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Nuova P.Iva con il Regime Forfettario dei Minimi 2019: imposta 15% o 5%: limite dei ricavi in sintesi e chi può accedere

bambino con megafono per i minimiIl nuovo regime forfettario dei minimi per i titolari di partita IVA consiste nell’applicazione di un’imposta sostitutiva del 15% (5% dal 2016 per le nuove attività per i primi 5 anni di attività) in luogo di quella dei classici minimi del 5%. Vediamo qui chi può accedere, quali sono i nuovi limiti dei ricavi dal 2019, la tabella con i codici di redditività per il calcolo delle imposte da versare in base alla tipologia di attività, le caratteristiche ed i requisiti richiesti nonché i molteplici limiti imposti ai lavoratori autonomi. Vedremo anche, con l’ausilio di alcuni casi presi ad esempio come l’applicazione della Flat Tax potrebbe non essere conveniente rispetto alla tassazione ordinaria prevista con gli scaglioni Irpef vigenti ad oggi.
Vedremo inoltre che per alcuni il nuovo regime 2015 pur recependo le modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2019 è una stangata rispetto al precedente… e non conviene! Nel seguito vi fornisco degli strumenti utili per comprendere anche autonomamente come valutarne la convenienza.

Premessa: esistono due regimi agevolati quello dei minimi e quello forfettario

La premessa è che esistono al momento due regimi agevolati che sono:

  1. Il regime dei minimi con aliquota al 5% ex Legge n.244 del 2007 (abrogato e valido dal 2016 fino alla sua naturale scadenza)
  2. Il nuovo regime forfettario dei lavoratori autonomi con aliquota al 15%  ex Legge n. 190 del 2014 (modificato con la legge di stabilità 2016 dal primo gennaio 2016 e trovate l’articolo dedicato al nuovo regime forfettario dei minimi qui sotto linciato)

Per adempimenti si intendono quelli successivi alle dichiarazioni di inizio attività con cui avrete aperto la partita Iva e esservi iscritti alla gestione separata INPS o alla vostra Cassa di appartenenza di un Ordine o Albo.

Il nuovo regime con aliquota al 15% è definito dalla legge 190 del 2014 e si chiama regime forfettario dei lavoratori autonomi con partita Iva e si differenzia dal regime dei minimi con aliquota al 5% per alcuni aspetti. Il regime dei minimi con tassazione al 5% resta comunque confermato se lo volete per i primi cinque anni di attività come anche confermato nella legge di stabilità 2016.

Le principali caratteristiche del regime dei minimi dopo la Legge di Stabilità 2016

Intanto vi indico le caratteristiche del nuovo regime dei minimi in vigore dal 2015.

Rispetto alla precedente versione è introdotto un incremento rispetto al volume dei ricavi che sale a 65 mila  da ragguagliare all’anno. Questo vuol dire che il limite vale 65 mila euro per il primo anno solo se aprite la partita iva il primo gennaio. Se la aprite il 30 giugno varrà la metà o poco più.

Chi può accedere al nuovo regime forfettario

Possono accedere coloro che sono titolari di partita Iva ed esercitano attvità di impresa, arte o professione, per artigiani, commercianti, autonomi e professionisti purchè soddisfino i requisiti dettagliati nel seguito tra cui non sembra più rinetrare quello che ha da sempre rappresentato lo scoglio più duro e talvolta anche di più difficile interpretazione ossia requisito della novità per i contribuenti minimi che vedremo nel seguito e su cui c’è un apposito articolo di approfondimento.

Si sono inventati anche una ulteriore dichiarazione che riguarda l’attestazione della sussistenza dei requisiti per l’accesso al regime (comma 54) e dell’assenza della cause ostative (comma 57) va fatta in sede di dichiarazione annuale dei redditi.  In particolare, per il periodo di imposta 2015 detta attestazione va effettuata barrando, rispettivamente, i campi 1 (requisiti per l’accesso al regime) e 2 (assenza della cause ostative), del rigo LM21 di UNICO PF.

Nel seguito trovate il nuovo articolo 54 in vigore dal primo gennaio 2019:

Possono accedere i “contribuenti persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni applicano il regime forfetario di cui al presente comma e ai commi da 55 a 89 del presente articolo, se nell’anno precedente hanno conseguito ricavi ovvero hanno percepito compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a euro 65.000“.

Cause di esclusione del Nuovo regime dei minimi dal 2019

Non possono accedere al regime dal 2019:

a) le persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali ai fini dell’imposta sul valore aggiunto o di regimi forfetari di determinazione del reddito; i regimi speciali li trovate riepilogati qui di seguito

b) i soggetti non residenti, ad eccezione di quelli che sono residenti in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni e che producono nel territorio dello Stato italiano redditi che costituiscono almeno il 75 per cento del reddito complessivamente prodotto;

c) i soggetti che in via esclusiva o prevalente effettuano cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni edificabili di cui all’articolo 10, primo comma, numero 8), del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, o di mezzi di trasporto nuovi di cui all’articolo 53, comma 1, del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427;

d) gli esercenti attivita’ d’impresa, arti o professioni che partecipano, contemporaneamente all’esercizio dell’attività, a società di persone, ad associazioni o a imprese familiari di cui all’articolo 5 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, ovvero che controllano direttamente o indirettamente società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione, le quali esercitano attivita’ economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa, arti o professioni;

d-bis) le persone fisiche la cui attivita’ sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta, ovvero nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili ai suddetti datori di lavoro.

Sono esclusi anche coloro che adottano uno dei regimi speciali nel seguito dettagliati:

  • Agricoltura e attività connesse e pesca (artt. 34 e 34-bis del D.P.R. n. 633 del 1972);
  • Vendita sali e tabacchi (articolo 74, primo comma, del D.P.R. n. 633/72);
  • Commercio dei fiammiferi (articolo 74, primo comma, del D.P.R. n. 633/72);
  • Editoria (articolo 74, primo comma, del D.P.R. n. 633/72);
  • Gestione di servizi di telefonia pubblica (articolo 74, primo comma, del D.P.R. n. 633/72);
  • Rivendita di documenti di trasporto pubblico e di sosta (articolo 74, primo comma, del D.P.R. n. 633/72);
  • Intrattenimenti, giochi e altre attività di cui alla tariffa allegata al D.P.R. n. 640/72 (articolo 74, sesto comma del D.P.R. n. 633/72);
  • Agenzie di viaggi e turismo (articolo 74-ter, del D.P.R. n. 633/72);
  • Agriturismo (articolo 5, comma 2, della legge 413/91);
  • Vendite a domicilio (articolo 25-bis, comma 6, del D.P.R. n. 600/73);
  • Rivendita di beni usati, di oggetti d’arte, d’antiquariato o da collezione (articolo 36 del D.L. n. 41/95);
  • Agenzie di vendite all’asta di oggetti d’arte, antiquariato o da collezione (articolo 40-bis del D.L. n. 41/95).

