Contratto part time: novità del lavoro, licenziamenti, orari, diritti, doveri e contributi da versare

Il contratto di lavoro part time o a tempo parziale, detto anche “a tempo ridotto”, con la riforma del lavoro del Governo Monti potrebbe subire una serie di modifiche e novità sul versante dei diritti e doveri del lavoratore e dell’impresa. Qui potete leggere le principali caratteristiche, orari di lavoro, diritti e doveri del lavoratori, le modalità di interruzione del lavoratore.

Chi può accedere al contratto part time
Al contrario di quanto visto per alcune tipologie di contratto come per esempio quello di apprendistato che si può applicare solo ad alcuni settori di attività e alcune situazioni soggettive del lavoratore, il contratto di lavoro part time non subisce queste limitazioni e può essere esteso a tutti i settori e le tipologie di lavoro e può essere proposto sia ai lavoratori senza lavoro o disoccupati, sia a quelli con un altro lavoro o che sono in sostituzione maternità, sia i lavoratori che si trovano in mobilità.

Diritti e Doveri del Lavoratore e del datore di lavoro
Per quello che concerne gli obblighi a carico delle parti v’è da dire che il contratto di lavoro part time presenta le medesime caratteristiche del contratto di lavoro a tempo indeterminato (ovviamente non per quello che concerne gli elementi fondamentali che diffrenziano i due contratti in termini di assunzione e licenziamento) in quanto al pari dello stesso è un contratto di lavoro subordinato con gli stessi diritti e doveri: quello che cambia è solamente la definizione degli orari di lavoro giornalieri e del numero di ore settimanali oltrechè comunicare eventuali variazioni.

Gli straordinari nel contratto part time
Il datore del lavoro può richiedere al lavoratore anche di restare oltre l’orario di lavoro facendo gli straordinari sempre nei limiti della quantità massima definita dai contratti collettivi nazionali e a cui ovviamente il lavoratore può opporsi senza creare una giusta causa di licenziamento.

Modificabilità del contratto di lavoro
Il contratti di lavoro part time può subire senza su accordo delle parti delle modificaizoni anche in termini di orari di lavoro per cui può accadere che da tempo parziale diventi a tempo pieno e tornare come era prima senza vincoli di durata minima.

Diritti e doveri
Per quello che concerne le caratteristiche del contratti a tempo parziale valgono le stesse previsioni del contratti di lavoro a tempo indeterminato per quelle che concerne le ferie godute, il pagamento degli straordinari, la retribuzione salariale mensile, la presenza di una busta paga nonchè anche del periodo di prova previsto per gli altri colleghi a tempo indeterminato.
Ma anche sul versante dei contributi previdenziali INPS o INAIL varranno le stesse regole previste per la contribuzione dei lavoratori a tempo indeterminato

Per quello che concerne i diritti del lavoratore a tempo parziale o part time sono fatti salvi i diritti per quello che concerne per esempio la conservazione del posto del lavoro in caso infortunio o malattia e lo stesso si applicherà nella determinazione delle componenti economiche a questi corrispondenti in ragione della quantità di ore spese per il lavoro rispetto ad un collega a tempo indeterminato.

Nel contratto part time inoltre dovranno essere indicate le ore di lavoro da prestare per l’azienda anche senza indicazione precisa della fascia oraria. Non è prevista la nullità del contratto ma tuttavia si consiglia sempre di farla indicare dal datore di lavoro. Tuttavia c’è da dire che nel caso di trasformazione da contratti di lavoro da tempo parziale a tempo pieno non sono previste formalità da parte del datore di lavoro (anche se consigliabile sempre farle) valendo comunque anche le prove testimoniali (che è difficile da ottenere al lavoro per paura di perdere il posto) ma la trasformazione in senso inverso invece dovrà essere accordata e siglata per iscritto e sarà soggetta anche ad una convalida da parte della Direzione Provinciale del lavoro.

