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Prescrizione Cartella pagamento TARI TARES TIA TARSU: Tabella Anni Accertamento

Nel seguito potete trovare il termine di scadenza della prescrizione prevista per il Comune o l’agenzia delle Entrate che si occupa della riscossione della tassa sui rifiuti TARI, o ex TARES, TARSU o TIA al superamento del quale la cartella di pagamento si ritiene illegittima perchè presenta un vizio sostanziale.

Al di là del calcolo è della tabella con i termini che vi fornirà importanti chiarimenti relativamente all’individuazione del termine di prescrizione (non decadenza intendiamoci) sappiate che l’avviso di accertamento del Comune o la Cartella di pagamento dell’AdR (ex Equitalia) dovrà essere impugnato entro il terreni di presentazione del contenzioso in Commissione Tributaria.

Accertamento fiscale del Comune sulla TARI: notifica

Qualora siate destinatari di una notifica di un accertamento fiscale sulla TARI avente quindi ad oggetto il tributo sui rifiuti (che è un’imposta e non una tassa ricordiamocelo) prima di tutto dovrete verificare se vi sono vizi formali o sostanziali nella cartella di pagamento o nell’accertamento. Il primo di questi è proprio la verificare della prescrizione della cartella e quindi della richiesta del Comune o dell’agenzia delle entrate. Se dalla lettura dell’articolo capite che l’accertamento deve considerarsi prescritto dovrete recarvi il prima possibile al Comune o all’Agenzia delle Entrate e far valere il vostro diritto. Importante è che lo dovete fare entro il termini di presentazione del ricorso in commissione tributaria che sono 60 giorni dalla data di notifica. Questo termine è importante perchè talvolta per avere lo sgravio della cartella di pagamento ci vuole un bel pò e questo termine di 60 giorni diventa a rischio. In linea teoria se il termine viene superate e voi non avete ancora in mano l’annullamento della cartella o dell’avviso di accertamento potreste rischiare di non averne più diritto senza avere più molte chance di far valere i vostri diritti in giudizio. Al pari infatti dei termini di prescrizione previsti dell’agenzia del entrate viene previsto un termini di decadenza della vostra possibilità di impugnare la cartelle e sospendere il pagamento e l’azione di riscossione.

Prescrizione accertamento TARI 2019

La notifica infatti dell’accertamento dovrà avvenire entro la fine del quinto anno successivo a quello di scadenza. In pratica qualora anon avete versato la TARI del 2017, la notifica dell’atto presso il domicilio fiscale dovrà avvenire al più entro 31 dicembre 2022.

Con al’iuto della tabella qui di seguito potete confrontare per ciascun anno i termini di prescrizione del tributo. Vi ricordo tuttavia che la prescrizione va fatta valere nelle sede competenti. Prima però vi consiglio di richiedere l’annullamento presso il comune o l’ufficio. “Casualmente” può accadere che le cartelle di pagamento richieste talvolta arrivano dopo questo termine anche di molto. Altro episodio strano che si verifica riguardano notifiche avvenute gli ultimi mesi di gennaio che però hanno data 31 dicembre o poco prima e ci si chiede come mai sia possibile che atti arrivino con così grande ritardo rispetto alla scadenza del 31 dicembre.

Il termine di prescrizione per la Tari non pagata regolarmente è quindi di cinque anni così come previsto per gli altri tributi locali. La richiesta di pagamento dovrà essere inviata dal Comune tramite raccomandata con avviso di ricevuta; gli invii tramite posta semplice non hanno validità sia per la messa in mora del debitore che per l’interruzione della prescrizione.

A tutte le sanzioni si sommano anche gli interessi giornalieri da calcolare secondo il tasso legale di interesse di riferimento che solitamente ogni anno cambia.

