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Nuovo regime dei Minimi 2016 2017: limite a 65000 euro fino al 2019

Scarica la guida al regime dei minimi e degli ex-minimiIl nuovo regime dei minimi sarà rivisto nel limite massimo di ricavi o volume di affari che passerebbe da 30 mila a 65 mila euro fino al 31 dicembre 2019 rendendolo questa agevolazione fiscale uno strumento estremamente conveniente da utilizzare al fine dell’abbattimento delle imposte da versare (e non tasse in questo caso)  oltrechè delle semplificazioni in materia di gestione amministrativa e contabile. Qui vedremo quanto si risparmia con il nuovo regime fiscale super semplificato dei professionisti e da quando entrerà in vigore non solo a livello i minore aliquota fiscale da applicare ai ricavi incassati ma anche in relazione alla riduzione di cui dovremmo beneficiare sulla parcella del dottore commercialista che eventualmente ci aiuta.

Stante la possibilità di accedere comunque al nuovo regime dei minimi con aliquota ridotta che potete consultare leggendo l’articolo appositamente dedicato sul nuovo regime dei minimi questa proroga consente di prorogare fino al 31 dicembre 2019 il regime dei minimi con il vecchio limite a 30 mila euro che era in scadenza per il prossimo 31 dicembre 2016 (cfr  Decisione di esecuzione n. 2016/1988/UE dell’8 novembre 2016).

Nella sostanza nella decisione viene inserita la possibilità di:

  • continuare a esentare i contribuenti minimi dal versamento dell’Iva fino a fine 2019
  • elevare il limite dei ricavi incassati entro cui stare a 65 mila euro

A scanso di equivoci vi riporto l’estratto della Decisione “Con decisione 2008/737/CE del Consiglio (2) l’Italia è stata autorizzata, come misura di deroga, a esentare dall’imposta sul valore aggiunto («IVA») i soggetti passivi il cui volume d’affari annuo non supera 30 000 EUR fino al 31 dicembre 2010 («misura di deroga»). L’applicazione della misura di deroga è stata successivamente prorogata fino al 31 dicembre 2013 dalla decisione di esecuzione 2010/688/UE del Consiglio (3) e fino al 31 dicembre 2016 dalla decisione di esecuzione 2013/678/UE del Consiglio (4), che ha inoltre aumentato la soglia massima di esenzione autorizzata fino a un volume di affari annuo di 65 000 EUR ” (scarica allegato Decisione UE 1988 2016 Regime Minimi innalzamento Limite ricavi)

Ora non mi risulta chiaro che la possibilità di innalzare il limite a 65 mile euro si applichi automaticamente al nuovo regime forfettario dei minimo con aliquota al 5% che, come sapete, prevede il limite dei ricavi in base al codice attività esercitato. Tuttavia sarà auspicabile un chiarimento in tal senso da parte dell’agenzia delle entrate chi lo sa, potrebbe essere definito un ulteriore regime dei minimi.

Quanto si risparmia con il nuovo regime dei minimi

In tal modo la tassazione agevolata al 5% … ripeto solo al cinque per cento ai fini Irpef su 64.999 euro porterebbe il contribuente a versare imposte al più per un una somma pari a 3.249,95 euro, lasciando nelle tasche del contribuente ben 61.749 euro

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L’aliquota Irpef del regime dei minimi invece come oramai saprete (leggete spesso Tasse-Fisco.com, vero? Potete anche seguirci su Facebook!) è scesa dal 20% al 5% a titolo di imposta sostitutiva. La tassazione rispetto agli ordinari scaglio di tassazione fiscale prevista per l’Irpef avrebbero dato luogo ad un prelievo erariale pari a 21 mila euro, consentendo un risparmio netto con il regime dei minimi di oltre 17 mila euro.

Quello che infatti inchiodava la prosecuzione di molte attività infatti  era poprio il limite del regime dei minimi di 30 mila euro massimo a cui aggiungerei io anche il limite dei 20 mila (ex 15 mila) euro sui beni strumentali dei contribuenti minimi in quanto di fatto impedisce di dotarsi di alcune fondamntali dotazioni di macchinari o strumenti che potrebbero di fatto consentire la nascita di quella che potrebbe diventare una piccola impresa. Questo SI che è un vero risparmio in grado di far nascere nuove professioni, creare le base per nuovi posti di lavoro (anche se vi ricordo che non potrete assumere nel regime dei minimi pena la decadenza dall’agevolazione) aumentare le spese per consumi e per investimenti. Rispetto delle condizioni e degli altri requisiti: vi consiglio di leggere la guida dedicata al nuovo regime dei minimi in cui come saprete sono tracciate le ulteriori condizioni per accere a questo regime super semplificato.

Da quando scatta il nuovo regime dei minimi: in attesa dell’entrata in vigore

L’Iter di approvaizone ha incassato l’OK da parte del Consiglio dell’Unione Europea che  ha autorizzato l’Italia a rinnovare fino al 2017 il regime dei contribuenti minimi. La palla ora passa al Parlamento che sono certo non si farà sfuggire l’occasione di godere di ampio consenso politivo portando questa fantastaica notizia. Secondo me sta solo attendendo il momento giusto per godere del più ampio ritorno di immagine possibile in quanto se considerate le decine di migliaia di professionisti che si iscriveranno ed apriranno la partita Iva capite bene quante vale la posta in palio anche considerando questo aspetto. Ragionevolmente però dovrebbero fare in modo di poterlo introdurre dal primo gennaio 2014 in modo il che ne renderebbe ancora più agevole la gestione.