Il vecchio comma 54 recitava per i contribuenti che aderivano fino al 31 dicembre 2018

I contribuenti persone fisiche esercenti attivita’ d’impresa, arti o professioni applicano il regime forfetario di cui al presente comma e ai commi da 55 a 89 del presente articolo se, al contempo, nell’anno precedente:

a) hanno conseguito ricavi ovvero hanno percepito compensi, ragguagliati ad anno, non superiori ai limiti indicati nell’allegato n. 4 annesso alla presente legge, diversi a seconda del codice ATECO che contraddistingue l’attivita’ esercitata;

b) hanno sostenuto spese per un ammontare complessivamente non superiore ad euro 5.000 lordi per lavoro accessorio di cui all’articolo 70 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni, per lavoratori dipendenti, collaboratori di cui all’articolo 50, comma 1, lettere c) e c-bis), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, anche assunti secondo la modalita’ riconducibile a un progetto ai sensi degli articoli 61 e seguenti del citato decreto legislativo n. 276 del 2003, e successive modificazioni, comprese le somme erogate sotto forma di utili da partecipazione agli associati di cui all’articolo 53, comma 2, lettera c), e le spese per prestazioni di lavoro di cui all’articolo 60 del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986, e successive modificazioni;

c) il costo complessivo, al lordo degli ammortamenti, dei beni strumentali alla chiusura dell’esercizio non supera 20.000 euro. Ai fini del calcolo del predetto limite:

1) per i beni in locazione finanziaria rileva il costo sostenuto dal concedente;

2) per i beni in locazione, noleggio e comodato rileva il valore normale dei medesimi determinato ai sensi dell’articolo 9 del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986, e successive modificazioni;

3) i beni, detenuti in regime di impresa o arte e professione, utilizzati promiscuamente per l’esercizio dell’impresa, dell’arte o professione e per l’uso personale o familiare del contribuente, concorrono nella misura del 50 per cento;

4) non rilevano i beni il cui costo unitario non e’ superiore ai limiti di cui agli articoli 54, comma 2, secondo periodo, e 102, comma 5, del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986, e successive modificazioni;

5) non rilevano i beni immobili, comunque acquisiti, utilizzati per l’esercizio dell’impresa, dell’arte o della professione;

d) (lettera abrogata, a decorrere dal 1 gennaio 2016, dall’art. 1, comma 111, lett. a) legge 28 dicembre 2015 n. 208).

Requisiti di accesso in sintesi per punti ante 2019

Vediamo dapprima i requisiti imposti dalla normativa principale e poi le modifiche apportate dalla Nuova Manovra di bilancio 2019 a valere dal regime in vigore dal primo gennaio 2019. Oggi in pratica è sufficiente rispettare il limite dei 65 mila euro come recita il nuovo comma 54 sopra riportato.

Hanno potuto accedere al regime in commento i soggetti già in attività e/o i soggetti che iniziano un’attività di impresa, arte o professione, purché nell’anno precedente (comma 54):

  • abbiano conseguito ricavi o percepito compensi non superiori ai limiti indicati nell’allegato 4 alla legge n. 190 del 2014, e successive modifiche, diversificati in base al codice ATECO che contraddistingue l’attività esercitata. In particolare, a differenza dei precedenti regimi che prevedevano un limite di accesso unico per tutte le attività, il legislatore ha inteso proporzionare la soglia di accesso al tipo di attività svolta, nel presupposto che i diversi tipi di attività hanno proficuità differenti. Tale limite deve essere ragguagliato all’anno nel caso di attività iniziata in corso di anno. La tabella con i codici ATECO la trovate nel seguito
  • abbiano sostenuto spese complessivamente non superiori a 5.000 euro lordi per lavoro accessorio (articolo 70 D.lgs. n. 276 del 2003), lavoro dipendente e per compensi erogati ai collaboratori (articolo 50, comma 1, lettere c) e c-bis) del DPR 22 dicembre 1986, n. 917 – di seguito TUIR), anche assunti per l’esecuzione di specifici progetti, a norma dell’articolo 61 del D.lgs. n. 276 del 2003.
  • il costo complessivo dei beni strumentali, assunto al lordo degli ammortamenti, non superi, alla data di chiusura dell’esercizio, i 20.000 euro.

Soggetti esclusi dal regime agevolato a priori ante 2019

Altre caratteristiche del regime forfettario ante 2019 già presente riguardano:

  1. L’imposta sostitutiva stabilità in misura fissa del 15% sostituisce l’Irap, l’Irpef e le  addizionali comunali e regionali, nonché l’imposta sostitutiva che scende al 5% per il primo triennio di attività a partire dal 2016.
  2. Scompare inoltre il limite dei 35 anni e dei 5 anni di permanenza nel regime fiscale agevolato dei nuovi minimi per cui chi si sarebbe trovato  a dover abbandonare il regime fiscale agevolato si potrebbe salvare anche se ritrovandosi con un’aliquota ben più alta. Come anticipato anche i pensionati potranno accedere e anche i titolari di lavoro dipendente.
  3. Contributi Previdenziali INPS ridotti e agevolati: nella prima formulazione scompariva il contributo minimale invece dal 2016 si assiste ad una rivisitazione di questo elemento (che rappresentava il vero problema per la permanenza del regime) e come dei bravi furbacchioni consentono solo una riduzione del 35%.
  4. Spese per il personale: novità assoluta riguarda la possibilità di fruire di personale nel limite di 5000 euro, per cui potrete finalmente farvi aiutare anche da collaboratori dipendententi e con lavoro accessorio. Grande novità che consente finalmente di pagare qualcosina a qualche aiutante senza poi dover pagare l’irap (questo infatti prima era il rischio fino al 2014).
  5. Limite dei ricavi dipendente dal codice attività che trovate sotto nella apposita tabella e ragguagliato all’anno e calcolato in base ai coefficienti di redditività applicati ai codici atecofin sopra descritta più compiutamente.
  6. Gli investimenti in beni strumentali realtivi all’anno di imposta precedente non dovrà superare la soglia di 20 mila euro pendendo anche nella somma stavolta il valore dei beni che si hanno in comodato, locazione o noleggio (in quanto molti facevano così per aggirare il limite dei 15 mila euro (o 20 mila euro a seconda del regime se minimo o forfettario) mentre restano fuori i beni di valore inferiorei ai 516 euro, ossia il vecchio milione di lire.
  7. Riduzione di un un terzo del reddito imponibile per il primo triennio qualora si rispetti il requisito della novità dei minimi che equivale ad applicare il 5% in luogo del 15% come detto sopra.
  8. Sarà possibile effettuare cessioni all’esportazione e assimilate, servizi internazionali, cessioni verso il Vaticano, Sna Marino e nei confronti di soggetti che beneficiano delle agevolazioni previste da trattati e accordi internazionali.
  9. Non trovano applicazione contributi minimi INPS di cui all’articolo 1, comma 3, della legge 2 agosto 1990, n. 233, e si in quanto si applicherà l’articolo 2, comma 29, della legge 8 agosto 1995, n. 335 sulla gestione separata per cui verseranno secodno le aliquote annuali. La legge di stabilità inoltre introduce importanti novità per quello che concerne i versamenti INPS alla gestione separata per i contribuenti minimi e forfettari. Purtroppo questa previsione come detto sopra scompare per lasciare il posto ad una più generica riduzione del 35% per gli artigiani ed i commercianti.
  10. Sul versante della ritenuta d’acconto valgono le stesse condizioni emerse nel precedente regime fiscale agevolato per cui non dovrà essere indicata alcuna ritenuta d’acconto in fattura.
  11. Fatturazione Elettronica: i contribuenti sono esonerati e potranno emetterla solo facoltativamente