Come si richiede il contratto a tempo parziale
Il lavoro part-time può essere richiesto dal lavoratore per esempio in seguito al manifestarsi di patologie, malattie (solo alcune) e allorquando il lavoratore abbia figli portatori di handicap o anche semplicemente un figlio di età inferiore a 13 anni.

In ultimo i lavoratori dipendenti che sono a tempo pieno hanno un diritto di prelazione (passatemi il termine in quanto non è proprio così disciplinato) rispetto ad eventuali lavoratori nuovi assunti a tempo parziale, come a dire che il datore di lavoro deve prendere in considerazione eventuali domande di riduzione dell’orario del lavoro prima di assumere nuovi lavoratori esterni con contratti parttime.

Le novità con la riforma del lavoro 2012 e 2014
Con la riforma del lavoro 2012 sul versante della cosidetta flessibilità in entrata dovrebbero essere introdotte una serie di novità tendenti a disciplinare la comunicazione di tutte le variazioni negli orari del contratto a tempo parziale verticale e misto in modo da scongiurare eventuali abusi da parte del datore di lavoro che oltre a far lavorare il dipendente oltre all’effettivo orario di lavoro potrebbe pagarlo in nero per la restante parte della giornata.
Inoltre si interviene affermando che i contratti collettivi nazionali del lavoro o Ccnl devono prevedere e allineare le proprie previsioni anche alla luce dei lavoratori a tempo parziale o ridotto o part time.

Con l’astutissimo Job Act di Renzie inoltre scompare il principio di causalità legato in genere a tutti i contratti a termini che implicava la presenza di cuase tecniche, organizzative, o di diversa natura la cui presenza impediva al lavoratore di trasformare il contratto a tempo indeterminato. In questo modo le imprese potranno liberamente assumere lavoratori a termine per cui precari senza nemmeno doverlo giustificare. Ci voleva proprio Renzie per dare una batosta così ai lvoratori.

Potete anche approfondire le novità introdotte con l’articolo dedicato alla nuova riforma del lavoro 2012 che sarà presentata in parlamento con particolare riferimento ai nuovi contratti di apprendistato o le novità sul contratto a tempo determinato.

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65 Commenti

  1. Lo possono fare ma se non erro dovrebbero essere dipese da motivazioni aziendali.

  2. Il cambiare ditta con intestazione al figlio per contributo agevolato se vi è crisi di lavoro nel tempo di 5 massimo 6 mesi, può richiedere cassa integrazione con successiva eventuale mobilità anche con massimo di 6 dipendenti . grazie

  3. Una mia collega ha chiesto la riduzione del suo part-time, attualmente di 36 h Ccnl terziario livello Q, a 25 h settimanali per un periodi di 24 mesi per motivi familiari (ha due bambini di 10 e 6 anni). le sue mansioni andrebbero ripartite tra altri tre colleghi di cui due in part time a 36 ed uno a full time ( 1 Quadro e due 1°LIVELLO). Le due colleghe part time 36 sono disposte a passare full time mentre il collega già full time sarebbe disposto previa assegnazione di un superminimo individuale – così da mantenere la spesa neutra.
    l’amministratore non vuole acconsentire alla riduzione posponendo al 2015 la riorganizzazione e non vuole neanche ridividere le competenze (abbiamo capito che preferirebbe assumere nuovo personale piuttosto che aumentare le retribuzioni dei colleghi disponibili).
    Io direi che non può rifiutare la riduzione alla collega e non può procedere a nuove assunzioni se ci sono colleghi disponibili al completamento orario. specifico che inoltre siamo una società partecipata al 100% da un ente locale e ormai sono moltissime le occasioni in cui veniamo assimilati al pubblico impiego.
    Che ne dite?

  4. Vorrei tanto sapere se un contratto part time può cambiare totalmente orario e diviso in 4+2 minuti e non rispettare l’orario di lavoro

  5. Volevo sapere se un lavoratore part-time può essere trasferito?

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