Nel seguito trovate la tabella che indica per ciascun anno di scadenza quale è il termine di prescrizione per eventuali accertamento fiscali che abbiano ad oggetto TARI, TARES, TARSU, TIA o più semplicemente la tassa di smaltimento sui rifiuti o sulla spazzatura come molti di voi sono soliti chiamarla.

Termini decadenza dell’accertamento sulla dichiarazione   dei redditi dell’Agenzia delle Entrate
Anno di   imposta oggetto di accertamento
Modello Unico
Anno presentazione
Termine accertamento Ordinario
Termine accertamento   Straordinario (Se Omessa Dichiarazione)
Adesione al Condono ex L.289/2002   (*)
In presenza di reati tributari –   Termine accertamento Ordinario
In presenza di reati tributari –   Termine accertamento Straordinario
N
N+1
N+1
N+5
N+6
N+9
N+11
2007
2008
30/09/2008
31/12/2012
31/12/2013
31/12/2016
31/12/2018
2008
2009
30/09/2009
31/12/2013
31/12/2014
31/12/2017
31/12/2019
2009
2010
30/09/2010
31/12/2014
31/12/2015
31/12/2018
31/12/2020
2010
2011
30/09/2011
31/12/2015
31/12/2016
31/12/2019
31/12/2021
2011
2012
30/09/2012
31/12/2016
31/12/2017
31/12/2020
31/12/2022
2012
2013
30/09/2013
31/12/2017
31/12/2018
31/12/2021
31/12/2023
2013
2014
30/09/2014
31/12/2018
31/12/2019
31/12/2022
31/12/2024
2014
2015
30/09/2015
31/12/2019
31/12/2020
31/12/2023
31/12/2025
2015
2016
30/09/2016
31/12/2020
31/12/2021
 
31/12/2024
31/12/2026
2016
2017
30/09/2017
31/12/2021
31/12/2022
 
31/12/2025
31/12/2027
2017
2018
30/09/2018
31/12/2022
31/12/2023
 
31/12/2026
31/12/2028
2018
2019
30/09/2019
31/12/2023
31/12/2024
 
31/12/2027
31/12/2029
2019
2020
30/09/2020
31/12/2024
31/12/2025
 
31/12/2028
31/12/2030
2020
2021
30/09/2021
31/12/2025
31/12/2026
 
31/12/2029
31/12/2031
(*) Verifica   del periodo di copertura del condono

Per le parti in grassetto e più precisamente dagli avvisi di accertamento aventi ad oggetto il periodo di imposta 2015 dovrete verificare la maggiorazione dei termini di accertamento introdotti con la nuova legge di stabilità 2016 che di fatto aumenta di un anno la scadenza (dal quarto al quinto per intenderci) e in caso di omessa presentazione della dichiarazione diventa di otto anni. A titolo di esempio per quelli sul 2015 il termine sarà il 31 dicembre 2021 e non più 2020 e così via via per ogni anno.

La Legge di Stabilità inoltre cancella il raddoppio dei termini per l’accertamento ai fini IVA e delle imposte sui redditi che si aveva del caso di fatti di rilevanza penale.

Oltre all’omesso versamento ricordo che i profili di responsabilità e budini i comportamenti omissivi da parte del contribuente negligente sono diversi e sono nel seguito riepilogati proprio per farvi un quadro generale degli adempimenti legati alla tassa e alla gestione dei rifiuti.

Potremmo avere quindi:

