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Riscatto anni di Laurea Figli o Familiari a carico: deduzione, detrazione IRPEF, costo, calcolo e convenienza

risparmiare sul riscatto degli anni di laureaIl riscatto  degli anni di laurea ordinario o agevolato, per i figli, coniuge o familiare a carico, dà diritto ad una deduzione o una detrazione fiscale a seconda dei casi, con la possibilità di far risparmiare il soggetto dichiarante nella dichiarazione dei redditi 730 o modello unico relativa all’anno in cui sono effettuati i versamenti.
La manovra finanziaria 2019 introduce inoltre la possibilità di effettuare un riscatto agevolato degli anni di laurea propri e dei familiari a carico per cui anche coniuge, moglie marito e figli. Vediamo di capire come funziona come funziona il riscatto forfettario ai fini della pensione, quanto costa anche alla luce della possibilità di dedurre il contributo pagato ai fini Inps.

Da sapere: a seconda della posizione del familiare a carico si potrà avere diritto ad una deduzione dal reddito imponibile o una detrazione fiscale direttamente dall’imposta, come potrete vedere anche da due esempi di calcolo.

Riscatto anno di laurea familiari a carico: come funziona in pratica

Il legislatore ha da sempre dato la possibilità di effettuare il riscatto degli anni di laurea ai fini INPS in modo ordinario pagando però il riscatto sulla base dell’ultima retribuzione… che vuole dire un bagno di sangue, un salasso, un costo esagerato.
Immaginate che per RAL annue di 40 mila euro il versamento si aggira intorno ai 13-14 mila euro per ogni anno riscattato.
La manovra finanziaria ha aggiunto a questa tipologia di riscatto anche uno agevolato, valido solo ai fini del riconoscimento delle annualità contributive necessarie a maturare il requisito minimo, ma non anche ai fini del calcolo del valore spettante.
In pratica si paga un valore che varrà solamente per il calcolo delle annualità contributive e minime necessarie ad andare in pensione, ché al momento sono pari a 38. Tuttavia i soldi che versiamo non andranno a incrementare il valore della pensione mensile che percepiremmo in futuro.
Nella sostanza mentre prima coloro che volevano accedere al riscatto degli anni di laurea andavano a pagare il 33% dell’ultima retribuzione imponibile INPS o delle ultime 52 settimane retributive, oggi invece il riscatto agevolato degli anni di laurea consente la definizione applicando la stessa percentuale forfettaria alla retribuzione minimale INPS.
Se prendiamo per esempio i contribuenti che hanno versato i contributi dopo il 1996 potremmo effettuare il seguente calcolo
  • Contributo Minimale INPS Gestione artigiani e commercianti 2018 = 15.710,00 euro
  • Aliquota INPS Lavoratori dipendenti 33%
  • Calcolo Riscatto forfettario =  contributo minimale x aliquota > 15.710,00 X 33% = 5.184,30.
Costo riscatto = 5.184,30 euro annui
Se prendiamo un contribuente che percepisce sui 40 mila euro il costo sarebbe stato di 13 mila euro ca. Evidente quindi come il risparmio c’è ed è notevole.
In altre parole viene equiparato il sistema di pagamento previsto per gli inoccupati o i disoccupati a quelli che possono accedere al riscatto agevolato.

Deduzione fiscale riscatto di laurea per i familiari a carico: come funziona

In pratica si tratta di effettuare un versamento per i familiari a carico attraverso la predisposizione di uno stato di famiglia, per la presentazione della domanda all’Inps. Il contribuente che effettuerà il pagamento avrà diritto a portare la propria dichiarazione dei redditi 730 oppure modello unico una quota di deduzione che andrà in riduzione del reddito imponibile Irpef.

Ricordiamo che per familiare a carico fiscalmente non si intende un figlio o una moglie o un genitore che abitano nella stessa casa ma è necessario che non abbia un reddito superiore a 2.840,51 euro annue. Per il calcolo di questo limite i dubbi sono molti rispetto ad assegni o indennità percepite come vanno considerate e se sono da escludersi. Proprio per risponder e queste domande trovate in calce all’articolo la guida di approfondimento gratuita sulla definizione di familiare a carico anche con tante risposte alle domande postate dai lettori nel box commenti.

