Possono essere portati in detrazione irper non solo gli interessi ma anche gli oneri accessori al contratto di mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale. Chiarisco quali sono le spese che sono ammesse a fruire del regime agevolativo che prevede uno sconto fiscale in caso di stipula di un mutuo finanziamento con banche od istituti di credito.

Il dubbio nasce dal fatto che sono ammessi anche gli Oneri Accessori.

Iniziamo con il dire che per oneri accessori si intendono le spese che sono strettamente necessarie e funzionali alla stipula del mutuo e senza le quali il mutuo od il finanziamento non potrebbe essere erogato.

A titolo esemplificativo e senza pretesa di esaustività vi segnaliamo le seguenti spese: 

  • l’onorario del notaio per la stipula del contratto di mutuo ipotecario;
  • le spese di perizia;
  • le spese di istruttoria;
  • la commissione richiesta dagli istituti di credito per la loro attività di intermediazione;
  • la provvigione per scarto rateizzato nei mutui in contanti;
  • la penalità per anticipata estinzione del mutuo;
  • le quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione;
  • le perdite su cambio, per i mutui contratti in valuta estera;
  • l’imposta per l’iscrizione o la cancellazione di ipoteca;
  • l’imposta sostitutiva sul capitale prestato.

Non sono ammesse alla detrazione, in quanto non assolutamente necessarie, le spese di assicurazione dell’immobile, neppure qualora l’assicurazione sia richiesta dall’istituto di credito che concede il mutuo, quale ulteriore garanzia nel caso in cui particolari eventi danneggino l’immobile, determinando una riduzione del suo valore ad un ammontare inferiore rispetto a quello ipotecato.

Riguardo invece alle spese che non devono essere considerate quali oneri accessori e pertanto non godono dello sconto fiscale della detrazione in quanto relative all’acquisto della casa e non al contratto di mutuo o finanziamento sono:

  • le spese di mediazione immobiliare (agenzie immobiliari);
  • l’onorario del notaio per il contratto di compravendita;
  • le imposte di registro, l’Iva, le imposte ipotecarie e catastali.

Non sono ammessi alla detrazione gli interessi passivi eventualmente coperti da contributi concessi dallo Stato o da enti pubblici in conformità ad apposite disposizioni di legge.

Nel caso in cui il contributo venga erogato in un periodo d’imposta successivo a quello in cui il contribuente ha fruito della detrazione per l’intero importo degli interessi passivi, l’ammontare del contributo percepito deve essere assoggettato a tassazione separata a titolo di “onere rimborsato”.

Leggete la guida fiscale sugli interessi passivi per il mutuo sull’abitazione principale (e che qualcuno chiama prima casa)

Vi ricordo la guida fiscale alla detrazione degli interessi passivi sul mutuo per l’acquisto dell’abitazine principale.