Come si calcolano i 183 o 184 giorni della residenza fiscale all’estero

sposiVediamo in pratica come si effettua il calcolo dei 183/184 giorni valevoli alla configurazione della residenza fiscale in Italia per le persone fisiche, perchè una cosa è recitare l’articolo l’altra è calarlo con esempi pratici nelle singole fattispecie di ognuno di voi che avrà interessi o famigli all’estero ecc.




Criteri per stabilire la residenza delle persone fisiche

Prima di tutto prima di imbattervi nell’annoso calcolo dei giorni vi chiedo di leggere l’articolo dedicato ai criteri per l’individuazione della residenza fiscale delle persone fisiche perchè così potrete verificare che indipendentemente dai giorni, per il fisco siete già considerati residenti fiscalmente in altro paese, per cui inutile imbattervi nella lettura di questo articolo squisitamente dedicato al calcolo.

In secondo luogo dovete far riferimento all’articolo 2 del Tuir e 43 del Tuir che recitano rispettivamente:

1. Soggetti passivi dell’imposta sono le persone fisiche, residenti e non residenti nel territorio dello Stato.
2. Ai fini delle imposte sui redditi si considerano residenti le persone che per la maggior parte del periodo di imposta sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente o hanno nel territorio dello Stato il domicilio o la residenza ai sensi del codice civile.


Il grado di attrazione dello Stato infatti risulta agganciato a questi quattro principi di base che sono:

  1. residenza fiscale nel paese in cui si possiede un’abitazione (il più importante)
  2. residenza fiscale nel paese in cui il contribuente ha il centro dei suoi affari ed interessi (a tal fine trovate in rete la famosa sentenza Pavarotta che in questo fa scuola e spiega come si fa)
  3. residenza fiscale nel paese in cui si dimora abitualmente
  4. nello stato in cui si ha la nazionalità

E’ sufficiente che sia verificato, per la maggior parte del periodo d’imposta, anche uno solo di questi requisiti affinché una persona fisica sia considerata fiscalmente residente nel nostro Paese.

Cosa significa Maggior parte periodo di imposta o dell’anno

Per la maggior parte del periodo di imposta devono pertanto intendersi 365 giorni diviso 2, ossia 183 o 184 giorni (per gli anni in cui febbraio ha 29 giorni). Il calcolo dei giorni va fatto in base all’effettiva persistenza all’estero del soggetto per cui nel calcolo dei giorni all’estero dovrà prima di tutto prendersi a riferimento il giorno di arrivo e di partenza, le frazioni del giorno possibilmente da dimostrare con le ore alla mano. I sabati e le domeniche vanno conteggiati come anche i giorni festivi.

Nel calcolo devono essere conteggiati anche i giorni di ferie o di malattia eventualmente goduti o scontati nello Stato dove si sta svolgendo l’attività lavorativa.

Per farlo inutile dirlo diviene fondamentale avere prova del transito in entrata e in uscita dal paese.

Convenzioni contro le doppie imposizioni

Sarà importante successivamente chiarire cosa disciplina la convenzione OCSE e le eventuali convenzioni contro le doppie imposizioni fiscali che sono state condivise tra l’Italia ed il paese Estero.

Come eliminare le doppie imposizioni fiscal tra divers paesi

Sarà necessario inoltre valutare nel caso di successioni con l’estero anche come eliminare le doppie imposizioni fiscali tra diversi paesi

 

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7 Commenti

  1. Buongiorno, per il raggiungimento dei 183 giorni, essendo un marittimo e lavorando tutti i giorni (nave battente bandiera Bermuda), volevo chiedere se Sabati, Domeniche e festivita’ vengano contati come giorni doppi ?
    Purtroppo non riesco a ricevere una risposta chiara al riguardo e su internet non riesco a trovare una norma che faccia riferimento a quanto le chiedo.
    La ringrazio

  2. Buongiorno,
    Vorrei ricevere, se possibile, un chiarimento sui 183gg.
    Dal 1 Gennaio 2020 sono stato assunto da una società estera.
    In condizioni normali dovrei passare 183gg abbondanti all’estero, ma data la situazione globale attuale non sono sicuro di raggiungere i 6 mesi +1 gg all’ estero dato che sono rimasto “incastrato” in italia da fine Gennaio 2020.

    Leggo su alcuni siti “accreditati” che per il calcolo dei 183gg all’estero si conteggiano anche i riposi settimanali e festività a prescindere dal paese in cui vengono passati.

    La mia domanda, dunque, è questa: da fine Gennaio 2020 ad oggi ho passato 43gg totali di gg di riposo (Venerdì e Sabato essendo un paese arabo) in italia. Questi 43gg vengono conteggiati nei 183gg totali?

    Spero di essere stato chiaro.
    Cordiali Saluti

  3. Lavoro in Gabon a rotazione di 2 mesi lavoro e uno ferie … quindi piu di 183 giorni.
    Ho il visto e sono iscritto all AIRE…
    quindi se percepisco soldi in Italia devo per forza pagare le tasse?

  4. Per lavoro mi sono trasferito all’estero da solo e la ho affittato un appartamento intestato solo a me.
    Dopo alcuni mesi di residenza all’estero mi giunge una ordinanza del giudice italiano dove mi si dice che nel’appartamento in Italia non posso più accedere come richiesto dalla (ex-)moglie che vive con i nostri figli.
    A questo punto sono all’estero da più di 183gg, ho un lavoro fisso in una azienda normale e un solo appartamento intestato a me: posso considerarmi fiscalmente fiscalmente all’estero? Grazie

  5. Salve, per quanto riguarda il raggiungimento dei 183 giorni di lavoro, essendo un marittimo e lavorando tutti i giorni, volevo sapere se il sabato e la domenica vengono contati come giorni doppi(festivi) nel conteggio dei 183 giorni.
    Grazie

  6. se ha le evidenze documentali si può opporre. Sempre che questo sia l’unico requisito che le contestano. Come spiegato nell’articolo non c’è solo il calcolo dei 183 giorni ma anche altri elementi che possono far attrarre la residenza in un pese piuttosto che in un altro come per esempio il centro di affari o interessi (la famiglia).

  7. Una persona non Italiana e proveniente dall’estero ha iniziato a lavorare in Italia ad Aprile e si è iscritta all’anagrafe in Novembre.

    Il fisco dice che poichè ha iniziato a lavorare ad Aprile è da considerare residente in Italia anche se ha speso meno di 183 giorni in Italia (frequenti viaggi in aereo e pernottamenti all’estero). Può essere che per quell’anno non potesse essere considerato residente secondo l’art. 2 TUIR? Di fatto non è stato presente in Italia per 183 giorni.

    A presto e grazie mille!

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