2017: novità del lavoro, licenziamenti, orari, diritti, doveri e contributi da versare

part time orarioIl contratto di lavoro part time o a tempo parziale, detto anche “a tempo ridotto”, con la riforma del lavoro del Governo Monti potrebbe subire una serie di modifiche e novità sul versante dei diritti e doveri del lavoratore e dell’impresa. Qui potete leggere le principali caratteristiche, orari di lavoro, diritti e doveri del lavoratori, le modalità di interruzione del lavoratore.

Chi può accedere al contratto part time

Al contrario di quanto visto per alcune tipologie di contratto come per esempio quello di apprendistato che si può applicare solo ad alcuni settori di attività e alcune situazioni soggettive del lavoratore, il contratto di lavoro part time non subisce queste limitazioni e può essere esteso a tutti i settori e le tipologie di lavoro e può essere proposto sia ai lavoratori senza lavoro o disoccupati, sia a quelli con un altro lavoro o che sono in sostituzione maternità, sia i lavoratori che si trovano in mobilità.

Diritti e Doveri del Lavoratore e del datore di lavoro

Per quello che concerne gli obblighi a carico delle parti v’è da dire che il contratto di lavoro part time presenta le medesime caratteristiche del contratto di lavoro a tempo indeterminato (ovviamente non per quello che concerne gli elementi fondamentali che diffrenziano i due contratti in termini di assunzione e licenziamento) in quanto al pari dello stesso è un contratto di lavoro subordinato con gli stessi diritti e doveri: quello che cambia è solamente la definizione degli orari di lavoro giornalieri e del numero di ore settimanali oltrechè comunicare eventuali variazioni.

Modificabilità del contratto di lavoro

Il contratti di lavoro part time può subire senza su accordo delle parti delle modificaizoni anche in termini di orari di lavoro per cui può accadere che da tempo parziale diventi a tempo pieno e tornare come era prima senza vincoli di durata minima.

Diritti e doveri del lavoratore e del datore di lavoro

Per quello che concerne le caratteristiche del contratti a tempo parziale valgono le stesse previsioni del contratti di lavoro a tempo indeterminato per quelle che concerne le ferie godute, il pagamento degli straordinari, la retribuzione salariale mensile, la presenza di una busta paga nonchè anche del periodo di prova previsto per gli altri colleghi a tempo indeterminato.
Ma anche sul versante dei contributi previdenziali INPS o INAIL varranno le stesse regole previste per la contribuzione dei lavoratori a tempo indeterminato

Per quello che concerne i diritti del lavoratore a tempo parziale o part time sono fatti salvi i diritti per quello che concerne per esempio la conservazione del posto del lavoro in caso infortunio o malattia e lo stesso si applicherà nella determinazione delle componenti economiche a questi corrispondenti in ragione della quantità di ore spese per il lavoro rispetto ad un collega a tempo indeterminato.

Il lavoratore part-time non deve essere discriminato rispetto al lavoratore a tempo pieno per quanto riguarda il trattamento economico e normativo:

  • ha diritto allo stesso trattamento economico e la stessa retribuzione oraria del lavoratore a tempo pieno proporzionale alle ore lavorate naturalmente
  • ha diritto allo stesso trattamento normativo dei lavoratori assunti a tempo pieno sotto tutti gli aspetti a meno di indennità o altri trattamento economici che, se dipendenti dalle ore lavorate, saranno decurtati proporzionalmente.
  • Per i lavoratori con part time verticale, l’indennità spetta solo per i giorni per i quali contrattualmente era prevista la prestazione lavorativa;
  • per l’assegno per il nucleo familiare bisogna fare riferimento alle ore lavorate nella settimana: se pari o superiore a 24 ore si ha diritto all’assegno nella misura intera;
  • se inferiore alle 24 ore a tanti assegni giornalieri quante sono le giornate effettivamente lavorate.

Con risposta all’interpello n. 45/2008 il Ministero del Lavoro ha precisato che il lavoratore in part-time verticale ha diritto alla corresponsione della retribuzione, nella sua parte fissa e variabile, secondo le medesime modalità temporali previste per i lavoratori a tempo pieno, salva diversa previsione della contrattazione collettiva.