Novità 2019: cosa cambia nel regime forfettario dei minimi

Ricordo prima di tutto che questo è il regime naturale di applicazione dell’imposta Irpef per i lavoratori autonomi che aprono la partita Iva. Diversamente rispetto al passato quindi per aderire non è necessario fare alcuna dichiarazione o esercitare alcuna opzione con modulo o istanza a parte. Sarà al più necessario gestire in dichiarazione il passaggio al regime ordinario. A tal proposito ho scritto un apposito articolo dedicato proprio ai casi di passaggio da e al regime forfettario.

Per quello che concerne la fatturazione elettronica, si ricorda, inoltre, che la stessa legge di bilancio 2018 che ha disposto, a decorrere dal 1° gennaio 2019, l’introduzione della fatturazione elettronica obbligatoria, ha previsto alcuni esoneri, tra i quali i soggetti che applicano il regime forfettario.

In estrema sintesi le novità consiste in un ampliamento dei casi di accesso al regime per effetto della riscrittura del comma 54 che non contiene più tutte quelle limitazioni ma ora riporta solo lo specifico riferimento al limite dei ricavi, ragguagliati all’anno (mi raccomando non cadete in errore), posto a 65 mila euro.

Nuova ritenuta d’acconto dal 2019 per i contribuenti del Regime Forfettario che assumono dipendenti

Nel seguito vi segnalo la nuova guida all’applicazione della ritenuta d’acconto prevista per gli aderenti al regime forfettario dei minimi ce assumono lavoratori dipendenti in vigore dal primo maggio 2019 ma con efficacia retroattiva al primo gennaio dello stesso anno.

Nuova Ritenuta d’acconto Contribuenti Regime Forfettario dei Minimi che assumono personale, prestazioni occasionali, co.co.co.

Limite dei ricavi a 65 mila euro o 100 mila euro dal 2020

Trovate articolo di approfondimento dedicato nel seguito. Ricordo anche che potranno aderire solo coloro che non hanno già conseguito nell’anno precedente ossia incassato ricavi per un importo superiore a 65.000 euro. Tale soglia di accesso è valida per tutti i contribuenti interessati e sostituisce i precedenti valori soglia dei ricavi/compensi percepiti – fissati tra 25.000 e 50.000 euro – differenziati sulla base del codice ATECO che contraddistingue l’attività esercitata (riportati nell’Allegato 4 della legge di stabilità 2015).  Da qui la polemica sui furbetti che stanno avvertendo i propri clienti di non pagarli per evitare di superare il limite dei ricavi e di perdere conseguentemente questa importante chance.

Doppio lavoro

Importante anche per il popolo del doppio lavoro che è stata eliminato anche il requisito che impediva l’accesso a coloro che esercitavano attività già come lavoro dipendente. L’attuale comma 54, lettere b) e c), ora sostituito dalla norma in commento, dispone che per accedere al regime forfettario è necessario che si siano sostenute spese complessivamente non superiori a 5.000 euro lordi per lavoro accessorio, lavoro dipendente e per compensi erogati ai collaboratori, anche assunti per l’esecuzione di specifici progetti, nonché che il costo complessivo dei beni strumentali, assunto al lordo degli ammortamenti, non abbia superato, alla data di chiusura dell’esercizio, i 20.000 euro. È conseguentemente modificato il comma 56 della legge di stabilità 2015 in tema di dichiarazione di inizio attività (comma 9, lettera b).  Il nuovo comma 55, lettera a), della legge di stabilità 2015, stabilisce che, ai fini della verifica della sussistenza del requisito per l’accesso al regime forfettario non rilevano gli ulteriori componenti positivi indicati nelle dichiarazioni fiscali, adeguando il riferimento agli indici sintetici di affidabilità fiscale, che hanno sostituito gli studi di settore. Si ricorda che, in base a quanto disposto dal comma 9 dell’articolo 9-bis del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, per i periodi d’imposta per i quali trovano applicazione gli indici sintetici di affidabilità fiscale, i contribuenti interessati possono indicare nelle dichiarazioni fiscali ulteriori componenti positivi, non risultanti dalle scritture contabili, rilevanti per la determinazione della base imponibile ai fini delle imposte sui redditi, per migliorare il proprio profilo di affidabilità nonché per accedere al regime premiale.

Regime forfettario e lavoro dipendente: come funziona la tassazione e quando scatta l’incompatibilità

Più attività di lavoro autonomo con diversi codice ATECO

Non viene modificata la disposizione, contenuta al comma 55, lettera b), della legge di stabilità 2015, che, nel caso di esercizio contemporaneo di attività contraddistinte da differenti codici ATECO, stabilisce di assumere, sempre ai fini della verifica della sussistenza del requisito per l’accesso al regime, la somma dei ricavi e dei compensi relativi alle diverse attività esercitate.

Il nuovo comma 57 della legge di stabilità 2015, come modificato dal comma 9, lettera c), prevede che non possono avvalersi del regime forfetario gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che partecipano, contemporaneamente all’esercizio dell’attività, a società di persone, ad associazioni o a imprese familiari, ovvero che controllano direttamente o indirettamente società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa, arti o professioni (nuova lettera d) del comma 57 della legge di stabilità 2015).

Norma evita licenziamenti e modifiche formali di rapporti esistenti norma antielusiva

Ai sensi della nuova lettera d-bis) del comma 57 della legge di stabilità 2015 non possono altresì avvalersi del regime le persone fisiche la cui attività sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta, ovvero nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili ai suddetti datori di lavoro.

La norma appare intesa ad evitare un incentivo indiretto alla trasformazione di rapporti di lavoro dipendente in altre forme contrattuali che godono dell’agevolazione in commento.

Si segnala, inoltre, che dalla norma in esame viene espunto il vigente tetto dei 30.000 euro, percepiti da reddito da lavoro dipendente o assimilabile, oltre il quale opera l’esclusione dall’ regime forfetario.

