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730 precompilato: nel 2017 anche università, pensioni complementari e funerali

730 precompilato Il 730 precompilato si arricchirà di nuovi dati in automatico il prossimo anno, a partire, si spera, proprio dalle spese sanitarie, che non dovranno più essere aggiunte a mano dai contribuenti. Ma il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, nel corso di un’audizione di fronte alla Commissione Parlamentare di Vigilanza sull’Anagrafe Tributaria è andata oltre, dichiarando che: “Si sta valutando la possibilità di raccogliere i dati relativi ai contributi versati per le forme di previdenza complementare, alle spese sostenute per la frequenza di corsi di istruzione universitaria, alle spese funebri e alla prima rata delle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici [….] Si tratta di oneri che, negli anni passati hanno fatto registrare le frequenze più alte in sede di compilazione delle dichiarazioni dei redditi”.

Ricordiamo che inviando in maniera definitiva il 730 precompilato così com’è, cioè senza apportare alcuna modifica, si è automaticamente esonerati da qualsiasi tipo di controllo fiscale, per questo fare in modo che tutte le spese più frequenti da poter detrarre siano inserite in automatico, può davvero garantire che un alto numero di persone il prossimo anno lo possa inviare, confermando direttamente i dati che l’Agenzia delle Entrate avrà inserito nel 730 precompilato per l’appunto.

Intanto sono aumentate di 1 milione, passando da 18,5 a 19,5 milioni, le dichiarazioni dei redditi totali presentate tramite 730 dagli italiani: difficile pensare che 1 milione di persone in più si sia trovato improvvisamente nella condizione di dover presentare il 730 rispetto all’anno passato, quanto invece è più plausibile pensare che proprio grazie al precompilato inviato a tutti i lavoratori dipendenti, molti evasori non si siano potuti più nascondere. Tutto ciò risponde in maniera positiva alle raccomandazioni rivolte dalla stessa Commissione Europea agli Stati membri, volte a promuovere una maggiore efficienza delle singole autorità fiscali europee, il tutto all’insegna della massima trasparenza.

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