Gli straordinari nel contratto part time

Il datore del lavoro può richiedere al lavoratore anche di restare oltre l’orario di lavoro facendo gli straordinari sempre nei limiti della quantità massima definita dai contratti collettivi nazionali e a cui ovviamente il lavoratore può opporsi senza creare una giusta causa di licenziamento.

Dal part time al contratto a tempo pieno

Nel contratto part time inoltre dovranno essere indicate le ore di lavoro da prestare per l’azienda anche senza indicazione precisa della fascia oraria. Non è prevista la nullità del contratto ma tuttavia si consiglia sempre di farla indicare dal datore di lavoro. Tuttavia c’è da dire che nel caso di trasformazione da contratti di lavoro da tempo parziale a tempo pieno non sono previste formalità da parte del datore di lavoro (anche se consigliabile sempre farle) valendo comunque anche le prove testimoniali (che è difficile da ottenere al lavoro per paura di perdere il posto) ma la trasformazione in senso inverso invece dovrà essere accordata e siglata per iscritto e sarà soggetta anche ad una convalida da parte della Direzione Provinciale del lavoro.

La trasformazione da full time a part time deve essere stipulata in forma scritta e poi avere la convalida da parte della  Direzione Provinciale del Lavoro competente.

Il lavoratore può rifiutarsi di trasformare il full time in part time e questo non costituisce una giusta causa di licenziamento.

Inoltre nel caso in cui l’azienda decida di assumere persona con contratto di lavoro a tempo pieno deve dare la precedenza prima a quelli che hanno un contratto part time. Lo stesso nel caso in cui l’azienda decida di assumere persone con contratto di lacero part time deve prima proporre a quelli full time se desiderano trasformare il proprio contratto.
Il lavoratore affetto da patologie oncologiche con ridotta capacità lavorativa accertata dalla ASL competente ha diritto alla trasformazione da full time a part time o tempo parziale sia verticale sia orizzontale.

Come si richiede il contratto a tempo parziale

Il lavoro part-time può essere richiesto dal lavoratore per esempio in seguito al manifestarsi di patologie, malattie (solo alcune) e allorquando il lavoratore abbia figli portatori di handicap o anche semplicemente un figlio di età inferiore a 13 anni.

In ultimo i lavoratori dipendenti che sono a tempo pieno hanno un diritto di prelazione (passatemi il termine in quanto non è proprio così disciplinato) rispetto ad eventuali lavoratori nuovi assunti a tempo parziale, come a dire che il datore di lavoro deve prendere in considerazione eventuali domande di riduzione dell’orario del lavoro prima di assumere nuovi lavoratori esterni con contratti parttime.

Cosa succede ai fini contributivi e della pensione con il part time?

Nulla in quanto ai fini della maturazione degli anni un anno di part time equivale ad un anno full time mentre dal punto di vista della quantificazione degli oneri contributivi versati e dell’ammontare del trattamento di pensionistico varrà in proporzione al lavoro in termini orari effettivamente svolto.

Importante però è che la retribuzione imponibile mensile non sia inferiore a quella minima prevista dall’art. 7 del D.L. 463/1983 ai fini dell’accredito del contributo settimanale. Pertanto, ove la retribuzione imponibile minima settimanale risulti rispettata, le settimana da accreditare non subiscono alcuna riduzione per effetto del part time, in quanto la riduzione di orario ha rilevanza solo agli effetti del calcolo della misura della pensione.

Novità 2016

Nuovo part time per chi ha meno di venti anni di contribuzione chiamato anche contratto di lavoro a tempo parziale agevolato.