Si ricorda che l’attuale lettera d-bis) prevede che non possono avvalersi del regime forfetario i soggetti che nell’anno precedente hanno percepito redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente eccedenti l’importo di 30.000 euro; la verifica di tale soglia è irrilevante se il rapporto di lavoro è cessato.

Le modifiche al comma 71 della legge di stabilità 2015 sono volte a chiarire che il regime forfetario cessa di avere applicazione a partire dall’anno successivo a quello in cui viene meno il requisito dei 65.000 euro (comma 9, lettera e)).

Il comma 9, lettera f), coerentemente con quanto disposto dall’articolo 7-bis del decreto-legge n. 193 del 2016, che reca l’abolizione degli studi di settore, in sostituzione dei quali sono introdotti gli indici sintetici di affidabilità fiscale, sopprime il primo periodo del comma 73 della legge di stabilità 2015 che disponeva la non applicabilità degli studi di settore e dei parametri ai contribuenti che si avvalgono del regime forfetario.

A tale proposito si ricorda che il decreto 23 marzo 2018 del Ministero dell’economia e delle finanze ha escluso i soggetti che si avvalgono del regime forfetario agevolato tra le categorie di contribuenti alle quali non si applicano gli indici sintetici di affidabilità fiscale.

Anche la lettera g) del comma 9 è volta a inserire una modifica di coordinamento formale: il regime forfetario cessa di avere applicazione dall’anno successivo a quello in cui, a seguito di accertamento divenuto definitivo, viene meno il requisito dei 65.000 euro.

Le modifiche introdotte dalle lettere h) e i) del comma 9 sono volte a introdurre analoghe modifiche di coordinamento formale con riguardo al regime contributivo agevolato di cui ai commi 77 e seguenti della legge di stabilità 2015, cui si applicano il requisito e condizioni già illustrate per il regime forfetario.

La lettera j) modifica il comma 87 della legge di stabilità 2015, prevedendo un termine più lungo, un quinquennio al posto di un triennio, entro il quale i soggetti che nel periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2014 si avvalgono di altri regimi fiscali agevolati possono applicare il regime forfettario previsto per le nuove iniziative economiche.

Il comma 87 richiamato stabilisce che i soggetti che nel periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2014 si avvalgono del regime fiscale agevolato per il trattamento degli avanzi di gestione di consorzi o del regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità possono applicare, laddove in possesso dei requisiti previsti dalla legge, il regime di cui al comma 65 per i soli periodi d’imposta che residuano al completamento del triennio agevolato.

Aliquota al 5% per coloro che iniziano l’attività ex novo

Si ricorda, a tal proposito, che il comma 65 richiamato stabilisce una specifica disciplina di vantaggio per coloro che iniziano una nuova attività: in tal caso l’aliquota è del 5 per cento e può essere utilizzata per cinque anni. A tal proposito ricordo di leggere l’articolo dedicato al requisiti della novità che trovate in calce e che vi aiuta a non commettere errori di valutazioni ed applicare il 10% in meno nella tassazione il che potrebbe esporvi a rischi di sanzioni e accertamenti.

Laddove l’attività rispetta le seguenti condizioni l’aliquota del 15% scende al 5% nell’anno di apertura della partita IVA e nei 4 successivi. Le condizioni sono le seguenti:

  • il contribuente non abbia esercitato, nei tre anni precedenti l’inizio dell’attività di cui al comma 54, attività artistica, professionale ovvero d’impresa, anche in forma associata o familiare;
  • l’attività da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l’attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni;
  • qualora venga proseguita un’attività svolta in precedenza da altro soggetto, l’ammontare dei relativi ricavi e compensi, realizzati nel periodo d’imposta precedente quello di riconoscimento del predetto beneficio, non sia superiore ai limiti di cui al comma 54.

Anche a tal proposito ho dedicato un articolo di approfondimento gratuito per comprendere meglio il requisito della novità. A vederli così infatti i punti sono piuttosto criptici e prestano il fianco a tante fattispecie che dovrebbero essere analizzate singolarmente per non rischiare di vedersi contestati a distanza magari di 3 o 4 anni le minori imposte versate il che sarebbe una tragedia. Immaginate che al posto del 5% vi troverete a pagare il 15% più le sanzioni del 30% per le minori imposte versate oltre agli interessi legali. Non ci voglio nemmeno pensare…

Nuovi coefficienti di redditività

Il nuovo allegato n. 4, introdotto dal comma 10 sostituisce il precedente allegato annesso alla legge di stabilità 2015, tenendo conto delle modifiche illustrate, non prevede l’indicazione dei valori soglia dei ricavi e compensi,

Si rammenta che l’attuale allegato indica soglie di ricavi diverse a seconda del tipo di attività esercitata. Tali soglie a seguito delle modifiche disposte dalla legge di stabilità 2016, variano da 25.000 a 50.000 euro

PROGRESSIVO GRUPPO DI SETTORE CODICI ATTIVITA’ ATECO 2007 COEFFICIENTE DI REDDITIVITA’
1Industrie alimentari e delle bevande(10 – 11)40%
2Commercio all’ingrosso e al dettaglio45 – (da 46.2 a 46.9) – (da 47.1 a 47.7) – 47.940%
3Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande47.8140%
4Commercio ambulante di altri prodotti47.82 – 47.8954%
5Costruzioni e attività immobiliari(41 – 42 – 43) – (68)86%
6Intermediari del commercio46.162%
7Attività dei Servizi di alloggio e di ristorazione(55 – 56)40%
8Attività Professionali, Scientifiche, Tecniche, Sanitarie, di Istruzione, Servizi Finanziari ed Assicurativi(64 – 65 – 66) – (69 – 70 – 71 – 72 – 73 – 74 – 75) – (85) – (86 – 87 – 88)78%
9Altre attività economiche(01 – 02 – 03) – (05- 06 – 07 – 08 – 09) – (12 – 13 – 14 – 15 – 16 – 17 – 18 – 19 – 20 – 21 – 22 – 23 – 24 – 25 – 26 – 27 – 28 – 29 – 30 – 31 – 32 – 33) – (35) – (36 – 37 – 38 – 39) – (49 – 50 – 51 – 52 – 53) – (58 – 59 – 60 – 61 – 62 – 63) – (77 – 78 – 79 – 80 – 81 – 82) -(84) – (90 – 91 – 92 – 93) – (94 – 95 – 96) – (97 – 98) – (99)67%

Limite dei ricavi in base alla tipologia di attività

Post 2019

Vale quanto contenuto nell’articolo 1 comm a54 per cui unico limite è quello dei ricavi e vale 65 mila euro annuo, ragguagliati all’anno mi raccomando per cui se aprite l’attività per esempio il 30 giungo dovrete calcolarne la metà.

Ante 2019

Vediamo di approfondire alcuni dei più importanti requisiti grazie anche agli elementi di prassi rilasciati dall’agenzia.