Ai sensi dell’articolo 51 comma 2. lettera del Tuir non concorrono a formare il reddito i contributi previdenziali e assistenziali versati dal datore di lavoro o dal lavoratore in ottemperanza a disposizioni di legge; i contributi di assistenza sanitaria versati dal datore di lavoro o dal lavoratore ad enti o casse aventi esclusivamente fine assistenziale in conformità’ a disposizioni di contratto o di accordo o di regolamento aziendale, che operino negli ambiti di intervento stabiliti con il decreto del Ministro della salute di cui all’articolo 10, comma 1, lettera e-ter), per un importo non superiore complessivamente ad euro 3.615,20. Ai fini del calcolo del predetto limite si tiene conto anche dei contributi di assistenza sanitaria versati ai sensi dell’articolo 10, comma 1, lettera e-ter);

La deduzione è disciplinata dall’articolo 10, co.1 lettera e) del Tuir che prevede “e) i contributi previdenziali ed assistenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge, nonche’ quelli versati facoltativamente alla gestione della forma pensionistica obbligatoria di appartenenza, ivi compresi quelli per la ricongiunzione di periodi assicurativi. Sono altresi’ deducibili i contributi versati al fondo di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 16 settembre 1996, n. 565. I contributi di cui all’articolo 30, comma 2, della legge 8 marzo 1989, n. 101, sono deducibili alle condizioni e nei limiti ivi stabiliti; ”

Attenzione

I costi sostenuti dal contribuente per il riscatto degli anni di laurea segue un duplice trattamento fiscale a seconda della situazione del familiare a carico, sia esso un coniuge o un figlio.

  • Nel caso in cui il familiare fiscalmente a carico sia è iscritto ad una forma previdenziale obbligatoria, il costo sostenuto nell’anno d’imposta oggetto di dichiarazione potrà essere portato in deduzione dal reddito imponibile ai fini Irpef.
  • Nel caso in cui il familiare fiscalmente a carico non sia iscritto ad alcuna forma previdenziale obbligatoria, allora il legislatore consente di portare direttamente in detrazione dall’imposta Irpef delle dichiarante, il 19% del costo sostenuto.

Possiamo quindi affermare che nel caso in cui il familiare a carico del contribuente sia il proprio figlio oppure un coniuge che non lavori per scelta o per cause esogene, il legislatore consente un maggiore beneficio fiscale. Questo non è sempre vero o almeno il beneficio si attenua nel caso in cui parliamo di un soggetto dichiarante con reddito imponibile molto elevato e familiare fiscalmente a carico iscritto ad altra forma previdenziale obbligatoria.

Ai fini della deduzione o detrazione non importa la modalità di pagamento sia essa con bollettini o con bonifico bancario o con MAV o con altro sistema di pagamento in vigore.

Limite deduzione o detrazione fiscale

A differenza di quanto previsto per la detrazione dei contributi previdenziali Inps propri, nel caso del riscatto ordinario oppure agevolato degli anni di laurea per familiari a carico, non è previsto alcun limite di deduzione oppure di detrazione.

Riscatto laurea del figlio

Se volessimo fare un esempio per comprendere l’effettivo risparmio d’imposta possiamo prendere in considerazione un contribuente genitore che decide di riscattare gli anni di laurea del proprio figlio. Supponiamo che a seguito della domanda presentata all’Inps il costo annuo sia di € 4.000 annue.
Il risparmio sarà pari 760 euro nel caso in cui si tratti di una detrazione fiscale. Il costo effettivo sarà pari non a 4 mila euro ma a 3.240 euro.

Riscatto laurea della moglie

Invece prendiamo il caso della moglie che non lavora ma è iscritta ad una forma previdenziale obbligatoria. Supponendo sempre che il calcolo abbia portato al versamento annuo di € 4.000 per il suo riscatto degli anni di laurea la modalità di calcolo cambia e con questa anche il possibile risparmio. L’effettivo risparmio dipenderà in questo caso dal reddito imponibile del soggetto dichiarante che pagherà il riscatto. Maggiore sarà il suo reddito maggiore sarà il beneficio fiscale ottenibile.