Le novità con la riforma del lavoro 2012 e 2014

Con la riforma del lavoro 2012 sul versante della cosidetta flessibilità in entrata dovrebbero essere introdotte una serie di novità tendenti a disciplinare la comunicazione di tutte le variazioni negli orari del contratto a tempo parziale verticale e misto in modo da scongiurare eventuali abusi da parte del datore di lavoro che oltre a far lavorare il dipendente oltre all’effettivo orario di lavoro potrebbe pagarlo in nero per la restante parte della giornata.
Inoltre si interviene affermando che i contratti collettivi nazionali del lavoro o Ccnl devono prevedere e allineare le proprie previsioni anche alla luce dei lavoratori a tempo parziale o ridotto o part time.

Il Job Act

Con l’astutissimo Job Act di Renzie inoltre scompare il principio di causalità legato in genere a tutti i contratti a termini che implicava la presenza di cuase tecniche, organizzative, o di diversa natura la cui presenza impediva al lavoratore di trasformare il contratto a tempo indeterminato. In questo modo le imprese potranno liberamente assumere lavoratori a termine per cui precari senza nemmeno doverlo giustificare. Ci voleva proprio Renzie per dare una batosta così ai lvoratori.

Novità

Potete anche approfondire le novità introdotte con l’articolo dedicato alla nuova riforma del lavoro 2012 che sarà presentata in parlamento con particolare riferimento ai nuovi contratti di apprendistato o le novità sul contratto a tempo determinato.

Nuovi contratti a “Tuele crescenti” (o decrescenti?)

Potete leggere alcune delle novità contenute nel nuovo corpus di norme dedicati ai nuovi contratti di lavoro a tutele crescenti, (o decrescenti valutatelo voi siete grandi, grossi e vaccinati)

Naturalmente c’è chi l’orario di lavoro se lo vede ridurre e chi invece lo vorrebbe ridurre volontariamente perchè ha bisogno di seguire i figli piccoli. A tal proposito vi segnalo una novità assoluta.

NOVITA’ ASSOLUTA: Il congedo parentale a ore

Vi segnalo l’articolo dedicato al nuovo congedo parentale a ore che in estrema sintesi si sostanzia nella possibilità di spalmare i giornin a disposizione per il congedo parentale in singole ore per cui potreste anche richiedere per esempio di uscire tutti i giorni due ore prima….un sogno e un diritto per molti:-)

 

87 commenti

  1. Rosilda D'alessandro

    ottimo

  2. Bella domanda. Non saprei. Si dovrebbe arrivare ad un accordo ma immagino che se i sta scrivendo così non sia. Mi verrebbe pi da pensare che l’orario naturale inizi la mattina ma la norma non fa riferimento ad una interruzione ma ad un quantitativo di ore non definendo orario di entrata. Forse si dovrebbe rimandare al regolamento interno che immagino disciplini l’orario di entrata per tutti i dipendenti e che immagino sia alle 8 o 9 o giù di lì…a meno che non sia una panetteria :-)

  3. Salve. Se un dipendente fa richiesta da full-time a part-time…chi ha il potere o diritto di decidere, una volta accettato, l’orario di lavoro se svolgerlo di mattina o pomeriggio?

  4. Sono una dipendente part time 3 1/5e la ditta vorrebbe diminuire l orario di lavoro xche la mansione che svolgo pulizie uso prodotti e nella visita medica aziendale il dottor a scritto che non posso stare a esposizioni ad irritanti respiratori cosa posso fare non vogliono fornimi di mascherina x continuare a lavorare grazie e buona sera

  5. Salve vorrei sottoporre questo quesito: mia moglie ha un contratto impiegatizio part time, l’azienda le ha proposto di passare da part time a tempo pieno ma mia moglie per assistere sua mamma anziana non può accettare quindi vi chiedo posso licenziarla e assumere un’altra impiegata a tempo indeterminato con le stesse mansioni? (cambierebbe solo l’orario di lavoro)

  6. Cosa vuol dire che non c’è lavoro. Se è a tempo indeterminato ha diritto ugualmente al compenso ci mancherebbe

  7. Buongiorno
    Ho un contratto di lavoro Part Time a tempo indeterminato di 25 ore settimana, da 2 anni- pulizie appartamenti turistici.
    Da qualche mese non c’è lavoro per me, e vorrei sapere se ho diritto ugualmente a una retribuzione.
    Grazie

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