Il limite dei ricavi rappresenta la parte decisamente più complessa per i non addetti ai lavori ed anche la più determinante per la valutazione della convenienza del nuovo regime (sarà una coincidenza?). Il precedente limite dei 30 mila euro dei contribuenti minimi, di cui si stava discutendo se portarlo a 65 mila, in realtà si rimodula in modo più complesso perchè varia a seconda del coefficiente di redditività del codice atecofin, ossia in base alla tipologia  dell’attività svolta, per cui potremmo avere dei limiti di 15 mila euro per le attività professionali o per gli intermediari del commercio oppure salire fino  40 mila per per le attvità di servizi di alloggio e ristorazione o per il commercio all’ingrosso o dettaglio. In pratica il fisco ti dice che a seconda dell’attività che svolgi viene stabilito un coefficiente di redditività massimo, al di sopra del quale sei fuori.

Limite dei ricavi 2019: da 30 mila a 65 mila

Il primo requisito più importante a mio avviso riguarda il livello di  ricavi o compensi ragguagliati ad anno che non deve superare a 15 mila euro stante le modifiche della Legge di stabilità 2016 che li ha incrementati ulteriormente di 10 mila e 15 mila euro a seconda che trattasi di  livello indicato nell’allegato 4 della legge 190/2014 e sintetizzati nella tabella sotto e diversificati in funzione del codice Ateco che avrete indicato al momento di apertura della partita Iva. Se esercitate più attività rileverà quello più elevato dei ricavi e dei compensi relativi alle diverse attività esercitate e non si dovranno prendere in considerazione i ricavi/compensi derivanti all’adeguamento agli studi di settore. Come anticipato sopra con la Legge di stabilità sono stati rivisti in aumento di 10 mila euro per cui ora oscillano tra i 25 ed i 40 mila euro.

Tabella Limite Ricavi Regime Forfettario Minimi 2019: , come funziona, requisiti, convenienza

Calcolo delle tasse

La determinazione del reddito con il regime forfettario avviene seguendo la seguente formula

Reddito lavoro autonomo = Ricavi o Compensi (riscossi nel periodo di imposta) X coefficiente di redditività (vedi tabella sopra in base al codice ATECO) – contributi previdenziali pagati nell’anno oggetto di dichiarazione

Nel quadro LM al Rigo LM22 Colonna 1 deve essere riportato il Codice Attività ATECO ISTAT  che avrete indicato in sede di apertura della partita Iva nel modello AA7/9 se state leggendo l’articolo al 99% lo avete già presentato).
Nel Rigo LM22 Colonna 2 deve essere indicato il Coefficiente di redditività della relativa attività.Nel Rigo LM22 Colonna 4 devono essere indicati anche i ricavi e i compensi percepiti.

Caso pratico di calcolo: Tabella

Prendiamo l’esempio di un giovane dottore commercialista che percepisce ricavi (criterio di cassa non ve lo scordate anche perchè una cosa è emettere una fattura ed una cosa è incassarla e questo il fisco lo sa) per un ammontare pari a 20 mila euro annui durante l’anno di imposta 2017. Supponiamo che, lavorando presso uno studio associato abbia sostenuto poche spese per un ammontare pari a 4 mila euro annui, oltre a 4 mila euro di contributi previdenziali INPS versati alla propria cassa di appartenenze forense.

Nel seguito l’esempio con il calcolo delle tasse da versare

Compensi percepiti

€ 20.000

Spese

€ 4.000

Reddito imponibile lordo

€ 20.000 x 78% = € 15.600

Contributi previdenziali

€ 4.000

Reddito imponibile netto

€ 15.600 – € 4.000 = € 11.600

Imposta sostitutiva

15%

Imposta sostitutiva

€ 1.740 x 15% = € 1.740

Come potete vedere da questo semplice esempio potete trarre subito delle importanti conclusioni che vi guideranno nella valutazione di convenienza del regime forfettario. Sfatiamo infatti il mito che sia sempre conveniente. Possiamo dire che difficilmente lo è, ma non sempre è un calcolo veloce con il commercialista lo dobbiamo fare.

Sul reddito imponibile così determinato si applica l’aliquota del 15% ed il risultato saranno le imposte che dovrete versare nell’anno.

Costi per il  personale dipendente

A differenza dell’altro sono possibili ma non devono essere superiori a 5.000 euro lordi annui e potranno essere veicolati per pagare prestazioni di lavoro accessorio (articolo 70, Dlgs 276/2003), lavoro dipendente, redditi assimilati a quello di lavoro dipendente, borsisti, collaborazione coordinata e continuativa, contratti a progetto anche se con il job act vedrete che non ci sono più, somme erogate ad associati in partecipazione che apportano solo lavoro, somme erogate a titolo di compenso per il lavoro prestato dall’imprenditore e dai suoi familiari.

Da questo limite saranno esclusi compensi dati agli associati in partecipazione che apportano solo capitale o lavoro e capitale in quanto per chi lo percepisce il reddito è di capitale, i compensi per le attività di lavoro autonomo esercitata occasionalmente.

Beni strumentali inferiori a 20 mila euro

Questo limite dal primo gennaio 2019 viene eliminato.

Ante 2019
Potrete acquistare beni strumentali del valore massimo di 20 mila euro al lordo degli ammortamenti e saranno irrilevanti le movimentazioni in corso d’anno per cui è una mezza fregatura in quanto non potrete acquistare o vendere nel corso dell’esercizio perchè varranno solo gli acquisti. Nel calcolo dovrete prendere il valore normale per quelli presi in affitto o locazione semplice, comodato e noleggio mentre per quelli utilizzati promiscuamente solo il 50% del costo al netto dell’Iva rimasta indetraibile come chiarito dalla circolare dell’agenzia delle entrate n.7 del 2008. Non si prenderanno nel calcolo i beni di costo unitario non superiore a 516,46 euro.

Consultate comunque l’articolo dedicato al limite del costo dei beni ammortizzabili per il regime dei minimi in quanto il calcolo effettivo del limite oltre a rappresentare un aspetto non di immediata comprensione necessita di un articolo di approfondimento, sempre che ne siate coinvolti in quanto molti professionisti alle prime armi non hanno in mente di sostenere investimenti iniziali se non nel caso dell’auto.