Chi deve presentare la Domanda

Per i lavoratori del settore privato, la domanda di riscatto può essere presentata anche dal datore di lavoro dell’assicurato destinando, a tal fine, i premi di produzione spettanti al lavoratore.

Nei casi in cui la domanda sia presentata dal parente o affine o dal datore di lavoro, in fase di presentazione della stessa è necessario che sia acquisito il consenso del soggetto interessato. Senza la predetta adesione, la relativa domanda è irricevibile.

Dove si indica in dichiarazione 730 o modello unico

Deduzione fiscale dal reddito imponibile 

Nella dichiarazione dei redditi andrà valorizzato il quadro RE nella sezione II oneri e spese per i quali spetta la deduzione dal reddito complessivo e più precisamente il rigo E21.

Detrazione dall’imposta Irpef

nel caso della detrazione invece si dovrà valorizzare il rigo E8 con codice 32.

Nella circolare qui di seguito vi sono tutti i chiarimenti utili alla presentazione della domanda e al meccanismo di funzionamento. E’ scritta bene e di facile comprensione per cui vi consiglio vivamente di leggerla.

Testo Circolare INPS Riscatto anni di Laurea 36 del 2019

 

Riscatto Laurea Agevolato Circolare INPS 2019: rateizzazione, come funziona, costi, convenienza e calcolo

Deduzione o Detrazione Riscatto della Laurea dei contributi INPS ed INAIL

Riscatto Laurea INPS: Come si presenta la Domanda in pratica

Articolo 20
(Facoltà di riscatto periodi non coperti da contribuzione)

Il comma 1 è stato modificato prevedendo che i periodi riscattabili siano quelli compresi fra il primo e l’ultimo anno con contributi accreditati, anziché quelli compresi fra la data del primo e quella dell’ultimo contributo accreditato. Inoltre i periodi riscattati sono parificati a periodi di lavoro.

Al riguardo, si rileva che le modifiche hanno l’effetto di incrementare i periodi riscattabili, poiché la relativa finestra temporale risulta ampliata sia nell’anno della prima sia in quello dell’ultima contribuzione, ferma restando comunque la previsione per cui possono essere riscattati al massimo cinque anni, anche non continuativi. Tale effetto potrebbe determinare maggiori oneri rispetto alle previsioni iniziali della RT, sia pur di limitata entità. In merito alla parificazione dei periodi così riscattati a periodi di lavoro, andrebbe chiarito se da tale parificazione derivino effetti onerosi in virtù di anticipazioni temporali o di maggiorazioni economiche nel godimento di benefici o nell’esercizio di diritti per il cui riconoscimento sono fissati, a legislazione vigente, requisiti legati all’ampiezza dei periodi nei quali è stata svolta attività lavorativa.

Il comma 6 è stato modificato eliminando il limite massimo di età di 45 anni per il riscatto degli anni di laurea successivi al 31 dicembre 2015 (e quindi ope legis computabili con il metodo di calcolo contributivo) secondo le modalità agevolate previste dal medesimo comma 6, che rapportano l’onere contributivo al minimo imponibile annuo di cui all’articolo 1, comma 3, della legge n. 233 del 1990.

Al riguardo, si rileva che l’eliminazione del limite massimo di età di 45 anni per l’accesso al riscatto della laurea agevolato di cui al presente comma sembra inficiare l’assunto della RT iniziale, ai sensi del quale la norma non avrebbe determinato effetti finanziari negativi (i.e. prestazioni più elevate e anticipate) nel primo decennio di applicazione, quasi certamente proprio in rapporto all’età, relativamente giovane, espressamente richiesta per l’operazione di riscatto. La modifica apportata potrebbe infatti indurre soggetti prossimi alla pensione e laureatisi in tarda età a riscattare gli anni di laurea secondo le nuove modalità, accedendo al trattamento pensionistico già nel primo decennio di applicazione delle disposizioni, ossia entro l’orizzonte temporale prescritto per la stima di oneri pensionistici dalla vigente normativa contabile. Appare pertanto necessaria un’integrazione della RT, pur trattandosi probabilmente di oneri molto contenuti

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