  1. Omesso o insufficiente versamento della tassa che determina una sanzione pari al 30% del tributo omesso; alla fine di questo articolo trovate comunque l’articolo di approfondimento gratuito dedicato al ravvedimento operoso che rappresenta un modo per abbattere le sanzioni qualora vi trovaste in questo caso. Questo in base alla legge 147 del 2013 articolo 1 comma 695.
  2. Omessa presentazione della dichiarazione iniziale di occupazione dell’unità locale e identificazione dei componenti del nucleo familiari e degli abitanti dell’abitazione. paradossalmente anche qualora vi nasca un figlio dovreste ricordavi di modificare la composizione del nucleo perchè un figlio in più significa che si mangia si ca…consuma di più per cui anche la gestione dei rifiuti aumenta proporzionalmente. L’omessa presentazione della dichiarazione viene sanzionata con il pagamento di una imposta che va dal 100% al 200% della tassa non versata o versata in misura inferiore a quella spettante con un minimo di 50 euro. Questo è quanto definito dalla Legge 147 del 2013 articolo 1 comma 697.
  3. Dichiarazione infedele: nel caso di dichiarazione infedele invece la sanzione va dal 50% al 100% della tassa non versata con un minimo di 50 euro.

Importante: Le sanzioni sopra descritte sono ridotte ad 1/3 qualora il contribuente entro 60 giorni dalla notifica dell’atto provveda al pagamento del TARI comprensivo della sanzione e degli interessi. Si tratta di un accertamento con adesione.

Cartella di pagamento o accertamento TARSU

Vi segnalo della Giurisprudenza che potrebbe esservi utile per contestare eventuali accertamento da parte dell’agenzia delle entrate e come impugnare la cartella. Sul Sole 24ore infatti ho letto di una sentenza, precisamente la sentenza 2533/10/2016 del 21 luglio scorso della Commissione tributaria provinciale di Bari che ha affermato l’illegittima della cartella di pagamento avente ad oggetto sanzione per Tarsu non versata laddove non siano chiaramente individuate  le aree tassabili.

Inoltre si precisa anche che per quello che concerne il computo metrico relativo alle aree scoperte le aree cosiddette operative sono soggette a tassazione mentre quelle pertinenziali e accessorie no e ancora “la motivazione deve consentire ex ante di comprendere la ragioni della pretesa, prima ancora di leggere il ricorso del contribuente (Cassazione, sentenza 24024/2015)”.

Riduzione dell’imposta: onere della prova

In materia di imposta sui rifiuti (TARI), pur operando il principio secondo cui è l’Amministrazione a dover fornire la prova della fonte dell’obbligazione tributaria, grava sul contribuente l’onere di provare la sussistenza delle condizioni per beneficiare del diritto ad ottenere una riduzione della superficie tassabile o, addirittura, l’esenzione costituendo questa un’eccezione alla regola del pagamento del tributo da parte di tutti coloro che occupano o detengono immobili nelle zone del territorio comunale. (Nel caso di specie, la S.C. ha rigettato il ricorso del contribuente – che assumeva di non essere tenuto al pagamento dell’imposta sul presupposto che l’area da lui occupata era adibita a deposito di materiali e merci – non potendo escludersi che l’area fosse suscettibile di produrre rifiuti e non ricorrendo ipotesi di esenzione). (Rigetta, COMM.TRIB.REG. ROMA, 08/10/2012).

Questionario del Comune sulla TARI

Qualora il Comune notifichi al contribuente il questionario in cui richieda la composizione del nucleo che abita nell’unità locale insieme ad altre domande indirizzate a conoscere e stimare la produzione di rifiuti avrete a disposizione in genere 30 giorni per rispondere allo scadere dei quali se non avrete fornito una risposta potreste ricevere una ammenda ossia una multa da 51 a 258 euro in base all’articolo 76 comma 2 del D.Lgs 507 del 1993 e al D.Lgs n. 473 del 1997..

TARI Non pagata: cosa succede e fare, come calcolare il ravvedimento operoso esempio

Oltre all’omesso versamento e alla verifica dei termini di prescrizione l’accertamento fiscale potrebbe essere viziato di altri elementi che lo potrebbero rendere impugnabile, nullo o annullabile. A tal proposito vi segnalo il seguente articolo gratuito di approfondimento

Cartella di pagamento 2018: pagare o presentare ricorso? 5 motivi per impugnarla

Se avete bisogno di informazioni, domande o suggerimenti scrivere a INFO @ Tasse-Fisco.com

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