Limite all’acquisto di 20 mila Euro 2019 per il regime agevolato dei Minimi per beni strumentali, auto e altro

Più attività esercitate: come comportarsi

Altri requisiti di accesso sono i seguenti:

  1. Dovrete essere residenti fiscalmente in Italia a meno che siate  residenti in un altro Stato della Ue o in uno Stato aderente all’accordo sullo Spazio economico europeo che assicura un adeguato scambio di informazioni; ipotesi questa che però presuppone che in Italia produciate almeno il 75% del loro reddito complessivo.
  2. Al contrario del vecchio regime sarà possibile pagare anche costi e spese per lavoro accessorio, lavoratori dipendenti, collaboratori (anche a progetto), comprese le somme erogate agli associati sotto forma di utili da partecipazione ma non superiori complessivamente i 5 mila euro lordi annui come visto sopra.
  3. Se avete anche redditi di lavoro dipendente e assimilati la somma non dovrà essere superiore a venti mila euro a meno che il rapporto di lavoro dipendente non sia cessato nell’anno per qualsiasi motivo.
  4. Non dovrete avvalervi di regimi speciali ai fini Iva sopra descritti o di regimi forfetari di determinazione del reddito che sono comprese negli articoli 34 e 74, 74 ter del Dpr 633/72 e in altre disposizioni di legge e che sono per esempio le attività agrituristiche, la vendita di sali e tabacchi, editoria, agenzie di viaggi, rivendita di beni usati, intrattenimenti e giuochi, attività agricole connesse vendite a domicilio eccetera). Con riferimento alle imprese agricole rientranti nel reddito agrario, che adottano il regime speciale Iva, il regime forfettario non è precluso per le altre attività gestite in regime ordinario e in contabilità separata: un agricoltore e veterinario può applicare il regime forfettario per l’attività professionale – circolare 7 del 2008.
  5. La vostra attività non dovrà essere in via esclusiva o prevalente la compravendita immobiliare considerando anche terreni edificabili o di mezzi di trasporto nuovi.
  6. Non dovrete inoltre essere soci di  società di persone, associazioni o Srl “trasparenti” ossia che determina il reddito con il regime della trasparenza.

Se invece state aprendo un’attività svolta in precedenza l’ammontare dei relativi ricavi e compensi , realizzati nel periodo d’imposta precedente quello di riconoscimento del predetto beneficio, non sia superiore ai limiti di cui al comma 1 (ricavi o compensi determinati in misura differenziata a seconda dei Codici ISTAT ATECO 2007). A tal proposito tuttavia ho dedicato uno specifico articolo di approfondimento perchè non sempre la presenza di un lavoro dipendente impedisce l’accesso al regime dei minimi come molti pensano:

Regime Forfettario dei Minimi e Lavoro dipendente: Compatibilità, Uscita ed esclusione

I nuovi minimi 2015 non devono fare ricavi o compensi superiori ai limiti fissati dai coefficienti di redditività che vedremo di seguito, e che sono determinati secondo un nuovo modo; non devono aver sostenuto spese sopra ai 5 mila euro lordi di lavoro accessorio, per lavoratori dipendenti e collaboratori anche se assunti a progetto, ivi comprese le somme erogate sottoforma di utili da partecipazione agli associati e le spese per prestazioni di lavoro. Il costo dei beni strumentali alla chiusura dell’esercizio non deve essere superiore ai 20000 euro calcolati secondo le logiche viste per il superamento dei limite dei 15 mila euro dei minimi.

Aliquota Imposta Flat TAX contribuenti Forfettari del regime dei minimi

L’aliquota è fissata al 15%. Nel caso di imprese familiari di cui all’articolo 5, comma 4, del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, l’imposta sostitutiva, calcolata sul reddito al lordo delle quote assegnate al coniuge e ai collaboratori familiari, e’ dovuta dall’imprenditore. I contributi previdenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge, compresi quelli corrisposti per conto dei collaboratori dell’impresa familiare fiscalmente a carico, ai sensi dell’articolo 12 del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986, e successive modificazioni, ovvero, se non fiscalmente a carico, qualora il titolare non abbia esercitato il diritto di rivalsa sui collaboratori stessi, si deducono dal reddito determinato ai sensi del presente comma; l’eventuale eccedenza è deducibile dal reddito complessivo ai sensi dell’articolo 10 del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986, e successive modificazioni. Si applicano le disposizioni in materia di versamento dell’imposta sui redditi delle persone fisiche.

Regime Forfettario e socio di società

Vediamo anche cosa cambia dal 2019 nel caso in cui oltre ad essere titolari di partita Iva siate anche soci di società di persone o di capitali. La legge infatti prevede alcune cause esplicite di esclusione

.

Regime Forfettario dei Minimi e Soci di SRL, SNC, SPA o Associazioni: quando scatta l’esclusione

Prestazioni occasionali e regime dei minimi

Se avete svolto prestazioni occasionali nel triennio precedente l’apertura della partita Iva con il regime dei minimi dovreste a mio avviso verificare prima di tutto di voler svolgere un’attività nuova rispetto a quella precedente ed inoltre verificare se avete già fruito di qualche anno del regime dei minimi in modo da scalarli dai cinque di durata naturale del regime.

Riduzione del reddito imponibile previdenziale nel primo triennio di attività

Inoltre c’è da sapere che il reddito per coloro che avviano l’impresa nel primo triennio è ridotto di un terzo, ma devono salvaguardare il requisito della novità dell’attività che ormai ben conoscete perchè lo abbiamo adeguatamente approfondito nell’articolo dedicato al regime dei minimi (linkato sopra). Il contribuente minimo inoltre potrà scegliere di non pagare la quota fissa, ma solo la percentuale variabile.

Per godere di questo beneficio contributivo però è necessario che rispettate i seguenti requisiti ossia che  non dovrete aver esercitato nei tre anni precedenti l’inizio dell’attività, attività artistica, professionale ovvero d’impresa, anche in forma associata o familiare.
Inoltre l’attività che volete aprire non dve essere  mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o anche autonomo escluso il caso in cui l’attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni ossia il tirocinio professionale (Novità relativa).
Se invece l’attività è la prosecuzione di una svolta in precedenza da un altro soggetto i ricavi del periodo d’imposta precedente a quello di riconoscimento della riduzione non deve essere superiore a quelli definiti applicando questi nuovo coefficienti automatici in base ai codici ATECO 2007 che trovate qui sotto.

Ai fini del calcolo del limite al solito non rientrano quelli derivanti dall’adeguamento agli studi di settore. Inoltre nel caso di più attività svolte vale il limite riferito all’attività prevalente.

Esempio con giovani professionisti, avvocati, commercialisti e simili

Se facciamo l’esempio con i lavoratori autonomi professionisti come commercialisti o avvocati, per esempio vediamo che il limite è di 20 mila euro ed il coefficiente di redditività è del 78% per cui iil reddito imponibile è di 15.600 e l’imposta dei minimi sarà pari al 15% ossia 2.340 euro.

Se invece calcoliamo la tassazione ordinaria con scaglioni irpef vediamo che avremo il 23% a cui aggiungere le detrazioni per lavoro autonomo e le addizionali che possiamo stimare nell’1,3%, poi non applichiamo invece l’Irap perchè supponiamo sempre di non averne i presupposti come la maggior parte di giovani avvocati; probabile che andrete a  pagare addiritura a spendere forse qualcosina in più!

Guida PDF sul regime fiscale dei minimi (ed ex-minimi) - 2,4 mb

Che ne pensate? Vi piace il “Nuovo” regime dei minimi???