Il regime è a tempo determinato

Essendo un regime fiscale che di fatto limita il prelievo dell’Iva nelle casse dello Stato l’applicazione è stata concessa ed autorizzata dalla Unione Europea ma solo per un ulteriore triennio e qudini fino al 31 dicembre 2016 per cui sarebbe il caso che il Parlamento si sbrigasse.

I nodi aperti

Dopo l’approvazione ovviamente dovranno anche essere chiariti i termini e le modalità di applicazione in vigenza del vecchio regime dei minimi, per capire se coloro che hanno già aderito al vecchio potranno di fatto anche usufruire del nuovo limite prevista sul nuovo regime dei minimi e se potranno accedere anche quelli che hanno superato il limite in anni precedenti (non credo comunque se non quelli che lo hanno superato nell’anno in cui il parlamento eventualmente lo introdurrà).

Nuovo emendamento con il limite a 65 mila euro

In questo documento trovate il testo dell’emendamento presentato per innalzare il limite dei minimi fino a 50 mila euro. Parliamo dell’emendamento G/1058/16/6 (testo 2) – BELLOT, BITONCI: Il Senato, in sede di esame del disegno di legge n. 1058, recante delega al Governo recante disposizioni per un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita, valutato il provvedimento in discussione; considerato che una delle finalità principali del provvedimento è quella di sostenere ed incentivare la ripresa economica e che secondo gli ultimi dati forniti dal Dipartimento delle Finanze, nel 2012, su tre partite Iva aperte, una rientra nel cosiddetto regime dei contribuenti minimi, il quale prevede una imposta forfetaria, che sostituisce Irpef e Irap, del 5 per cento per i primi 5 anni di attività (prima era del 20 per cento ma senza limiti temporali), né l’applicazione dell’IVA, né a debito né a credito (cioè scaricabile), obblighi contabili ridotti al minimo, esenzione dagli studi di settore e dalle comunicazione per lo spesometro; stimato che con la decisione 2013/678/UE dei Consiglio UE pubblicata nella gazzetta ufficiale europea n. L316 del 27/11/13, in deroga all’articolo 285 della direttiva 2006/112/CE, l’Italia è autorizzata a esentare dall’lVA i soggetti passivi il cui volume d’affari non superi i 65.000 euro annui; impegna il Governo a valutare l’opportunità di perfezionare il vigente regime fiscale dei minimi, adottando un regime di determinazione forfetaria delle imposte dirette e dell’IVA per i giovani di età inferiore ai trentacinque anni che intraprendono attività d’impresa o lavoro autonomo il cui volume d’affari annuale non ecceda i cinquantamila euro.

Aggiornamenti e riferimenti normativi

Decisione UE 1988/2016 dell’8 novembre 2016
Decisione n. 2013/678/UE del Consiglio UE

47 commenti

  1. Buongiorno,

    sono agente in attività finanziaria aderente al regime dei minimi dal 03/2014 con tassazione agevolata al 5%.
    Poichè lo scorso anno (2016) ho fatturato oltre i 30.000, limite oltre il quale perderei il regime agevolato, Vi domando se valga anche per il sottoscritto il discorso legato all’innalzamento del limite dei ricavi a 65000 euro annui sino al 31/12/2019. Grazie sentitamente a chiunque vorrà rispondermi. Saluti

  2. buongiorno, volevo sapere se è effettivamento stato approvato dalla legge di stabilità 2017il limite massimo di ricavi o volume di affari che passerebbe da 30 mila a 65 mila euro fino al 31 dicembre 2019. grazie

  3. Vi segnalo che è passata la decisione UE sull’innalzamento del limite del regime dei minimi a 65 mila euro fino al 2019

  4. Ho 40 anni e sono nel regime dei minimi dal 2012, nel 2014 fatturerò sopra i 30.000 euro ma entro il limite dei 45000. Per il prossimo anno dovrò passare per forza al regime ordinario o ho qualche speranza di avere condizioni agevolate. Non ero a conoscenza della possibilità di elevare il tetto di reddito ma avevo sentito parlare di un nuovo regime forfettario.

    Grazie

  5. Vorrei aprire una attività professionale come consulente . Ho 52 anni, e penso di fatturare meno Di 30 mila euro.
    Posso accedere al regime dei minimi? Mi conviene aprire la partita iva prima della fine del 2014, visto che poi nel 2015 cambierà?
    Grazie

  6. La riforma del Fisco di Renzi mi creda ho pausa solo a guardarla…di proclami ce ne sono migliaia…ma ho imparato in questi ultimi mesi a non andargli appresso per non creare false illusioni a voi e non impazzire io…tanto non ne vale la pena perchè poi non si tramutano in leggi. Pe cui le posso dire che al momento lo stato dell’arte è quello che trova scritto sull’articolo e le posso consigliare di non far dipendere l’inizio dell’attività da questo livello di tassazione anche se mi rendo conto che sposta di molto l’ago della bilancia.

  7. ho una attivita’ nel regime dei minimi con la riforma del fisco di renzi è ipotizzabile un aumento del fatturato ? quali sono le indiscrezioni ? grazie e distinti saluti

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