Importante da sapere

Per concludere: diviene fondamentale valutare che in questo regime in luogo dell’ordinario sisema di tassazione del reddito dei professionisti in base a costi e ricavi i costi che sostenete per la vostra attività, con il regime dei minimi, non sono deducibili in quanto l’imposta sostitutiva sostituisce sia i ricavi sia i costi, per cui i costi è come se fossero indeducibili.

Esempio: Questo significa che mentre in un regime ordinario potrete abbattere il reddito perchè oltre ai ricavi avree i costi nel regime forfettario dei minimi con applicazione di un’imposta cosiddetta sostitutiva rilevano solo i ricavi ossia prendete i ricavi, applicate e ci applicate l’imposa del 15% (5% se siete negli ex minimi). Unica eccezione sono i contributi INPS che restano deducibili. Per cui fatevi un calcolo o una stima di quello che potrete andare a spenedere come costi. Per fare un esempio quando era praticante dottore commercialista non avevo praticamente alcun costo per cui mi conveniva. Nel regime ordinario invece la deduzione dei costi è riconosciuta per cui se sapete che dovrete sostenere dei costi valutate l’impatto derivante dalla manca possibilità di dedurvi il costo e di detrarvi l’Iva… che non è poco!

Cosa accade se sono già in un precedente regime agevolato?

Dal 1° gennaio 2015 (data di entrata in vigore del regime in argomento), con i limiti e le eccezioni di cui si dirà in seguito, fossero abrogati (comma 85) il regime delle le nuove attività produttive, il regime fiscale di vantaggio, in vigore dal 1° gennaio 2012, che aveva assorbito il regime dei contribuenti minimi ed il regime contabile agevolato. Tuttavia è possibile per coloro che sono nel periodo di vigenza di uno di questi di portarlo a completamento per cui coloro che al 31 dicembre 2014 applicavano il regime di vantaggio o il regime delle nuove attività produttive, possano applicare le agevolazioni in parola fino a compimento dell’intero periodo agevolato, ossia fino a compimento del quinquennio. Ciò significa, ad esempio, che laddove un soggetto abbia iniziato una nuova attività nel 2014 applicando il regime fiscale di vantaggio, ovvero il regime delle nuove attività produttive, potrà applicare le specifiche agevolazioni previste dal comma 65 (riduzione dell’imponibile di un terzo per il 2015, applicazione dell’imposta sostitutiva nella misura del 5 per cento a decorrere dal 2016) fino al 2018.

Cosa fanno gli ex minimi con imposta al 5%

I soggetti che nel 2014 sono minimi con imposta al 5% di cui all’articolo 27 del decreto legge n. 98 del 2011 possono continuare ad avvalersene per il periodo che residua al completamento del quinquennio agevolato e comunque fino al compimento del trentacinquesimo anno di età” per cui i due regimi residuano ma quello più conveniente va a morire fino alla scadenza.

Essendo tanti i regimi fiscali che si sono succeduti ed essendo stato possibile quasi sempre il passaggio non è di immediata comprensione oggi di quale si potrebbe fruire e se sia possibile passaggio da uno all’altro. Per questo potete leggere l’articolo dedicato a “Che fine fanno i vecchi regimi agevolati, minimi, di vantaggio, forchettone, ecc).

Agevolazioni sulle dichiarazioni dei redditi

Permangono naturalmente le agevolazioni già viste per il vecchio regime dei minimi dal punto di vista degli adempimenti in quanto non essendo soggetti ad Iva ed IRAP non saranno nemmeno obbligatorie le relative comunicazioni e dichiarazioni periodiche, come intrastat, black list, dichiarazioni annuali iva ed irap, ecc.: nessuna novità rispetto al passato. Anche tal fine ho cercato di riepilogare quante più possibili agevolazioni nell’articolo dedicato alle agevolzioni

I 10 Vantaggi e Svantaggi del nuovo Regime dei Minimi: agevolazioni ed esenzioni

Ritenute ed IVA nella fattura del regime forfettario

Nel regime forfettario non dovrete applicare l’Iva (per cui applicate la marca da bollo di due euro altrimenti potrete essere soggetti a sanzione) né tantomeno la ritenuta d’acconto per cui fatto 100 il corrispettivo incasserete 100 euro (a meno che non addebitiate l’imposta di bollo al vostro cliente). Per approfondimento leggete l’articolo dedicato alla compilazione della fattura.

Convenienza Flat TAX rispetto al regime ordinario

Come potete vedere dalla tabella sottostante abbiamo provato ad immaginare alcuni casi tipici di contribuenti e vedere come le detrazioni i imposta, non consentite nella flat tax influenzino enormemente la convenienza al passaggio del regime forfettario con imposta sostitutiva Irpef.

Come potete vedere il risparmio e la convenienza ad adottare il regime non sempre c’è, anzi!!!

Contribuente Altre attività Caso A  Caso B  Caso C  Caso D  Caso E  Caso F 
Fatturato annuo Incassato (Ricavi) 25.000 30.000 40.000 40.000 50.000 64.999
Costi deducibili 5.000 10.000 10.000 30.000 10.000 15.000
Reddito Imponibile Regime Ordinario 20.000 20.000 30.000 10.000 40.000 49.999
Reddito Imponibile (regime forfettario) HP: 67% 16.750 20.100 26.800 26.800 33.500 43.549
IRPEF Lorda stimata 4.800 4.800 7.720 2.300 11.520 15.000
Imposta sostitutiva (forfettario) 2.513 3.015 4.020 4.020 5.025 6.532
Risparmio di Imposta teorico/(Perdita rispetto al regime ordinario) 2.288   1.785   3.700  (-1.720)   6.495   8.468  
Perdita Detrazione coniuge 650 650 500 800 400 400
Perdita Detrazione spese sanitarie 300 300 300 300 300 300
Perdita Detrazione spese ristrutturazione 500 500 500 500 500 500
Perdita Detrazione figli a carico 2.170 2.170 2.170 2.170 2.170 2.170
Totale perdita detrazioni  3.620   3.620   3.470   3.770   3.370   3.370
Imposta post detrazioni regime ordinario 1.180 1.180 4.250-1.470 8.150 11.630
Imposta Regime Forfettario 2.513 3.015 4.020 4.020 5.025 6.532
Risparmio sulle Tasse
(Perdita rispetto al regime ordinario)
(-1.333)(-1.835)230(-5.490)3.1255.098

Per approfondire il discorso vi invito a leggere la guida al calcolo di convenienza dove troverete anche un file in xls per cimentarvi nel calcolo.

FLAT TAX: cos’è, come funziona e Tabella con Calcolo Convenienza in Xls

Convenienza Regime Forfettario dei Minimi: Esempi con tabella di calcolo in XLS

Nuova P.Iva con il Regime Forfettario dei Minimi 2019: imposta 15% o 5%: limite dei ricavi in sintesi e chi può accedere

Contributi INPS 2019 per il Regime Forfettario dei Minimi: Guida al calcolo

La dichiarazione dei redditi dei contribuenti nel Regime Forfettario dei Minimi 2019

Riferimenti normativi e “breve” cronistoria in sintesi altrimenti ci capiamo poco 

I pochissimi regimi introdotti negli ultimi anni sono questi che possiamo chiamare:

Domande Chiarimenti e FAQ

Domande e Chiarimenti per il nuovo regime forfettario dei minimi 2019: Circolare 9 Agenzia Entrate

Fatturazione Elettronica regime forfettario dei minimi

Fatturazione Elettronica Regime Forfettario dei Minimi: come funziona, obbligo, esenzione

Regime Forfettario dei Minimi 2019: cosa cambia in pratica e quali le novità

Passaggio al nuovo regime forfettario dei Minimi 2019: come si effettua

Passaggio dal Regime Ordinario al regime Forfettario: Acconti

Passaggio al Regime Forfettario dei Minimi: gli Acconti di Giugno non si versano

 

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Dottore Commercialista Iscritto all'Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e Revisore Legale con la passione per il diritto Tributario e Societario e Esperto nella Consulenza Aziendale.

70 commenti

  1. Tasse-Fisco

    dovrebbe cercare nella barra di ricerca interna al sito le parole forfettario ed srl

  2. Avatar

    Salve,

    Grazie per molti articoli utili.
    Avrei un dubbio riguardante i requisiti per accedere al regime fiscale dei minimi – posso aprire un impresa individuale in Italia restando fiscalmente residente all’estero (dove percepisco il reddito di dipendente)?

    Grazie in anticipo

  3. Tasse-Fisco

    Legga prima articoli dedicati all’incompatibilità tra lavoro dipendente e autonomo per verificare la presenza di eventuali cause tra attività autonomo e quella svolta come dipendente. Superato questo steep, apre partita iva con regime forfettario dei minimi. Si iscrive poi alla gestione separata INPS. I contributi vanno versati fino al massimale annuo che, le anticipo è di ca 90 mila euro annue. Al di sopra di quella soglia il versamento è facoltativo.

  4. Avatar

    Buongiorno,
    Innanzitutto grazie per riportare sempre articoli cosi’ interessanti in maniera chiara.

    Sono un lavoratore dipendente con reddito superiore ai 50.000 Euro lordi annui e mi e’ stato chiesto da una società terza di svolgere presso di loro attivita’ di consulenza informatica – di gestione di siti web e di supporto alle decisioni del management per i prossimi 3 anni. Per liquidare tali consulenze (importo entro i 65k annui) mi è stato richiesto di aprire una partita IVA. Per questa attivita’ non avro’ ne bisogno di beni strumentali ne di personale “dipendente”, ma utilizzero’ il mio solo “tempo” al di fuori della mia attivita’ lavorativa principale.
    La mie domande a tal proposito sono:
    posso aprire una partita iva agevolata per usufruire di una tassazione al 5%?
    Per quanto riguarda l’INPS devo pagare contributi aggiuntivi a quelli versati gia’ come dipendente?
    Devo iscrivermi a qualche regime particolare?

    Grazie in anticipo della cortese risposta ed ancora grazie per questo sito.
    Cordialita’

  5. Tasse-Fisco

    si lo può acquistare nel 2020. Se lo acquistasse nel 2019 perderebbe il beneficio a partire dal 2020. Nella sostanza poco cambia se non la modalità di determinazione del reddito che sconterà una aliquota maggiore. I costi sarebbero comunque indeducibili perchè il reddito viene tassato con i coefficienti di redditività.

  6. Avatar

    buongiorno, innanzitutto vi ringrazio per gli articoli, sempre molto chiari; sono Un Medico Veterinario e il 2019 sarà il mio ultimo anno da contribuente minimo con aliquota al 5%.
    la mia domanda è questa: dovendo acquistare un ecografo da circa 20000, ed essendo il limite dei beni acquistabili per il regime dei minimi di 15000 nel triennio precedente, io posso passare nel 2020 al regime forfettario, visto che intanto non supererò ahimè il reddito di 65000 e visto che da Gennaio in questo regime hanno tolto il limite per i beni strumentali? Grazie

  7. Avatar

    Mia figlia di 26 anni lavora come impiegata con partita IVA regime forfettario.
    Volendo aderire ad un fondo pensione aperto chiedo se e’ possibile scaricare tale cosro in fase di dichiarazione redditi (med. Unico).
    Grazie in anticipo
    Roberto

  8. Avatar

    Buongiorno, per il 2017 ero iscritta alla gestione separata Inps fino quando non mi sono iscritta alla camera di commercio e di conseguenza all’Inps come artigiano (iscrizione dal 27/08 che coprono il periodo 06-12).
    Nel predisporre il modello Unico dei redditi 2017 mi sono posta il seguente dubbio:

    – nel quadro RR io inserisca nel rigo RR5 il reddito effettivamente incassato da gennaio fino al 27 agosto, e NON QUINDI IL REDDITO DA LM6 come si farebbe normalmente.

    – Stessa cosa nel quadro IVS, SOLO PER IL SALDO del 2017 ho inserito i compensi percepiti dal 27/08 al 31/12 e non l’importo del rigo LM6.

    Per gli eventuali acconti ho invece lasciato il reddito lordo annuo di LM6.

    Secondo voi la soluzione che ho utilizzato è corretta? o devo comunque utilizzare il reddito lordo 2017 a prescindere dalla doppia gestione contributiva?

    Grazie mille anticipatamente

  9. Tasse-Fisco

    b) hanno sostenuto spese per un ammontare complessivamente non superiore ad euro 5.000 lordi per lavoro accessorio di cui all’articolo 70 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni, per lavoratori dipendenti, collaboratori di cui all’articolo 50, comma 1, lettere c) e c-bis), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, anche assunti secondo la modalita’ riconducibile a un progetto ai
    sensi degli articoli 61 e seguenti del citato decreto legislativo n. 276 del 2003, e successive modificazioni, comprese le somme erogate sotto forma di utili da partecipazione agli associati di cui all’articolo 53, comma 2, lettera c), e le spese per prestazioni di lavoro di cui all’articolo 60 del citato testo unico di cui al
    decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986, e successive modificazioni;

  10. Avatar

    Salve,

    Grazie innanzitutto dei validi articoli che offrite sul vostro sito. Ma ho un dubbio riguardante il Regime Forfetario 2016 e uno dei suoi requisiti per usufruirne. Questo requisito è quello dei compensi da erogare per il lavoro dipendente, che non possono superare i 5000 €/anno. la mia domanda è: posso sforare questa soglia se mi avvalgo solo di prestazioni occasionali di lavoro autonomo?

Per domande su casi specifici o personali, CLICCA QUI
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